Live Guerra in Ucraina
Putin all'Occidente, "Anche le nostre armi possono raggiungervi"
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3 giorni fa
Tutti gli aggiornamenti sul conflitto.
2 giorni fa
Svizzera
Ucraina: la Svizzera applica il 13esimo pacchetto di sanzioni UE
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Il pacchetto interessa 106 persone e 88 aziende che operano principalmente nell'apparato militare-industriale russo.

Un nuovo pacchetto di misure, adottato dall'Unione Europea (UE) lo scorso 23 febbraio, entrerà in vigore in Svizzera questa sera alle 18.00. Esso interessa 106 persone e 88 aziende che operano principalmente nell'apparato militare-industriale russo, indica il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) in una nota diffusa in serata.

Chi è coinvolto

Tra le persone e le entità colpite dalle nuove sanzioni molte sono attive nella produzione di missili, droni, sistemi missilistici antiaerei e altre attrezzature militari. Vi sono anche imprese e individui russi coinvolti nella fornitura di beni d'armamento dalla Repubblica popolare democratica di Corea alla Russia. Nella nuova lista figurano pure i giudici e i funzionari dei territori occupati dell'Ucraina, così come gli individui e gli organismi coinvolti nel trasferimento forzato di bambini ucraini.

3 giorni fa
Russia
Putin all'Occidente, "Anche le nostre armi possono raggiungervi"
È quanto affermato dal presidente russo nel suo discorso annuale davanti alle Camere riunite del Parlamento.

"Anche noi abbiamo armi capaci di raggiungere i vostri territori". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi all'Occidente. "Hanno tentato in passato di combattere la Russia - ha aggiunto -, ma ora le conseguenze saranno pessime." Nel suo discorso annuale davanti alle Camere riunite del Parlamento, tenuto al Gostiny Dvor, un centro congressi a ridosso della Piazza Rossa, Putin ha tuttavia affermato che è "una sciocchezza" dire che Mosca voglia attaccare l'Europa. "Comprendiamo che l'Occidente sta cercando di trascinarci in una corsa agli armamenti, logorandoci e ripetendo il trucco a cui riuscirono negli anni '80 con l'Unione Sovietica", ha detto il presidente russo citato dalla Tass. "Tutto quello che l'Occidente sta escogitando - ha sostenuto - porta veramente alla minaccia di un conflitto con armi nucleari e quindi all'annientamento della civiltà."

Un monito alla NATO

Putin ha quindi messo in guardia i membri dell'Alleanza atlantica: "hanno iniziato a parlare della possibilità di inviare contingenti militari della Nato in Ucraina. Ricordiamo il destino di coloro che in passato hanno inviato i loro contingenti nel territorio del nostro paese. Ora - ha avvertito - le conseguenze per gli eventuali interventisti saranno molto più tragiche". Sempre a proposito del conflitto in Ucraina, il leader del Cremlino ha quindi assicurato che le truppe russe otterranno la vittoria e non si ritireranno mai: "i membri delle forze armate non si ritireranno, non falliranno, non tradiranno". Egli ha anche affermato che "tutto il paese" sostiene i soldati russi impegnati nell'operazione militare e uniti "possiamo superare qualsiasi cosa". In Ucraina - ha spiegato - le forze russe hanno usato due tipi di missili ipersonici: il Kinzhal, lanciato dagli aerei, e lo Zirkon, lanciato dalle navi.

Test su missili da crociera

Putin ha anche sostenuto che Mosca starebbe completando i test del missile da crociera a propulsione nucleare "Burevestnik" e del missile sottomarino potenzialmente armabile con testate nucleari "Poseidon". "I test del missile da crociera a gittata illimitata Burevestnik e del veicolo sottomarino senza pilota Poseidon sono prossimi al completamento", ha detto Putin secondo la Tass. Cambiando tema, Putin ha poi sostenuto che la Russia è "la quinta" economia del mondo e che "nel prossimo futuro" diverrà "una delle quattro maggiori potenze economiche del mondo".

PIL russo sceso del 2,2% nel 2022, aumentato del 3,5% nel 2023

Nel 2022 il Pil russo è sceso del 2,2%, mentre nel 2023 è aumentato del 3,5%. Tuttavia gli esperti sottolineano che si tratta di un dato su cui incide fortemente la militarizzazione dell'economia russa e l'aumento notevole della produzione di armi sullo sfondo dell'invasione dell'Ucraina. L'economia russa è quindi considerata sbilanciata e affronta problemi di carenza di manodopera e forte inflazione (7% nel 2023 dopo il 12% del 2022). Il presidente ha proseguito affermando che "noi, insieme ai paesi amici, continueremo a creare corridoi di approvvigionamento efficienti e sicuri, a costruire una nuova architettura finanziaria globale su basi tecnologiche all'avanguardia e priva di interferenze politiche. Tanto più che l'Occidente porta discredito sulle proprie valute e sul sistema bancario". Secondo quanto riporta l'agenzia Interfax, Putin ha poi proposto - alla vigilia delle elezioni presidenziali in programma dal 15 al 17 marzo - di "raddoppiare" fino a 2'800 rubli al mese (circa 27 franchi) le detrazioni fiscali per il secondo figlio e fino a 6'000 rubli (circa 57 franchi) quelle per il terzo figlio e per i successivi.

5 giorni fa
Estero
Casa Bianca, "non invieremo truppe in Ucraina"
Biden è convinto che per la vittoria siano necessari gli aiuti a Kiev bloccati al Congresso.

Washington non invierà truppe in Ucraina. "Biden è stato chiaro sul fatto che gli Stati Uniti non manderanno soldati a combattere in Ucraina". Lo ha dichiarato la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana Adrienne Watson, aggiungendo che il presidente ritiene che "per la vittoria" siano necessari gli aiuti a Kiev bloccati al Congresso.

5 giorni fa
Estero
"Truppe in Ucraina? Macron non vuole l'escalation"
L'Eliseo si è pronunciato sulle parole rilasciate ieri dal presidente della Repubblica francese.

Interpellato sulle polemiche seguite agli annunci di Emmanuel Macron ieri sera relativamente ad un eventuale "futuro" invio di soldati occidentali in Ucraina, l'Eliseo ha rinviato oggi alle parole pronunciate dallo stesso presidente della Repubblica durante la conferenza stampa seguita all'incontro sull'Ucraina. Il presidente "ha detto che si è discusso di nuovi mezzi per sostenere l'Ucraina - precisa la presidenza - e che non si tratta di dichiarare guerra alla Russia". Gli stessi servizi stampa dell'Eliseo rinviano "alle parole del presidente, che ha detto testualmente: 'vogliamo evitare qualsiasi escalation. Ricordiamo che non siamo in guerra con il popolo russo ma che vogliamo soltanto non lasciarlo vincere in Ucraina'".

5 giorni fa
Guerra in Ucraina
Cremlino, "conflitto inevitabile se la Nato manda truppe a Kiev"
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"Non dobbiamo parlare di probabilità, ma di inevitabilità, ed è così che la valutiamo", ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin.

Il portavoce del presidente russo Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che un conflitto militare diretto tra la Nato e la Russia sarebbe "inevitabile" se soldati di Paesi occidentali dovessero essere inviati in Ucraina. Lo riporta la Tass. "In questo caso, non dobbiamo parlare di probabilità, ma di inevitabilità, ed è così che la valutiamo", ha detto Peskov secondo l'agenzia di stampa ufficiale russa rispondendo a una domanda su come il Cremlino valuti la probabilità di un conflitto diretto tra la Nato e la Russia in caso di invio di truppe occidentali in Ucraina.

Su Navalny

Peskov ha poi risposto a una domanda su uno scambio che secondo una collaboratrice di Alexei Navalny era in fase finale per ottenere la liberazione dell'oppositore: "Non ne so nulla, non ho alcuna informazione al riguardo", ha detto secondo Interfax.

6 giorni fa
GUERRA IN UCRAINA
Ungheria: il Parlamento approva adesione della Svezia a Nato
Il sì magiaro quasi plebiscitario spiana definitivamente la strada dell'adesione di Stoccolma all'Alleanza Atlantica che affronta la minaccia della Russia

È caduto anche formalmente l'ultimo ostacolo parlamentare a un'adesione della Svezia alla Nato che può ora consolidare con un 32/o componente il suo fronte europeo settentrionale, coprendo le spalle alla Finlandia. Il parlamento ungherese controllato dal restio premier Viktor Orban ha dato il suo indispensabile assenso ad un ingresso di Stoccolma nell'Alleanza Atlantica nel momento di massimo attrito con la Russia a causa della guerra in Ucraina.

L'approvazione ungherese era l'ultimo ostacolo per Stoccolma

Il legislativo di Budapest ha approvato l'adesione con 188 voti a favore e 6 contrari completando il processo di ratifiche parlamentari che necessitava dell'assenso unanime di tutti i Paesi della Nato. Dopo l'ok della Turchia arrivato con ritardo il mese scorso, è dunque finito uno stallo che durava in pratica dal maggio 2022.

Chiesto rispetto a Stoccolma

Pur avendo trovato un accordo di principio da tempo, prima di completare il processo Orban aveva preteso "rispetto" dalla liberale Stoccolma, che considera troppo critica nei confronti delle sue politiche sanzionate dall'Ue. La "riverenza" svedese è avvenuta venerdì scorso con una visita a Budapest del primo ministro Ulf Kristersson, suggellata dall'acquisto ungherese di quattro aerei da combattimento "Gripen" dalla Svezia.

La cessione di Orban

La fine della ritrosia di Orban, spiegata da analisti con motivi di politica interna, duello con l'Ue e simpatie putiniane, è stata salutata dal segretario generale della Nato: "L'adesione della Svezia ci renderà tutti più forti e sicuri", ha dichiarato Jens Stoltenberg in linea con la valutazione del cancelliere tedesco Olaf Scholz che vede rafforzata la sicurezza anche "dell'Europa e del mondo". Come ha sottolineato Kristersson, per la Svezia, paese militarmente neutrale da due secoli, "oggi è una giornata storica". Stessa valutazione del premier britannico Rishi Sunak.

Le ultime formalità

Dopo il voto restano le formalità della ratifica da parte del nuovo presidente ungherese Tamas Sulyok, eletto proprio oggi per entrare in carica il 5 marzo, e poi il deposito a Washington dello "strumento di adesione" previsto dal Patto atlantico basato negli Usa. La Casa Bianca ha fretta e ha esortato: "Ora il governo di Budapest acceleri il processo così da favorire l'entrata della Svezia il prima possibile". Coprendo anche la sponda svedese, si tratta infatti di rendere il Baltico quello che analisti ormai già definiscono "un lago della Nato".

7 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Auspico un vertice di pace in Svizzera in primavera"
Lo ha detto il presidente dell'Ucraina in una conferenza stampa in occasione del secondo anniversario della invasione russa.

Il Paese non può perdere "l'iniziativa diplomatica" e spera che in primavera si tenga in Svizzera un vertice di pace, in vista del quale si prepari con i partner dell'Ucraina di un piano di pace che poi verrà consegnato alla Russia. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa in occasione del secondo anniversario della invasione russa in Ucraina, rispondendo ad una domanda sul sostegno a Kiev.

"La vittoria dell'Ucraina dipende dal sostegno dell'Occidente"

"Non voglio parlarne in dettaglio", ma "lavoriamo da lungo tempo sulle armi a lungo raggio e per dare una risposta generica, ho uno stato d'animo positivo dalle recenti risposte dei nostre partner riguardo a queste armi", ha aggiunto Zelensky. "La vittoria dell'Ucraina dipende dal sostegno che arriva dall'Occidente'', ha proseguito Zelensky, ringraziando i militari e i civili ucraini per il loro duro lavoro.

"31mila ucraini uccisi in guerra"

Il presidente ucraino ha inoltre affermato che sono 31mila gli ucraini uccisi in guerra ad oggi. Rispondendo in conferenza stampa ha spiegato di non voler fornire cifre sui feriti affermando che in tal caso "la Russia capirebbe quante persone hanno lasciato il campo di battaglia". Quindi ha aggiunto che sono 180mila i russi morti nel conflitto.

"Putin è sordo, si può parlare con un sordo?"

Zelensky ha aggiunto che l'Ucraina "non ha alternative" alla vittoria della guerra e alla domanda se sia giunto il momento di negoziare con Vladimir Putin data la carenza di munizioni in Ucraina, risponde: "Si può parlare con un sordo? Si può parlare con un uomo che uccide i suoi oppositori?". E aggiunge: "Proporremo una piattaforma in cui (Putin) possa accettare di aver perso questa guerra e che è stato un enorme errore e una tragedia per noi e per il mondo democratico". L'Ucraina non può accettare di perdere la guerra, ha detto Zelensky. "Che cosa significherebbe se l'Ucraina perdesse? L'Ucraina non esisterebbe".

"Navalny è morto per cause naturali"

Intanto, il capo della direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa russo, Kirilo Budanov, ha affermato che l'oppositore Alexei Navalny è morto per cause naturali, a causa di un coagulo di sangue. "Potrei deludervi, ma quello che sappiamo è che è morto davvero per un coagulo di sangue. E questo è più o meno confermato. Questo non è stato preso da internet, ma, sfortunatamente" si tratta di morte naturale, ha detto Budanov citato da Ukrainska Pravda.

7 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zaporizhzhia attaccata per 263 volte in 24 ore
Lo ha riferito su Telegram il governatore Ivan Fedorov.

L'esercito russo ha attaccato 263 volte in 24 ore dieci insediamenti della regione di Zaporizhzhia, in Ucraina sud-orientale, un civile è stato ucciso e altri due feriti, ha riferito su Telegram il governatore Ivan Fedorov. Lo riporta Ukrinform. "Il 24 febbraio, una granata nemica ha causato la morte di un 61enne a Huliaypole. Due persone sono state ferite", ha reso noto Fedorov. Le truppe russe hanno colpito Robotyne, Vilnyansk, Huliaypole, Novoandriivka, Novodanylivka, Malynivka, Mala Tokmachka con 60 droni e 14 MLRS. Nell'ultima settimana, l'esercito russo ha attaccato 3200 città e villaggi nell'Oblast di Zaporizhzhia.

7 giorni fa
Estero
Kiev: ondate di droni russi a sud, centro e ovest
Lo ha riferito il capo del centro stampa delle forze meridionali dell'esercito ucraino, colonnello Nataliya Humenyuk.

"Nella notte, l'esercito russo ha tentato, con l'aiuto dell'aviazione tattica del Mar Nero, di distruggere la nostra difesa antiaerea utilizzando missili Kh-31P, che sono stati abbattuti sul mare. Poi sono seguite ondate di droni inizialmente in direzione della regione meridionale di Mykolaiv, poi sulle regioni centrali e occidentali". Lo ha riferito il capo del centro stampa delle forze meridionali dell'esercito ucraino, colonnello Nataliya Humenyuk, citata dai media. La contraerea ucraina è entrata in azione nelle regioni di Poltava, Kiev, Khmelnytsky, Mykolaiv, Khmelnytsky, Dnipro, Zaporizhzhia e Kherson.

L'attacco ucraino

Citato dalla Tass, il ministro della Difesa di Mosca ha riferito che nella notte i sistemi antiaerei russi hanno abbattuto due droni ucraini sull'oblast di Belgorod e altri quattro sul Mar Nero. "Un attacco terroristico del regime di Kiev è stato sventato durante la notte nel tentativo di colpire due aree sul territorio della Federazione russa attraverso alcuni droni - ha detto il ministro -. I velivoli sono stati intercettati e distrutti dalle difese aeree in servizio sul territorio dell'oblast di Belgorod e sulle acque del Mar Nero".

8 giorni fa
Guerra in Ucraina
Il G7 riafferma il suo 'incrollabile sostegno all'Ucraina'
La dichiarazione ha anche affrontato la questione Navalny: "rendiamo omaggio al suo straordinario coraggio".

"Noi leader del G7 ci siamo incontrati oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per riaffermare il nostro incrollabile sostegno all'Ucraina e rendere omaggio ancora una volta al coraggio e alla resilienza del popolo ucraino che ha combattuto instancabilmente per la libertà e il futuro democratico dell'Ucraina". Così inizia la dichiarazione finale della riunione odierna del G7. "Rimaniamo convinti di poter garantire che il popolo ucraino prevalga nella lotta per il proprio futuro e contribuire a forgiare una pace globale, giusta e duratura".

"Aumentare i costi della guerra russa"

"Continueremo ad aumentare i costi della guerra russa, a degradare le fonti di guadagno della Russia e a ostacolare i suoi sforzi per costruire la sua macchina da guerra, come dimostrano i pacchetti di sanzioni recentemente approvati". E' quanto si legge nella dichiarazione. "Continuiamo a contrastare qualsiasi tentativo di eludere e aggirare le nostre sanzioni. Imporremo ulteriori sanzioni a società e individui di Paesi terzi che aiutino la Russia ad acquisire armi o input chiave per le armi".

"Si chiariscano le circostanze della morte di Navalny"

La dichiarazione finale prosegue: "rendiamo omaggio allo straordinario coraggio di Alexei Navalny e siamo al fianco di sua moglie, dei suoi figli e dei suoi cari. Ha sacrificato la sua vita lottando contro la corruzione del Cremlino e per elezioni libere ed eque in Russia". "Chiediamo al governo russo di chiarire pienamente le circostanze della sua morte", "di liberare tutti i prigionieri ingiustamente detenuti e di fermare la persecuzione dell'opposizione politica e la repressione sistematica dei diritti e delle libertà. Riterremo responsabili i colpevoli della morte di Navalny, anche continuando a imporre misure".

8 giorni fa
Guerra in Ucraina
Cassis, possibile "conferenza di pace in Svizzera entro l'estate"
In occasione del secondo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina il Consigliere Federale agli Affari Esteri ticinese ha operato un bilancio su politica internazionale, neutralità e congiuntura mediatica del conflitto.

I due anni dall'inizio del conflitto in Ucraina sono un'occasione per svolgere bilanci e retrospettive. Tra le varie prese di posizione sul conflitto rilasciate oggi ci sono anche quelle di Ignazio Cassis, raccolte quest'oggi da Ticinonews. 

"Conflitto che non si pensava fosse ancora possibile in Europa"

Il Consigliere Federale ticinese non usa mezzi termini per definire la portata degli eventi di febbraio 2022: "si tratta di un cambiamento d'epoca, per dirlo in modo preciso. Non pensavamo che una guerra di questo tipo, con carri armati ed invasioni territoriali, fosse ancora possibile in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale". Una guerra che cambia il paradigma dunque, e che costringe a guardare al recente passato e fare dei bilanci: "dobbiamo riconoscere che ci siamo sbagliati: tutti gli apparati costruiti per evitare che questo tipo di conflitti si ripetessero si sono rivelati inefficaci". Questa delusione delle aspettative poste sulla collaborazione internazionale non è priva di risvolti pratici, secondo Cassis: "con una guerra vediamo come si abbassa la soglia per una seconda, o una terza: penso a ciò che succede in Medio Oriente, nella regione del Caucaso o nel Sahel. Più guerre ci sono, più le persone si sentono legittimate ad usare le armi per risolvere i conflitti". 

"Conferenza di pace in Svizzera entro l'estate", vincolata ad una larga partecipazione

Due anni fa la Svizzera ha preso rapidamente posizione in merito al conflitto in Ucraina, secondo la formula utilizzata dallo stesso Cassis riassunta in "neutralità, non indifferenza". Qual è quindi il bilancio in merito alla politica internazionale della Confederazione? "La neutralità ci permette di giocare un ruolo diverso da quello degli altri paesi. Ieri a New York abbiamo commemorato l'anniversario del conflitto con tanti appelli, ma senza una soluzione di pace in vista". È proprio a quest'altezza che la Confederazione entra in gioco: "l'unico sforzo che si tenta di fare è quello che l'Ucraina ha domandato alla Svizzera: ospitare una conferenza di pace nel Paese". In questo senso, se le dinamiche della diplomazia lo permetteranno, si prevede un appuntamento entro l'estate. Una conferenza di pace sull'Ucraina deve però necessariamente essere un evento globale: "la conferenza avrà luogo a condizione che ci sia una forte partecipazione non solo di paesi occidentali, ma anche del sud globale - penso a Cina, India, Sud Africa, Brasile, Australia. Abbiamo bisogno di una larga partecipazione; la Russia non entrerebbe nel merito di un congresso eccessivamente di parte". 

"Concorrenza per l'attenzione della comunità internazionale"

Due anni dopo l'inizio del conflitto l'attenzione mediatica rivolta alla guerra tra Russia ed Ucraina si sta affievolendo, anche in ragione di ciò che sta succedendo tra Israele e Palestina, riconosce Cassis. Ciò mette a rischio il futuro di Kiev? "C'è una specie di concorrenza per l'attenzione della comunità internazionale, ed in questo momento gran parte di quest'attenzione è rivolta al Vicino Oriente. Questo significa anche che anche armi, soldi e capacità di cui l'Ucraina avrebbe bisogno non vengono consegnati. D'altra parte le risorse non sono infinite, ed ogni paese dirotta le sue possibilità laddove i suoi interessi sono i maggiori".  

8 giorni fa
Guerra in Ucraina
Von der Leyen, "a marzo primi 4,5 miliardi del fondo per Kiev"
Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Kiev.

"A marzo ci sarà la prima tranche dei pagamenti, da 4,5 miliardi", del fondo da 50 miliardi approvato dall'Ue per l'assistenza all'Ucraina. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Kiev spiegando che, senza intaccare il mercato unico, Bruxelles si avvia "alla proroga di un anno" delle corsie di solidarietà per favorire l'export ucraino.

8 giorni fa
Svizzera
Due anni di guerra in Ucraina, migliaia in piazza a Berna e Zurigo
I dimostranti hanno chiesto soprattutto un sostegno umanitario e alla ricostruzione per il paese devastato dal conflitto.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Berna e Zurigo per manifestare contro la guerra in Ucraina, a due anni esatti dall'aggressione Russa. I dimostranti hanno chiesto soprattutto un sostegno umanitario e alla ricostruzione per il paese devastato dal conflitto.

La manifestazione a Berna

Nella città federale sono state diverse migliaia di persone a unirsi alla manifestazione, il cui slogan era "Aiutiamo l'Ucraina a difendere l'ordine di pace europeo! Mostrate la vostra solidarietà!". All'evento hanno partecipato diversi politici e gli ambasciatori ucraino e polacco in Svizzera. La manifestazione è stata promossa dalla società ucraina in Svizzera (Ukrainischer Verein in der Schweiz), dal PS, dai Verdi, dal PVL, dall'Alleanza del Centro, nonché da sindacati e diverse associazioni umanitarie. Gli organizzatori, stando a una nota, auspicano sostegno alla popolazione ucraina, un'efficace applicazione delle sanzioni contro la Russia e una politica di pace attiva da parte della Svizzera. I manifestanti si sono riuniti vicino alla stazione di Berna e si sono poi diretti in corteo verso la Piazza Federale. Tra gli oratori previsti vi sono l'ambasciatore ucraino a Berna e vari membri del parlamento.

In 300 a Zurigo

A Zurigo, circa 300 persone hanno risposto all'appello a manifestare nel secondo anniversario della guerra in Ucraina lanciato dal Movimento per il socialismo (MPS). All'evento erano presenti anche organizzazioni ucraine di sinistra e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSoA). I partecipanti alla dimostrazione - che era autorizzata - si sono riuniti di fronte al Museo nazionale svizzero (Landesmuseum) e hanno marciato pacificamente nel centro della città fino a raggiungere Helvetiaplatz. Il traffico è stato interrotto nella Bahnhofstrasse e in altre strade. Gli oratori hanno denunciato il regime russo definendolo imperialista e hanno invitato a dimostrare solidarietà con i lavoratori ucraini. In serata è previsto sempre a Zurigo un evento commemorativo organizzato dalla Città assieme alle Chiese nazionali.

8 giorni fa
Estero
Zelensky, "siglato l'accordo di sicurezza con Meloni"
Il presidente ucraino ha anche firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza con il Canada.

"I nostri incontri con la premier italiana Giorgia Meloni sono sempre significativi. Oggi abbiamo un risultato importante. Abbiamo firmato un accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza tra Ucraina e Italia".

Lo annuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. "Questo documento stabilisce una solida base per il partenariato di sicurezza a lungo termine dei nostri Paesi. Abbiamo anche discusso di un ulteriore sostegno all'Ucraina nel contesto della presidenza italiana del G7. Sono grato all'Italia per il sostegno all'Ucraina", aggiunge pubblicando un video dell'incontro e della firma con Meloni.

"Confondere la pace con la resa è un approccio ipocrita"

L'accordo per le garanzie di sicurezza con l'Ucraina "ha durata decennale ed è il più completo e importante siglato con un Paese non parte della Nato". Ha detto la premier italiana in conferenza stampa a Kiev. Senza aggiungere dettagli sull'impegno economico per l'Italia, ha spiegato: "Continuiamo a sostenere l'Ucraina in quello che ho sempre ritenuto il giusto diritto del suo popolo a difendersi. Questo presuppone necessariamente anche il sostegno militare perché confondere la tanto sbandierata parola pace con la resa, come fanno alcuni, è un approccio ipocrita che non condivideremo mai. Vogliamo giocare un ruolo da protagonisti anche in materia di ricostruzione. Lo faremo con la presidenza del G7 e anche nel 2025 quando ospiteremo la Ukraine Recovery Conference. Parlare di ricostruzione vuol dire scommettere sul futuro dell'Ucraina". Ha proseguito Giorgia Meloni. "Stiamo già dando un contributo alla ricostruzione di Odessa - ha aggiunto -. Abbiamo sostenuto con convinzione la decisione di aprire i negoziati con l'Ue e la revisione del bilancio pluriennale".

L'accordo siglato con il Canada

Sempre su X, Zelensky ha dato annuncio di un accordo con il Canada. "L'Ucraina è decisamente più forte oggi rispetto a due anni fa. Oggi abbiamo firmato un altro accordo di sicurezza che rafforza la posizione del nostro popolo, in particolare dei nostri soldati. Si tratta di una decisione forte e tempestiva che rafforzerà significativamente la nostra resilienza. Il primo ministro Trudeau e io abbiamo firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza tra Ucraina e Canada, che stanzia oltre 3 miliardi di dollari canadesi in assistenza macrofinanziaria e per la difesa nel 2024".

8 giorni fa
Svizzera
Viola Amherd promette sostegno e solidarietà all'Ucraina
È quanto detto dalla consigliera federale in un video postato su X.

In occasione del secondo anniversario dell'invasione russa in Ucraina, la presidente della Confederazione Viola Amherd ha promesso il suo sostegno e la sua solidarietà al popolo ucraino. Lo ha fatto in un video messaggio su X. "Per due anni avete vissuto gli orrori della guerra", ha detto Amherd rivolgendosi direttamente al popolo ucraino. "La Svizzera riconosce gli enormi sacrifici che vengono da voi compiuti ogni giorno. Vi assicuriamo il nostro continuo sostegno e la nostra solidarietà. Viva la democrazia", ha concluso la presidente della Confederazione.

8 giorni fa
Estero
Zelensky: "Vinceremo nel giorno più bello"
È quanto affermato dal presidente ucraino in un videomessaggio.

Vinceremo!". Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel secondo anniversario dell'invasione russa, in un video diffuso dalla presidenza ucraina. "Stiamo combattendo per questo. Per 730 giorni della nostra vita. E vinceremo, nel giorno più bello della nostra vita", ha affermato durante una cerimonia commemorativa all'aeroporto militare di Gostomel, vicino Kiev, teatro di una battaglia chiave con i russi nei primi giorni dell'invasione.

"Nessuno distruggerà il nostro sogno"

"Puoi bruciare un aereo, ma non puoi distruggere il nostro sogno. Il sogno con cui ognuno di noi si addormenta e si sveglia da 730 giorni", ha affermato Zelensky. "Nessuno di noi permetterà che la nostra Ucraina finisca", ha detto ancora il presidente ucraino, aggiungendo che in futuro "accanto alla parola Ucraina ci sarà sempre la parola 'indipendente'".

8 giorni fa
Svizzera
Due anni di guerra, si manifesta anche in Svizzera
La Società ucraina, in collaborazione con un'ampia alleanza trasversale, organizza una manifestazione di solidarietà alle 14.00 a Berna. Previsti eventi anche a Zurigo, Losanna e Ginevra.

La guerra in Ucraina dura esattamente da due anni. Il 24 febbraio 2022, l'esercito russo fece irruzione nel territorio del Paese vicino, che da allora si difende con il sostegno dell'Occidente. In Svizzera e in altri Stati la giornata di oggi è segnata da numerose manifestazioni di sostegno e commemorazione.

Le manifestazioni in agenda

Nella Confederazione, la Società ucraina, in collaborazione con un'ampia alleanza trasversale, organizza una manifestazione di solidarietà alle 14.00 a Berna, con lo slogan "Aiutiamo l'Ucraina a difendere l'ordine di pace europeo! Mostrate la vostra solidarietà!". Interverranno diversi politici e gli ambasciatori ucraino e polacco in Svizzera. Nel corso della giornata è prevista una catena di solidarietà a Zurigo, quasi in contemporanea con un'altra manifestazione a Losanna. È previsto pure un raduno a Ginevra sulla Place des Nations. Come in Svizzera, la giornata di oggi sarà caratterizzata da manifestazioni di sostegno in tutto il mondo. La più importante e simbolica è quella organizzata a Kiev dalla presidenza italiana del G7 con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky

8 giorni fa
Estero
Due anni di guerra, Zelensky: "Sono fiero del mio popolo". Medvedev: "L'Occidente è il nostro nemico"
Sono le affermazioni fatte dal presidente ucraino e dall'ex omologo russo nel giorno del secondo anniversario del conflitto. Intanto il G7 si riunisce per parlare proprio della guerra.

"Questa terra è un pezzo della nostra casa e noi faremo la nostra parte per difenderla". Lo ha detto la premier italiana Giorgia Meloni all'aeroporto Antonov di Kiev, alla cerimonia in onore dei soldati ucraini protagonisti della battaglia di Hostomel. Assieme alla Meloni c'erano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader internazionali giunti nella capitale per il secondo anniversario del conflitto.

Zelensky: "Sono fiero del mio popolo"

E proprio Zelensky ha affermato che "la follia russa non regnerà sulla nostra terra, sul nostro mare, sul nostro cielo. I russi, a partire da Putin, dovranno rispondere delle responsabilità per ciò che hanno fatto. Grazie alla nostra battaglia il mondo capirà che non c'è una forza più forte di un popolo che crede in se stesso, Io sono fiero del mio popolo".

