Cerca e trova immobili
Estero
"Ci incatenavano sotto il sole cocente"
Redazione
11 anni fa
La 18enne Jinan è stata usata come schiava sessuale dall'ISIS. Ora racconta il suo calvario in un libro

Jinan, 18 anni, è una giovane irachena della minoranza yazida che per tre mesi è stata usata come schiava sessuale da parte dei membri dell'ISIS.

In un libro in uscita in questi giorni, intitolato "Daesh's Slave", racconta ciò che è stata costretta a subire fino a quella notte in cui è riuscita a fuggire rubando delle chiavi.

"Ci torturavano, volevano convertirci con la forza" afferma la 18enne. "Se ci rifiutavamo, ci picchiavano, ci incatenavano sotto il sole cocente e ci obbligavano a bere l'acqua nella quale si trovavano dei topi morti. A volte, ci minacciavano di torturarci con l'elettricità."

"Questi uomini, non sono degli esseri umani" prosegue Jinan. "Pensano solo alla morte, a uccidere. Si drogano in continuazione. Vogliono vendicarsi con tutto il mondo. Affermano che un giorno il loro Stato islamico regnerà sull'intero pianeta."

Jinan racconta che a Mossul è stata portata "in un immenso salone dove erano state riunite decine di donne."

"Dei combattenti giravano tra di noi, ci facevano delle battute, ci toccavano il sedere" afferma Jinan, che poi riporta a titolo di esempio quanto affermato da uno di loro: "Questa ha un bel seno. Ma io voglio una yazida con gli occhi blu e la pelle pallida. Sono le migliori, a quanto pare. Sono pronto a pagare il prezzo necessario."

Jinan racconta di aver visto degli iracheni, dei siriani, degli arabi ma anche degli occidentali, in questi mercati di schiave. Le ragazze più belle vengono riservate per i capi o per i clienti del Golfo, che pagano di più.

La 18enne vive ora insieme al marito, che ha ritrovato dopo la fuga, in un campo di rifugiati nel Kurdistan iracheno. "Se torniamo a casa, ci saranno altri genocidi contro di noi" conclude. "La sola soluzione sarebbe che avessimo una regione per noi, sotto protezione internazionale."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata