
La Corte suprema del Ciad ha deciso di trasferire nella capitale l'indagine sulle attività della Ong francese Arche de Zoé che si preparava a trasferire clandestinamente in Francia 103 bambini tra uno e dieci anni affermando che erano orfani del Darfur che aveva già destinato a famiglie francesi. Una di queste ha fatto sapere di avere pagato 2.500 euro. Assieme all'inchiesta sono stati trasferiti anche i 18 prigionieri che si trovavano ad Abeche, a 700 chilometri circa dalla capitale N'djamena. Le accuse mosse ai nove francesi (tre giornalisti e sei membri dell'organizzazione umanitaria) e ai sette spagnoli (l'equipaggio dell'aereo che doveva trasferire i 103 bambini in Francia) sono di sottrazione di minori e falso. Nella capitale il tribunale di prima istanza deve designare entro lunedì un nuovo giudice istruttore che dovrà confermare le accuse mosse il 29 ottobre. Tra gli arrestati oltre ai francesi e agli spagnoli c'é anche un altro europeo, un pilota belga, che con un diverso provvedimento era stato fermato nella capitale per complicità per aver trasportato con un piccolo aereo i bambini ad Abeche da diverse parti del paese. ATS
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