"Ogni male può essere distrutto, anche quello russo"

"Ci troviamo in questo posto molto simbolico, qui Putin ha voluto vincere la battaglia chiave per Kiev ma qua ha fallito quando i nostri difensori sono riusciti a impedire lo sbarco russo, impedendo di creare la loro piattaforma. Ogni male può essere distrutto, anche il male russo - ha aggiunto -. Da generazioni in Europa non si vedevano queste battaglie per l'indipendenza, qua regnava la paura che la Russia sarebbe andata avanti ma la nostra gente coraggiosa ha cominciato a proteggere se stessi e le proprie case. Nessuno sapeva cosa sarebbe avvenuto nelle settimane successive avevamo pochi armamenti ma gli ucraini hanno dimostrato di essere più forti di ogni situazione geopolitica. Hanno dimostrato che il coraggio del popolo può voltare le pagine della storia".

"Grazie del vostro sostegno"

"Chiediamo - ha aggiunto Zelensky - al mondo di aumentare la pressione sull'economia russa. Grazie per i pacchetti di aiuti, vi ringrazio per ogni decisione sulle sanzioni e per ogni passo che consente di arrivare alla fine giusta di questa guerra. Putin deve fallire come qua a Hostomel". "Vi sono grato per essere qui con noi, per il vostro sostegno, per l'aiuto al nostro Paese a distruggere l'occupante", ha proseguito il presidente ucraino.

"La vostra battaglia e anche la nostra"

Dal canto suo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che "l'Europa vi sosterrà finché necessario, ci sarà più sostegno finanziario, più munizioni". "Non c'è luogo migliore di questo aeroporto per ricordare il nostro impegno per l'Ucraina", ha aggiunto ricordando che qui c'era il più grande aereo del mondo, l'Antonov An-225 Mriya, "e Mriya vuol dire sogno. Il sogno che hanno gli ucraini è di avere posto nella famiglia europea e insieme realizzeremo questo sogno. L'Ucraina in pace farà parte dell'Europa". A sua volta il premier canadese Justin Trudeau ha preso la parola, ricordando che "la vostra battaglia è anche la nostra battaglia, combattete per la vostra democrazia ma anche per la democrazia di ognuno di noi. Voi combattete per preservare le regole su cui hanno concordato i Paesi del mondo". Anche il l vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis arrivando alla riunione dell'Ecofin informale a Gand ha voluto ricordare l'anniversaria della guerra. "Oggi sono due anni da quando la Russia ha iniziato la sua brutale aggressione contro l'Ucraina, quindi ovviamente è molto importante che da parte dell'Ue continuiamo a fare tutto il necessario per sostenere l'Ucraina nella sua difesa" e "una delle cose più urgenti è lavorare sulle forniture di munizioni".

Medvedev: "Il nostro nemico è l'Occidente"

Intanto, su Telegram, l'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha commentato così le nuove sanzioni alla Russia. "Ci siamo abituati alle loro (dell'Occidente, ndr) infinite sanzioni e abbiamo imparato a conviverci: queste restrizioni non sono più dirette contro le autorità o le imprese del Paese, come ama dire il nostro avversario. Sono stati adottati contro l'intera popolazione della Russia. Dovremo ricordarcene e vendicarci di loro ovunque sia possibile. Sono i nostri nemici".

8 giorni fa
Guerra in Ucraina
Von der Leyen: "Consegnati 50 veicoli della polizia a Kiev"
Lo ha annunciato su X.

"Lieti di consegnare alla polizia ucraina 50 nuovi veicoli finanziati dall'Ue. Li aiuteranno nel loro lavoro quotidiano. Per portare sicurezza e stabilità nei territori liberati dalle coraggiose Forze armate ucraine e sostenere la popolazione. Questa è la solidarietà dell'Ue in azione". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, arrivata a Kiev questa mattina.

Anche il fronte russo si sta rifornendo

Dal canto suo, un produttore di armi russo sta importando componenti per strumenti di precisione fabbricati in Giappone e Taiwan, essenziali per la produzione di carri armati e per sostenere lo sforzo bellico di Mosca contro l'Ucraina. E' quanto riporta il Nikkei, riferendo che una persona legata al governo della Bielorussia, Paese alleato della Russia, ha fondato una società in Cina dopo l'inizio a febbraio 2022 dell'invasione su vasta scala voluta dal Cremlino ai danni di Kiev. A distanza di due anni, il produttore di armi russo ha continuato a importare pezzi tramite l'azienda, ha aggiunto la testata nipponica. Le informazioni rivelano che le sanzioni all'industria delle munizioni e degli armamenti russa non stanno funzionando a causa degli scambi commerciali attraverso un Paese terzo.

Le sanzioni dell'Occidente

Le autorità Usa e britanniche sono consapevoli della situazione e dovrebbero inasprire le sanzioni. Le informazioni sul commercio sono state ottenute da Belpol, organizzazione di opposizione bielorussa in esilio, ed includono contratti, registrazioni di transazioni e pagamenti tramite istituti finanziari, che coinvolgono società russe, bielorusse, cinesi e di altre nazioni. La società cinese nel mirino è stata fondata da un imprenditore vicino al governo del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko: si tratta della Shenzhen 5G High-Tech Innovation, basata nel Guangdong. Ha cominciando a procurarsi parti di strumenti di precisione per motori, sensori e altre apparecchiature necessarie per carri armati e altre armi. Tra le parti comprate, ci sono quelle di Metrol, azienda specializzata in sensori di posizionamento di precisione basata a Tachikawa, e di Oriental Motor, specializzata nei piccoli motori di precisione e tra i principali produttori di macchine utensili nella prefettura di Aichi.

8 giorni fa
Estero
Ucraina, Syrksy: "La luce trionferà sulle tenebre"
È quanto affermato sui social dal capo dell'esercito ucraino.

La "luce" trionferà sulle "tenebre", ha sottolineato oggi, nel secondo anniversario della invasione russa in Ucraina, il capo dell'esercito di Kiev, Oleksandr Syrsk. "Sono convinto che l'unità sia la nostra vittoria. E accadrà sicuramente. Perché la luce vince sempre le tenebre!", ha affermato Syrksy sui social.

"Non perdiamo la speranza"

A sua volta, Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha esortato l'Ucraina e i suoi alleati a "non perdersi d'animo" nel secondo anniversario dell'invasione del Paese da parte della Russia. "La situazione sul campo di battaglia rimane estremamente difficile. L'obiettivo del presidente Putin di dominare l'Ucraina non è cambiato e non c'è alcun segno che si stia preparando alla pace. Ma non dobbiamo perdere la speranza", ha dichiarato il segretario generale dell'Alleanza in un messaggio registrato.

La moglie di Navalny: "Continuerò a lottare"

Intanto, Yulia Navalnaya, la moglie di Alexei Navalny che ha promesso di continuare la lotta per il marito morto in una prigione russa, ha accusato Vladimir Putin di aver preso in ostaggio il corpo dell'oppositore per costringere sua madre ad accettare una sepoltura segreta. "Nove giorni da quando Putin ha ucciso mio marito... ma a quanto pare uccidere non è bastato, ora ha preso in ostaggio la sua salma, umiliando sua madre per costringerla ad accettare una sepoltura segreta", ha detto la vedova con voce tremante tremante in un video pubblicato online.

8 giorni fa
Estero
Ucraina, oggi sono due anni di guerra
Nella giornata odierna si terrà la riunione del G7 a Kiev, presieduta dalla premier italiana Giorgia Meloni.

Oggi è il giorno del secondo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina e la premier italiana Giorgia Meloni presiede la riunione del G7 a Kiev, da dove terrà la riunione in videoconferenza alla quale interverrà anche Volodymyr Zelensky. Intanto, il presidente ucraino ha ringraziato gli Usa per le nuove sanzioni alla Russia. Il capo della Casa Bianca Joe Biden ha dal canto suo sentito il presidente francese Emmanuel Macron: entrambi hanno rinnovato il sostegno a Kiev.

"Siamo con l'Ucraina"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha da parte sua elogiato la "straordinaria resistenza" dell'Ucraina oggi nel secondo anniversario dell'inizio dell'invasione russa. "Più che mai, siamo fermamente al fianco dell'Ucraina. Finanziariamente, economicamente, militarmente, moralmente. Fino a quando il Paese non sarà finalmente libero", ha detto von der Leyen.

"Fermare Putin ora o tornerà a prendersi di più", sono invece le parole del ministro degli Esteri britannico, David Cameron. L'annuncio di Zelensky nel secondo anniversario della guerra: "Presto una nuova controffensiva".

La riunione del G7

Sarà la cattedrale di Santa Sofia di Kiev il luogo da dove la premier italiana Giorgia Meloni si collegherà per il G7 in videoconferenza (alle 16 svizzere). La presidente del Consiglio italiana, quella della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Alexander De Croo, primo ministro del Belgio che è presidente di turno del Consiglio Ue, e il primo ministro canadese Justin Trudeau, giunti da poco nella capitale ucraina, verso le 8.30 parteciperanno a una cerimonia all'aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, vicino Kiev.

Mosca: "Il vantaggio è dalla nostra parte"

Nel frattempo le autorità russe hanno lanciato un ultimatum alla madre di Alexei Navalny: se non accetterà di tenere funerali segreti, il corpo del figlio sarà sepolto nella colonia penale dove è morto. E proprio nell'anniversario dell'invasione, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha fatto visita alle truppe nei territori occupati dell'Ucraina. Lo ha annunciato l'esercito di Mosca in una nota. "Oggi, nei rapporti di forze, il vantaggio è dalla nostra parte", ha detto il ministro ai militari.

9 giorni fa
Conflitti
Cassis chiede al Consiglio dell'OSCE una pace giusta in Ucraina
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
La pace giusta cui ha fatto riferimento il ministro degli Esteri elvetico durante il suo intervento a New York, comprende il ristabilirsi della popolazione, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, la responsabilità, la giustizia per le vittime e il riconoscimento del diritto internazionale.

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha sottolineato oggi davanti al Consiglio dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) a New York, la necessità di una pace giusta in Ucraina. La conferenza di pace ad alto livello organizzata dalla Svizzera segna il primo passo in questo senso. L'obiettivo è che il maggior numero possibile di nazioni condivida una visione comune di una pace giusta e duratura in Ucraina, ha detto il consigliere federale. La pace giusta cui ha fatto riferimento Cassis comprende il ristabilirsi della popolazione, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, la responsabilità, la giustizia per le vittime e il riconoscimento del diritto internazionale.

L'appello a Mosca: "Ritirate le truppe"

La Svizzera chiede nuovamente alla Russia di ritirare le sue truppe dal territorio sovrano dell'Ucraina e di rispettare l'integrità territoriale del Paese, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il secondo anniversario dell'inizio dell'attacco militare russo all'Ucraina, domani, segna anche due anni di morte, distruzione e sofferenze inimmaginabili per il popolo ucraino. La guerra deve cessare perché rappresenta una minaccia per la sicurezza nucleare e ha un impatto dannoso sulla sicurezza alimentare globale e sull'ambiente, ha dichiarato Cassis.

"La riunione sull'Ucraina deve avvenire entro l'estate"

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha smorzato oggi a New York ulteriormente le speranze ucraine su un "vertice di pace" in Svizzera. Ha parlato di una "conferenza ad alto livello" entro l'estate, ben lontano dalle dichiarazioni di Kiev. Occorre trovare "un percorso realistico per la pace in Ucraina", ha detto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, due anni dopo l'inizio del conflitto. Precedentemente, in un discorso video al Consiglio permanente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), aveva detto che un eventuale incontro in Svizzera sulla pace in Ucraina sarebbe stato "solo una tappa". "Sappiamo tutti che un importante vertice di pace richiederà diverse fasi", ha affermato Cassis. All'Assemblea generale, il suo omologo ucraino Dmitro Kuleba ha insistito su un vertice. Questo, ha detto, permetterà un "approccio equo e globale" della pace, che è anche uno degli obiettivi dichiarati da Berna. E "la Russia non avrà altra scelta" se non quello di discutere, ha aggiunto.

9 giorni fa
Guerra in Ucraina
Biden ufficializza 500 nuove sanzioni contro la Russia
Lo afferma il presidente americano Joe Biden, in una nota della Casa Bianca.

"Oggi annuncio più di 500 nuove sanzioni contro la Russia per la sua guerra di conquista contro l'Ucraina e per la morte di Navalny, un coraggioso attivista anti-corruzione e il più accanito leader dell'opposizione di Putin". Lo afferma il presidente americano Joe Biden, in una nota della Casa Bianca. "Queste sanzioni prenderanno di mira individui collegati alla detenzione di Navalny, il settore finanziario russo, la base industriale della difesa, le reti di approvvigionamento e gli evasori delle sanzioni in più continenti. Faranno sì che Putin paghi un prezzo ancora più alto per la sua aggressione all'estero e la repressione in patria". "Stiamo inoltre imponendo nuove restrizioni all'esportazione a quasi 100 entità per aver fornito supporto illegale alla macchina da guerra russa. Stiamo agendo per ridurre ulteriormente le entrate energetiche della Russia. E ho incaricato il mio team di rafforzare il sostegno alla società civile, ai media indipendenti e a coloro che lottano per la democrazia in tutto il mondo", ha detto ancora il presidente.

9 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Le nuove sanzioni Ue sono illegali, risponderemo"
Lo sottolinea il ministero degli Esteri russo dopo la decisione dell'Unione europea di varare il 13esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

"L'Unione europea continua i suoi inutili tentativi di esercitare pressioni sulla Russia attraverso misure restrittive unilaterali: riteniamo che siano illegali" e "risponderemo" ampliando "l'elenco dei rappresentati europei a cui è vietato l'ingresso nella Federazione russa". Lo sottolinea il ministero degli Esteri russo dopo la decisione dell'Unione europea di varare il 13esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. "In risposta a queste azioni ostili, la parte russa ha notevolmente ampliato l'elenco dei rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati membri Ue cui è vietato l'ingresso nel territorio del nostro Stato". "Qualsiasi azione ostile da parte dei Paesi occidentali continuerà a ricevere una risposta tempestiva e adeguata", aggiunge il ministero degli Esteri russo, sottolineando che la "stop list" della risposta alle sanzioni europee "comprende anche rappresentanti del Consiglio d'Europa, membri delle assemblee legislative dei Paesi dell'Unione europea, membri dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce e dell'Apce, che rilasciano sistematicamente dichiarazioni aggressive contro la Russia".

9 giorni fa
Guerra in Ucraina
L'Ue vara ufficialmente il 13esimo pacchetto di sanzioni
© Shutterstock
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Lo comunica il Consiglio in una nota.

"Il Consiglio Ue ha adottato oggi - in vista del secondo anno dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia - un tredicesimo pacchetto di misure restrittive nei confronti del regime di Putin, di coloro che sono responsabili di perpetuare la sua guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata e di coloro che la sostengono in modo significativo". Lo comunica il Consiglio in una nota. "Il Consiglio ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di altre 106 persone e 88 entità responsabili di azioni che minacciano o compromettono l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina", si legge ancora.

Settore militare e difesa

"I nuovi elenchi concordati oggi riguardano principalmente i settori militare e della difesa e le persone associate, comprese quelle coinvolte nelle forniture di armamenti della Corea del Nord alla Russia, nonché membri del sistema giudiziario, politici locali e persone responsabili della deportazione illegale e della rieducazione militare dei bambini ucraini: complessivamente, le misure restrittive dell'Ue nei confronti di azioni che minacciano o compromettono l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina si applicano ora a oltre 2000 persone ed entità". "Le persone designate sono soggette al congelamento dei beni e ai cittadini e alle imprese dell'Ue è vietato mettere a loro disposizione fondi. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell'Ue".

9 giorni fa
Estero
Kiev, distrutta stazione di Starlink usata dai russi al fronte
Lo riporta il Kyiv Post citando le forze d'assalto ucraine.

Forze d'assalto ucraine hanno distrutto la stazione di comunicazione satellitare Starlink della SpaceX di Elon Musk scoperta nelle postazioni delle truppe russe vicino al fronte. Lo riporta il Kyiv Post citando le forze d'assalto ucraine che hanno postato su Telegram il filmato di un drone vicino al terminale e l'esplosione che lo ha distrutto. Gli operatori dei droni da ricognizione della 71esima brigata hanno detto di aver identificato il modem che sospettavano potesse essere stato "rubato o introdotto di nascosto: i russi non hanno più Starlink. Almeno, non nel raggio d'azione della nostra brigata", hanno affermato su Telegram.

9 giorni fa
Estero
Putin omaggia gli eroi russi per l'anniversario della guerra in Ucraina
Il presidente russo ha diffuso un videomessaggio alla vigilia del secondo anniversario del conflitto.

In un video messaggio diffuso dalla presidenza russa, Vladimir Putin si è congratulato con gli "autentici eroi del popolo" che combattono in Ucraina, alla vigilia del secondo anniversario del conflitto. "In questi anni, i complessi militari e industriali hanno moltiplicato sia la produzione di armi che le forniture alle truppe", ha detto il capo del Cremlino.

9 giorni fa
Estero
Attacco russo nella notte a Odessa e Dnipro
Si contano tre morti e diversi feriti.

Droni e missili russi hanno colpito nella notte la città occidentale di Odessa e Dnipro, in Ucraina orientale, provocando tre morti e diversi feriti. Lo hanno riferito le Forze di difesa di Kiev su Telegram, come riporta Ukrinform.

9 giorni fa
Estero
880 milioni di dollari di aiuti per l'Ucraina da FMI
Si tratta della terza fase di un pacchetto di aiuti da 15,6 miliardi approvato lo scorso anno.

ll Fondo monetario internazionale (Fmi) erogherà 880 milioni di dollari all'Ucraina nella terza fase di un pacchetto di aiuti da 15,6 miliardi approvato lo scorso anno mentre Kiev combatte l'invasione russa. Lo stanziamento, annunciato a quasi due anni dall'inizio della guerra, deve ancora essere approvato dal comitato esecutivo. "I risultati del programma sono stati ottimi nonostante le sfide della guerra", ha detto Gavin Gray, capo di un team dell'Fmi che ha incontrato recentemente i funzionari ucraini a Varsavia. Il team ha valutato gli obiettivi fissati un anno fa, quando è stato approvato il pacchetto quadriennale di aiuti. "Le autorità hanno soddisfatto tutti i criteri quantitativi di prestazione tranne uno - una piccola perdita di entrate fiscali a causa dei blocchi alle frontiere - e tutti e quattro i parametri strutturali previsti per la revisione", ha affermato Gray. Il gruppo dell'Fmi ha affermato che l'Ucraina avrà bisogno di 486 miliardi di dollari per ricostruirsi dalla guerra.

9 giorni fa
Estero
La Lettonia vieta l'importazione di prodotti agricoli russi
È il primo Paese europeo ad aver introdotto un divieto di questo tipo.

Il Parlamento lettone ha approvato una serie di emendamenti alla Legge sull'agricoltura e lo sviluppo rurale che prevede il divieto di importazione in Lettonia di prodotti agricoli e mangimi dalla Federazione Russa e dalla Bielorussia. La Lettonia rappresenta il primo Paese europeo ad aver introdotto un divieto di questo tipo.

"Incompatibile con la moralità pubblica"

Il presidente della commissione Bilancio del Parlamento di Riga e promotore degli emendamenti, Janis Reirs, ha osservato che le nuove norme approvate intendono essere non solo un elemento di opposizione alla Russia, ma un'affermazione dei valori morali cui la Lettonia si ispira. "Trarre vantaggio da crimini internazionali è contrario alle norme morali, all'etica pubblica e al nostro sistema di valori. Il consumo di prodotti di origine russa, sostenendo così direttamente o indirettamente questo regime criminale, è incompatibile con la moralità pubblica".

10 giorni fa
Guerra in Ucraina
Usa, inchieste su oligarchi russi. Tra loro anche Kostin e Osipov
Dopo una prima incriminazione nel novembre 2022, sono state formulate nuove accuse anche nei confronti di Vladislav Osipov ed è stata offerta una ricompensa di un milione di dollari per l'arresto del 52enne cittadino russo-svizzero, che vivrebbe nella Confederazione.

Gli Usa hanno annunciato una serie di procedimenti, da New York alla Florida, passando per la Georgia e Washington, contro diversi oligarchi russi, con anche l'obiettivo di sequestrare i loro asset. Lo rende noto il dipartimento di giustizia. Tra loro figura anche Andrei Kostin, patron della Vtb, la seconda banca russa, accusato tra l'altro di riciclaggio di denaro e di aver eluso le sanzioni per la manutenzione di due "superyacht", valutati complessivamente oltre 135 milioni di dollari. Dopo una prima incriminazione nel novembre 2022, sono state formulate nuove accuse anche nei confronti di Vladislav Osipov ed è stata offerta una ricompensa di un milione di dollari per l'arresto del 52enne cittadino russo-svizzero, che vivrebbe nella Confederazione. Osipov è stato accusato più di un anno fa di aver aiutato l'oligarca russo Viktor Vekselberg, oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti, a evitare il sequestro del suo superyacht.

10 giorni fa
Conflitti
Cassis all'ONU: "Lo sminamento dell'Ucraina rappresenta una sfida enorme"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Durante il suo intervento a New York, il consigliere federale ticinese ha spiegato come "gli effetti della contaminazione del territorio ucraino dopo due anni di conflitto vanno ben oltre i suoi confini".

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato oggi a New York l'"enormità" della sfida dello sminamento in Ucraina, a pochi mesi da una conferenza ministeriale sul tema a Ginevra. Quest'ultima affronterà in particolare gli effetti sulla sicurezza alimentare. Gli effetti della contaminazione del territorio ucraino dopo due anni di conflitto "vanno ben oltre i suoi confini", ha dichiarato il ministro degli esteri in occasione di una conferenza alle Nazioni Unite sullo sminamento in Ucraina e le sue conseguenze sulla sicurezza alimentare organizzata dall'Italia, che presiede il Gruppo di sostegno allo sminamento umanitario (MASG) dell'ONU. "Un aumento del 10% del prezzo del pane a New York o a Ginevra - ha rilevato - non ha lo stesso impatto che in un paese dove il reddito mediano è tra 1 e 2 dollari." 

"Bisogna accelerare gli sforzi per rimuovere le mine"

Cassis ha poi annunciato che la prossima riunione preparatoria della conferenza prevista a Ginevra in ottobre si terrà in aprile a Kiev. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha poi ricordato tutte le iniziative adottate o sostenute dalla Svizzera dall'inizio del conflitto, due anni fa. Ha inoltre invitato a discutere a livello politico in modo da "accelerare" gli sforzi per rimuovere le mine dal territorio ucraino. Domani parlerà dell'Ucraina in diverse occasioni a New York, in particolare all'Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza.

10 giorni fa
Estero
UE, nuove sanzioni contro Mosca
I 27 hanno approvato il 13esimo pacchetto di sanzioni, che mira a colpire la filiera dei droni.

L'Unione europea vara un nuovo giro di vite contro la Russia per la guerra in Ucraina, approvando il 13esimo pacchetto sanzioni, che mira principalmente a colpire la filiera dei droni e a ridurre la capacità di Mosca a mettere le mani sui componenti "dual use" (militari-civili) necessari alla loro fabbricazione. Nella lista nera sono finite pure tre società della Cina continentale. Non solo. Nel mirino - stando alle indiscrezioni - ci sono anche imprese basate in India, Turchia, Serbia e Thailandia.

Indebolire Putin

"Dobbiamo continuare a indebolire la macchina da guerra di Putin", ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accogliendo con favore la decisione dei 27 rappresentanti permanenti. "Con 2'000 designazioni totali manteniamo alta la pressione sul Cremlino e stiamo riducendo ulteriormente l'accesso della Russia ai droni". "Con questo pacchetto stiamo intraprendendo ulteriori azioni contro enti coinvolti nell'elusione, nel settore della difesa e in quello militare", nota appunto l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera Josep Borrell.

Il rapimento di bambini ucraini

Ma l'azione dell'Ue prosegue. Sul lato delle designazioni individuali (che si conosceranno ufficialmente solo con la pubblicazione in gazzetta) ci sarà - a quanto si apprende - un colpo forte a chi si è reso responsabile del rapimento dei bambini ucraini, portati in Bielorussi e Russia e quindi adottati. Una pratica odiosa che Kiev ha denunciato più volte, costata a Vladimir Putin il mandato di arresto da parte della Corte penale internazionale dell'Aja.

Sanzioni per ministro coreano

Tra i nomi eccellenti trapela poi quello di Kang Sun-nam, ministro della difesa della Corea del Nord, sottoposto al congelamento dei beni e al divieto d'ingresso nell'Ue per la fornitura di missili e munizioni alla Russia.

Il pacchetto di sanzioni sarà approvato il 24 febbraio

Il pacchetto ora sarà sottoposto a procedura scritta e approvato formalmente il 24 febbraio, secondo anniversario dell'invasione. Ma i 27, assicurano fonti diplomatiche, già dalla prossima riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) si metteranno al lavoro per concordare una nuova ondata di sanzioni, questa volta settoriali. "Non c'è rimasto molto", spiega un diplomatico. Inoltre gli interessi dei singoli paesi rendono la via stretta. Ci sarebbero l'alluminio, il nucleare, il gas liquefatto. Ma sinora i veti incrociati non hanno permesso grandi passi avanti. C'è poi la possibilità di un pacchetto-Navalny, disegnato per colpire chi si è reso corresponsabile della sua morte.

6 funzionari russi presunti responsabili della morte di Navalny

Londra, sul punto, ha messo il turbo. Il governo britannico di Rishi Sunak ha infatti annunciato di aver imposto sanzioni su sei funzionari russi, additati come presunti responsabili della morte in carcere del dissidente. Gli individui sanzionati non potranno viaggiare nel Regno Unito e si vedranno congelare asset eventualmente individuabili dalle autorità britanniche. Si tratta del comandante della colonia penale siberiana in cui Navalny è morto da detenuto, il colonnello della guardia penitenziaria Vadim Kalinin, e di cinque suoi vice (i tenenti colonnelli Sergey Korzhov, Vasily Vydrin, Vladimir Pilipchik, Aleksandr Golyakov e Aleksandr Obraztsov).

11 giorni fa
Svizzera
Profughi ucraini, "Lo statuto S frena l'integrazione"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
È l'allarme lanciato dalle associazioni che difendono i diritti dei rifugiati. "L'incertezza legata allo statuto s, con la prospettiva di un rimpatrio forzato, non permette ai rifugiati ucraini di pianificare una permanenza a lungo termine in Svizzera", spiega l'esperta.

Allo statuto di protezione S, accordato ai profughi ucraini, è necessario mettere fine al più presto, affermano varie associazioni attive nella difesa dei diritti dei rifugiati. A loro avviso, ostacola l'integrazione perché fonte di troppa insicurezza.

Lo Statuto S

Il Consiglio federale ha attivato per la prima volta lo statuto S il 12 marzo 2022. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla soluzione adottata dagli Stati dell'Ue per chi fugge dall'Ucraina, indica il sito della Confederazione. Concepito dalle autorità federali in modo da essere orientato al rimpatrio, garantisce il diritto di soggiorno, di alloggio, di assistenza, di accesso alle cure mediche e di scolarizzazione dei bambini. Lo statuto ha validità di un anno, estendibile fino a cinque, e permette il ricongiungimento famigliare. I titolari dello statuto di protezione S possono inoltre, senza termine d'attesa, esercitare un'attività lucrativa, anche indipendente. Il governo ha deciso di non abrogarlo prima del 4 marzo dell'anno prossimo.

Le critiche

Per la piattaforma asile.ch, intervenuta in una conferenza stampa odierna facendo il punto dopo due anni dall'introduzione della misura, aspettare così a lungo è pregiudizievole per i rifugiati ucraini. Ma anche le idee che circolano attualmente circa il nuovo statuto per queste persone - in particolare il permesso F di ammissione provvisoria, giudicato molto precario - preoccupano, ha detto Cesla Amarelle, professoressa di diritto all'università di Neuchâtel ed ex consigliera di Stato e consigliera nazionale socialista vodese. Stando ad Amélie Cittadini, responsabile delle persone con statuto S all'assistenza sociale ginevrina, l'incertezza legata a tale statuto, con la prospettiva di un rimpatrio forzato, frena l'integrazione. È imperativo fare chiarezza sullo status dei rifugiati ucraini per permettere loro di pianificare una permanenza a lungo termine in Svizzera.

Il dibattito politico

Il Consiglio nazionale ha recentemente preso una decisione per facilitare l'accesso al mercato del lavoro dei titolari dell'S. I rapporti di lavoro non dovranno più essere autorizzati, ma solo annunciati. Questa procedura permetterebbe di risparmiare tra le quattro e le sei settimane. Il Consiglio degli Stati deve confermarla, ma la legge ad hoc dovrà ancora essere elaborata, il che richiederà tempo.

12 giorni fa
Estero
Putin ribadisce: "Pronti a colloqui sulla situazione in Ucraina"
Il presidente russo ha spiegato come Mosca "non sia mai stata contraria ai colloqui".

"La Russia è pronta a colloqui per una soluzione della situazione in Ucraina e al dialogo con gli Stati Uniti sulla stabilità strategica". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato da Ria Novosti. "Ciò però non è possibile davanti a dichiarazioni che puntano ad infliggere una sconfitta strategica alla Russia", ha sottolineato. "Per quanto riguarda i colloqui noi non ne siamo mai stati contrari, ne siamo sempre stati favorevoli - ha aggiunto il leader del Cremlino -. Ho ripetuto cento volte che noi non li abbiamo mai interrotti, mentre lo hanno fatto gli ucraini, seguendo un ordine diretto di Londra e di Washington".

12 giorni fa
Svizzera
Cassis all'Onu per secondo anniversario della guerra in Ucraina
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Il consigliere federale ricorderà l'intenzione della Svizzera di organizzare una conferenza di alto livello per la pace in Ucraina.

A due anni dall'inizio della guerra tra Mosca e Kiev, il capo della diplomazia elvetica Ignazio Cassis venerdì interverrà al Consiglio di sicurezza e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il direttore del DFAE ribadirà l'appello elvetico al rispetto del diritto internazionale umanitario e ricorderà l'intenzione della Svizzera di organizzare una conferenza di alto livello per la pace in Ucraina. Il programma del consigliere federale a New York inizierà già il giorno prima, con un discorso sul tema dello sminamento umanitario. L'eliminazione degli ordigni è una condizione necessaria per il processo di ricostruzione dell'Ucraina e per il ritorno delle persone sfollate, scrive in una nota diramata oggi pomeriggio il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ricordando che la Confederazione in ottobre organizzerà a Ginevra una conferenza ministeriale sull'azione contro le mine nel paese, dopo quella tenuta a Zagabria (Croazia). La due giorni al Palazzo di vetro del Segretariato delle Nazioni Unite per Cassis sarà anche l'occasione per diversi incontri bilaterali, aggiunge il DFAE.

12 giorni fa
Guerra in Ucraina
Usa: "Venerdì rilevanti sanzioni contro la Russia per Navalny"
Lo ha comunicato il coordinatore del consiglio per la sicurezza nazionale.

Gli Usa annunceranno venerdì un pacchetto di importanti sanzioni alla Russia per la morte di Alexei Navalny: lo ha comunicato il coordinatore del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing. Le sanzioni "riterranno la Russia responsabile di ciò che è accaduto a Navalny e, francamente, di tutte le sue azioni nel corso di questa guerra feroce e brutale che infuria ormai da due anni" contro l'Ucraina, ha detto Kirby. Alla domanda sulla possibilità che la Russia venga designata come Stato sponsor del terrorismo, come ha proposto il senatore Lindsey Graham, Kirby ha risposto di non avere aggiornamenti ma ha sottolineato che le sanzioni "aumenteranno la pressione" sul Cremlino.

12 giorni fa
Svizzera
Alain Berset è arrivato a Kiev per una visita
Il friburghese presenterà la sua candidatura alla carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa, ha comunicato martedì l'ambasciata svizzera a Kiev sui social network.

Alain Berset è arrivato stamani a Kiev. L'ex consigliere federale, candidato alla carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa, discuterà del ruolo dell'istituzione nel sostenere l'Ucraina e nel garantire responsabilità e giustizia.

Il programma

L'agenda del friburghese, fotografato stamattina presto mentre scendeva del treno nella capitale ucraina, prevedeva incontri con l'ufficio del Consiglio d'Europa in Ucraina, i rappresentanti del Parlamento ucraino e altri interlocutori, ha comunicato oggi l'ambasciata svizzera a Kiev sulle reti sociali. L'ex presidente della Confederazione ha manifestato interesse per la carica di Segretario generale del Consiglio d'Europa all'inizio di gennaio. Sarebbe il primo svizzero a ricoprire questa funzione. Se sarà eletto, Berset "si sforzerà di rafforzare il peso politico e la visibilità del Consiglio d'Europa e di mantenere l'Ucraina al centro dell'agenda europea", precisa la rappresentanza diplomatica elvetica.

Elezione in giugno

Il segretario generale viene eletto per un periodo di cinque anni dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa su proposta di questo Comitato. L'elezione è in agenda il prossimo mese di giugno, con un'entrata in carica il 18 settembre. Attualmente la carica è occupata dalla croata Marija Pejčin. Oltre a Berset, la cui candidatura è sostenuta dal Consiglio federale, si sono candidati il belga Didier Reynders, attuale commissario europeo per la Giustizia, e l'ex ministro estone della Cultura Indrek Saar.

Il ruolo

Il Consiglio d'Europa, che ha sede a Strasburgo, si occupa di promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto nei suoi 46 Stati membri. Conclude accordi intergovernativi di diritto internazionale vincolanti, come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, allo scopo di incentivare il progresso economico e sociale e di salvaguardare il patrimonio comune sviluppato finora. La Svizzera vi ha aderito il 6 maggio 1963 diventandone il 17esimo Stato membro. Berset, 51 anni, ha lasciato il Governo lo scorso 31 dicembre dopo dodici anni, al termine di un anno di presidenza della Confederazione.

13 giorni fa
Guerra in Ucraina
Biden: "Valutiamo altre sanzioni contro la Russia dopo la morte di Navalny"
È quanto dichiarato dal presidente statunitense.

Gli Stati Uniti stanno considerando ulteriori sanzioni contro la Russia per la morte di Alexei Navalny. Lo ha detto il presidente Joe Biden. "Abbiamo già sanzioni in vigore, ma ne stiamo considerando altre", ha riferito Biden ai giornalisti.

13 giorni fa
Estero
Russia, decine di condanne lampo per manifestanti pro-Navalny
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Solo 154 persone sono state condannate a San Pietroburgo per aver violato le rigidi leggi anti-protesta in Russia.

I tribunali russi hanno condannato decine di persone detenute in occasione di eventi che volevano commemorare Alexei Navalny a brevi pene detentive. Lo si legge sugli annunci ufficiali, per i quali in 154 sono stati condannati solo a San Pietroburgo. I dettagli delle sentenze pubblicate sabato e domenica dal tribunale della città mostrano che queste persone sono state incarcerate fino a 14 giorni per aver violato le rigide leggi anti-protesta della Russia. Gruppi per i diritti umani e organi di stampa indipendenti hanno riferito di sentenze simili in altre città del Paese.

14 giorni fa
Guerra in Ucraina
"Il ripristino dei confini russi del 1991 porterà a una guerra globale"
Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

"I tentativi di riportare la Russia entro i confini del 1991 porteranno solo a una cosa: verso una guerra globale con i Paesi occidentali utilizzando l'intero arsenale strategico del nostro Stato" contro "Kiev, Berlino, Londra, Washington e contro tutti gli altri bellissimi luoghi storici che sono stati a lungo inclusi negli obiettivi della nostra triade nucleare". Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

14 giorni fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Siamo pronti per il dialogo con l'Ucraina"
Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista, citato da Interfax.

"Siamo pronti per il dialogo con l'Ucraina. Se non fosse stato per la posizione dell'Occidente, i combattimenti in Ucraina sarebbero cessati un anno e mezzo fa". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista, citato da Interfax. "La Federazione russa anche dopo l'inizio" dell'operazione speciale "ha cercato di porre fine al conflitto, ma l'Ucraina non lo voleva", ha aggiunto. Alla domanda "Perché la Russia non ha avviato prima l'operazione militare speciale", il leader del Cremlino ha affermato: "Speravamo nella decenza dei nostri partner", facendo riferimento all'attuazione degli accordi di Minsk. "Mosca non sapeva che gli europei non li avrebbero attuati", ha affermato Putin nell'intervista a Pavel Zarubin, riporta Ria Novosti.

14 giorni fa
Guerra in Ucraina
Ad Avdiivka i russi hanno perso quasi 50'000 soldati
Lo ha reso noto il comandante delle truppe 'Tavria' schierate nel settore, Oleksandr Tarnavsky, come riporta l'emittente pubblica Suspilne.

Nella fase attiva dei combattimenti per Avdiivka, iniziata il 10 ottobre 2023, l'esercito russo ha perso quasi 50'000 soldati e più di 1'300 unità di equipaggiamento militare: lo ha reso noto il comandante delle truppe 'Tavria' schierate nel settore, Oleksandr Tarnavsky, come riporta l'emittente pubblica Suspilne.

15 giorni fa
Guerra in Ucraina
L'integrazione degli ucraini in Svizzera progredisce: le misure sono efficaci
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Secondo l'UNHCR, circa 3,7 milioni di persone sono in fuga all'interno dell'Ucraina, mentre circa 6,3 milioni sono scappate all'estero, in gran parte nei Paesi europei (5,9 milioni).

A due anni dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, la situazione delle persone fuggite in Svizzera rimane incerta. Malgrado ciò, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) sono unanimi: le misure di integrazione sono efficaci. Dall'inizio del conflitto un terzo della popolazione ucraina è fuggita, scriveva l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in gennaio, aggiungendo che l'Ucraina è diventata teatro della più grande crisi di spostamento di popolazioni al mondo. Secondo l'UNHCR, circa 3,7 milioni di persone sono in fuga all'interno dell'Ucraina, mentre circa 6,3 milioni sono scappate all'estero, in gran parte nei Paesi europei (5,9 milioni).

Previste molte richieste di statuto S

Gli effetti si fanno sentire anche in Svizzera: finora circa 86'000 persone hanno chiesto lo statuto di protezione S. Il 9 febbraio, la SEM ha annunciato che questo era attivo per circa 65'000 persone, mentre per altre 21'000 era terminato. Interpellata da Keystone-ATS, la portavoce della SEM, Magdalena Rast, ha precisato che il numero di persone che hanno lasciato la Svizzera negli ultimi mesi è all'incirca equivalente al numero di nuovi arrivi, aggiungendo che anche quest'anno si prevede un gran numero di domande di questo tipo. La Confederazione stima per l'anno in corso circa 25'000 richieste di statuto di protezione S, a condizione che la situazione militare in Ucraina non cambi in modo significativo. Il margine di fluttuazione dovrebbe essere compreso tra 20'000 e 30'000 domande.

Statuto S, una novità

Nel marzo del 2022, il Consiglio federale ha deciso di attivare lo statuto S per gli ucraini, per la prima volta dalla sua creazione in seguito alle guerre in Jugoslavia negli anni Novanta. Questo dispositivo concede il diritto di soggiorno senza procedura d'asilo alle persone fuggite dalla guerra. Gli adulti possono iniziare a lavorare immediatamente. L'integrazione degli ucraini nel mercato del lavoro svizzero è stata finora positiva, ha rilevato la SEM a Keystone-ATS, precisando che c'è stato un aumento costante. Il tasso di occupazione è ora vicino al 22%. "Possiamo anche notare che il tasso aumenta con la durata del soggiorno", ha fatto notare Eliane Engeler dell'OSAR. Il tasso di occupazione delle persone arrivate nel marzo 2022 - poco dopo l'inizio della guerra - era del 27% a febbraio. Raggiungeva appena il 12% tra coloro che sono arrivati nel gennaio 2023.

Difficoltà

Molti rifugiati, continuano tuttavia a lavorare in settori poco retribuiti e non hanno ancora un impiego adeguato alle loro qualifiche, ha proseguito Engeler. Circa due terzi dei rifugiati sono donne, molte delle quali hanno figli. Devono pertanto affrontare ulteriori ostacoli, ad esempio organizzare la cura dei bambini, ha fatto notare Rast. Sia la SEM che l'OSAR hanno sottolineato l'importanza delle competenze linguistiche per trovare lavoro. L'anno scorso, la Confederazione ha stanziato il 70% dei fondi destinati alla promozione dell'integrazione proprio per i corsi di lingua. Secondo la SEM, la partecipazione a tali corsi è raddoppiata tra la fine del 2022 e la primavera del 2023. Nel frattempo sono stati istituiti numerosi corsi supplementari, ha rilevato Engeler, aggiungendo che una delle sfide rimane quella di trovare posti di custodia per i figli delle madri interessate.

Pesa l'incertezza

L'insicurezza che regna in Ucraina è un pesante fardello per coloro che hanno lasciato il Paese. Secondo un sondaggio condotto per conto dell'UNHCR nella primavera del 2023, il 30% delle circa 1'000 persone interpellate ha dichiarato di sperare di poter tornare un giorno in Ucraina. Ma solo il 2% prevedeva di potervi far ritorno entro tre mesi. Due persone su cinque non avevano ancora preso una decisione in merito, mentre il 27% ha dichiarato di non avere alcuna speranza di tornare. Per l'OSAR si tratta di offrire a queste persone delle prospettive. Anche se dovessero tornare, le misure di integrazione avranno un impatto positivo, secondo l'associazione. "Nessuno sa quanto durerà la guerra in Ucraina, come finirà e in che condizioni si troveranno il Paese e la sua popolazione", ha ricordato ancora la SEM. In questo contesto, la Confederazione si ispira, tra le altre cose, al concetto elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Si tratta non solo di preservare la capacità di ritorno delle persone fuggite dal proprio Paese, ma anche di creare opportunità per loro in Svizzera.

15 giorni fa
Guerra in Ucraina
I soldati ucraini si ritirano da Avdiivka. Mosca esulta
Lo ha annunciato il generale Oleksandr Tarnavsky, comandante dei militari di Kiev in questa zona del Donbass, a pochi chilometri da Donetsk.

L'esercito ucraino si è ritirato dalla città di Avdiïvka, sotto assedio da settimane da parte delle forze armate russe. Lo ha annunciato il generale Oleksandr Tarnavsky, comandante dei militari di Kiev in questa zona del Donbass, a pochi chilometri da Donetsk. "In conformità con l'ordine ricevuto, ci siamo ritirati da Avdiivka nelle posizioni preparate in anticipo", ha scritto su Telegram, aggiungendo: "Nella situazione in cui il nemico avanza camminando sui cadaveri dei suoi stessi soldati e dispone di dieci volte più proiettili questa è l'unica decisione giusta".

Preannunciato la decisione su Facebook

Oleksandr Syrskyy, comandante delle forze armate ucraine, aveva preannunciato la decisione su Facebook: "Sulla base della situazione operativa che si è sviluppata attorno ad Avdiivka, al fine di evitare l'accerchiamento e per preservare la vita e la salute del personale militare, ho deciso di ritirare le nostre unità dalla città e passare alla difesa su linee più vantaggiose. I nostri soldati hanno svolto il loro dovere militare con dignità, hanno fatto tutto il possibile per distruggere le migliori unità militari russe e infliggere perdite significative al nemico".

Vittoria militare per Mosca

Per Mosca si tratta di un'importante vittoria militare, soprattutto dal punto di vista simbolico, dopo le difficoltà incontrate negli ultimi mesi a scardinare le difese ucraine. La città di Avdiïvka, che prima dell'invasione russa aveva circa 34.000 abitanti (ora ne sono rimasti meno di mille, soprattutto anziani), è un cumulo di macerie dopo settimane di pesanti scambi di artiglieria. L'offensiva si è intensificata nell'ottobre scorso quando l'esercito russo ha moltiplicato le ondate d'assalto per conquistare l'obiettivo. Un attacco che è costato la vita a centinaia di soldati, un assedio che ricorda quello di Bakhmout, conquistata dopo 10 mesi di feroci combattimenti.

16 giorni fa
Guerra in Ucraina
Berlino manderà altri 1,13 miliardi di aiuti militari a Kiev
È quanto è stato deciso in occasione dell'accordo sulla sicurezza firmato oggi nella capitale tedesca dal cancelliere Olaf Scholz e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Nuovi aiuti militari per 1,13 miliardi di euro, che si aggiungono a quelli per 28 miliardi già inviati nel tempo da Berlino a Kiev. È quanto è stato deciso in occasione dell'accordo sulla sicurezza firmato oggi nella capitale tedesca dal cancelliere Olaf Scholz e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Per la prima volta nella sua storia" la Germania "assume il ruolo di Stato garante", sottolinea una nota del ministro tedesco della Difesa, Boris Pistorius. L'accordo con Kiev è un segno chiaro della "accresciuta responsabilità tedesca nella politica di sicurezza in Europa", dice inoltre Pistorius.

"Pacchetto di Monaco"

Il ministero tedesco della Difesa ha definito i nuovi aiuti il "pacchetto di Monaco". Nel pacchetto sono compresi 18 ulteriori obici semoventi Pzh 2000, che verranno consegnati dal 2026 al 2027 (inclusi addestramento, munizioni e pezzi di ricambio). Tra il 2025 e il 2027 verranno inviati anche 18 obici semoventi su ruote Rch 155 (che si aggiungeranno ad altrettanti già previsti). La Germania invierà inoltre quest'anno in Ucraina per la prima volta 120mila munizioni di artiglieria da 122 millimetri. Nel 2025, Kiev riceverà anche da Berlino un secondo sistema per la difesa aerea Skynex e, nel 2024, ulteriori 100 missili IRIS-T SLS (oltre a quelli già previsti).

16 giorni fa
Guerra in Ucraina
Berna riconosce le incertezze sull'attuazione delle sanzioni a livello cantonale
© Shutterstock
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L'attuazione nei Cantoni delle sanzioni economiche contro la Russia in relazione alla guerra in Ucraina può aver generato incertezze. Ha preso oggi posizione su un rapporto della Commissione della gestione degli Stati (CdG-S).

Il Consiglio federale riconosce che l'attuazione nei Cantoni delle sanzioni economiche contro la Russia in relazione alla guerra in Ucraina possa aver generato incertezze. Ha preso oggi posizione su un rapporto della Commissione della gestione degli Stati (CdG-S). In novembre, la CdG-S aveva ritenuto che il ruolo delle autorità cantonali dovesse essere meglio integrato nel processo di attuazione delle sanzioni. La Confederazione ha chiarito troppo tardi le ambiguità con le quali erano confrontati i Cantoni.

Uffici del registro fondiario

In particolare, gli uffici del registro fondiario avrebbero dovuto essere informati più attivamente sul loro obbligo di notifica nel settore immobiliare. Nella sua presa di posizione odierna, il Consiglio federale "riconosce che per molti aspetti le sanzioni adottate in seguito all'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina andavano al di là di quanto si sapeva". Potevano quindi creare incertezza tra le autorità e le altre cerchie interessate.

SECO in grado di rispondere adeguatamente

L'esecutivo è, tuttavia, del parere che il rilascio di ulteriori autorizzazioni o una vigilanza da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sulla sola base di incertezze legate a una particolare situazione sarebbero misure eccessive. Rimanda pertanto alla sua proposta di istituire un registro della trasparenza nell'ambito della revisione parziale della legge sul riciclaggio di denaro. La SECO ha dimostrato di essere in grado di rispondere in modo rapido e adeguato a domande o problemi legati all'attuazione di nuove sanzioni. A tale riguardo il Consiglio federale accoglie con favore la raccomandazione della CdG-S di riesaminare il concetto di crisi della SECO.

Ruolo avvocati nell'attuazione delle sanzioni

In merito alla richiesta della CdG-S di precisare il campo d'applicazione dell'obbligo di notifica degli avvocati, il Consiglio federale mantiene la sua posizione: secondo il Tribunale federale (TF), le attività specifiche della professione sono protette dal segreto professionale. Fra queste rientrano la redazione di documenti legali, l'assistenza o la rappresentanza di una persona davanti a un'autorità amministrativa o giudiziaria e la consulenza legale. Ciononostante, non tutte le attività di un avvocato sono automaticamente coperte dal segreto professionale. Il Consiglio federale rimane del parere che l'obbligo di notifica per le attività non specifiche della professione sia compatibile con il segreto professionale. Gli avvocati sono perseguibili se favoriscono la violazione delle disposizioni relative alle sanzioni.

Lista delle persone sanzionate

Il Governo ha inoltre espresso il proprio parere su altre raccomandazioni, in particolare sulla lista delle persone sanzionate dall'UE. La CdG-S aveva constatato che la Svizzera aveva adottato tale lista senza modifiche e aveva sollevato la questione del rispetto dello stato di diritto. Il Consiglio federale "prende atto" di questa critica. A suo dire, il recepimento delle sanzioni dell'UE, nostro principale partner commerciale, si è dimostrato valido. L'introduzione di sanzioni unilaterali avrebbe un'efficacia limitata, mentre l'applicazione di svariati provvedimenti divergenti da parte della Svizzera potrebbe favorire l'aggiramento delle sanzioni e ridurre la prevedibilità. Le persone, le imprese e le organizzazioni sanzionate hanno già oggi la possibilità di far valere i propri diritti.

Attuazione raccomandazioni del 2018

La CdG-S si era, infine, detta soddisfatta delle misure adottate dal Consiglio federale e dalla SECO in risposta alle raccomandazioni formulate nel rapporto del 2018. Aveva però precisato che non era ancora in grado di fornire una valutazione definitiva nel quadro del suo controllo successivo e che sarebbe tornata in un secondo tempo sulle raccomandazioni corrispondenti. Ora, il Consiglio federale condivide l'opinione della CdG-S secondo cui i dati di base relativi all'applicazione delle sanzioni economiche siano stati migliorati e la circolazione delle merci sia soggetta a controlli più rigorosi, in particolare per quanto riguarda le sanzioni contro la Russia.

16 giorni fa
Guerra in Ucraina
Scholz e Zelensky firmano il patto sulla sicurezza
I due leader hanno firmato di fronte alla stampa e sono poi tornati a proseguire il proprio incontro.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato presso la cancelleria tedesca un patto bilaterale sulla sicurezza. I due leader hanno firmato di fronte alla stampa e sono poi tornati a proseguire il proprio incontro. Con il presidente ucraino "abbiamo oggi firmato un accordo sui nostri impegni di sicurezza a lungo termine", è un "passo storico", scrive sulla rete sociale X il cancelliere tedesco. "La Germania continuerà a sostenere l'Ucraina contro la guerra di aggressione russa. Slava Ukrajini", ha aggiunto Scholz. Il cancelliere sottolinea che il sostegno di Berlino a Kiev continuerà "fino a quando ce ne sarà bisogno".

16 giorni fa
Guerra in Ucraina
Zelensky è arrivato a Berlino per incontrare Scholz
L'obiettivo sono impegni e sostegno a lungo termine.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente Frank-Walter Steinmeier, riporta il settimanale di Amburgo Spiegel. Con Scholz Zelensky firmerà un patto bilaterale sulla sicurezza tra Germania e Ucraina. L'obiettivo sono impegni e sostegno a lungo termine. Sulla visita non ci sono stati fino all'ultimo dettagli, per ragioni di sicurezza. Zelensky si recherà dopo a Parigi. Domani è atteso come ospite alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera.

17 giorni fa
Guerra in Ucraina
Esplosioni a Kiev, allerta in tutto il Paese
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di "esplosioni in città".

L'Ucraina ha emesso stamattina un allarme aereo nazionale dopo che l'esercito ha avvertito che un gruppo di bombardieri è decollato da una base russa. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di "esplosioni in città". Secondo le forze di difesa aerea ucraine tutti i missili russi diretti su Kiev sono stati abbattuti, ha detto l'amministrazione militare della capitale in un post su Telegram. L'allerta aerea scattata stamattina è durata più di due ore. Non risultano vittime o danni particolari.

18 giorni fa
Guerra in Ucraina
Putin firma legge per confiscare beni a chi critica guerra
Di fatto la legge colpisce chi condanna l'invasione dell'Ucraina.

Vladimir Putin ha firmato una legge che prevede la possibilità di confiscare beni e proprietà alle persone condannate in base alla legge che vieta la "diffusione di informazioni sulle forze armate" che dovessero essere ritenute "false" dalle autorità russe. Di fatto la legge colpisce chi condanna l'invasione dell'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Interfax. In Russia c'è una legge che prevede fino a 15 anni di reclusione per la diffusione di informazioni sull'esercito che dovessero essere giudicate "false" dalle autorità e fino a 7 anni per chi è accusato di "screditare" l'esercito.

Il botta e risposta con gli Usa

Intanto, l'agenzia Reuters scrive sul proprio sito web che, secondo tre fonti russe ben informate, "una proposta del presidente russo Vladimir Putin di un cessate il fuoco" in Ucraina per "congelare la guerra" sarebbe stata "respinta dagli Stati Uniti dopo i contatti tra intermediari". Il Cremlino nega che le cose stiano così. "Questo non è vero", ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, secondo la Tass. Allo stesso tempo, sempre secondo la Reuters, "una fonte americana ha negato che ci siano stati contatti ufficiali e ha detto che Washington non si impegnerà in colloqui che non coinvolgano l'Ucraina".

Putin e la proposta per congelare la guerra

La Reuters scrive che, secondo le sue fonti russe, Putin avrebbe "inviato segnali a Washington nel 2023 in pubblico e in privato attraverso intermediari, compresi i partner arabi di Mosca in Medio Oriente e altri, che era pronto a prendere in considerazione un cessate il fuoco in Ucraina". Sempre secondo le stesse fonti, "Putin proponeva di congelare il conflitto allo stato attuale e non era disposto a cedere alcun territorio ucraino controllato dalla Russia".

Il fronte ucraino

Dal canto suo, il nuovo capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky ha espresso preoccupazione per la precaria situazione in prima linea durante una visita nell'Ucraina orientale insieme al ministro della Difesa Rustem Umerov. Lo riporta il Kyiv Post. In una dichiarazione condivisa sui social, Syrsky ha descritto il fronte come "estremamente complesso e stressante". Ha osservato che gli occupanti russi stanno aumentando i loro sforzi e detengono un vantaggio numerico in termini di numero di militari. "Stiamo facendo tutto il possibile per impedire al nemico di avanzare ulteriormente nel nostro territorio e per mantenere il controllo sulle posizioni che occupiamo attualmente", ha dichiarato. Negli ultimi mesi le forze russe hanno intensificato i loro sforzi per prendere il controllo del polo industriale orientale di Avdiivka, rivendicando progressi graduali da combattimenti molto intensi.

19 giorni fa
Estero
Musk contro gli aiuti all'Ucraina: "Putin non può perdere"
Secondo il patron di Tesla, prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin non può perdere la guerra in Ucraina. Lo ha detto - stando a quanto riportano i media statunitensi - Elon Musk nel corso di un evento virtuale sulla sua rete sociale "X" insieme ad alcuni senatori repubblicani e all'ex candidato conservatore alla Casa Bianca Vivek Ramaswamy, tutti contrari al piano del Senato per concedere aiuti all'Ucraina.

Anche Musk si è detto contrario al provvedimento per gli aiuti a Kiev: "Queste spese non aiutano l'Ucraina. Prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina", ha detto Musk.

21 giorni fa
Estero
Elezioni in Russia, chiuse le registrazioni per i candidati
© Shutterstock
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Oltre a Putin, in lista ci sono tre politici che sostengono la guerra in Ucraina.

La registrazione dei candidati per le elezioni presidenziali di marzo si è chiusa in Russia. Lo ha riferito la Tass, pubblicando una lista che include il presidente Vladimir Putin - del quale è attesa la riconferma - e tre politici che sostengono la guerra in Ucraina.

Escluso Boris Nadezhdin

Nella lista non figura invece il candidato russo contro la guerra Boris Nadezhdin, dopo che la Commissione elettorale centrale (Cec) lo ha escluso giovedì dalla candidatura, sostenendo di aver riscontrato errori nella raccolta delle firme necessarie per la sua candidatura. Nadezhdin ha detto che contesterà la decisione della commissione davanti alla Corte Suprema russa.

Gli altri candidati

La Cec ha registrato Vladislav Davankov, vicepresidente della Duma russa e membro di New People, Leonid Slutsky, leader del Partito Liberal Democratico (Ldpr), ultranazionalista fedele al Cremlino, e il candidato del Partito Comunista, Nikolai Kharitonov.

Putin corre come indipendente

Putin ha scelto di candidarsi come indipendente invece di correre per il partito al potere Russia Unita e si prevede una facile vittoria per il presidente che controlla la Russia dal 2000 in tutte le leve dello Stato.

22 giorni fa
Estero
Scholz: "Fiducioso che aiuti a Ucraina saranno mantenuti"
Lo ha affermato il cancelliere tedesco al termine di un colloquio con Joe Biden.

Dopo il colloquio con il presidente americano Joe Biden, il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto fiducioso che gli aiuti militari statunitensi all'Ucraina possano essere mantenuti. Lo sintetizza l'agenzia Dpa. Se non sarà possibile ottenere una decisione in tal senso da parte del Congresso degli Stati Uniti, la capacità delle forze armate ucraine di difendere il proprio Paese sarà minacciata, ha avvertito Scholz dopo il colloquio nello Studio Ovale della Casa Bianca durato circa un'ora e 45 minuti. "Per questo siamo entrambi fermamente convinti che ciò debba avvenire ora, ma anche fiduciosi che il Congresso degli Stati Uniti alla fine prenderà una decisione del genere", ha detto il cancelliere. In questo modo si invierebbe anche il giusto messaggio al presidente russo Vladimir Putin che le sue speranze di una riduzione degli aiuti militari occidentali all'Ucraina sono vane.

USA e Germania i fornitori di armi più importanti

Gli Stati Uniti e la Germania sono di gran lunga i più importanti fornitori di armi all'Ucraina. Scholz stima in oltre 30 miliardi di euro il valore delle attrezzature di difesa fornite e promesse dalla Germania. Gli Stati Uniti indicano il volume dei loro aiuti militari in 44 miliardi di dollari (circa 41 miliardi di euro), ricorda la Dpa.

22 giorni fa
Estero
Stoltenberg: "La Nato si prepari a un confronto decennale con Mosca"
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Secondo il segretario generale della Nato occorre espandere l'industria della difesa dei Paesi membri.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha affermato che l'Alleanza atlantica deve prepararsi alla possibilità di un confronto decennale con la Russia e quindi espandere più rapidamente l'industria della difesa dei suoi Paesi membri, passando da ritmi lenti da tempo di pace a ritmi di produzione veloci da conflitto.

"Non vogliamo la guerra, ma dobbiamo prepararci"

"La Nato non vuole una guerra con la Russia", ha premesso Stoltenberg in un'intervista alla Welt am Sonntag. "Ma dobbiamo prepararci a un confronto che potrebbe durare decenni", ha avvertito in dichiarazioni all'edizione domenicale del quotidiano tedesco Die Welt. "Se il presidente russo Vladimir Putin vince in Ucraina, non c'è garanzia che l'aggressione russa non si estenda ad altri Paesi", ha sostenuto l'economista e politico norvegese come riporta il sito del quotidiano tedesco. La migliore difesa ora è sostenere l'Ucraina e investire nelle capacità militari della Nato perché "la deterrenza funziona solo se è credibile", ha detto.

Difesa, chiesti ordini più numerosi e rapidi

"Dobbiamo ricostruire ed espandere la nostra base industriale più velocemente, in modo da poter aumentare le forniture all'Ucraina e rifornire le nostre scorte", ha esortato Stoltenberg. "Questo significa passare da una produzione lenta in tempi di pace a una produzione veloce, come è necessario in tempi di conflitto". Il segretario generale dell'Alleanza ha quindi chiesto alle aziende europee del settore della difesa ordini più numerosi e più rapidi.

23 giorni fa
Estero
Putin, 'la Russia non sarà mai sconfitta in Ucraina'
In un'intervista rilasciata al canale americano Fox news, il presidente russo ha parlato del conflitto con Kiev e dei rapporti con gli Stati Uniti.

La Russia non sarà mai sconfitta in Ucraina e la Nato "deve accettare le conquiste territoriali di Mosca". Questo è il messaggio all'Occidente di Vladimir Putin, che in un'intervista di due ore con il controverso ex anchor di Fox news e sostenitore di Donald Trump, Tucker Carlson, ha detto la sua non solo sul conflitto con Kiev ma anche sul futuro dei rapporti con gli Stati Uniti, aprendo ad un possibile rilascio del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, arrestato in Russia quasi un anno fa, e assicurando che Mosca non ha intenzione di invadere i suoi vicini.

La sconfitta è impossibile per definizione

"La sconfitta della Russia in Ucraina è impossibile per definizione", ha dichiarato lo zar in quella che, più che un'intervista, è stata uno dei suoi classici monologhi con poche domande da parte del giornalista di destra. "Non accadrà mai che la Russia sia sconfitta", ha insistito lo zar sottolineando che la Nato deve accettare le conquiste territoriali di Mosca in Ucraina. Putin ha poi detto che "i piani di pace erano quasi finalizzati, ma Kiev li ha gettati all'aria e ha obbedito agli ordini dell'Occidente di combattere la Russia fino all'ultimo". Salvo poi aggiungere che "prima o poi si arriverà ad un accordo".

L'allargamento della guerra

Quanto all'allargamento della guerra, che i Paesi del fianco est della Nato temono dal giorno dell'invasione quasi due anni fa, il leader del Cremlino ha chiarito che "l'invasione di Polonia o Lettonia è fuori discussione". "Semplicemente non abbiamo alcun interesse" ad espandere la guerra, ha dichiarato Putin a Carlson avvertendo tuttavia che "solo in un caso invierei truppe, se la Polonia attaccasse la Russia".

Joe Biden, le elezioni e i rapporti con gli USA

Il leader del Cremlino è stato sollecitato anche su Joe Biden e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, un argomento che molti analisti temevano fosse affrontato in un momento delicato per la politica americana. Secondo molti, infatti, non è un caso che Putin abbia deciso di parlare con un reporter del Paese nemico proprio in questo momento. Sul presidente Usa il leader del Cremlino si è limitato ad un commento sarcastico. "Non mi ricordo quando è stata l'ultima volta che ho parlato con Biden", ha detto. Mentre su Trump lo zar ha sottolineato di aver un buon rapporto personale. "Avevo un buon rapporto con lui, ma non è una questione di leader nelle relazioni tra Usa e Russia, è una questione di mentalità", ha sottolineato, ricordando di "aver avuto un ottimo rapporto anche con Bush. So che negli Stati Uniti veniva dipinto come una specie di ragazzo di campagna che non capiva nulla. Vi assicuro che non è così. Penso che abbia commesso molti errori nei confronti della Russia, ma ha esercitato pressioni sugli europei". "Non era peggiore di qualsiasi altro politico americano, russo o europeo e capiva quello che stava facendo meglio degli altri. Ho avuto un buon rapporto personale anche con Trump", ha sottolineato Putin. "Non è una questione di leader, è una questione di mentalità".

Il messaggio agli americani

Poi, in quello che è sembrato un messaggio al Congresso americano che in questi giorni deve approvare la legge sui finanziamenti all'Ucraina, Putin ha detto: "Voglio dire alla leadership Usa: se davvero volete che la guerra finisca, smettetela di fornire armi". Infine una timida apertura sul reporter del Wall Street Journal. Lo zar si è detto disponibile ad un accordo: "Non è un argomento tabù, ma a "certe condizioni. Anche io voglio che ritorni nella sua patria".

25 giorni fa
Estero
Senato Usa boccia la legge sui migranti e gli aiuti all'Ucraina
Il disegno di legge bipartisan prevedeva 60 miliardi per Kiev.

Il Senato Usa ha bocciato il disegno di legge bipartisan da 120 miliardi (appoggiato da Joe Biden) che tiene insieme la sicurezza del confine e la stretta sui migranti con gli aiuti per Kiev (60 miliardi) e Israele (12 miliardi). La votazione si è conclusa 49 a 50. Per il quorum erano necessari 60 voti, una decina in più di quelli di cui dispongono i democratici. Il leader del Senato Chuck Schumer aveva preannunciato un secondo voto su una sorta di piano B: una legge ad hoc solo per Kiev e Tel Aviv.

25 giorni fa
Estero
La Svezia chiude l'indagine sul Nord Stream: "Manca giurisdizione"
Marina danese
Marina danese
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Decisione straordinaria, ed è notevole che in questo modo l'indagine sia stata conclusa".

Il procuratore svedese che indagava sul sabotaggio del 2022 del gasdotto Nord Stream che collega Russia e Germania ha dichiarato chiusa l'indagine per mancanza di giurisdizione. In un comunicato, la procura ha spiegato che lo scopo principale dell'indagine era "stabilire se cittadini svedesi fossero coinvolti nell'atto e se il territorio svedese fosse stato utilizzato per compierlo", ma non è stato così.

Peskov: "Decisione straordinaria"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la decisione "straordinaria, ed è notevole che in questo modo (l'indagine) sia stata conclusa", ha detto ai giornalisti, citato dall'agenzia Tass. Peskov ha sottolineato che con il sabotaggio la Germania "ha perso una risorsa molto importante" perché "c'erano aziende tedesche che erano coinvolte in una joint venture che gestiva le condutture fatte saltare in aria a seguito di questo sabotaggio terroristico delle infrastrutture critiche".

25 giorni fa
Guerra in Ucraina
Conferenza per la pace, Cassis: "Pechino è aperta a dare una mano"
© Shutterstock
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Il consigliere federale ha sottolineato però che non ci sarà un incontro conclusivo senza la Russia. "Questa affermazione è condivisa dai Paesi che abbiamo incontrato"

La Cina è "aperta a dare una mano" per l'organizzazione dell'incontro di alto livello per la pace in Ucraina. Lo ha affermato oggi da Pechino il consigliere federale Ignazio Cassis, sottolineando però che una conferenza conclusiva non si farà senza la Russia. Per il momento, la Cina ha confermato di aver ricevuto l'invito. Quanto a Cassis, egli ha detto di attendere "con ansia la risposta della Cina". Il capo della diplomazia elvetica ha aggiunto, come detto, che Pechino è "aperta a dare una mano per trovare la strada più promettente per una soluzione del conflitto".

Processo di pace al centro del tour asiatico di Cassis

Il "ministro" degli affari Esteri ha sottolineato che non ci sarà una conferenza di pace conclusiva senza la Russia. "Questa affermazione è condivisa dai Paesi che abbiamo incontrato", ha sottolineato il ticinese, che nei giorni scorsi ha visitato l'India e la Corea del Sud e poi si recherà nelle Filippine. Il processo di pace in Ucraina è al centro del tour asiatico del capo del consigliere federale. Questo viaggio segue di poche settimane una dichiarazione della presidente della Confederazione, Viola Amherd, di essere disponibile a organizzare un vertice di pace. Tale impegno era stato assunto in occasione della visita a Berna del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a inizio gennaio, poco prima che quest'ultimo si recasse a Davos per il WEF.

un mese fa
Estero
Zelensky: "Prolungare la legge marziale e la mobilitazione"
È quanto ha proposto il presidente ucraino al Parlamento.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto al Parlamento di estendere la legge marziale e la mobilitazione generale in Ucraina, come riporta Rbc-Ucraina. Le relative proposte di legge n. 10456 e n. 10457 sono state registrate sul sito web della Verkhovna Rada. Sia la legge marziale che la mobilitazione sono attualmente in vigore in Ucraina almeno fino al 14 febbraio 2024. Se la proposta del presidente sarà approvata, il periodo sarà prolungato per altri 90 giorni, fino al 14 maggio 2024.

un mese fa
Estero
Mosca, almeno venti reporter arrestati durante un raduno di mogli di soldati
Lo ha riferito un giornalista dell'Afp anch'egli fermato dalla polizia. Le donne riunitesi sulla Piazza Rossa chiedevano il ritorno dei loro mariti dal fronte ucraino.

Almeno una ventina di giornalisti, tra cui alcuni stranieri, sono stati arrestati a Mosca durante un raduno, organizzato sulla Piazza Rossa dalle mogli dei soldati che combattono in Ucraina e chiedono il ritorno dei loro mariti dal fronte.

Un videoreporter dell'Afp arrestato durante questa manifestazione ha riferito che circa 20-25 giornalisti, compresi reporter stranieri, erano con lui in un furgone della polizia diretto a una stazione di polizia nella capitale. L'ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info, ripresa da Meduza, sostiene che le persone fermate siano 27, tra cui almeno una che partecipava alla manifestazione.

un mese fa
Estero
Ucraina: uccisi due collaboratori di una ONG svizzera
Lo ha annunciato oggi l'ONG Aiuto delle Chiese evangeliche.

Due dipendenti dell'organizzazione non governativa Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (Aces) sono stati uccisi ieri alle 14.30 circa in un "attacco mortale" nel sud-est dell'Ucraina, ha annunciato oggi l'ONG, senza fornire informazioni definitive sulla loro nazionalità. "Un gruppo di collaboratori è stato attaccato (...) durante un'operazione umanitaria. Due degli stimati colleghi del team hanno tragicamente perso la vita e altri membri dello staff sono rimasti feriti", ha dichiarato l'ONG in un comunicato.

Nessuno svizzero fra le vittime

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è a conoscenza dell'accaduto e, stando alle informazioni in suo possesso, non ci sono svizzeri tra le vittime, ha dichiarato a Keystone-ATS. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X (già Twitter) che due operatori umanitari francesi sono stati uccisi in Ucraina da un attacco russo. Contattato da Keystone-ATS, il portavoce di Aces ha dichiarato che i primi risultati delle indagini indicano che le due vittime sono francesi.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Trovato l'accordo a 27 sui fondi all'Ucraina"
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Lo annuncia il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

"Abbiamo un accordo. Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l'Ucraina all'interno del bilancio dell'Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l'Ucraina. L'Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all'Ucraina". Lo annuncia il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Il rapporto annuale

"Sulla base del rapporto annuale della Commissione sull'attuazione del pacchetto di aiuti per l'Ucraina" - si legge in un paragrafo delle conclusioni del vertice Ue - "il Consiglio Europeo terrà un dibattito annuale sull'attuazione stessa con l'obiettivo di dare una guida. Se necessario, fra due anni il Consiglio Europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione nel contesto della revisione del bilancio comunitario". La formula ha permesso lo sblocco dell'impasse sugli aiuti macrofinanziari a Kiev.

L'accordo: una discussione

"L'accordo trovato non prevede un voto sul pacchetto di aiuti finanziari all'Ucraina, ma solo una discussione", precisa un alto funzionario europeo spiegando il senso del compromesso raggiunto fra i 27 leader a Bruxelles. In pratica Viktor Orban non avrà il diritto di veto. L'accordo è arrivato dopo un giro di consultazioni ristrette fra i leader ieri sera e questa mattina, poi la 'plenaria' al Consiglio dove è stato trovato "velocemente" il consenso necessario.

"Una vittoria comune" secondo il premier ucraino

Il premier ucraino Denys Šmyhal afferma che l'accordo sugli aiuti dell'Ue a Kiev aiuterà a realizzare una "vittoria comune".

L'accusa dal Cremlino agli Usa

Da parte sua il Cremlino ha accusato gli Usa di voler tentare di "spostare l'onere finanziario" del sostegno a Kiev "sulle spalle dei contribuenti europei", riporta l'agenzia Interfax. "Ora è ovvio che da parte di Washington ci sarà un processo volto a cercare di spostare l'onere finanziario" del sostegno all'Ucraina "sulle spalle dei contribuenti dei paesi europei", ha detto il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitri Peskov, commentando il vertice Ue di oggi.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Aiuti all'Ucraina, Scholz: "Mi impegnerò per un accordo a 27"
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Al Consiglio europeo di Bruxelles gli stati membri dell'UE cercano un accordo. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è espresso sulla questione: "sono convinto che oggi si tratta di prendere una decisione a 27".

"Mi impegnerò per un accordo a 27" sugli aiuti all'Ucraina. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz arrivando al consiglio europeo a Bruxelles. "È necessario che tutti facciano di più". Il cancelliere ha anche indicato di voler sollevare il tema sull'aumento delle forniture di armamenti all'Ucraina.

La discussione

"Abbiamo discusso intensamente negli ultimi giorni e settimane e sono fermamente convinto che ciò sia effettivamente possibile", ha spiegato Scholz circa un accordo sugli aiuti all'Ucraina da parte di tutti e 27 gli Stati Ue. "Se l'Europa si considera una comunità in cui tutti si sostengono a vicenda e si aiutano a vicenda a prendere decisioni gli Stati membri sanno come dovrebbe essere tale decisione ed è per questo motivo che ritengo che sia giunto il momento di adottarla e lavoreremo molto duramente con molti altri per rendere possibile una decisione su 27".

Sostegno anche con le armi

"Lavoreremo molto intensamente anche per la questione di come possiamo organizzare un ulteriore sostegno all'Ucraina anche con le armi - ha spiegato il cancelliere -. Si tratta di una questione su cui non si deciderà oggi, ma la discussione deve essere avviata con urgenza". "La Germania - ha ricordato - sta apportando un contributo molto consistente con fondi stanziati nel bilancio per l'anno in corso per oltre 7 miliardi di euro e molti altri impegni di stanziamenti che verranno aggiunti nei prossimi anni. Ma non è sufficiente per l'Ucraina". "Sono felice che abbiamo l'opportunità di parlarne".

La volontà di prendere una decisione

Ancora sugli aiuti all'Ucraina al centro del summit odierno, "sono convinto che oggi si tratta di prendere una decisione a 27", questo è ciò che "vogliamo ottenere insieme". "Le mie conversazioni con molte persone hanno dimostrato che esattamente questa volontà esiste ed è per questo che non dovremmo girarci intorno e cercare di creare nessuna costruzione, ma l'obiettivo deve essere fare quello che l'Unione Europea è chiamata a fare".

un mese fa
Guerra in Ucraina
Sanzioni alla Russia, divieto di acquisto e di importazione di diamanti
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I nuovi provvedimenti entreranno in vigore domani. I cittadini russi e le persone fisiche residenti in Russia non potranno controllare società in Svizzera che forniscono servizi legati a criptovalute.

Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha deciso di adottare nuove sanzioni contro la Russia, sull'esempio di quanto fatto di recente dall'Unione europea (Ue). Le nuove misure includono un divieto graduale di acquisto e di importazione di diamanti russi. I nuovi provvedimenti entreranno in vigore domani primo di febbraio, spiega una nota governativa odierna. Inoltre sarà vietato esportare o vendere alla Russia prodotti chimici, batterie al litio, determinati motori per droni, alcune macchine e componenti di macchine.

Altri ambiti toccati

I cittadini russi e le persone fisiche residenti in Russia non potranno controllare società in Svizzera che forniscono servizi legati a criptovalute. Sono state introdotte ulteriori misure per sostenere l'applicazione dei limiti massimi di prezzo per il petrolio greggio e i prodotti petroliferi russi e per contrastare la loro elusione. Nel settore dei servizi sarà proibito fornire alle aziende russe software gestionali per le imprese, software di progettazione e fabbricazione industriali.

un mese fa
Estero
"L'offensiva russa si esaurirà all'inizio della primavera"
Lo ha detto il capo della direzione dell'intelligence militare, Kyrylo Budanov.

L'attuale offensiva russa in Ucraina non ha fatto progressi significativi dal suo inizio lo scorso novembre e si esaurirà all'inizio della primavera: lo ha detto il capo della direzione dell'intelligence militare, Kyrylo Budanov, parlando alla tv nazionale, come riporta il Kyiv Independent.

Secondo lo stato maggiore ucraino, le truppe russe stanno cercando di avanzare nei settori di Kupiansk, Lyman, Bakhmut e Avdiivka nell'est del Paese. Budanov ha riconosciuto che i russi hanno fatto "alcuni progressi" vicino ad Avdiivka, dove Mosca sta subendo pesanti perdite nel tentativo di circondare la città in prima linea a pochi chilometri dalla parte della regione di Donetsk occupata. "Ma non è quello che si aspettavano, nemmeno lontanamente", ha commentato.

Secondo Budanov, la Russia si è posta l'obiettivo di arrivare ai confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk, raggiungendo il fiume Chornyi Zherebets. "All'inizio della primavera, l'offensiva (della Russia) sarà completamente esaurita - ha aggiunto -. Noi facciamo una mossa, il nemico fa una mossa. Ora è il turno del nemico. Finirà e poi inizierà la nostra".

un mese fa
Guerra in Ucraina
L'Ue rinnova le sanzioni alla Russia per altri sei mesi
Lo si legge in una nota del Consiglio.

"Il Consiglio ha rinnovato oggi per altri 6 mesi le sue misure restrittive in vista delle continue azioni della Federazione Russa che destabilizzano la situazione in Ucraina, fino al 31 luglio 2024". Lo si legge in una nota del Consiglio. "Queste sanzioni, introdotte per la prima volta nel 2014 in risposta alle azioni della Russia che destabilizzavano la situazione in Ucraina, sono state significativamente ampliate dal febbraio 2022 in risposta all'aggressione militare immotivata, ingiustificata e illegale della Russia contro l'Ucraina". "Attualmente consistono in un ampio spettro di misure settoriali, tra cui restrizioni su commercio, finanza, tecnologia e beni a doppio uso, industria, trasporti e beni di lusso. Esse riguardano anche: il divieto di importazione o trasferimento di petrolio greggio via mare e di alcuni prodotti petroliferi dalla Russia all'Ue, il de-SWIFTing di diverse banche russe e la sospensione delle attività radiotelevisive e delle licenze di diversi canali di disinformazione sostenuti dal Cremlino. Inoltre, sono state introdotte misure specifiche per rafforzare la capacità dell'Ue di contrastare l'elusione delle sanzioni". "Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare il divieto di uso della forza, che costituisce una grave violazione degli obblighi previsti dal diritto internazionale, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall'Ue e adottare ulteriori misure, se necessario".

un mese fa
Estero
Kiev, droni e missili russi nella notte su quattro regioni
Lo rende noto l'Aeronautica militare di Kiev citata dai media nazionali.

L'esercito russo ha attaccato nella notte quattro regioni ucraine con droni Shahed di produzione iraniana e missili balistici, la contraerea ha distrutto quattro velivoli senza pilota. Lo ha reso noto l'Aeronautica militare di Kiev citata dai media nazionali. Strutture civili e infrastrutture sono state prese di mira nelle regioni di Poltava, Donetsk, Zaporozhzhia e Dnipropetrovsk.

un mese fa
Estero
Kiev, nel prossimo futuro ci sarà uno scambio di prigionieri
Lo riferisce il capo della direzione principale dell'intelligence ucraina, tornando a commentare la vicenda dell'aereo russo caduto.

Uno scambio di prigionieri di guerra tra Ucraina e Russia avrà luogo prossimamente. Lo ha affermato il capo della direzione principale dell'intelligence ucraina Kyrylo Budanov, tornando a commentare la vicenda dell'aereo russo caduto nella regione di Belgorod. Secondo i russi, il velivolo trasportava decine di prigionieri di guerra ucraini ed è stato abbattuto dalle forze di Kiev. "La vita del nostro popolo - militari o civili - non dovrebbe essere in pericolo. Faremo tutto il possibile e sono sicuro che lo scambio avverrà nel prossimo futuro", ha detto Budanov, citato da Rbc Ucraina.

La Russia vuole incolpare l'Ucraina

Secondo il capo dell'intelligence, "nessuna delle due parti può rispondere pienamente a quello che è successo" con l'aereo caduto a Belgorod. "La posizione della Russia è chiara: incolpare l'Ucraina per tutto", ma "se ciò è accaduto perché continua a nascondere i cadaveri? Doveva mostrarli al mondo intero e dire: "Guardate, gli ucraini sono assassini". Ma non ci sono cadaveri, non c'è niente", ha affermato.

un mese fa
Estero
Lunedì riunione bilaterale Putin-Lukashenko
Lo riferisce il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko, che ieri hanno partecipato alle commemorazioni per gli 80 anni dalla fine dell'assedio di Leningrado, l'attuale San Pietroburgo, "terranno un incontro bilaterale domani". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"L'aereo è stato abbattuto da missili francesi o statunitensi"
Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato oggi che i frammenti di missile trovati nel luogo dello schianto dell'aereo nella regione di Belgorod fanno pensare che l'Ilyushin-76 sia stato abbattuto da un sistema di difesa antiaerea di fabbricazione francese o statunitense azionato dall'Ucraina. "Ciò sarà chiarito entro un paio di giorni", ha aggiunto Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti. Il presidente ha affermato anche che l'aereo è stato colpito sebbene l'intelligence militare di Kiev sapesse che trasportava 65 prigionieri ucraini.

Aereo abbattuto "per errore"

Il presidente russo ha anche affermato che forse le forze ucraine hanno abbattuto per errore l'aereo schiantatosi nella regione di Belgorod. Ma i militari ucraini ai quali era stato affidato, ha aggiunto, "o erano stati addestrati in modo insufficiente, o non hanno imparato bene loro stessi, o non sono capaci di controllare in modo appropriato questi sistemi". Intanto, Mosca avrebbe cambiato le condizioni di reclutamento dei detenuti che invia a combattere nell'invasione dell'Ucraina: stando a un'inchiesta dell'edizione in lingua russa della Bbc, mentre prima i detenuti ottenevano la grazia dopo sei mesi sotto le armi, adesso invece della grazia verrebbe loro accordata la libertà condizionata, mentre il periodo di servizio nell'esercito durerebbe non più sei mesi ma fino alla fine della guerra in Ucraina.

Detenuti reclutati

Basandosi sui messaggi che i detenuti arruolatisi e i loro familiari si scambiano online, e su interviste a questi soldati e i loro parenti, la Bbc scrive che le condizioni di reclutamento sono cambiate tra agosto e settembre 2023 ma che i detenuti reclutati continuano a essere inquadrati in unità speciali e mandati a combattere nelle zone più pericolose. La Bbc sottolinea che, contrariamente a quanto avveniva con i decreti di grazia, che vengono firmati dal presidente, con la libertà condizionale i giornali non potranno più legare il nome di Putin al rilascio anticipato dei detenuti mandati a combattere in Ucraina, alcuni dei quali erano stati condannati per crimini violenti.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Aperta un'inchiesta per "terrorismo" sull'aereo precipitato
"L'inchiesta è stata aperta sulla base dell'articolo 205 del Codice penale russo, relativo ad atti terroristici", rende noto il Comitato in una dichiarazione citata dall'agenzia russa Ria Novosti.

Il Comitato investigativo della Russia, che si occupa delle indagini sui reati più gravi, ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di "terrorismo" sullo schianto avvenuto ieri nella regione di Belgorod di un aereo Ilyushin-76 che secondo Mosca è stato colpito da missili delle forze di Kiev mentre trasportava 65 prigionieri ucraini destinati ad essere scambiati con soldati russi. "L'inchiesta è stata aperta sulla base dell'articolo 205 del Codice penale russo, relativo ad atti terroristici", rende noto il Comitato in una dichiarazione citata dall'agenzia russa Ria Novosti.

un mese fa
Estero
Missili o prigionieri? I dubbi sull'aereo abbattuto.
Andriy Yusov, dirigente dei servizi segreti militari ucraini: "Potrebbero esserci missili e persone allo stesso tempo. Stiamo parlando di un grande aereo militare che è stato caricato solo per un terzo"

Potrebbero esserci stati sia missili che prigionieri ucraini a bordo dell'aereo militare da trasporto russo Ilyushin Il-76 abbattuto ieri sulla regione russa di Belgorod: il dubbio è espresso da un dirigente del Gur, i servizi segreti militari di Kiev, citato dall'agenzia Unian.

Versioni discordanti

Mosca sostiene che a bordo vi fossero 65 prigionieri di guerra ucraini che si apprestavano a essere liberati, mentre Kiev afferma che l'aereo trasportasse missili balistici, di quelli che bombardano quotidianamente il territorio ucraino. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto un'indagine internazionale sull'episodio mentre il Cremlino chiede che si indaghi sui "crimini di guerra ucraini".

"La Russia era responsabile della sicurezza dei prigionieri"

"Potrebbero esserci missili tipo S-300 a bordo, così come missili e persone allo stesso tempo. Stiamo parlando di un grande aereo militare. È stato caricato solo per un terzo, in base alle parole degli stessi russi. (...) Allo stesso tempo c'erano anche altri aerei militari Antonov An-26 e An-72, nella zona dove c'è stato l'abbattimento. Circostanze che meritano un'indagine approfondita", ha affermato Andriy Yusov, rappresentante della direzione principale del Gur. Yusov ha ricordato che "secondo le norme del diritto internazionale, lo Stato che detiene i prigionieri di guerra è responsabile della loro sicurezza, compreso il trasporto per lo scambio", aggiungendo che al riguardo l'Ucraina "ha adempiuto a tutte le condizioni e obblighi".

"Non ci sono prove della presenza di prigionieri a bordo"

"Al momento l'Ucraina non ha riscontrato alcuna prova che a bordo dell'aereo militare russo ci fosse un gran numero di persone, come affermato dal ministero della Difesa di Mosca e altri rappresentanti del Paese" ha riferito al canale United News il Commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, citato dall'Ukrainska Pravda. Secondo Mosca, l'aereo trasportava 65 prigionieri di guerra ucraini. Lubinets ha confermato: "No, non è noto chi c'era a bordo dell'aereo. Secondo le mie informazioni, non posso dire affermativamente che ci fossero effettivamente prigionieri di guerra" ha aggiunto. "Secondo l'analisi delle foto e dei video che abbiamo visto su Internet, se ci fossero stati dei corpi, ripeto non sono un esperto, ma se i russi avessero avuto foto o video dei nostri prigionieri di guerra, li avrebbero già usati. Non abbiamo visto alcun segno che ci fossero così tante persone sull'aereo, cittadini ucraini o non cittadini ucraini".

un mese fa
Guerra in Ucraina
Il Cremlino risponde a Zelensky: "Inchiesta internazionale sui crimini di Kiev"
È quanto affermato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Se Volodymyr Zelensky si riferisce a "un'inchiesta internazionale sulle azioni criminali del regime di Kiev, sicuramente ce n'è bisogno". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la richiesta del presidente ucraino sull'abbattimento ieri di un aereo russo Ilyushin-76, che secondo Mosca è stato colpito da missili delle forze di Kiev mentre portava 65 prigionieri ucraini ad uno scambio con prigionieri russi. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

Le accuse di Mosca

L'abbattimento dell'aereo russo Ilyushin che trasportava prigionieri ucraini, di cui Mosca accusa Kiev, è stato "un atto mostruoso che non può essere compreso", ha detto Peskov, citato dall'agenzia Interfax. "Nessuno può dire" se gli scambi di prigionieri tra russi e ucraini continueranno, ha proseguito. "Il fatto che gli ucraini abbiano ucciso i loro prigionieri, i loro cittadini, che dovevano essere a casa letteralmente in un giorno, è ovviamente un atto mostruoso e nessuno può dire quale impatto ciò avrà sulle prospettive di continuare questo processo", ha aggiunto.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky chiede un'indagine internazionale sull'aereo caduto
È il contenuto di un messaggio diffuso ieri sera dal presidente ucraino su Telegram.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, chiede un'indagine internazionale sull'aereo abbattuto in Russia con 65 prigionieri ucraini a bordo. "E' ovvio che i russi giocano con la vita dei prigionieri ucraini, con i sentimenti dei loro parenti e con le emozioni della nostra società", ha detto nel suo messaggio serale su Telegram. "E' necessario stabilire tutti i fatti chiari", ha aggiunto spiegando che i servizi ucraini "stanno indagando tutte le circostanze" dell'accaduto e di aver incaricato il suo ministro degli Esteri "di informare i partner sui dati disponibili all'Ucraina".

un mese fa
Estero
Mosca: "l'aereo abbattuto dalle forze di Kiev"
Lo afferma il ministero degli esteri russo.

Il ministero degli esteri russo ha affermato che l'aereo Ilyushin russo precipitato nella regione di Belgorod è stato abbattuto dalle forze ucraine, come affermato in precedenza da queste ultime. Lo riferisce l'agenzia Tass. "Kiev ha commesso un atto di folle barbarie, dimostrando totale disprezzo per la vita umana. Violando gli accordi, hanno ucciso i nostri piloti e i soldati di scorta e hanno lasciato che i loro concittadini 'fossero sacrificati'", ha commentato, secondo l'agenzia di stampa statale russa Tass, Rodion Mirogbshnik, un alto funzionario del ministero degli esteri di Mosca. "Questo sanguinoso incidente - ha proseguito Miroshnik - solleva una grande domanda sulle possibilità di almeno alcuni accordi e in qualsiasi formato. Le garanzie che danno, se non sono state ancora violate, verranno sicuramente violate. E su questo non c'è dubbio". Al momento la dinamica di quanto accaduto resta poco chiara.

un mese fa
Estero
Kiev: "L'aereo trasportava missili, lo abbiamo abbattuto"
Lo ha conferma lo Stato maggiore di Kiev ai media ucraini.

L'abbattimento dell'aereo da trasporto militare russo Il-76 è opera delle forze armate ucraine: lo riferisce ai media ucraini lo Stato maggiore di Kiev, secondo cui l'aereo trasportava missili verso basi "da dove i russi spesso attaccano Kharkiv e la regione". Secondo Rbc Ucraina, i russi ammettono che l'aereo è precipitato ma forniscono una "loro versione secondo cui a bordo c'erano 65 militari ucraini catturati", oltre a sei membri dell'equipaggio e altri tre militari. Secondo il presidente della Commissione difesa della Duma, la camera Bassa del Parlamento russo, Andrei Kartapolov l'aereo è stato abbattuto da "tre missili, o Patriot oppure Iris-T", i primi di fabbricazione americana e i secondi di fabbricazione tedesca.

Lo scambio di prigionieri

A suo dire era in programma uno scambio di 192 prigionieri ucraini e altrettanti russi, e che 65 degli ucraini si trovavano sull'aereo da trasporto Ilyushin Il-76. Kartapolov aggiunge che l'Ilyushin era seguito da un altro aereo con a bordo circa altri 80 prigionieri ucraini, che dopo l'abbattimento del primo velivolo ha invertito la rotta ed è tornato indietro.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Aereo caduto, il governatore russo: "Nessun sopravvissuto"
È quanto affermato dal Governatore della regione di Belgrod Vyacheslav Gladkov.

Tutti gli occupanti dell'aereo da trasporto militare russo Ilyushin-76 precipitato oggi nella regione di Belgorod sono morti. Lo ha detto il governatore Vyacheslav Gladkov, citato dall'agenzia Tass.

un mese fa
Estero
Aereo militare russo con 65 prigionieri ucraini cade nel Belgorod
Un Ilyushin Il-76 è precipitato nella regione russa di Belgorod confinante con l'Ucraina.

Un aereo russo da trasporto militare, un Ilyushin Il-76, è precipitato nella regione russa di Belgorod confinante con l'Ucraina. La notizia, riportata dai principali canali Telegram russi che si occupano di vicende legate al conflitto, è stata confermata dal ministero della difesa russo, secondo il quale a bordo si trovavano 65 prigionieri di guerra ucraini che dovevano essere liberati nell'ambito di uno scambio. A bordo si trovavano anche 6 membri dell'equipaggio e 3 "accompagnatori", riferisce l'agenzia Ria Novosti.

un mese fa
Svizzera - Russia
Cassis ha incontrato a New York il ministro degli esteri russo Lavrov
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I due sono arrivati nella città americana per partecipare alle riunioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato oggi alle 10.30 (le 16.30 in Svizzera) a New York il suo omologo russo Serghei Lavrov. L'ultimo incontro bilaterale tra i due nella Grande Mela risale al settembre 2022. I due sono arrivati nella città americana per partecipare a riunioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicate ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.

Uno scambio di opinioni importante

"Fin qui tutto bene", ha detto Lavrov quando il capo della diplomazia elvetica gli ha chiesto come stava, secondo quanto pubblicato sui social media dal portavoce del Ministero degli Esteri russo. Dal canto suo, il consigliere federale ticinese ha dichiarato su X (ex Twitter) di aver intrattenuto con il ministro degli esteri russo uno scambio di opinioni a proposito di diversi argomenti importanti. Sulla pagina social Cassis non ha però fornito ulteriori dettagli.

Mosca è pronta ad ascoltare chi non usa la guerra contro la Russia

La settimana scorsa, Mosca aveva respinto l'ipotesi di un vertice mondiale per la pace in Ucraina che la Svizzera si era impegnata a organizzare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo "inutile e dannoso". "La Svizzera è sempre dalla parte del diritto internazionale umanitario", aveva replicato la presidente della Confederazione, Viola Amherd, in risposta a queste critiche. In un'intervista rilasciata ieri al canale televisivo statunitense CBS, Lavrov ha dichiarato che Mosca è pronta ad ascoltare coloro che non utilizzano l'Ucraina come strumento di guerra contro la Russia. In linea di principio, ha aggiunto il ministro russo, la Federazione è disposta a negoziare, tuttavia senza l'obiettivo di voler mantenere al potere l'attuale governo di Kiev.

un mese fa
Guerra in Ucraina
La Nato annuncia un maxi-acquisto di munizioni da 1,2 miliardi
L'accordo prevede l'acquisto di centinaia di migliaia di proiettili da 155 millimetri.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il direttore generale della Support and Procurement Agency, Stacy Cummings, hanno firmato un accordo per la produzione di munizioni di artiglieria. Il protocollo prevede l'acquisto di centinaia di migliaia di proiettili da 155 millimetri per un controvalore di 1,2 miliardi di dollari. "Questo dimostra che le strutture della Nato di acquisto congiunto, ben oliate, danno risultati", ha detto Stoltenberg. Dallo scorso luglio, ha osservato il segretario generale, l'agenzia della Nato ha firmato contratti per 10 miliardi di dollari, aumentando così la sicurezza transatlantica. "Oggi al Consiglio Atlantico discuteremo come aumentare ulteriormente la produzione", ha precisato Stoltenberg.

Un acquisto "cruciale"

"La guerra in Ucraina è diventata una battaglia di munizioni, l'aumento della produzione è cruciale per continuare ad aiutare Kiev ed è quello che stiamo facendo". Tuttavia, Stoltenberg ha precisato di "non vedere alcuna minaccia diretta o imminente contro alcun alleato della Nato. Certamente monitoriamo da vicino ciò che fa la Russia, abbiamo aumentato la nostra vigilanza, la nostra presenza nella parte orientale dell'Alleanza, ma l'idea è quella di prevenire un attacco". "L'esercitazione di questa settimana sarà la più grande esercitazione degli ultimi decenni per la Nato, con 90mila partecipanti. Facciamo tutto questo per garantire la preparazione alle aggressioni e per eliminare ogni spazio per errori di calcolo o incomprensioni a Mosca sulla nostra preparazione".

un mese fa
Guerra in Ucraina
25 morti e 20 feriti nel raid su Donetsk
Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso Alexey Kulemzin in un nuovo bilancio del raid di oggi sulla città dell'est dell'Ucraina.

"Continuano ad arrivare informazioni sulle conseguenze del mostruoso bombardamento di un mercato affollato nel microdistretto di Tekstilshchik di Donetsk. Al momento sono state confermate le informazioni su 25 decessi. Almeno altre 20 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini in condizioni moderate". Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso Alexey Kulemzin in un nuovo bilancio del raid di oggi sulla città dell'est dell'Ucraina.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Salgono a 18 i morti nel raid su Donetsk, 13 i feriti
Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso della città in mano ai russi.

Sale a 18 morti e 13 feriti, il bilancio dell'attacco che ha colpito oggi il microdistretto Tekstilshchik di Donetsk, in Ucraina. Lo scrive su Telegram il sindaco filorusso della città in mano ai russi, Alexey Kulemzin, che accusa le forze ucraine del "mostruoso bombardamento".

un mese fa
Guerra in Ucraina
Kiev conferma il ritiro dal villaggio di Krokhmalne nel Kharkiv
Le forze di terra ucraine hanno confermato il ritiro dal villaggio di Krokhmalne, nella regione di Kharkiv.

Le forze di terra ucraine hanno confermato il ritiro dal villaggio di Krokhmalne, nella regione di Kharkiv. "Era un insediamento dove vivevano 45 persone prima dell'inizio della guerra. Apparentemente c'erano lì cinque case, e sono state distrutte dall'aggressore russo", ha affermato il capo del servizio di pubbliche relazioni delle forze di terra Vladimir Fito, citato da Ukrainska Pravda. "Il nostro obiettivo è salvare la vita dei difensori ucraini e sono stati spostati in posizioni difensive, impedendo al nemico di avanzare", ha spiegato. "Ciò non rappresenta alcuna minaccia per le unità vicine. Penso che questo sia un fenomeno temporaneo, la linea del fronte cambia ogni giorno", ha poi dichiarato il funzionario.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Conquistato il fronte di Krokhmalne nel Kharkiv"
Lo ha affermato il ministero della Difesa russo citato dalla Tass.

Le forze armate russe sulla linea del fronte di Kupyansk hanno "liberato" il villaggio ucraino di Krokhmalne, nella regione ucraina nordorientale di Kharkiv. Lo ha affermato il ministero della Difesa russo citato dalla Tass. Si tratta del secondo villaggio ucraino che Mosca rivendica di aver conquistato nelle ultime 72 ore, dopo l'insediamento di Vesele, nel Donetsk, catturato - secondo le forze russe - il 18 gennaio. In precedenza, il think tank americano Isw aveva riportato della cattura ieri di Krokhmalne da parte dei russi, dopo l'analisi delle immagini di geolocalizzazione.

un mese fa
Guerra in Ucraina
13 morti e 10 feriti nel raid sul mercato di Donetsk
Lo scrive su Telegram il capo filorusso dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin, in un nuovo bilancio del raid sulla città in Ucraina.

"Secondo le prime informazioni, almeno 13 persone sono state uccise e 10 ferite a seguito del terribile bombardamento dell'area del mercato nel microdistretto Tekstilshchik di Donetsk". Lo scrive su Telegram il capo filorusso dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin, in un nuovo bilancio del raid sulla città in Ucraina. "Il mercato è stato attaccato domenica, quando è più affollato. I servizi operativi stanno lavorando sul posto, le informazioni sui morti e sui feriti continuano ad essere ricevute e chiarite", ha aggiunto.

un mese fa
Guerra in Ucraina
"La Svizzera ha perso il suo ruolo di mediatore"
© Facebook - Russische Botschaft Bern
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Lo afferma l'ambasciatore russo a Berna Sergei Garmonin, che vede di conseguenza anche come priva di senso l'idea di una conferenza di pace nella Confederazione.

La Svizzera non è più sopra le parti e ha quindi perso del tutto la possibilità di fungere da mediatore nel conflitto fra Russia e Ucraina. Lo afferma l'ambasciatore russo a Berna Sergei Garmonin, che vede di conseguenza anche come priva di senso l'idea di una conferenza di pace nella Confederazione. "La diplomazia elvetica ha deciso di partecipare a un'iniziativa che è chiaramente destinata al fallimento", afferma il 71enne in dichiarazioni riportate oggi dalla SonntagsZeitung.

"Nessuna base per avviare il dialogo"

Secondo Garmonin il piano di pace in dieci punti schizzato da Volodymyr Zelensky non può essere una base per avviare un dialogo, soprattutto perché contiene una serie di ultimatum contro Mosca. "Un tale approccio non può servire come fondamento per avviare negoziati: non si può parlare con la Russia con il linguaggio degli ultimatum". Un accordo di pace duraturo è possibile solo se si tiene conto anche delle esigenze russe. Il diplomatico le cita: l'Ucraina deve diventare un paese neutrale, non allineato e senza armi nucleari, che rispetti i diritti umani e le libertà di tutti i cittadini e i dei gruppi nazionali presenti sul suo territorio. Nelle circostanze attuali, Garmonin non vede "alcuna possibilità" che la Russia partecipi a un vertice di pace in Svizzera. AA suo avviso una conferenza in assenza della Russia "significherà solo un altro giro di consultazioni infruttuose che non porteranno ad alcun risultato concreto". E ancora: "Senza la partecipazione russa, un dialogo su una soluzione del conflitto in Ucraina è sì possibile, ma è inutile e senza prospettive".

A Berna dal 2017

L'ambasciatore a Berna dal 2017 non manca inoltre di criticare il governo elvetico. Esso "sostiene sistematicamente la linea anti-russa dell'Occidente collettivo", ha aderito alle "sanzioni illegittime" e favorisce attivamente l'idea di un tribunale internazionale per condannare la leadership russa. Inoltre, la Confederazione ha dimostrato fin dall'inizio solidarietà con una delle parti in conflitto, ovvero l'Ucraina. "Con queste azioni, la Svizzera ha perso completamente il suo ruolo di mediatore internazionale imparziale". La mediazione elvetica, quindi, "non è più un'opzione". L'esperto con laurea in relazioni internazionali all'università di Mosca e con una carriera che lo ha portato in numerose capitali sostiene che il suo paese "non ha mai rinunciato ai mezzi politici e diplomatici per risolvere la crisi ucraina". Ma in Ucraina esiste un divieto legale di negoziare con la dirigenza russa: "i paesi occidentali stanno cercando di ignorare questo punto", conclude.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Zelensky invita Trump a Kiev per fermare la guerra
Intervistato da Fox lo scorso giugno, Trump aveva sostenuto: "Troverei un accordo in 24 ore. Direi una cosa a Zelensky e una cosa a Putin. Farei un accordo molto rapidamente e questo fermerebbe la distruzione".

Volodymyr Zelensky ha invitato Donald Trump a Kiev, ma a una condizione: intervistato da Channel 4 News, il presidente ucraino ha detto che l'ex presidente degli Stati Uniti sarebbe il benvenuto nella capitale, a patto che sia in grado di fermare la guerra con la Russia entro 24 ore, come aveva sostenuto l'anno scorso. "Per favore, Donald Trump, ti invito in Ucraina, a Kiev. Quindi, se puoi fermare la guerra entro 24 ore, penso che sarebbe sufficiente per venire", ha detto Zelensky. "Forse Donald Trump ha una vera idea e può condividerla con me", ha aggiunto durante l'intervista, che è andata in onda ieri sera. Intervistato da Fox lo scorso giugno, Trump aveva sostenuto: "Troverei un accordo in 24 ore. Direi una cosa a Zelensky e una cosa a Putin. Farei un accordo molto rapidamente e questo fermerebbe la distruzione".

un mese fa
Guerra in Ucraina
"Il vertice per la pace in Ucraina si terrà quest'anno"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Lo afferma la presidente della Confederazione Viola Amherd in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Wochenende.

Il vertice per la pace in Ucraina previsto in Svizzera dovrebbe svolgersi ancora quest'anno. Lo afferma la presidente della Confederazione Viola Amherd in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Wochenende. "La Russia probabilmente non sarà presente, ma stiamo cercando di discutere con tutti gli altri", precisa Amherd, lasciando però intendere che Berna è in contatto anche con Mosca. "La Svizzera parla con tutti. Negli ultimi giorni mi è stato segnalato più volte quanto ciò sia importante e quanto tutti siano felici che qualcuno possa farlo. I canali di comunicazione esistono e sono aperti".

Rischio di non riuscire a fare la riunione

Naturalmente c'è un piccolo rischio di non riuscire a organizzare la riunione, ammette Amherd, aggiungendo però che se la Svizzera non prova, sicuramente non ci riuscirà. "Bisogna anche avere il coraggio di dire qualche volta: tenteremo e faremo del nostro meglio". "Non possiamo aspettarci un piano di pace già pronto alla fine del nostro vertice", ha comunque ammesso la ministra della difesa. "Ma se riusciremo ad avviare un processo di pace, avremo già ottenuto molto". Secondo Amherd, sarebbe un successo se vi partecipasse un'ampia gamma di Paesi, compresi quelli del Sud - in particolare Sudafrica, India, Brasile e Arabia Saudita - e se possibile la Cina. Il ministro degli esteri Ignazio Cassis si recherà proprio in Cina all'inizio di febbraio, come previsto da tempo. A quasi due anni dall'invasione russa dell'Ucraina, il futuro del Paese è stato il tema dell'incontro tenutosi domenica scorsa a Davos (GR) tra il governo di Kiev e i rappresentanti di oltre 80 Paesi e organizzazioni. Al centro delle discussioni c'era un piano di pace in dieci punti proposto dall'Ucraina.

un mese fa
Guerra in Ucraina
Calmy-Rey: "I negoziati sono possibili anche senza Mosca"
© Wikipedia
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Anche senza Russia, potranno essere effettuati progressi in tappe diplomatiche verso una soluzione pacifica, ha affermato l'ex ministra degli affari esteri.

Il vertice mondiale della pace che la Svizzera vuole organizzare permetterà negoziati preliminari, secondo l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey. Prime tappe potranno svolgersi anche senza Mosca, ha detto. Anche senza Russia, potranno essere effettuati progressi in tappe diplomatiche verso una soluzione pacifica, ha affermato l'ex ministra degli affari esteri in un'intervista pubblicata oggi dalle testate in lingua tedesca del gruppo Tamedia. Per ottenere ciò, i negoziati non devono limitarsi ai dieci punti del piano di pace dell'Ucraina e le proposte della Cina devono essere prese in considerazione, ha proseguito. La Svizzera deve definire i punti sui quali possono essere trovati denominatori comuni. Calmy-Rey pensa in particolare all'accordo sui cereali, allo scambio di prigionieri e alla sicurezza delle centrali nucleari.

"Sostegno giustificato"

L'ex consigliera federale giudica inoltre che un sostegno incondizionato della Svizzera verso l'Ucraina sia più che giustificato da un punto di vista etico e del rispetto del diritto internazionale. Con tali dichiarazioni segue la linea della presidente della Confederazione Viola Amherd, che si è difesa questa settimana dalle critiche della Russia. La vallesana ha indicato che il vertice, le cui date non sono ancora state decise, sarà "il più ampio e il più inclusivo possibile". Calmy-Rey stima però che una partecipazione di Mosca rimanga poco probabile.

un mese fa
Estero
Nato lancia un'esercitazione anti-Russia da 90mila uomini
Inizierà la prossima settimana e durerà fino a maggio.

La Nato ha ufficialmente lanciato l'esercitazione Steadfast Defender 2024. "È l'esercitazione più massiccia da decenni a questa parte", ha detto il Comandante supremo alleato per l'Europa, il generale Christopher Cavoli. "Steadfast Defender inizia la prossima settimana e durerà fino a maggio, con la partecipazione di 90mila soldati provenienti dagli alleati e dalla Svezia. L'alleanza dimostrerà la sua abilità di difendere l'area transatlantica con un trasferimento di truppe dal Nord America, in uno scenario di risposta a una minaccia militare", ha spiegato.

2 mesi fa
Conflitti
Incontro di Davos, l'Ucraina spera in accordo sul formato di un vertice di pace
© Wikimedia - President.gov.ua, CC BY 4.0
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Per il capo dell'ufficio presidenziale di Kiev "serve una piattaforma per finalizzare alcune parti del nostro piano generale. Per andare avanti, dobbiamo concordare il formato del vertice costituente per la pace".

L'Ucraina vuole raggiungere un accordo in merito al formato di un vertice mondiale di pace sulla guerra con la Russia. Lo ha affermato oggi a Davos (GR) il capo dell'Ufficio presidenziale di Kiev Andriy Yermak, secondo cui la speranza è quella "di trovare una soluzione accettabile. Abbiamo bisogno di una piattaforma per finalizzare alcune parti del nostro piano generale. Per andare avanti, dobbiamo concordare il formato del vertice costituente per la pace", ha detto, stando alla versione scritta del suo discorso, Yermak. Ciò consentirà di sviluppare tabelle di marcia dettagliate per i dieci punti della strategia presentata dall'Ucraina, ha aggiunto.

L'incontro

Nella località grigionese, alla vigilia della settimana dedicata all'annuale Forum economico mondiale (WEF), si sta svolgendo il quarto incontro tra consiglieri per la sicurezza nazionale nell'ambito della formula di pace ucraina. Stando a Kiev, hanno partecipato rappresentanti di 81 Paesi e organizzazioni internazionali, quindici in più rispetto al terzo round di colloqui tenutosi a Malta lo scorso ottobre (i primi due hanno avuto luogo in Danimarca e Arabia Saudita). 

"No" al cessate il fuoco con Mosca

È "molto incoraggiante" che i Paesi del sud del mondo prendano parte sempre più ai lavori, ha proseguito Yermak, che ha evidenziato come il conflitto sia una sfida per tutta l'umanità. Il braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky ha poi nuovamente rifiutato un cessate il fuoco temporaneo con la Russia. A suo avviso, ciò non porrebbe fine all'aggressione delle truppe di Mosca, ma concederebbe loro solo una pausa per raccogliere le forze. "Questa non è assolutamente la strada per la pace. I russi non vogliono la pace. Vogliono il dominio. Quindi la scelta è semplice: o perdiamo e scompariamo, o vinciamo e continuiamo a vivere. E noi combattiamo", ha dichiarato Yermak.

2 mesi fa
Conflitti
Davos, al via il quarto incontro per trovare "una formula di pace in Ucraina"
© Shutterstock
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L'incontro nei Grigioni è l'ultimo dopo i colloqui in Danimarca, Arabia Saudita e Malta. Presenti i consulenti per la sicurezza di 90 Paesi, assenti la Russia e la Cina.

Il quarto incontro tra consiglieri per la sicurezza nazionale nell'ambito della formula di pace ucraina è iniziato oggi a Davos, nei Grigioni. I consulenti per la sicurezza di circa 90 Paesi che sostengono l'Ucraina si sono riuniti al centro congressi in mattinata.

L'obiettivo

L'obiettivo è quello di discutere i modi per raggiungere un futuro accordo di pace con Mosca. Ciò che si sta volgendo non sono veri e propri colloqui di pace e sia la Russia sia la Cina non sono presenti. Le aspettative sono state ridimensionate. "È un piano ucraino, non russo", ha dichiarato all'inizio un collaboratore della Confederazione che conosce il dossier all'agenzia di stampa Keystone-ATS. Tuttavia ha aggiunto che tutte le domande su un possibile accordo verranno affrontate.

Ignazio Cassis, responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva accolto mesi fa con favore l'iniziativa ucraina, ma la riteneva insufficiente perché, a suo avviso, un piano avrebbe dovuto essere approvato da entrambe le parti.

L'ultimo di quattro incontri

L'incontro nei Grigioni è l'ultimo dopo i colloqui in Danimarca, Arabia Saudita e Malta. "Non è necessario parlare di questo piano di pace per anni", ha detto la fonte svizzera. Molti partner sono ora al tavolo per una conclusione.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Mosca prepara sfida con Usa sui fondi statali congelati"
Lo riporta l'agenzia di stampa Bloomberg.

La Russia si sta preparando a una sfida legale per ostacolare qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti o dell'Europa di confiscare parte dei suoi 300 miliardi di dollari in beni congelati della banca centrale a favore dell'Ucraina: lo riporta l'agenzia di stampa Bloomberg, che cita persone a conoscenza della questione. Secondo i funzionari di Mosca che stanno studiando la possibilità di un sequestro dei fondi, un simile risultato è improbabile. La banca centrale russa, secondo le fonti, è vicina a un accordo con studi legali internazionali per rappresentare gli interessi del Paese in caso di una resa dei conti in tribunale.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev, pesante attacco missilistico russo nella notte
Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

La Russia ha lanciato nelle prime ore di oggi un pesante attacco missilistico contro numerose regioni ucraine, inclusa quella di Kiev, utilizzando anche i missili ipersonici Kinzhal: lo ha reso noto l'Aeronautica militare, come riportano i media locali. Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

Il bombardamento

Stando all'Aeronautica di Kiev, le forze russe hanno lanciato sull'Ucraina un totale di 40 tra missili e droni kamikaze. Allarmi aerei sono scattati in quasi tutte le regioni del Paese dopo il decollo dei jet russi che hanno lanciato missili da crociera dal Mar Caspio verso le città ucraine. Inoltre, secondo l'Aeronautica, aerei da caccia MiG-31K hanno lanciato missili Kinzhal dalla regione russa di Nizhny Novgorod.

Si segnalano fra le altre esplosioni intorno alle 5.00 (le 4.00 in Svizzera) nella città di Dnipro, nella regione di Dnipropetrovsk, e intorno alle 7.00 a Kropyvnytskyi, nella regione di Kirovohrad, ha riferito l'emittente ucraina Suspilne.

2 mesi fa
Svizzera
Aiuto svizzero a Kiev, Zelensky chiama Amherd per ringraziarla
© Shutterstock
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Lo ha comunicato lo stesso presidente ucraino su X. Nel corso del colloquio telefonico, le due parti hanno sottolineato la crescente dinamica del dialogo bilaterale tra l'Ucraina e la Svizzera,

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha telefonato alla nuova presidente della Confederazione Viola Amherd per congratularsi per la carica acquisita e l'ha ringraziata per il sostegno della Svizzera all'Ucraina. Lo ha scritto oggi lo stesso Zelensky sulla piattaforma X (ex Twitter). Nel corso del colloquio telefonico, le due parti hanno sottolineato la crescente dinamica del dialogo bilaterale tra l'Ucraina e la Svizzera, si legge nel post. Zelensky ha inoltre ringraziato il Paese per l'organizzazione della conferenza sull'Ucraina prevista prima del Forum economico mondiale di Davos (GR).

Il responsabile della comunicazione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha confermato a Keystone-ATS la telefonata di Zelensky. Amherd ha ricevuto gli auguri del presidente ucraino, ha detto Renato Kalbermatten, aggiungendo che la Svizzera è lieta di poter dare un contributo al promovimento della pace. Domenica, subito prima del Forum economico mondiale (WEF), si terrà a Davos una conferenza sull'Ucraina. Al quarto incontro della cosiddetta formula di pace, i consulenti per la sicurezza di oltre 80 Paesi discuteranno del futuro dell'Ucraina e di questa formula, con un piano in dieci punti per porre fine alla guerra di aggressione russa. Zelensky ha in programma di tenere un discorso al WEF di Davos martedì. Nel suo breve messaggio di oggi, il presidente ucraino ha anche fatto i migliori auguri al popolo svizzero per il nuovo anno.

2 mesi fa
Estero
Guerra in Ucraina, la Casa Bianca: "Fondi finiti, stop agli aiuti"
È quando confermato dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense. Ora il Congresso ha una settimana di tempo per negoziare le varie voci, tra cui nuovi aiuti all'Ucraina, e finalizzare il testo prima del 19 gennaio, quando scatterebbe un primo parziale shutdown.

L'assistenza americana all'Ucraina nella sua guerra contro la Russia "si è interrotta": lo ha confermato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby dopo l'esaurimento dei fondi stanziati dal Congresso, mentre a Washington continuano i negoziati tra democratici e repubblicani su un nuovo pacchetto di aiuti, che potrebbe essere legato a nuove misure di sicurezza al confine col Messico contro la crisi migratoria.

L'appello di Biden

A fine anno Joe Biden aveva sollecitato al Congresso una serie di fondi supplementari, di cui una sessantina di miliardi solo per Kiev, ma i repubblicani avevano bocciato la richiesta nonostante a fine anno scadessero gli ultimi fondi.

La situazione attuale

Nei giorni scorsi i leader del Congresso hanno concordato un' intesa bipartisan su tetto della spesa pubblica fissandolo complessivamente a circa 1600 miliardi di dollari per l'attuale anno fiscale, di cui 886 miliardi per la difesa (+3%) e quasi 773 per le altre voci (senza alcun incremento). Il Congresso ora ha una settimana di tempo per negoziare le varie voci, tra cui nuovi aiuti all'Ucraina, e finalizzare il testo prima del 19 gennaio, quando scatterebbe un primo parziale shutdown. Restano però alcuni nodi, tra cui le richieste dei repubblicani per un giro di vite al confine col Messico.

2 mesi fa
Conflitti
L'Onu: "Il 2024 in Ucraina è iniziato con un'ondata di attacchi mortali"
Lo afferma il portavoce dell'Ufficio dell'Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), secondo cui "oltre alla violenza, l'Ucraina è anche nella morsa di un inverno rigido".

Il nuovo anno in Ucraina "è iniziato con un'ondata mortale di attacchi, iniziata il 29 dicembre e che continua ancora oggi". È quanto ha denunciato il portavoce dell'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), Jens Laerke, facendo il punto in vista del lancio dei piani di risposta delle Nazioni Unite sui bisogni umanitari dell'Ucraina e dei rifugiati ucraini in Europa, previsto per la prossima settimana a Ginevra. Le nuove ostilità riguardano in particolare le regioni di Donetsk, Dnipro e Kherson, dove i bombardamenti hanno provocato morti e feriti tra i civili - tra cui bambini - e danneggiato scuole e case.

Oltre alla guerra il gelo

"Le famiglie ucraine hanno festeggiato il nuovo anno con il suono delle sirene dei raid aerei, rintanandosi nei rifugi sotterranei e nelle stazioni della metropolitana, o negli scantinati delle loro case", ha detto il danese Laerke. I nuovi attacchi arrivano poi mentre le tempeste invernali hanno abbassato le temperature fino a meno 15 gradi. "Oltre alla violenza, l'Ucraina è ora nella morsa di un inverno rigido", ha sottolineato il funzionario. Secondo quanto riferisce il ministero dell'energia ucraino, più di 460 città e paesi sono senza elettricità.

30 esplosioni da inizio anno

Intanto, gli operatori umanitari a Kiev hanno contato, solo in città, più di 30 esplosioni dall'inizio dell'anno. Il 3 e il 4 gennaio sono continuati gli attacchi, che hanno ucciso e ferito civili nella regione di Sumy a nord, nella regione di Donetsk a est e nelle regioni di Kherson e Mykolayiv a sud. Inoltre, il 6 gennaio, una nuova ondata di attacchi aerei nella regione di Donetsk ha ucciso una dozzina di civili, tra cui cinque bambini.

"Non dimentichiamo i rifugiati ucraini"

L'Onu ricorda che la popolazione sopporta da quasi due anni "ostilità implacabili in seguito alla massiccia invasione della Federazione Russa" ed evidenzia come più di 14,6 milioni di persone, ovvero il 40% della popolazione ucraina, avranno bisogno di assistenza umanitaria quest'anno. Inoltre, a causa della guerra circa 6,3 milioni di ucraini sono rifugiati, la maggior parte dei quali (5,9 milioni) in Europa, oltre ai circa 3,7 milioni di persone sfollate all'interno dell'Ucraina. L'invito che arriva dell'Alto commissario delle Nazioni Unite (Unhcr) per i rifugiati è a "non far cadere i rifugiati ucraini nel dimenticatoio".

2 mesi fa
Svizzera
Zelensky sarà presente al WEF 2024
© Shutterstock
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Sarà la prima visita del presidente ucraino in Svizzera dallo scoppio del conflitto.

Volodymyr Zelensky sarà a Davos (GR) la settimana prossima in occasione del Forum economico mondiale (WEF). Oltre al presidente ucraino saranno presenti anche il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro cinese Li Qiang, hanno annunciato oggi gli organizzatori dell'evento.

Dopo due anni in cui ha partecipato in videoconferenza - la moglie Olena Zelenska lo scorso anno si era però recata nella rinomata località retica -, Zelensky sarà nuovamente fisicamente presente nei Grigioni. Il presidente ucraino ci si era già recato una prima volta nel 2020, quando aveva dovuto aspettare in una piccola sala l'allora presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, che era in ritardo.

A Davos, Zelensky terrà un discorso ufficiale. Parteciperà inoltre a un incontro con dirigenti di imprese, ha indicato una portavoce del WEF all'agenzia Keystone-ATS.

In totale attesi 2800 partecipanti

In totale sono attesi 2800 partecipanti, tra cui oltre 60 capi di Stato e di Governo. Oltre alla guerra in Ucraina, anche il conflitto in Medio Oriente sarà al centro delle discussioni. Saranno infatti presenti sia il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdelrahmane Al-Thani, che sta negoziando il rilascio degli ostaggi di Hamas, che il presidente israeliano Isaac Herzog.

Annunciati anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres. Presenti pure diversi consiglieri federali, guidati dalla presidente della Confederazione Viola Amherd.

 

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Attacco hacker ucraino, parte di Mosca senza internet e tv
Lo hanno riferito fonti a Rbc-Ucraina aggiungendo che circa 20 terabyte di dati sono stati cancellati.

Un gruppo di hacker ucraini, probabilmente con il supporto dell'intelligence, ha violato il provider internet di Mosca 'M9com' e ha 'demolito' i server con il risultato che parte della capitale russa è rimasta senza internet e Tv. Lo hanno riferito fonti a Rbc-Ucraina aggiungendo che circa 20 terabyte di dati sono stati cancellati. Inoltre, gli hacker hanno scaricato più di 10 Gb di dati dal server di posta dell'azienda e dai database dei clienti, che sono stati resi disponibili online. Gli hacker dicono le fonti, hanno agito per vendicare l'attacco informatico del 12 dicembre alla società di telecomunicazioni ucraina Kyivstar.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Decine di missili russi lanciati su 6 regioni ucraine
Lo riferiscono i media nazionali.

Decine di missili da crociera sono stati lanciati questa mattina dalla Russia su sei regioni dell'Ucraina, esplosioni sono state segnalate in diverse città, riferiscono i media nazionali. A causa dei bombardamenti, un incendio è scoppiato in un centro commerciale a Kryvi Rih, città d'origine del presidente Voldymyr Zelensky. Feriti sono stati soccorsi dopo il bombardamento a Zaporizhzhia. Secondo le autorità ucraine, i bombardamenti russi hanno colpito zone residenziali a Zaporizhzhia dove, per il momento si sa di quattro feriti, come riferisce Ukrainska Pravda. Esplosioni sono state registrate anche a Dnipro e Kharkiv. Secondo le Forze meridionali dell'Ucraina, il sistema di difesa aerea ha abbattuto 8 droni lanciati dal Mar Nero verso le regioni di Odessa e Mykolaiv. I rottami di un drone hanno provocato un incendio nella regione di Odessa che è stato spento.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Erdogan a Zelensky: "Pronti a mediare per i colloqui di pace"
È quanto affermato dal presidente turco durante una telefonata con quello ucraino.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha parlato al telefono con l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky ed ha affermato che la Turchia è pronta ad ospitare colloqui tra Mosca e Kiev con l'obiettivo di assicurare la pace in Ucraina. Durante la conversazione, il leader turco ha affermato che è importante rilanciare l'accordo, conclusosi in estate dopo l'uscita di Mosca, che aveva permesso le esportazioni di grano dall'Ucraina e che Ankara continua con i suoi sforzi diplomatici a tal fine. Un cessate il fuoco dovrebbe essere stabilito in Ucraina il prima possibile, ha aggiunto Erdogan, come riferisce la presidenza di Ankara.

Zelensky: "Con Erdogan abbiamo parlato di cooperazione nella difesa"

"Ho appena parlato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per riaffermare la forza della cooperazione ucraino-turca in molti settori, compresa la difesa. Abbiamo già molti progetti comuni di successo e quest'anno dobbiamo fare ancora di più per rafforzare le nostre due nazioni". Lo scrive su X (ex Twitter) il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo il colloquio telefonico con l'omologo turco.

"La nostra partnership è fondamentale per la sicurezza regionale, per la sicurezza del Mar Nero e, su scala globale, per la sicurezza alimentare. Sono personalmente grato al presidente Erdogan e alla Turchia per aver sostenuto i nostri sforzi sul corridoio di esportazione marittima dell'Ucraina", ha scritto Zelensky. "Il presidente Erdogan ed io abbiamo anche discusso dell'imminente incontro dei consulenti della Formula Pace a Davos. Ho invitato il rappresentante della Turchia a partecipare", ha affermato, sottolineando poi che "la mediazione della Turchia è fondamentale per garantire il rilascio dei tatari di Crimea e di tutti gli altri tenuti prigionieri in Russia, compresi adulti e bambini, guerrieri e civili".

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Generale russo morto in guerra
Lo ha comunicato il suo avvocato.

Il generale russo Ihor Trifonov è morto in guerra in Ucraina. Lo ha detto a Kommersant, ritenuto il maggiore quotidiano politico-finanziario russo, il suo avvocato, rilanciato dai media ucraini. Secondo quanto riferito, Trifonov, ex capo degli affari interni di Ekaterinburg, principale centro industriale e culturale della regione degli Urali, è morto "nella zona delle operazioni militari speciali" - come Mosca definisce la guerra in Ucraina - alla fine del 2023, ma sua moglie ne è venuta a conoscenza ieri. In precedenza, Trifonov era stato condannato a nove anni e mezzo di carcere nel 2022 per corruzione e possesso illegale di armi.

2 mesi fa
Estero
Kiev, 4 morti e 92 feriti negli attacchi russi
A riferirlo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha aggiunto che dal 31 dicembre i russi "hanno già utilizzato circa 170 Shahed e decine di missili di diverso tipo".

Gli attacchi russi di stamane hanno causato almeno 4 morti e 92 feriti. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. "Tutti i servizi di soccorso sono all'opera", scrive il presidente ucraino, aggiungendo che dal 31 dicembre, i russi "hanno già utilizzato circa 170 Shahed e decine di missili di diverso tipo. La stragrande maggioranza di essi era diretta contro obiettivi civili". Intanto, la Polonia ha inviato jet F-16 al confine dopo gli attacchi russi all'Ucraina.

2 mesi fa
Estero
Ucraina sotto attacco: missili sulla capitale
L'antiaerea è entrata in azione sia a Kiev sia nelle aree circostanti. Il bilancio dei feriti è al momento incerto.

Forti esplosioni hanno fatto tremare stanotte i palazzi a Kiev, mentre la corrente elettrica è saltata in diverse zone della città. Per il momento, stando al sindaco della città, Vitali Klitschko, ci sono 16 feriti.

Secondo l'Aeronautica militare ucraina, l'esercito russo sta lanciando missili Kinzhal. Colpita anche la regione orientale di Kharkiv, ha riferito il governatore Oleg Synegubov, in particolare alcune aree residenziali. Stando al governatore, una persona è rimasta uccisa e altre 22 sono state ferite.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Devasteremo le forze russe"
Il presidente ucraino nel suo discorso di fine anno ha esortato i suoi alleati occidentali a mantenere il sostegno nonostante i crescenti segnali di stanchezza per il conflitto.

Mentre la guerra non accenna a placarsi, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha promesso, nel suo discorso di fine anno, di "devastare" le forze russe che hanno invaso l'Ucraina quasi due anni fa. Il nostro Paese avrà almeno "un milione" di droni aggiuntivi nel suo arsenale l'anno prossimo, ha detto il presidente ucraino, così come aerei da combattimento F-16 forniti dai suoi partner occidentali.

"Alleati occidentali mantenete il sostegno alla nostra causa"

"I nostri piloti stanno già padroneggiando gli F-16 e li vedremo sicuramente nei nostri cieli", ha detto, "in modo che i nostri nemici possano certamente vedere qual è la nostra vera ira". Con la guerra ormai entrata nel suo terzo anno solare, Zelensky ha esortato i suoi alleati occidentali a mantenere il sostegno nonostante i crescenti segnali di stanchezza per il conflitto. "Gli ucraini sono più forti di qualsiasi intrigo, di qualsiasi tentativo di diminuire la solidarietà globale, di minare la coalizione dei nostri alleati", ha detto il presidente nel suo messaggio.

Bombardamenti durante la notte di Capodanno

Intanto sono proseguiti anche nella tarda serata di ieri e stanotte gli attacchi reciproci. Una persona è morta e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco di droni russi contro la città ucraina meridionale di Odessa. I media affermano che i rottami dei velivoli abbattuti hanno colpito edifici in tutta la città portuale, provocando incendi in diverse aree residenziali. I detriti di un drone russo abbattuto dalla contraerea sono inoltre caduti stanotte su un museo della città ucraina di Leopoli, causando un incendio. Non si registrano al momento vittime o feriti.

2 mesi fa
Estero
"Il Capodanno ucraino non è solo un momento di auguri, ma anche di azione"
È il messaggio dei coniugi Zelensky.

"Il Capodanno ucraino non è solo un momento di auguri, ma anche di azione. Non solo per i desideri, ma anche per fare tutto il possibile per realizzarli. Noi ucraini capiamo meglio di chiunque altro che un futuro migliore non arriva da solo, ma solo perché difendiamo ciascuno dei nostri domani". È il messaggio che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la First Lady Olena Zelenska hanno rivolto agli ucraini in occasione del Capodanno su Telegram, riferisce Ukrinform.

"Il nostro nuovo anno sarà quello che ne faremo noi. Il miracolo del nuovo anno, ma anche il miracolo di tutto l'anno, siete tutti voi: impegnati, responsabili, attenti ed efficaci", ha scritto la coppia nel post. Zelensky ha augurato alle persone che difendono un futuro libero e sicuro di vita e vigore, non solo per loro stessi, ma per il mondo intero.

2 mesi fa
Estero
"Non arretreremo mai, nessuno può dividerci"
Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.

"Non arretreremo mai": lo ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso di fine anno trasmesso dai media. "Abbiamo dimostrato più volte che possiamo risolvere i compiti più difficili e che non arretreremo mai perché nessuna forza può dividerci", ha affermato il presidente della Russia.

Anche se Putin non ha evocato direttamente la guerra in Ucraina, ha però reso omaggio ai soldati, "i nostri eroi". Nel 2023, "abbiamo difeso con fermezza i nostri interessi nazionali, la nostra libertà e la nostra sicurezza, i nostri valori", ha detto nel discorso diffuso prima nell'estremo oriente russo vista la differenza di fuso orario con Mosca. Il presidente ha assicurato che la Russia, che vive "una fase storica", sarà "ancora più forte" l'anno prossimo.

2 mesi fa
Estero
Ucraina sotto attacco, mai così tanti missili
Stando al portavoce dell'Aeronautica militare ucraina non si era mai visto un così massiccio attacco da parte dei russi.

"Non abbiamo mai visto così tanti missili contemporaneamente sui nostro monitor". È quanto affermato dal portavoce dell'Aeronautica militare ucraina Yuriy Ihnat che ha descritto in questi termini il massiccio attacco lanciato dai russi sull'Ucraina nelle prime ore del mattino.

Il bilancio arriva a 30 morti

A fine giornata il bilancio arriva a 30 morti mentre i feriti sono circa 160. A Kiev, Kharkiv, Leopoli. Ma anche Dnipro e Odessa. E ancora Zaporizhzhia, dove si contano almeno otto morti, il numero più alto in un'unica località colpita. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di circa 110 missili, "la maggior parte è stata abbattuta", dice affermando che gli attacchi russi hanno preso di mira "un reparto maternità, scuole, un centro commerciale, edifici residenziali a più piani e case private, un magazzino commerciale e un parcheggio". Promette una risposta adeguata e poi, annunciando di aver visitato Adviika, la città nell'Ucraina orientale ormai da tempo sotto costante attacco delle forze russe, "una delle zone più difficili della linea del fronte" dice, ringrazia i soldati, grazie ai quali l'Ucraina è "sopravvissuta" nel 2023. Ancora le immagini di palazzi in fiamme e distruzione che arriva fino a Kiev, ancora - quasi due anni dopo - i cittadini della capitale corsi a rifugiarsi nei tunnel della metropolitana.

Il missile russo entrato nello spazio aereo della Polonia

Dalla vicina Polonia giunge la conferma di un preoccupante dettaglio: "Tutto indica che un missile russo è entrato nello spazio aereo della Polonia. Lo abbiamo individuato con il radar. Poi ne è uscito" immediatamente in direzione dell'Ucraina, ha dichiarato il capo di stato maggiore dell'esercito polacco, generale Wieslaw Kukula, mentre il Comando operativo delle forze armate polacche aveva precedentemente parlato di un "oggetto aereo non identificato" entrato dal confine ucraino. Inevitabile il nervosismo che nasce da questa denuncia: lo spettro di "sconfinamenti" si aggira spesso sul conflitto ucraino, un timore diventato concreto già in passato nei 22 mesi di guerra sul territorio ucraino stretto fra la Russia e un alleato Nato, la Polonia appunto.

La Nato resta vigile

L'Alleanza reagisce subito, con un colloquio telefonico tra il segretario generale Jens Stoltenberg e il presidente polacco Andrzej Duda: "La Nato è solidale con il nostro stimato alleato, sta monitorando la situazione e resteremo in contatto non appena i fatti saranno accertati. La Nato resta vigile", riferisce Stoltenberg. Non tardano nemmeno le reazioni dalle capitali occidentali, con la corsa a confermare il sostegno a Kiev: da Bruxelles dove l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell ricorda che "l'Ue resta impegnata nel 2024 a fornire ulteriori attrezzature militari per sostenere l'Ucraina nella resistenza all'invasione russa"; da Londra che annuncia subito l'invio all'Ucraina, in tempi brevi, di circa 200 missili di difesa aerea in Ucraina.

Il monito di Biden

Il monito del presidente degli Stati Uniti Joe Biden è intanto una vera e propria sollecitazione al Congresso Usa dove il proseguimento del sostegno a Kiev rischia di fermarsi, o ridimensionarsi, costringendo il presidente a rivedere le promesse fatte a Zelensky. Quest'ultimo massiccio attacco, dice Biden, "ricorda al mondo che, dopo quasi due anni di guerra devastante, gli obiettivi di Putin restano invariati. Vuole cancellare l'Ucraina e soggiogare la sua popolazione. Deve essere fermato". Poi l'esplicita esortazione a Capitol Hill, affinché si approvino nuovi aiuti a Kiev: il Congresso "deve agire senza ulteriori ritardi. La posta in gioco non potrebbe essere più alta. Putin non ha solo tentato di distruggere l'Ucraina, ha minacciato anche alcuni dei nostri alleati della Nato".

2 mesi fa
Estero
Biden: "Putin va fermato"
Lo ha affermato il presidente USA alla luce dell'attacco russo delle ultime ore.

"Nella notte la Russia ha eseguito il maggiore assalto aereo contro l'Ucraina" e questo "ricorda al mondo che gli obiettivi di Putin restano invariati: vuole cancellare l'Ucraina e soggiogare la sua popolazione. Per questo deve essere fermato". Lo ha affermato oggi il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha poi esortato il Congresso ad approvare nuovi aiuti all'Ucraina alla luce dell'attacco russo delle ultime ore. "Deve agire senza ulteriori ritardi", afferma Biden sottolineando che la "posta in gioco non potrebbe essere più alta. Putin non ha solo tentato di distruggere l'Ucraina, ha minacciato anche alcuni dei nostri alleati della Nato".

Gli altri aiuti

Nel frattempo, Ue e GB hanno promesso aiuto militari anche nel 2024. Londra ha affermato che invierà a Kiev 200 missili per la difesa aerea.

2 mesi fa
Estero
Ucraina, almeno 22 i morti nell'attacco russo
Lo riportano i media ucraini citando fonti di Kiev e delle autorità locali

Sale il bilancio delle vittime dell'attacco russo all'Ucraina di questa mattina: i morti sono almeno 22 e 132 persone sono rimaste ferite. Lo riportano i media ucraini citando fonti di Kiev e delle autorità locali. A Odessa, secondo il capo dell'amministrazione statale regionale Oleg Kiper, tre persone sono morte e 22 ferite, tra cui due bambini e una donna incinta. Nella regione di Kharkov, secondo il capo dell'amministrazione statale regionale Oleg Sinegubov, sono morti tre dipendenti di un'impresa civile mentre altre 11 persone sono rimaste ferite. A Zaporizhzhia, infine, 6 persone sono state uccise e 12 ferite. La polizia nazionale ha riferito che alle 13 si sapeva che in Ucraina sono rimasti feriti 132 a seguito dell'attacco mattutino.

Diversi blackout

Intanto, dopo i massicci bombardamenti russi, si registrano diversi blackout nelle regioni di Kiev, Dnipro, Odessa e Kharkiv. Lo ha riferito il ministero dell'Energia dell'Ucraina mentre i media segnalano diverse migliaia di persone rimaste al buio o senza riscaldamento.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
"In Ucraina colpiti tutti gli obiettivi"
Lo ha comunicato il ministero della difesa russo, riferendosi agli attacchi compiuti da Mosca nell'ultima settimana.

"Tutti gli obiettivi sono stati colpiti" negli attacchi russi in Ucraina questa settimana, ha indicato oggi il ministero della difesa russo in un comunicato. La Russia ha effettuato più di 50 attacchi, tra cui uno "più ampio", tra il 23 dicembre e oggi, contro siti di infrastrutture militari, depositi di munizioni e luoghi in cui erano schierati soldati ucraini e mercenari stranieri.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Esplosioni a Kiev, allerta aerea in tutta l'Ucraina
Per ora non ci sono informazioni su eventuali feriti o vittime. Particolarmente colpita la città di Kharkiv.

Esplosioni sono state udite questa mattina a Kiev, ha reso noto il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, mentre nella notte le forze russe hanno preso di mira diverse città in tutta l'Ucraina, portando all'attivazione di un'allerta aerea nazionale.

I raid russi

Una mezza dozzina di città sono state oggetto degli attacchi russi, tra cui Kharkiv (nordest), Leopoli (ovest) e Odessa (sud), hanno riferito le rispettive autorità locali. Un allarme aereo generalizzato in tutto il paese è stato attivato intorno 5.00 (le 6.00 in Svizzera). Particolarmente colpita sembra essere la città di Kharkiv. Il sindaco, Igor Terekhov, sul servizio di messaggistica Telegram fa stato di un attacco "massiccio", come riporta l'agenzia di stampa Rbc Ucraina. "Kharkiv è sotto un massiccio lancio di razzi. In città ci sono state almeno sei esplosioni", si legge nel messaggio. Successivamente, stando a quanto riporta l'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform, il capo del presidio militare di Kharkiv, Serhiy Melnyk, ha reso noto che le forze russe hanno attaccato la città con missili a lungo raggio Kh-22 e S-300. "Il nemico sta colpendo ancora una volta dalla zona di Belgorod, con missili S-300 e Kh-22," ha scritto Melnyk, esortando i residenti a rimanere nei rifugi fino al cessato allarme.

Da parte sua, la consigliera del capo del consiglio regionale, Natalia Popova, ha affermato su Telegram che non ci sono per ora notizie di eventuali feriti o vittime.

2 mesi fa
Guerra in Ucraina
Raid russo contro la folla alla stazione di Kherson, morto un poliziotto
Lo ha affermato il ministro degli interni ucraino Igor Klymenko.

Un "massiccio bombardamento" notturno russo sulla città di Kherson, capoluogo dell'omonima provincia nel sud del dell'Ucraina, ha provocato la morte di almeno una persona - un agente di polizia - e il ferimento di altre 4 vicino alla stazione ferroviaria, dove si era radunata una folla di 140 civili che attendevano di essere evacuati dalla città, pesantemente esposta alla guerra. Lo ha affermato il ministro degli interni Igor Klymenko. "Kherson la sera; circa 140 civili attendono alla stazione il treno per l'evacuazione: questo è il momento in cui il nemico ha iniziato il massiccio bombardamento della città", ha detto su Telegram.

L'attacco

Stando a quanto scrive lo Stato maggiore interforze ucraine nel suo briefing mattutino, citato dai media fra i quali Ukrinform, la scorsa notte le forze russe hanno lanciato 46 droni d'attacco kamikaze tipo "Shahed" sul territorio dell'Ucraina, 32 dei quali sono stati distrutti dalle forze di difesa aerea. Partiti da nuovamente da Balaklava, nella Crimea, e da Primorsko-Akhtarsk, nella regione russa di Krasnodar (RF), i droni sono partiti "a ondate successive fra le 19.00 di ieri (le 18.00 in Svizzera) e alle 3.50 di oggi. Molti dei droni che non sono stati abbattuti "sono caduti senza conseguenze", ha sottolineato l'aeronautica. Sono state prese di mira dai russi, scrive Kiev, le regioni di Mykolaiv, Odessa, Kherson, Dnipropetrovsk, Vinnytsia, Zaporizhzhia, Khmelnytskyi e Kirovohrad.

2 mesi fa
Estero
Primo "sì" del Parlamento turco alla Svezia nella Nato
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I protocolli dovranno ora essere ratificati dalla Camera, dove il partito Akp di Erdogan detiene la maggioranza dei seggi. La votazione potrebbe avere luogo già nei prossimi giorni, prima della fine dell'anno.

Il parlamento turco ha dato il primo parere positivo sull'ingresso della Svezia nell'Alleanza Atlantica. La commissione Esteri dell'assemblea di Ankara ha approvato in serata i protocolli di adesione per Stoccolma che il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva firmato e inviato in parlamento già a fine ottobre. Da allora, il via libera al provvedimento non ha avuto un percorso facile e in novembre la Commissione esteri ha fermato il testo, ribadendo i dubbi sul presunto sostegno svedese a gruppi ritenuti terroristi da Ankara. La Turchia è l'unico Paese Nato, oltre all'Ungheria, a non aver ancora approvato l'allargamento.

Una decisione potrebbe arrivare entro la fine dell'anno

Con la decisione di ieri, arrivata dopo un dibattito in commissione durato molte ore, la fumata bianca pare sicuramente più vicina. I protocolli dovranno ora essere ratificati dalla Camera, dove il partito Akp di Erdogan detiene la maggioranza dei seggi. La votazione potrebbe avere luogo già nei prossimi giorni, prima della fine dell'anno.

Le reazioni

Nel frattempo, il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg ha fatto sapere che "accoglie con favore" il voto. Anche il dipartimento di Stato Usa ha salutato la scelta di Ankara, auspicando che la ratifica completa da parte del parlamento possa arrivare "presto".

Il ruolo dei caccia F-16

Nelle ultime settimane Erdogan aveva discusso dell'entrata di Stoccolma nella Nato con il presidente americano Joe Biden. Il leader turco aveva anche esplicitamente legato il via libera di Ankara alla vendita di caccia F-16 dagli Usa alla Turchia, una questione in sospeso da anni su cui il Congresso di Washington non si è ancora espresso. "Sviluppi positivi da parte degli Stati Uniti riguardo alla questione degli F-16 accelereranno un parere positivo da parte del parlamento" sulla Svezia, aveva dichiarato Erdogan, affermando di aver ricevuto assicurazioni da parte di Biden e che il presidente americano vorrebbe il sì del Congresso sulla vendita dei caccia. La richiesta di acquisto degli F-16 da parte della Turchia risale al 2019, ed è arrivata in seguito all'esclusione di Ankara dal programma di cooperazione militare sui caccia F-35. Il rifiuto da parte dell'amministrazione dell'ex presidente americano Donald Trump fu opposto come segno di ritorsione dopo che Ankara decise di acquistare missili S-400 da Mosca, un sistema di Difesa ritenuto dalla Nato una minaccia alla propria sicurezza.

2 mesi fa
Estero
Kiev smentisce la caduta di Marinka: "La lotta continua"
Il ministro della difesa Shoigu aveva rivendicato che i russi avessero preso il controllo della città.

Kiev nega che i russi abbiano preso il controllo della città di Mariinka, vicino a Donetsk, nell'Ucraina orientale, così come rivendicato dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.

Un portavoce dell'esercito ucraino, Oleksandr Chtoupoun, ha detto che è "sbagliato" dire che la città è interamente controllata dai russi. "La lotta per Marinka continua", ha assicurato, aggiungendo che ci sono ancora soldati ucraini nella città, che è "completamente distrutta".

Marinka era diventata una roccaforte ucraina a partire dal 2014 e dall'inizio del conflitto con i separatisti filo-russi guidati da Mosca, che avevano conquistato la città di Donetsk.

2 mesi fa
Estero
Dalla Banca Mondiale 1.34 miliardi di dollari a Kiev nell'ambito del progetto PEACE
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Il prestito verrà utilizzato anche per il pagamento di pensioni e stipendi dei dipendenti del Servizio di emergenza statale.

L'Ucraina ha ricevuto 1,34 miliardi di dollari nell'ambito del progetto Peace (Public Expenditures for Administrative Capacity Endurance) della Banca mondiale. Lo ha annunciato il ministero delle Finanze, come riporta Ukrinform. Si tratta, sottolineano da Kiev, "di un prestito della Banca Mondiale per un importo di 1'086 miliardi di dollari, erogato tramite l'Advancing Needed Credit Enhancement for Ukraine Trust Fund con la garanzia del governo Giappone". Coinvolti inoltre Usa, Norvegia e Svizzera. I fondi, precisano, verranno utilizzati tra l'altro per il pagamento di pensioni e stipendi dei dipendenti del Servizio di emergenza statale.

"Sono grato ai nostri partner"

"Dall'inizio dell'invasione su vasta scala, i governi di Giappone, Usa, Norvegia e Svizzera hanno ripetutamente dimostrato il loro sostegno e la loro solidarietà all'Ucraina - ha commentato il ministro delle Finanze, Sergii Marchenko - Sono grato ai nostri partner per la loro disponibilità a cooperare e aiutarci in un momento cruciale per l'Ucraina".

2 mesi fa
Estero
NY Times: "Putin ha segnalato di essere aperto a un cessate il fuoco"
Il portale statunitense riferisce di un presidente russo che manovra per ridurre i rischi e mantenere le opzioni aperte per una guerra la cui durata è maggiore delle sue attese.

Il presidente russo Vladimir Putin ha "segnalato silenziosamente" di essere aperto a un cessate il fuoco in Ucraina nelle più recenti comunicazioni tramite canali non ufficiali. Secondo quanto riporta il New York Times citando alcune fonti, Putin dallo scorso settembre avrebbe segnalato tramite intermediari di essere aperto a un cessate il fuoco che congeli i combattimenti lungo le attuali linee di scontro, ben al di sotto delle sue ambizioni di dominare l'Ucraina.

Putin avrebbe segnalato l'apertura a un cessate il fuoco anche nell'autunno del 2022, indicando che la Russia era soddisfatta del territorio catturato ed era pronta a un armistizio. "L'interesse ripetuto di Putin a un cessate il fuoco è un esempio dell'opportunismo e dell'improvvisazione che hanno definito il suo approccio alla guerra dietro le quinte", osserva il New York Times riferendo di un presidente russo che manovra per ridurre i rischi e mantenere le opzioni aperte per una guerra la cui durata è maggiore delle sue attese. "Pur usando una impetuosa retorica pubblica, Putin ha telegrafato privatamente il desiderio di dichiarare vittoria e voltare pagina".

2 mesi fa
Estero
Attacco russo con droni a Kiev
Un palazzo ha preso fuoco e due persone sono rimaste ferite.

I russi hanno colpito in serata Kiev con droni d'attacco kamikaze. In uno dei quartieri della capitale, i detriti sono caduti su un edificio residenziale ed è scoppiato un incendio. Lo riferisce RBC-Ucraina con riferimento al canale Telegram dell'amministrazione militare della città di Kiev.

Due persone sono rimaste ferite in seguito all'attacco con due droni su un edificio residenziale di Kiev. Una è stata trasportata in ospedale, mentre un'altra è stata medicata sul posto. Lo rendono noto fonti ufficiali ucraine. Le sirene sono risuonate nella capitale poco prima che i residenti avvertissero alcune esplosioni.

"Un edificio a Kiev è stato colpito da uno Shahed", ha scritto su Telegram il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, spiegando che quel tipo di drone di fabbricazione iraniana viene spesso usato anche dall'esercito russo. L'attacco, secondo quanto riferito dal sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, avrebbe colpito anche il distretto di Solomianskyi dove si sono registrate "fiamme sui piani alti".

2 mesi fa
Estero
La pacifista Duntsova si candida contro Putin
L'ex giornalista televisiva ha presentato domanda ieri alla Commissione elettorale centrale russa per candidarsi contro Putin alle elezioni presidenziali del 2024.

L'ex giornalista televisiva Yekaterina Duntsova ha fatto domanda ieri per candidarsi contro il leader russo Vladimir Putin alle elezioni presidenziali di marzo 2024, riportano i media internazionali.

Chi è Duntsova

Duntsova, 40 anni, politica locale nell'oblast di Tver e madre di tre figli, ha pubblicamente sostenuto "la pace" in Ucraina, anche se si astiene dall'usare il termine "guerra" nelle sue interviste ai giornalisti. "Prima o poi ogni conflitto armato finisce e spero che questo finisca il prima possibile", aveva dichiarato il mese scorso.

La registrazione della candidatura

L'ex reporter ha presentato i documenti alla Commissione elettorale centrale russa per registrare formalmente la sua candidatura. Per poter avanzare come candidata, dovrà raccogliere 300'000 firme in tutto il paese entro il 31 gennaio. La rielezione del presidente Putin per un quinto mandato, tuttavia, è una formalità e non è tollerata alcuna forma di opposizione. Quasi tutte le figure più importanti, come l'attivista anti corruzione Alexei Navalny, sono state mandate in prigione o costrette all'esilio.

2 mesi fa
Estero
Putin: "Attaccare la Nato? Solo fesserie di Biden"
Lo ha affermato il presidente russo in un'intervista all'emittente televisiva Rossiya-1 ripresa dalle agenzie russe.

Sono "fesserie" le affermazioni del presidente americano Joe Biden secondo le quali la Russia potrebbe attaccare paesi della Nato se vincesse la guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. In questo modo Biden vuole solo giustificare la sua politica perché la Russia "non ha nessun interesse a combattere la Nato, né geopolitico, né economico né militare", ha aggiunto Putin in un'intervista all'emittente televisiva Rossiya-1 ripresa dalle agenzie russe.

La Russia "non ha interesse ad attaccare i paesi della Nato"

"L'Occidente dovrà trovare un terreno comune con la Russia, perché della Russia deve tenere conto" e a sua volta Mosca è interessata ad avere buoni rapporti con i paesi della Nato, ha spiegato il leader del Cremlino. La Russia, ha affermato, non ha alcun interesse ad attaccare paesi della Nato, come invece ha affermato Biden. "Non abbiamo dispute territoriali reciproche con loro e non abbiamo alcun desiderio di rovinare le nostre relazioni con loro. Siamo interessati - ha aggiunto Putin - a sviluppare le relazioni".

Con la Finlandia "avevamo relazioni cordiali"

Tuttavia l'ingresso della Finlandia nella Nato creerà "problemi" nelle relazioni con la Russia. "Avevamo le relazioni più cordiali" con Helsinki ma adesso che la Finlandia è stata "trascinata nella Nato", Mosca creerà il distretto militare della regione di Leningrado e lì concentrerà forze militari. "Perché hanno bisogno di questo? È una cosa senza senso", si è chiesto Putin.

"Sono stato ingenuo in passato"

Nell'intervista il presidente ha anche detto di essere stato "ingenuo" nei primi anni del suo mandato riguardo alle intenzioni dei paesi occidentali, che puntavano alla "disintegrazione" della Russia come era avvenuto con l'URSS. Putin ha affermato che l'ex consigliere per la sicurezza nazionale americano Zbigniew Brzezinski aveva un piano per "dividere la Russia in cinque parti e sfruttare le sue risorse".

3 mesi fa
Estero
Putin si candida come indipendente per le presidenziali 2024
Lo hanno riferito le agenzie di stampa russe.

Vladimir Putin si candiderà alle elezioni russe del 2024 come candidato indipendente con un'ampia base di sostegno e non come esponente di un partito. Lo hanno riferito le agenzie di stampa russe. Oggi un gruppo di iniziativa composto da oltre 700 politici e personaggi del mondo sportivo e culturale si è riunito a Mosca e ha approvato all'unanimità la nomina di Putin come candidato indipendente, ha riferito la Tass.

Il sostegno a Putin

Parlando all'agenzia Ria Novosti Andrei Turchak, alto funzionario del partito al potere Russia Unita, ha spiegato che Putin non si candiderà per quello schieramento ma che avrà comunque il sostegno dei suoi membri e "più di 3,5 milioni di sostenitori del partito prenderanno parte attivamente alla campagna elettorale". Anche Sergei Mironov, tra i leader del partito Russia Giusta che sostiene Putin, ha spiegato che l'attuale capo del Cremlino si candiderà come indipendente e che verranno raccolte firme a suo sostegno.

Verso l'elezione

Putin, che è al potere in Russia come presidente o primo ministro da più di due decenni, ha annunciato la sua candidatura per un altro mandato di sei anni a marzo del prossimo anno. Un voto che si preannuncia come una semplice formalità: con il sostegno dell'apparato e dei media statali e quasi nessun dissenso pubblico, la vittoria sembra essere già certa per il leader russo di 71 anni.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin: "La pace solo quando avremo raggiunto gli obiettivi"
Vladmir Putin è tornato alla tradizione della mega conferenza stampa di fine anno - dopo l'interruzione del 2022 - per ostentare sicurezza sulla tenuta della Russia, in campo economico e nel conflitto in Ucraina.

Oltre quattro ore per rispondere a una settantina di domande, dai media russi e stranieri, dai cittadini, e addirittura da un suo avatar creato con l'intelligenza artificiale. Vladmir Putin è tornato alla tradizione della mega conferenza stampa di fine anno - dopo l'interruzione del 2022 - per ostentare sicurezza sulla tenuta della Russia, in campo economico e nel conflitto in Ucraina.

"Denazificazione" e "demilitarizzazione" dell'Ucraina

La pace ci sarà quando Mosca avrà "raggiunto i suoi obiettivi", che rimangono la "denazificazione" e la "demilitarizzazione" dell'Ucraina, ha scandito il presidente. E, soprattutto, ciò avverrà senza il bisogno di una nuova mobilitazione, ha assicurato. Una promessa di fondamentale importanza per un capo dello Stato che nel marzo prossimo si ripresenterà candidato per un quinto mandato alla guida del Paese. La rinuncia al richiamo dei coscritti, ha sottolineato Putin, è possibile grazie al gran numero di volontari che si arruolano sotto contratto, 486mila nell'ultimo anno. Ciò ha fatto sì che attualmente dei 617mila uomini impegnati sui 2.000 chilometri del fronte, solo 244mila sono riservisti richiamati alle armi, mentre la maggioranza sono professionisti.

La Russia "si sta preparando a una lunga e dura guerra"

Per il segretario generale della Nato Stoltenberg, le parole di Putin confermano che la Russia "si sta preparando a una lunga e dura guerra" e quindi è necessario continuare l'assistenza militare a Kiev. Anche perché "se Putin vince in Ucraina, c'è il rischio concreto che la sua aggressione non finisca lì". Cioè che decida di attaccare Paesi dell'Alleanza Atlantica, come ha detto il presidente americano Joe Biden nel tentativo, finora senza esito, di convincere i ribelli repubblicani nel Congresso a sbloccare i nuovi finanziamenti a Kiev. Per ora, tuttavia, la Nato ha escluso che la Russia abbia portato un attacco intenzionale alla Romania, dopo che un altro drone di Mosca si è schiantato sul territorio rumeno, in un'area disabitata, durante bombardamenti compiuti su infrastrutture portuali ucraine sul Danubio.

Zelenksy "costretto a girare il mondo mendicando"

Putin non ha nascosto la soddisfazione per le difficoltà incontrate da Kiev nell'ottenere i nuovi aiuti occidentali. "L'Ucraina oggi non produce quasi nulla" in termini di armi e "tutto arriva dall'Occidente", ma "questi omaggi un giorno potrebbero finire e, a quanto pare, stanno finendo", ha detto. Per questo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è costretto ad andare in giro per il mondo a "mendicare", e per ottenere gli aiuti cerca di convincere gli alleati che la controffensiva di Kiev "sta avendo successo". Mentre in realtà, ha aggiunto Putin, le forze russe stanno "migliorando le loro posizioni su tutto il fronte".

Domande bizzarre

Durante il confronto maratona con i media e comuni cittadini, vi sono stati episodi curiosi. Putin si è trovato a rispondere alle domande di alcuni soldati dal fronte con il rumore di spari in sottofondo. Poi si è soffermato su vari aspetti della sua vita privata, dal sogno da bambino di diventare pilota d'aereo alla passione per le uova strapazzate, che lo ha portato a mangiarne anche dieci per colazione. A una giornalista del New York Times che lo ringraziava per avere invitato anche reporter stranieri, ha detto di essere "una persona aperta dalle convinzioni democratiche". Poi il capo del Cremlino ha dovuto rispondere ad un suo "doppio", cioè un interlocutore che si è presentato in videoconferenza come uno studente di San Pietroburgo usando l'immagine e la voce dello stesso presidente creati con l'intelligenza artificiale. "E' vero che lei ha molti sosia?", ha chiesto lo studente, riferendosi alle voci secondo le quali il presidente si serve di controfigure in diverse apparizioni pubbliche. "Vedo che lei mi assomiglia e parla con la mia voce - ha detto Putin - ma ci ho pensato e ho deciso che solo una persona deve essere come me e parlare con la mia voce, e quella persona sono io. E comunque questo è il mio primo sosia".

3 mesi fa
Adesione UE
Il Consiglio europeo apre i negoziati con l'Ucraina
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Secondo fonti europee "nessuno ha obiettato" e la decisione "non è stata bloccata da alcuno Stato".

Il Consiglio Europeo ha deciso di aprire i negoziati di adesione con l'Ucraina. Lo ha detto il Presidente Charles Michel su X-Twitter. Secondo fonti europee "nessuno ha obiettato" e la decisione "non è stata bloccata da alcuno Stato". "Questa è una vittoria per l'Ucraina. Una vittoria per tutta l'Europa. Una vittoria che motiva, ispira e rafforza", ha commentato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Negoziati aperti anche con la Moldavia

Il Consiglio Europeo ha deciso di aprire i negoziati anche con la Moldavia e di concedere lo status di Paese candidato alla Georgia. "Una decisione strategica e un giorno che rimarrà impresso nella storia della nostra Unione. Orgogliosi di aver mantenuto le nostre promesse e felici per i nostri partner", ha aggiunto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. "Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato affinché ciò accadesse e tutti coloro che hanno aiutato. Mi congratulo con ogni ucraino per questo giorno. Mi congratulo anche con la Moldavia e personalmente con Maia Sandu. La storia è fatta da chi non si stanca di lottare per la libertà", ha scritto Zelensky in un altro messaggio su X.

3 mesi fa
Estero
Zelensky arrivato a sorpresa in Germania
Stando alla Bild il presidente ucraino è arrivato a Francoforte, per poi dirigersi a Wiesbaden, dove si trova il quartier generale americano per l'assistenza militare all'Ucraina.

Volodymyr Zelensky è arrivato in Germania per una visita senza preavviso. Lo scrive la Bild sul suo canale Telegram in russo, spiegando che il presidente ucraino è arrivato a Francoforte sul Meno, secondo quanto riferito dalla polizia locale. In tutta la regione sono state adottate misure di sicurezza rafforzate e diverse strade sono state chiuse. Secondo la Bild, all'arrivo Zelensky si è diretto a Wiesbaden, dove si trova il quartier generale americano per l'assistenza militare all'Ucraina.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky negli Usa: muro repubblicano sugli aiuti
Per il presidente ucraino si tratta della terza visita a Washington.

Ieri, nella sua terza visita a Washington dall'inizio dell'invasione russa, Volodymr Zelensky è stato accolto senza fanfare e non ha rilasciato alcuna dichiarazione al Campidoglio, riservando le sue parole alla conferenza stampa dopo l'incontro nello studio Ovale. Una visita ben diversa da quella al Capitol di un anno fa, quando il Presidente ucraino venne accolto come un eroe, invitato a parlare a camere riunite e "premiato" con altri 50 miliardi di dollari di aiuti. "È una questione di vita o di morte per l'Ucraina e i tempi sono cruciali": è stato il messaggio che Zelensky ha portato prima al Congresso e poi alla Casa Bianca per sostenere il pacchetto di nuovi aiuti americani. Il leader ucraino ha assicurato di aver ricevuto da Washington "segnali più che positivi", precisando però di attendere risultati concreti, e ha invitato gli Usa e i suoi alleati a mandare "un segnale forte della nostra unità alla Russia entro fine anno", ribadendo la sua fiducia nella vittoria e la contrarietà a cedere territori "ai terroristi". Biden, dal canto suo, ha annunciato di aver firmato intanto un nuovo pacchetto di aiuti da 200 milioni di dollari e ha promesso che gli Stati Uniti non abbandoneranno Kiev, come spera Putin. Quindi ha rilanciato il suo appello al Congresso perché trovi un "compromesso" e approvi i nuovi fondi bloccati "da una minoranza di repubblicani" che stanno facendo "un regalo di Natale" a Putin, come dimostra l'esultanza della propaganda russa che li ha "celebrati".

Muro di resistenza tra i repubblicani

A Washington il presidente ucraino ha toccato con mano che la salvezza dell'Ucraina passa dal Messico ma ha trovato un muro di resistenza tra i repubblicani, decisi a legare il loro ok ai nuovi fondi (oltre 60 miliardi dopo i 111 miliardi già concessi) a due punti irrinunciabili: un giro di vite a protezione del confine col Messico, rafforzando le misure anti immigrazione con espulsioni rapide e criteri più severi per l'asilo (cui i dem sono contrari) e avere lumi su quale sia la strategia finale, "l'end-game" per usare le parole dello speaker repubblicano Mike Johnson. Evocando l'eredità della sfida contro Mosca, il leader ucraino ha argomentato che aiutare Kiev a combattere è nell'interesse nazionale americano e un modo per rafforzare l'Europa orientale contro l'aggressione russa. "Conto ancora su di voi", ha detto, dopo aver avvisato che "quando il mondo libero esita, le dittature esultano" e che i ritardi negli aiuti fanno il gioco del Cremlino. Che nel frattempo si è detto certo che dall'incontro non uscirà nulla che possa "cambiare la situazione sul campo di battaglia". I leader repubblicani al Senato e alla Camera sono stati irremovibili, pur precisando che non si tratta di una questione personale e che restano al suo fianco: "La priorità della sicurezza nazionale è difendere il confine Usa", hanno concordato, cavalcando i sondaggi d'opinione dopo le ondate migratorie record. Ora la palla torna alla Casa Bianca e al Senato, ha spiegato Johnson, ricordando che la Camera ha già approvato una legge sull'immigrazione, che i dem non hanno votato perché troppo draconiana. Impossibile una svolta entro fine anno, quando finiranno i fondi a disposizione: a giorni il Congresso va in vacanza per tre settimane. Se ne riparla a inizio 2024, a meno che Joe Biden non decida di finanziare provvisoriamente Kiev a spese dell'esercito Usa.

Nuova strategia per il 2024

Nel frattempo i dirigenti americani e ucraini stanno mettendo a punto una nuova strategia per il 2024, dopo che le speranze di controffensiva non si sono avverate, come ha ammesso alla Bbc il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza dell'Ucraina Oleksiy Danilov, nel giorno di un attacco cyber russo che ha messo ko le connessioni internet del Paese. Gli Usa - che oggi hanno annunciato altre sanzioni contro Paesi terzi che aiutano la macchina da guerra russa - hanno inviato a più riprese sul campo a Kiev un generale a tre stelle, Antonio Aguto, dalla base di Wiesbaden, in Germania, dove a gennaio è prevista una serie di "war games", come scrive il New York Times. Ci sono però divergenze tra alleati: gli americani stanno spingendo per una strategia conservatrice che si concentra sul mantenimento del territorio attuale dell'Ucraina, scavando trincee e accumulando rifornimenti e forze nel corso dell'anno, nonché sviluppando la sua capacità di produrre armi. Gli ucraini invece vorrebbero attaccare, sia sul terreno che con bombardamenti a lungo raggio, continuando a tenere sotto tiro anche la Crimea, con la speranza di attirare nuovamente l'attenzione di un mondo sempre più distratto dalla guerra a Gaza. In ogni caso, ammoniscono gli strateghi americani, senza un cambio di strategia il 2024 potrebbe assomigliare al 1916, l'anno più mortale della Prima guerra mondiale.

3 mesi fa
Estero
Cremlino: "L'incontro Biden-Zelensky non cambierà nulla"
Ad affermarlo è stato il portavoce del Cremlino.

Dall'incontro tra i presidenti americano Joe Biden e ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca a Washington non uscirà nulla che possa "cambiare la situazione sul campo di battaglia". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. "Le decine di miliardi di dollari pompati in Ucraina non hanno aiutato a raggiungere alcun successo sul campo di battaglia", ha affermato Peskov. E così, ha aggiunto, "altre decine di miliardi di dollari che Kiev vuole siano ancora pompati in Ucraina, sono destinati ad essere un fiasco. Conosciamo perfettamente bene questo processo - ha insistito Peskov -. Non può cambiare la situazione sul campo di battaglia e non può fermare nemmeno i progressi dell'operazione militare speciale".

L'incontro Biden-Zelensky questa sera

L'incontro nello Studio Ovale tra Biden e Zelensky è previsto per oggi alle 14.15 (le 20.15 in Svizzera); i due leader terranno poi una conferenza stampa congiunta alle 16.15 (le 22.15). In merito all'oppositore russo Alexei Navalny, il portavoce del Cremlino ha inoltre sostenuto ch le interferenze degli Usa sono 'inammissibili'."Qui stiamo parlando di un detenuto che è stato giudicato colpevole e sta scontando la sua pena, e ogni interferenza da parte di chiunque, compresi gli Stati Uniti, è inammissibile", ha detto Peskov, citato dall'agenzia Interfax, dopo che ieri Washington aveva manifestato preoccupazione per Navalny, che sarebbe stato trasferito in un nuovo carcere.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Russia, presidenziali anche nei territori ucraini annessi
Lo riferiscono le agenzie russe.

La Commissione elettorale centrale russa ha deciso che le presidenziali del 17 marzo del 2024 si svolgeranno anche nei nuovi territori ucraini annessi alla Russia: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Lo riferiscono le agenzie russe.

3 mesi fa
Estero
Kiev: "Valutiamo se partecipare alle Olimpiadi di Parigi"
Lo ha reso noto il ministro della Gioventù e dello sport ucraino dopo che il comitato olimpico internazionale ha autorizzato la partecipazione di atleti russi e bielorussi sotto bandiera neutrale.

Una decisione non è stata ancora presa, ma l'Ucraina sta valutando se mandare o meno i suoi atleti ai Giochi Olimpici che si terranno a Parigi l'anno prossimo: lo ha reso noto il ministro della Gioventù e dello Sport ucraino, Matvyi Bidnyi, come riporta Rbc-Ucraina.

"È una questione di politica estera"

Il ministro ha spiegato che la decisione verrà presa tenendo conto degli interessi del Paese. "Questa non è solo una questione sportiva, è una questione di politica estera - ha spiegato Bidnyi -. La decisione di partecipare (alle Olimpiadi, ndr) deve basarsi sugli interessi del nostro Stato. Dobbiamo mantenere la calma e prendere decisioni equilibrate. Ogni atleta lo capisce".

Atleti russi e bielorussi ammessi sotto bandiera neutrale

In risposta alla decisione del Comitato olimpico internazionale (Cio) di autorizzare la partecipazione ai Giochi di Parigi di atleti russi e bielorussi sotto una bandiera neutrale, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba aveva affermato questa settimana che in questo modo il Cio "ha sostanzialmente dato alla Russia il via libera per trasformare le Olimpiadi in un'arma". Secondo Kuleba, infatti, "il Cremlino utilizzerà ogni atleta russo e bielorusso come arma nella sua guerra di propaganda".

3 mesi fa
Estero
Olena Zelenska: "Se il mondo si stanca di aiutarci moriremo"
La moglie del presidente ucraino esprime preoccupazione dopo il blocco di ulteriori aiuti da parte dei senatori repubblicani USA.

"Se il mondo si stanca di aiutarci, ci lascerà semplicemente morire: per noi è una questione vitale": lo ha detto la first lady ucraina Olena Zelenska in una intervista alla Bbc che andrà in onda domani, esprimendo forte preoccupazione per il ritardo degli aiuti dopo che i senatori repubblicani negli Stati Uniti hanno bloccato un disegno di legge che prevedeva ulteriori 60 miliardi di dollari all'Ucraina. "Abbiamo davvero bisogno di aiuto. Non possiamo stancarci, perché se lo facciamo, moriamo", ha sostenuto la 45enne. "Ci fa molto male vedere segnali che l'appassionata disponibilità può affievolirsi. Per noi è vitale. Fa male vedere ciò che sta succedendo"

3 mesi fa
Olimpiadi 2024
Atleti russi e bielorussi parteciperanno sotto bandiera neutrale
Foto Shutterstock
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La decisione viene dopo diversi mesi di discussioni, e consiste in una moderazione delle posizioni più nette prese quest'estate.

Quest'oggi il Comitato Olimpico Internazionale ha autorizzato la partecipazione degli sportivi russi e bielorussi ai giochi olimpici del 2024 a Parigi. Gli atleti potranno partecipare sotto bandiera neutra. Questa decisione non concerne gli atleti che hanno attivamente sostenuto l'invasione dell'Ucraina. Fino a questo momento, gli atleti qualificati sono 11, precisa il COI. Gli ucraini sono una sessantina. 
La questione è cruciale visto che il rischio di vedere una delegazione ucraina assente o indebolita a Parigi ha preoccupato gli organizzatori. La ragione è che ciò avrebbe reso più delicata la presenza di sportivi russi ai giochi, anche senza inno o bandiera.

Una decisione ragionata in più fasi

Dopo aver bandito russi e bielorussi dallo sport mondiale a fine febbraio 2022, sulla scia dell'invasione russa dell'Ucraina, il Coi ha quindi ragionato in due momenti per organizzare il loro ritorno, spiegando che gli atleti non devono "pagare" per le scelte del loro governo. 
Lo scorso marzo, l'organizzazione olimpica ha quindi raccomandato alle federazioni internazionali di reintegrare russi e bielorussi sotto bandiera neutra alle loro competizioni, rinviando a un momento appropriato la sua decisione sui giochi olimpici 2024 di Parigi come per i giochi di Cortina 2026. Il COI si è dato il tempo di valutare lo svolgimento delle competizioni, giudicato soddisfacente, e di vedere evolvere la posizione del governo ucraino, che ha inizialmente imposto ai suoi sportivi di boicottare qualunque evento che comportasse una partecipazione russa. La posizione del COI si è poi moderata quest'estate. In seguito, se le federazioni internazionali hanno seguito questa raccomandazione in ordine sparso - l'atletica in particolare ha rifiutato di reintegrare i russi - il 12esimo concilio olimpico di martedì a Losanna ha lanciato un segnale chiaro del mondo sportivo. 

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin, 'non c'è altra via che ricandidarmi'
Il presidente Russo ha affermato che "ci sono stati pensieri diversi in momenti diversi".

Vladimir Putin ha detto che si candiderà per un altro mandato presidenziale perché oggi non si può agire diversamente. Lo riporta la Tass. "Non nego che ci sono stati pensieri diversi in momenti diversi. Ma ora avete ragione, è il momento di prendere una decisione. Mi candiderò alla presidenza della Russia", ha dichiarato Putin durante la cerimonia con gli Eroi della Russia al Cremlino, come riporta Interfax.

"Niente discussioni con gli omologhi stranieri"

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha spiegato che il presidente "non ha discusso con i suoi omologhi stranieri l'intenzione di ricandidarsi nel 2024". L'attuale mandato di Putin scade il 7 maggio 2024.

3 mesi fa
Estero
"Il Parlamento ucraino è pronto a votare le leggi per l'adesione all'Ue"
Lo riferisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale.

Questa settimana, la Verkhovna Rada - il Parlamento ucraino - si appresta a votare leggi fondamentali, necessarie per l'adesione del Paese all'Unione europea. Lo riferisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale. "Questa settimana ci aspettiamo che la Verkhovna Rada dell'Ucraina voti su questioni critiche, alcune delle quali sono state discusse oggi con il Primo ministro", si legge nella dichiarazione. Il presidente ucraino ha sottolineato che questo vale anche per la preparazione dei negoziati con l'Ue. "La nostra priorità è la piena attuazione di tutte quelle decisioni che sono necessarie all'Ucraina per adempiere a tutti i compiti necessari in direzione dell'Europa. Crediamo che l'Unione europea manterrà la sua promessa all'Ucraina", ha aggiunto Zelensky.

3 mesi fa
Usa
I repubblicani al Senato bloccano gli aiuti a Israele e Ucraina
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Al contempo i rappresentanti repubblicani hanno chiesto maggiori misure di controllo al confine con il Messico. Il Consigliere per la sicurezza nazionale: "La posta in gioco è troppo alta, una minoranza del Congresso non può tenere in ostaggio i finanziamenti".

I repubblicani al Senato hanno bloccato in un voto procedurale la proposta di legge con gli aiuti per Israele e l'Ucraina, chiedendo più severe misure di controllo al confine col Messico. Uno scontro che rischia di deragliare l'approvazione del provvedimento. Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, in risposta a quanto avvenuto al Senato, ha detto che per la Casa Bianca gli aiuti a Israele e Ucraina e il rafforzamento della sicurezza al confine col Messico "sono priorità bipartisan che meritano sostegno bipartisan" e "il voto di oggi non cambia il fatto che il Congresso deve agire per rispondere a queste urgenti necessità, anche fornendo i finanziamenti urgentemente necessari per l'Ucraina entro la fine di quest'anno".

"La storia ci giudicherà"

"C'è un'ampia maggioranza bipartisan al Congresso - prosegue - che sostiene l'Ucraina. Ciò era vero il giorno in cui Putin lanciò questa guerra brutale, e rimane vero anche oggi. Con i fondi per armare l'Ucraina quasi esauriti, ci troviamo ora di fronte a un momento cruciale di verità: gli Stati Uniti continueranno a sostenere l'Ucraina nella sua lotta per la libertà, o ignoreremo le lezioni della storia e lasceremo che Putin e l'autocrazia prevalgano? La posta in gioco - aggiunge Sullivan - è troppo alta e le conseguenze troppo gravi per consentire a una minoranza del Congresso di tenere in ostaggio i finanziamenti all'Ucraina per qualsiasi questione non correlata. Il mondo ci guarda e la storia ci giudicherà. Se ce ne andiamo e Putin prende l'Ucraina, non si fermerà qui. È tempo che il Congresso finanzi le nostre priorità critiche per la sicurezza nazionale"

3 mesi fa
Estero
Monito di Biden al Congresso: 'Putin non si fermerà'
Il presidente USA ha lanciato un appello in vista del nuovo pacchetto di aiuti chiesto dall'amministrazione.

Se gli aiuti americani all'Ucraina non arriveranno entro i prossimi giorni sarà un regalo di Natale a Vladimir Putin e una minaccia per la sicurezza di Stati Uniti ed Europa. È il monito finora più forte quello di Joe Biden al Congresso americano, all'indomani del forfait di Volodymyr Zelensky ad un incontro virtuale con i senatori e nel giorno del G7 che ha ribadito compatto il sostegno a Kiev contro Mosca.

Il nuovo pacchetto di aiuti

Sono giorni che la Casa Bianca ha iniziato a lanciare l'ultimo l'allarme sul rischio di vittoria della Russia nel tentativo di superare lo stallo sul nuovo pacchetto da oltre 108 miliardi di dollari chiesto dall'amministrazione. Ma alla fine è voluto scendere in campo il commander-in-chief in persona, prima definendo "folle" l'ostruzionismo dei repubblicani poi, dalla Roosevelt Room, ricordando che in gioco non c'è solo il futuro dell'Ucraina ma di tutto il mondo libero. "Ho parlato con i nostri alleati del G7. Sono con noi al fianco di Kiev", ha affermato il presidente degli Stati Uniti insistendo che "non possiamo permettere che vinca Putin".

Zelensky: "La Russia conta sul collasso dell'unità dell'Occiente"

Alla videoconferenza conclusiva della presidenza giapponese, Zelensky - che ha inviato a Washington il suo numero due Andriy Yermak insieme al ministro della Difesa Rustem Umerov e al presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk a parlare con lo speaker della Camera Mike Johnson - ha spiegato che l'esercito russo ha "significativamente aumentato la pressione" sul fronte e avvertito i leader che la Russia conta sul "collasso" dell'unità dell'Occidente l'anno prossimo. "La Russia crede che l'America e l'Europa si mostreranno deboli e non manterranno il loro sostegno all'Ucraina ad un livello adeguato", ha affermato il leader di Kiev. La premier italiana Giorgia Meloni, come gli altri leader del G7, ha assicurato "il continuo e convinto sostegno del governo italiano in ogni ambito alle autorità ucraine".

Limitare le importazioni di diamanti russi

Al vertice è stato anche concordato di limitare le importazioni di diamanti russi a partire dal prossimo anno. "Introdurremo restrizioni all'importazione di diamanti non industriali, estratti, lavorati o prodotti in Russia, entro il 1° gennaio 2024", si legge nella nota sulle nuove misure che vanno ad aggiungersi alla lunga lista di sanzioni occidentali contro il Cremlino. "Il nostro fermo impegno a sostenere la lotta dell'Ucraina per la sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale non verrà mai meno", si legge ancora nel comunicato finale.

Biden: "Il mondo ci guarda"

Il punto però è che senza la potenza militare degli Usa, gli alleati potrebbero non essere in grado di continuare nel sostegno. "Il mondo ci guarda", ha ammonito Biden. "Se gli Stati Uniti non sostengono l'Ucraina, chi lo farà? Cosa succederà alla Nato? Al G7? Se noi molliamo, come faranno i nostri amici europei ad aiutare Kiev?", ha incalzato il presidente.

Niente più concessioni sull'immigrazione

Nel frattempo, Washington continua a spremere le risorse rimaste per fornire il suo contributo alle forze di Zelensky e ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari per 175 milioni di dollari. Ma sarà uno degli ultimi, se il Congresso non approverà la nuova richiesta di finanziamenti della Casa Bianca. Da una parte i repubblicani della Camera continuano a strumentalizzare gli aiuti all'Ucraina come merce di scambio per introdurre misure anti-immigrati sempre più dure. Dall'altra, i democratici si rifiutano di votare una legge che prevede una quasi totale chiusura delle frontiere meridionali. E lo stesso Biden ha dichiarato di non essere più disposto a fare concessioni sull'immigrazione.

Biden non è pronto ad andarsene

Il tempo stringe, l'inverno in Ucraina avanza e il timore è che gli Stati Uniti non abbiano un piano B. "Non sono pronto ad andarmene", ha detto il presidente degli Stati Uniti in una dichiarazione che qualcuno ha interpretato come il segnale che truppe americane potrebbero essere inviate in Ucraina a combattere contro la Russia. Uno scenario catastrofico che fino a oggi Biden ha sempre voluto scongiurare.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
La regione di Kherson è stata colpita 117 volte in 24 ore
Lo ha dichiarato in un post su Facebook Oleksandr Prokudin.

Nelle ultime 24 ore l'esercito russo ha bombardato la regione di Kherson per 117 volte, uccidendo due civili e ferendone altri otto. Lo ha dichiarato in un post su Facebook Oleksandr Prokudin. Il capo dell'amministrazione militare regionale di Kherson, citato da Ukrinform, ha riferito che "nell'ultima giornata il nemico ha lanciato 117 attacchi, sparando 691 proiettili da mortai, artiglieria, Grad, armi guidate anticarro, carri armati, aerei e uav, tra cui tre Shahed. Mosca ha inoltre sparato 43 proiettili contro la città di Kherson", ha affermato Prokudin, secondo il quale l'esercito del Cremlino ha preso di mira i quartieri residenziali della regione. Inoltre sono state colpite strutture sanitarie, un edificio amministrativo a Kherson, un istituto di ricerca e un istituto di ingegneria

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Avvelenata la moglie del capo degli 007 di Kiev
"Queste sostanze non vengono utilizzate in alcun modo nella vita quotidiana e negli affari militari. La loro presenza può indicare un tentativo intenzionale di avvelenare una persona specifica", hanno detto alcune fonti.

Marianna Budanova, la moglie del capo dell'intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov, è stata avvelenata. Lo scrivono i media ucraini citando fonti del ministero della Difesa di Kiev. Alla donna è stato diagnosticato un avvelenamento da metalli pesanti.

"Queste sostanze non vengono utilizzate in alcun modo nella vita quotidiana e negli affari militari. La loro presenza può indicare un tentativo intenzionale di avvelenare una persona specifica", hanno detto alcune fonti. Marianna Budanova è ricoverata in ospedale. È stata "molto probabilmente avvelenata con il cibo". "Sta già meglio", hanno aggiunto.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Berset in Ucraina, conferenza stampa interrotta per allarme missilistico
Foto X @alain_berset
Foto X @alain_berset
Il presidente della Confederazione ha svolto una visita a sorpresa. La conferenza stampa relativa è stata annullata a causa di un allarme missilistico; non si registrano feriti.

Il presidente della Confederazione Alain Berset è arrivato a Nemishajeve, vicino a Bucha, per una visita di dodici ore in Ucraina. Berset dovrà incontrare il suo omologo Volodymyr Zelensky e partecipare a un vertice sulla sicurezza alimentare; lo ha riferito un reporter di Keystone-ATS.

L'arrivo a Bucha

Questa notte Berset è arrivato nel sobborgo di Kiev dove le truppe russe avevano compiuto un massacro nella primavera del 2022. Il presidente della Confederazione è stato accompagnato dall'ambasciatore svizzero in Ucraina, Felix Baumann, ed accolto al suo arrivo dal viceministro degli Esteri ucraino Yevhen Perebyinis. La visita di Stato è rimasta riservata fino all'ultimo minuto e il programma prevede colloqui con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e sua moglie.

La visita ai luoghi simbolici di Bucha e dell'Holodomor

Il presidente della Confederazione ha deposto una corona di fiori nel luogo considerato la scena del principale massacro di civili commesso dalle truppe russe nelle prime settimane dopo l'invasione. e, in seguito, ha visitato il resto della città, che oggi è in gran parte ripopolata (circa 40'000 abitanti). Dopo Bucha, Berset ha reso omaggio alle vittime della carestia dell'Holodomor, che nel 1932 e 1933 uccise diversi milioni di persone nell'Ucraina allora sovietica e di cui quest'anno ricorre il 90° anniversario. L'evento è stato definito nel 2008 un crimine contro l'umanità dal Parlamento europeo, che il leader assoluto dell'Unione Sovietica dell'epoca, Joseph Stalin, è accusato di aver orchestrato. Il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deposto una candela sul monumento commemorativo di Kiev in compagnia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e di sua moglie.

Il vertice sul grano

Berset parteciperà inoltre al vertice sul "grano ucraino". Questo si concentrerà sulle misure per garantire l'esportazione del cereale all'estero nonostante la guerra di aggressione russa. I Paesi dell'Africa e dell'Asia, in particolare, dipendono da queste approvvigionamenti.
La visita di Berset sottolinea la solidarietà della Svizzera con l'Ucraina e il sostegno finanziario e umanitario della Confederazione al Paese, ha annunciato la Confederazione.

La conferenza interrotta da un allarme missilistico

La conferenza stampa del presidente della Confederazione Alain Berset e del capo dello stato ucraino Volodymyr Zelensky, tenutasi oggi a Kiev, è stata interrotta a causa di un allarme per missili balistici lanciato dalla Russia, come Keystone-ATS ha appreso sul posto da fonti ucraine. Nessuno sembra essere in pericolo.

"La Svizzera resta al fianco di Kiev"

"La Svizzera resta al fianco dell'Ucraina anche in questi tempi segnati da molteplici crisi", ha detto oggi a Kiev il presidente della Confederazione Alain Berset al capo dello Stato ucraino Volodymyr Zelensky, in occasione di un incontro di circa tre quarti d'ora. A poco più di un anno dalla visita a Kiev di Ignazio Cassis, allora presidente della Confederazione, Berset ha seguito le orme dell'attuale capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per farsi un'idea della situazione in loco. Durante il tête-à-tête con Zelensky, il consigliere federale ha ribadito al suo omologo ucraino che può contare "a lungo termine" sulla solidarietà della Svizzera, come appreso da Keystone-ATS durante una conferenza stampa congiunta, a cui hanno partecipato anche il presidente lettone Edgars Rinkevics e la prima ministra lituana Ingrida Simonyte.
L'incontro si è dovuto concludere prematuramente in seguito a un allarme per missili balistici lanciati dalla Russia, come comunicato da fonti ucraine. Il sostegno da parte della Svizzera non è messo in discussione dalle "numerose crisi parallele" di cui soffre il pianeta, ha detto Berset, desideroso di dimostrare che la Confederazione intende continuare a impegnarsi sul campo e dietro le quinte anche se i riflettori sono ora un po' meno puntati su questa regione.
Il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha colto l'occasione per partecipare a un vertice internazionale sui cereali, finalizzato a liberare "corridoi" e percorsi per la consegna della merce ucraina ai paesi bisognosi, nonostante il blocco russo.La Svizzera è solidale con l'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa del 24 febbraio 2022, aggressione che ha condannato in diverse occasioni, sostenendo le sanzioni dell'Unione europea (UE) contro la Russia.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin al G20: "Mettiamo fine alla tragedia in Ucraina"
"Dobbiamo pensare a come porre fine a questa tragedia", ha affermato il presidente russo, che per la prima volta ha definito "guerra" quella in corso, abbandonando l'eufemistica definizione di "operazione militare speciale" fin qui usata.

Se non proprio un ramoscello d'ulivo, è quanto meno una retorica più moderata quella che Vladimir Putin ha sfoderato intervenendo, in videoconferenza, ad un vertice del G20 per la prima volta dall'inizio del conflitto in Ucraina. "Dobbiamo pensare a come porre fine a questa tragedia", ha affermato il presidente russo, che per la prima volta ha definito "guerra" quella in corso, abbandonando l'eufemistica definizione di "operazione militare speciale" fin qui usata.

Platea di leader mondiali

Certo, le parole apparentemente aperturiste di Putin erano studiate per rivolgersi ad una platea di leader mondiali nel momento in cui crescono le incertezze nel campo occidentale sull'opportunità di continuare a sostenere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella sua volontà di ottenere una vittoria militare sul campo, specie alla luce di una controffensiva che dopo quasi sei mesi non ha dato i risultati sperati. "Alcuni colleghi - ha detto Putin riferendosi agli altri leader ma non a Joe Biden, che ha preferito non partecipare al G20 evidentemente per non legittimare il rientro del russo sulla scena internazionale - hanno già parlato nei loro discorsi di come sia sconvolgente l'aggressione della Russia in Ucraina. Sì, certo, l'azione militare è sempre una tragedia di persone specifiche, di famiglie specifiche, e certamente dobbiamo pensare a come porre fine a questa tragedia". Ma, riprendendo una vecchia recriminazione, il leader del Cremlino ha sottolineato che "la Russia non ha mai rinunciato ai negoziati di pace", a differenza dell'Ucraina, il cui presidente ha addirittura "firmato un decreto che vieta di condurre questi negoziati".

"Sostegno indiscriminato"

Putin ha poi fatto ricorso ad altri argomenti già utilizzati per attaccare l'Ucraina, cioè le violenze contro i civili di etnia russa in Donbass fin dal 2014, e per criticare quello che Mosca giudica un sostegno indiscriminato degli Usa ad Israele. "Capisco - ha detto il presidente russo - che questa (in Ucraina) è una guerra, la morte di persone non può fare a meno di sconvolgere. E il sanguinoso colpo di Stato in Ucraina nell'anno 2014, seguito dalla guerra del regime di Kiev contro il suo popolo nel Donbass, non è sconvolgente? E lo sterminio della popolazione civile in Palestina? E il fatto che i medici debbano eseguire operazioni sui bambini agendo con un bisturi sul loro corpo senza anestesia non è sconvolgente? E il fatto che il segretario generale delle Nazioni Unite abbia detto che Gaza si è trasformata in un enorme cimitero per bambini non è sconvolgente?".

Riequilibrio gestione economica mondiale

Parte dell'intervento è stato dedicato ad un altro tema caro a Putin. Cioè il riequilibrio della "gestione economica globale" in senso multipolare. Secondo il leader russo, infatti, è necessario "riavviare integralmente l'Organizzazione mondiale del commercio" e "rafforzare il ruolo delle economie in via di sviluppo nelle istituzioni finanziarie internazionali, tra cui l'Fmi e la Banca mondiale". Una linea su cui Mosca trova la sponda della Cina. Ricevendo a Pechino Vyacheslav Volodin, il presidente della Duma russa, il presidente Xi Jinping ha osservato che i due Paesi "condividono ampi interessi comuni" e sono legati "da un'amicizia permanente di buon vicinato, un coordinamento strategico globale e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa per dare nuovo slancio alle economie e allo sviluppo dei due Paesi, contribuendo alla prosperità e alla stabilità del mondo".

3 mesi fa
Estero
Michel in visita lampo a Kiev
Il presidente del Consiglio europeo incontrerà il presidente ucraino. Al centro dei colloqui il processo di adesione all'UE.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si trova a Kiev per una visita lampo nel corso della quale incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e parteciperà alla cerimonia per la commemorazione dei dieci anni dell'Euromaidan (o la rivoluzione della dignità, per gli ucraini). Michel inoltre vedrà la presidente moldava Maia Sandu, anche lei a Kiev.

Il processo di adesione all'UE

È il quinto viaggio di Michel in Ucraina. Al centro dei colloqui, a quanto si apprende, il processo di adesione all'UE: i leader europei, infatti, a dicembre dovranno decidere se dare il via libera o meno all'apertura dei negoziati, così come raccomandato dalla Commissione. "Sono qui per mostrare il grande sostegno dell'UE all'Ucraina, in un giorno importante: dieci anni fa gli ucraini hanno scelto l'Europa e alcuni sono morti", ha detto Michel in un briefing con un piccolo gruppo di media internazionali, tra cui l'ANSA. "Ma il prossimo Consiglio europeo sarà difficile, il rapporto della Commissione sull'allargamento non è bianco o nero, ha delle sfumature, e io sono rimasto sorpreso per il rapporto ulteriore di marzo: lavoro per un Consiglio di successo ma a volte il fallimento è parte del processo dell'UE, non è un mistero che alcuni paesi sono cauti sull'allargamento".

Incontri personali cruciali

"Gli incontri di persona - prosegue Michel - sono cruciali perché gli ucraini capiscano qual è lo stato dell'arte nell'UE, anche nel contesto della guerra in Medio Oriente. Non è segreto che alcuni paesi ci attaccano perché ci accusano di avere doppi standard. Ma l'UE deve sempre battersi per i principi globali, altrimenti rischiamo di perdere la fiducia del mondo". "Io - ha aggiunto - sono molto attivo nel mantenere i rapporti con il Sud Globale e questo è un lavoro molto utile anche per l'Ucraina, dobbiamo confrontarci sulle sfide e le difficoltà del momento, per essere in sintonia. Ma naturalmente parleremo anche di sanzioni, della situazione militare sul campo, del nostro sostegno allo sforzo bellico, per esempio il piano munizioni, oppure del possibile uso degli asset russi per la ricostruzione dell'Ucraina".

Una nuova fase di allargamento

Michel ha poi sottolineato che sul fronte dell'allargamento "c'è del lavoro da fare" da ambo le parti, perché anche l'UE deve ragionare su come gestire una nuova fase di allargamento. "Rilevo sempre più sostegno al nostro orizzonte 2030, se siamo seri dobbiamo chiarire cosa vogliamo per noi e per i paesi candidati: sui tempi non c'è nulla nei trattati, si tratta di un impegno politico. Ma ora il dibattito sulle riforme è molto alto nelle priorità ed è grande differenza rispetto a due anni fa, prima non c'era appetito nel Consiglio", ha precisato.

3 mesi fa
Estero
Zelensky: "La rivolta di Piazza Maidan la prima vittoria della guerra odierna"
Il presidente ucraino ha pubblicato un video per commemorare la rivolta di Piazza Maidan avvenuta 10 anni fa.

La rivolta di Piazza Maidan di 10 anni fa fu "la prima vittoria della guerra di oggi": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un videomessaggio pubblicato su X in occasione della Giornata della dignità e della libertà. "Quella di allora, di fatti, fu la prima vittoria della guerra di oggi" contro l'invasore russo, ha detto Zelensky nel suo videomessaggio. "La vittoria contro l'indifferenza. La vittoria del coraggio. La vittoria della Rivoluzione della Dignità", ha proseguito il leader ucraino.

"Dieci anni fa abbiamo iniziato un nuovo capitolo nella nostra lotta. Dieci anni fa gli ucraini lanciarono la loro prima controffensiva. Contro l'illegalità e il tentativo di derubarci del nostro futuro europeo. Contro la non-libertà - ha poi scritto Zelensky sulle reti sociali -. Anno dopo anno, passo dopo passo, facciamo ogni sforzo per garantire che, tra le altre stelle sulla bandiera dell'UE, che rappresenta l'unità delle nazioni europee, brilli anche la nostra stella. La stella ucraina".

"Solo i forti possono essere uniti. Uniti, perché diventino liberi. Liberi, affinché abbiano dignità. Per amore dei tempi nuovi - conclude -. Buona Giornata della Dignità e della Libertà alle persone forti del paese forte. Gloria all'Ucraina!".

3 mesi fa
Estero
La Finlandia è pronta a chiudere tutti valichi con Russia
Una decisione dovrebbe essere presa oggi dal governo del premier Petteri Orpo.

Le autorità finlandesi sarebbero pronte a chiudere i quattro restanti valichi al confine orientale con la Russia a partire da mercoledì: lo riporta il tabloid finlandese Iltalehti, che cita fonti di politica estera e di sicurezza. Secondo queste fonti, il governo del premier Petteri Orpo (Partito di Coalizione Nazionale) potrebbe decidere la chiusura di questi valichi di frontiera oggi.

Già chiusi alcuni valichi

Sabato scorso la Finlandia ha chiuso i valichi di Vaalimaa, Nuijamaa, Imatra e Niirala in risposta al significativo aumento di rifugiati e richiedenti asilo in arrivo dalla Russia. Allo stesso tempo, il governo di Helsinki ha deciso che le domande di asilo saranno accettate solo ai valichi di frontiera di Vartius e Salla, rispettivamente nelle regioni di Kainuu e Lapponia.

Cremlino: "profondo rammarico"

"Profondo rammarico" è stato espresso oggi dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito alle notizie secondo le quali la Finlandia si appresta a chiudere gli altri quattro valichi di confine oltre ai quattro chiusi sabato. Le antiche "relazioni molto buone, pragmatiche, basate sul rispetto reciproco" tra Finlandia e Russia sono state "sostituite da una posizione interamente russofobica" da parte di Helsinki, ha lamentato Peskov, citato dall'agenzia Tass. Il portavoce ha anche respinto le accuse rivolte dalla Finlandia alla Russia di favorire l'accesso di migranti illegali sul territorio finlandese, la motivazione addotta per la chiusura della frontiera. "Non accettiamo tali accuse", ha affermato Peskov, assicurando che le guardie di frontiera russe "osservano tutte le norme".

3 mesi fa
Estero
Il Segretario alla Difesa Usa a Kiev in visita non annunciata
Lloyd Austin ha rassicurato l'Ucraina che Washington continuerà a sostenere la sua lotta contro le forze d'invasione russe.

Il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin, è arrivato questa mattina a Kiev per rassicurare l'Ucraina che Washington continuerà a sostenere la sua lotta contro le forze d'invasione russe. Austin "si è recato in Ucraina oggi per incontrare i leader ucraini e rafforzare il convinto sostegno degli Stati Uniti alla lotta per la libertà dell'Ucraina", ha reso noto il Pentagono. La visita non era stata annunciata per motivi di sicurezza. "Le discussioni si concentreranno sull'ulteriore rafforzamento del partenariato strategico tra Stati Uniti e Ucraina, inclusa la garanzia che le forze armate ucraine abbiano le capacità sul campo di battaglia di cui hanno bisogno sia per l'inverno sia per difendere il loro Paese da future minacce russe", ha affermato in un comunicato il servizio stampa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Inoltre, Austin incontrerà i leader ucraini e rafforzerà il sostegno degli Stati Uniti alla lotta per la libertà del Paese. Il segretario alla Difesa sottolineerà il continuo impegno degli Stati Uniti nel fornire a Kiev assistenza in materia di sicurezza di cui ha bisogno per difendersi dall'aggressione russa, discutendo anche una visione a lungo termine per la futura forza dell'Ucraina, prosegue la nota. Questa settimana, Austin ospiterà virtualmente dal Pentagono anche il 17mo incontro del Gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina, con la partecipazione di quasi 50 nazioni.

3 mesi fa
Guerra in Ucraina
Munizioni svizzere consegnate da una ditta polacca all'Ucraina
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Va ricordato che in virtù della sua neutralità, la Svizzera non permette ai paesi a cui ha venduto armi di riesportarle in un altro paese, a meno che non abbiano ottenuto un'autorizzazione scritta dalla Confederazione.

Un'azienda polacca avrebbe fornito 145'000 munizioni per cecchini e 500'000 munizioni per fucili d'assalto di fabbricazione svizzera all'Ucraina. Interpellata dall'agenzia di stampa francese Afp riguardo a notizie in questo senso pubblicate da alcuni media, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha indicato che indagini sono in corso. Il fornitore polacco sarebbe la UMO SP, un'azienda specializzata in servizi per la polizia e le forze speciali polacche. Secondo quanto riportato nell'edizione odierna della "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ), le munizioni sarebbero state prodotte da SwissP Defence. Il quotidiano zurighese cita una pubblicazione di un giornalista statunitense sul portale del settore "Defense One".

"Un caso complesso"

Va ricordato che in virtù della sua neutralità, la Svizzera non permette ai paesi a cui ha venduto armi di riesportarle in un altro paese, a meno che non abbiano ottenuto un'autorizzazione scritta dalla Confederazione. Tuttavia, la NZZ sottolinea che si tratta di un caso "complesso" perché le aziende private come UMO SP non sono tenute a firmare una dichiarazione di riesportazione. Sia ad Afp che alla stessa NZZ la SECO - che è responsabile della verifica delle domande e del rilascio delle autorizzazioni - ha indicato che un'inchiesta è in corso, ma che non saranno fornite ulteriori informazioni. Da parte sua, l'azienda polacca UMO SP ha assicurato all'Afp che tutti i suoi contratti internazionali "vengono eseguiti con cura, in conformità con le procedure di certificazione e le regole di conformità". SwissP Defence ha dal canto suo dichiarato ad Afp di rifornire i clienti solo nel rispetto delle regole imposte dalla Svizzera. L'azienda, con sede a Thun (BE), ha dichiarato di "sostenere le autorità nei loro sforzi per chiarire la situazione".

SwissP Defence

Fondata nel 1863, SwissP Defence è un produttore di munizioni di piccolo calibro. L'azienda, che impiega 415 persone ed è da tempo fornitore dell'esercito svizzero, era stata incorporata in Ruag Ammotec, il ramo munizioni del gruppo Ruag defence, che nel 2022 è stato ceduto al produttore di armi italiano Beretta Holding.

4 mesi fa
Svizzera
Invasione russa in Ucraina, la Svizzera sostiene la creazione tribunale speciale
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Per Berna, spiega il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), "quanto commesso da Mosca non deve restare impunito".

L'aggressione della Russia all'Ucraina andrebbe sottoposta al giudizio di un tribunale speciale. È quanto auspica la Svizzera che in un incontro tenutosi a Berlino si è unita a un gruppo di Paesi che sostengono l'istituzione di tale tribunale. La Svizzera è convinta che il crimine di aggressione commesso contro l'Ucraina non debba rimanere impunito, spiega una nota odierna del il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il gruppo di Stati che sostiene l'idea di un tribunale ad hoc comprende al momento 38 Paesi, tra cui Francia, Germania, Norvegia, Guatemala, Giappone e Canada.

4 mesi fa
Estero
'Attacchi missilistici su Kiev ripresi dopo quasi 2 mesi'
Lo ha affermato il capo dell'amministrazione militare della città.

Il lancio della notte scorsa di un missile balistico russo in direzione di Kiev, segna la ripresa degli attacchi di Mosca con questo tipo di armi contro la capitale ucraina da quasi due mesi: lo ha detto il capo dell'amministrazione militare della città, Serghei Popko.

4 mesi fa
Estero
Forti esplosioni a Kiev
Lo ha reso noto l'amministrazione militare della capitale ucraina.

Forti esplosioni sono state udite questa mattina a Kiev: lo ha reso noto l'amministrazione militare della capitale ucraina, come riporta Rbc-Ucraina. 

Abbattuti 19 droni su 31

Le forze russe hanno lanciato nella notte 31 droni kamikaze contro l'Ucraina, 19 dei quali sono stati abbattuti dalle forze di difesa di Kiev: lo ha reso noto l'esercito. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto questa mattina anche un missile da crociera russo lanciato contro la capitale. 

4 mesi fa
Estero
Putin visita le truppe al quartier generale russo Rostov
Lo ha annunciato stamattina Mosca.

Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una visita a sorpresa nella notte al quartier generale dell'esercito russo per l'operazione in Ucraina, a Rostov sul Don. Lo ha annunciato stamattina Mosca. Si tratta del secondo viaggio dello zar nella città russa in meno di un mese. Putin "ha visitato il quartier generale delle forze armate dopo aver completato la sua visita ufficiale in Kazakistan", ha affermato in una nota il Cremlino. Durante il viaggio il presidente russo è stato accompagnato dal suo ministro della Difesa, Sergei Shoigu, e dal capo di Stato maggiore e comandante delle operazioni militari in Ucraina, Valery Gerasimov. A Putin è stato presentato il nuovo equipaggiamento e ha ascoltato i rapporti sullo sviluppo dell'operazione militare in Ucraina, aggiunge il Cremlino.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "L'Ucraina farà parte dell'Ue"
L'affermazione del presidente ucraino arriva alla vigilia della pubblicazione di un rapporto che permetterà all'esecutivo europeo di decidere se aprire o meno i negoziati di adesione.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha assicurato oggi che il suo Paese farà "parte dell'Unione europea", alla vigilia della pubblicazione di un rapporto sullo stato dei progressi compiuti dall'Ucraina, che ha lo status di candidato. "Domani è un giorno importante", ha detto nel suo discorso quotidiano alla nazione, definendo "storico" il prossimo rapporto.

Cosa accadrà domani

L'esecutivo europeo domani dovrà infatti riferire sullo stato dei progressi compiuti da Ucraina, Moldova e Georgia e decidere se aprire o meno i negoziati di adesione, prima che se ne occupino i 27. La questione è stata posta nel corso del vertice di Bruxelles di metà dicembre.

"L'Ucraina farà parte dell'Ue"

Zelensky ha affermato che il suo Paese "sta già preparando i prossimi passi", in particolare sta "rafforzando" le sue istituzioni. "L'Ucraina farà parte dell'Unione europea", ha promesso il presidente, riferendosi alla "lunga strada" già intrapresa per avvicinarsi all'Unione. Tuttavia, ha ricordato che ciò richiederebbe "lavoro" da parte del Paese per "adattarsi agli standard dell'Ue".

Nel giugno 2022, l'Unione europea ha concesso all'Ucraina lo status di candidato, con un gesto altamente simbolico. Per passare alla fase successiva, quindi all'apertura dei negoziati di adesione, la Commissione Europea ha definito sette criteri di riferimento per Kiev. Si tratta di condizioni da soddisfare, soprattutto per quanto riguarda la lotta alla corruzione diffusa e le riforme giudiziarie.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Distrutta un'importante nave russa nel Mar Nero"
Il presidente ucraino sui suoi canali social ha anche "ringraziato chi ha partecipato all'attacco".

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato oggi "la distruzione" della Askold, un'importante nave russa, nel cantiere navale di Kerch, in Crimea, due giorni dopo che il suo esercito aveva dichiarato di aver effettuato attacchi "riusciti" in quest'area. "Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla distruzione della nave russa nel cantiere navale di Kerch", ha detto nel suo discorso quotidiano pubblicato sui social media.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Ucciso il consigliere del capo delle forze armate Zaluzhny"
Lo ha annunciato lo stesso Zaluzhny, il capo delle forze armate ucraine, su Telegram.

Uno stretto consigliere di Valery Zaluzhny, il comandante in capo delle forze armate di Kiev, è stato ucciso oggi in un'esplosione avvenuta nel giorno del suo compleanno. Lo ha annunciato lo stesso Zaluzhny su Telegram. "In circostanze tragiche, il mio assistente e amico intimo, il maggiore Gennady Chastyakov, è stato ucciso (...) nel giorno del suo compleanno", ha scritto. "Un ordigno esplosivo sconosciuto è esploso in uno dei suoi regali", ha detto, annunciando l'apertura di "un'indagine preliminare".

"Ha dedicato la sua vita all'esercito ucraino"

Chastyakov lascia la moglie e quattro figli. Zaluzhny ha aggiunto che da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel febbraio 2022, Chastiakov ha "dedicato completamente la sua vita alle forze armate ucraine e alla lotta contro l'aggressione di Mosca".

Non è il primo attacco a un leader ucraino

Gli attacchi contro i leader ucraini sono stati relativamente rari, ma ci sono stati diversi attentati contro i nazionalisti che la Russia ha attribuito all'Ucraina. Ad aprile, un'esplosione nel pieno centro di San Pietroburgo ha causato l'uccisione di Vladlen Tatarsky, noto blogger militare nazionalista e corrispondente di guerra russo. E ad agosto, Daria Dugina, la figlia del nazionalista russo Alexander Dugin, è rimasta uccisa nell'esplosione della sua auto.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kadyrov: "Gruppo di ex soldati Wagner si addestra con i ceceni"
Lo riferisce il leader ceceno Ramzan Kadyrov sul suo canale Telegram.

Un manipolo di ex soldati del Gruppo Wagner si sta addestrando con il battaglione "Akhmat", i cosiddetti kadyroviti, ovvero lo squadrone di ceceni attualmente impegnato anche in Ucraina. Lo riferisce il leader ceceno Ramzan Kadyrov sul suo canale Telegram. "Un nutrito gruppo di ex combattenti della Wagner sta seguendo un corso di addestramento intensivo come parte delle famose forze speciali Akhmat. Prima di iniziare a svolgere compiti operativi e di combattimento, i ragazzi devono sottoporsi a un allenamento di combattimento. Questo aumenterà significativamente la loro efficacia sulla linea di contatto" ha scritto Kadryov. L'addestramento dei soldati della Wagner comprende "corsi di tiro tattico, medicina da campo, addestramento di cecchini, mitraglieri, genieri, artiglieri" e tanto altro. Le forze Akhmat "puntano sulla qualità, non sulla quantità" ha spiegato il leader ceceno, "sono contento che oggi i ranghi della famosa unità siano pieni di combattenti che hanno un'eccellente esperienza di combattimento e hanno dimostrato di essere guerrieri coraggiosi ed efficienti".

4 mesi fa
Estero
'Putin intende candidarsi alle presidenziali'
Lo sostengono sei fonti anonime citate dall'agenzia Reuters.

Vladimir Putin avrebbe deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali russe in programma nel marzo del 2024 per un altro mandato di sei anni: lo sostengono sei fonti anonime citate dall'agenzia Reuters in un articolo pubblicato sul proprio sito web. "Putin non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione in merito", ha commentato alla Tass il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aggiungendo che "non è stata ancora annunciata una campagna elettorale".

Al potere dal 1999

Putin ha 71 anni ed è al potere in Russia dal 31 dicembre del 1999 come presidente o come premier. Nel 2020 ha promosso una riforma costituzionale che di fatto gli consente di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi dandogli la possibilità di candidarsi alle presidenziali del 2024 e, in teoria, anche a quelle del 2030. Il Cremlino sta inasprendo sempre più la repressione del dissenso e al momento non si prevedono reali oppositori tra i candidati alle prossime presidenziali russe.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Mosca: "3'755 soldati ucraini eliminati in una settimana"
Lo ha affermato il ministero della Difesa russo.

Il ministero della Difesa russo ha affermato che 3.755 soldati ucraini sono stati eliminati dalle truppe russe nei combattimenti dell'ultima settimana, insieme a 21 carri armati e dieci aerei ed elicotteri. Il ministero, citato dall'agenzia Tass, aggiunge che 28 soldati ucraini si sono "arresi volontariamente per non perire in attacchi suicidi". Il bollettino parla di 1.340 ucraini uccisi nell'area di Donetsk, 1.110 in quella del sud Donetsk, 755 in quella di Kupyansk e 550 nella regione di Kherson.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Colpita infrastruttura critica nella regione di Leopoli"
Lo ha reso noto il capo dell'amministrazione regionale ucraina.

Droni kamikaze russi hanno colpito cinque volte la notte scorsa un'infrastruttura critica nella regione di Leopoli, nell'ovest dell'Ucraina, a circa 70 km dal confine con la Polonia: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione regionale, Maksym Kozytskyi, come riporta Ukrainska Pravda. "Purtroppo ci sono stati cinque colpi su un sito infrastrutturale critico nella nostra regione - ha scritto Kozytskyi su Telegram -. Fortunatamente non ci sono stati feriti o vittime. C'è stato un incendio, che è stato prontamente spento". Le forze del Comando aereo Ovest che difendono i cieli della regione di Leopoli, ha aggiunto Kozytskyi, hanno abbattuto nella notte 11 droni d'attacco russi su un totale di 16 che si dirigevano verso l'ovest dell'Ucraina.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Risponderemo con forza ad attacco russo notturno"
Il presidente ucraino lo ha scritto su Telegram.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha promesso che le forze di difesa del Paese risponderanno duramente al massiccio attacco con droni lanciato dalla Russia la notte scorsa, sottolineando che proseguono gli sforzi di Kiev per rafforzare la sua difesa aerea ed i gruppi di fuoco mobili. "Stiamo rafforzando la difesa aerea e i gruppi di fuoco mobili. Con l'avvicinarsi dell'inverno, i terroristi russi cercheranno di causare ulteriori danni. Risponderemo al nemico. Con forza!", ha scritto Zelensky su Telegram. Il leader ucraino ha sottolineato che nella notte la Russia ha lanciato "circa quaranta (droni, ndr) 'shahed'", di cui "più della metà sono stati abbattuti". I droni russi, ha proseguito, sono stati intercettati in regioni: Kharkiv, Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv, Odessa, Kiev, Kirovohrad, Vinnytsia, Khmelnytsky e Leopoli. "Sfortunatamente ci sono stati anche dei successi - ha affermato Zelensky citando in particolare l'attacco su Kharkiv -. Ma senza vittime".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Mosca sta perdendo il controllo del Mar Nero"
Lo ha detto in un videomessaggio il presidente ucraino.

"Sono grato a tutti coloro che lottano e lavorano per mantenere l'accesso dell'Ucraina al mercato mondiale. I risultati sono buoni: la Russia sta gradualmente perdendo il controllo del Mar Nero e si sta ritirando verso la parte orientale dello specchio d'acqua. Arriveremo anche lì": lo ha detto in un videomessaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riporta Ukrainska Pravda.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Nella notte distrutti 24 droni russi su 38"
Lo ha reso noto lo Stato Maggiore dell'esercito ucraino.

Le forze russe hanno lanciato nella notte contro l'Ucraina 38 droni kamikaze Shahed-136/131 e un missile aereo guidato Kh-59: lo ha reso noto lo Stato Maggiore dell'esercito ucraino, sottolineando che le forze di difesa aerea di Kiev hanno abbattuto il missile da crociera Kh-59 e 24 velivoli senza equipaggio. Lo riporta Ukrinform. "La notte del 3 novembre, gli occupanti russi hanno lanciato un altro attacco contro l'Ucraina, utilizzando 38 Uav (droni, ndr) d'attacco Shahed-136/131 e un missile aereo guidato Kh-59", si legge in un comunicato. "Le forze di difesa aerea ucraine hanno distrutto 24 droni e il missile Kh-59 - prosegue la nota -. Si stanno chiarendo le informazioni sulle conseguenze dell'attacco terroristico".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
L'Ucraina accusa Nestlé di "sostenere la guerra"
Nestlé entra quindi a far parte "dell'elenco dei sostenitori internazionali della guerra", viene aggiunto. Questa designazione, data dall'agenzia alle aziende internazionali, non ha conseguenze legali.

L'Ucraina ha classificato oggi Nestlé nella sua lista dei "sostenitori internazionali della guerra" a causa delle sue attività in Russia, accusando il colosso alimentare vodese di "nutrire l'aggressore". "Nonostante l'aggressione della Russia contro l'Ucraina, Nestlé continua a operare nel paese aggressore, fornendo prodotti alla popolazione e sviluppando la propria produzione nel paese", afferma l'Agenzia nazionale per la lotta alla corruzione (NAZK) in un comunicato. Nestlé entra quindi a far parte "dell'elenco dei sostenitori internazionali della guerra", viene aggiunto. Questa designazione, data dall'agenzia alle aziende internazionali, non ha conseguenze legali. Secondo la NAZK, oltre a "nutrire l'aggressore", il gruppo "dimostra anche alla Russia stessa che essa continua a essere integrata nel mercato mondiale, nonostante i numerosi crimini di guerra commessi in Ucraina".

Le accuse

Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, molte aziende occidentali hanno scelto di lasciare la Russia. Quelle rimaste sono pesantemente criticate dalle autorità ucraine, che le accusano di fornire aiuti finanziari a Mosca. Interrogata a proposito delle dichiarazioni dell'agenzia ucraina, Nestlé ha rimandato a un vecchio comunicato in cui dichiara di "essere al fianco del popolo ucraino e dei suoi 5'500 dipendenti nel paese". "Dall'inizio della guerra in Ucraina, abbiamo ridotto drasticamente il nostro portafoglio in Russia e attuato le azioni che abbiamo annunciato nel marzo 2022". In particolare, il gruppo afferma di aver "sospeso la maggior parte delle offerte di prodotti" disponibili prima della guerra e di aver "interrotto tutte le importazioni ed esportazioni non essenziali da e verso la Russia".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin revoca la ratifica Trattato sul divieto test nucleari
Il trattato, che risale al 1996, non è mai entrato in vigore perché alcuni Paesi chiave - tra cui Stati Uniti e Cina - non lo hanno mai ratificato.

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge che revoca la ratifica della Russia del Trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari. Il trattato del 1996 mette al bando tutte le esplosioni nucleari, compresi i test dal vivo di armi nucleari, ma non è mai entrato in vigore perché alcuni Paesi chiave - tra cui Stati Uniti e Cina - non lo hanno mai ratificato.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Mosca: "Meloni giustifica la glorificazione dei fascisti ucraini"
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Maria Zakharova, portavoce della diplomazia russa, rivolgendosi idealmente alla premier le chiede se sarebbe pronta a glorificare dirigenti fascisti come Achille Starace o Achille Pavolin.

Commentando la conversazione di Giorgia Meloni con il duo di comici russi Vovan e Lexus, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha criticato la premier per non aver condannato le correnti ultranazionaliste nella politica ucraina. Zakharova cita in particolare la risposta data da Meloni al presunto politico africano con cui credeva di parlare, il quale le ricordava l'eredità nella politica ucraina del leader nazionalista Stepan Bandera, "che la Russia presenta come Hitler". "Non sono d'accordo su questo" aveva affermato Meloni nel corso delle scherzo telefonico, "penso che il nazionalismo sia un problema che ha Putin". Poi, di fronte all'insistenza dell'interlocutore, la presidente del Consiglio ha aggiunto che gli ucraini "stanno facendo quello che devono fare, quello che è giusto fare, e noi cerchiamo di aiutarli".

Il commento

Sul suo canale Telegram Zakharova afferma che in questo modo Meloni ha detto che il governo di Kiev "ha il diritto di glorificare" nazionalisti ucraini come Bandera e Roman Shukhevych. La portavoce della diplomazia russa, rivolgendosi idealmente alla premier, le chiede se sarebbe pronta a glorificare dirigenti fascisti come Achille Starace o Achille Pavolini, "o le famigerate Brigate Nere che operarono tra il 1943 e il 1945 nell'Italia settentrionale come ala militare del Partito repubblicano fascista". "Capisco - insiste Zakharova - che lei sia molto occupata con faccende molto importanti ed è improbabile che trovi il tempo per i libri. Ma sicuramente può trovare un'ora e mezza per un film. 'Der Fall Collini' è un film tedesco in cui appaiono anche attori italiani. Nessuno la accuserà di lasciarsi trasportare dalla propaganda del Cremlino. E forse capirà".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
510 bambini ucraini uccisi dall'inizio della guerra
I dati non sono definitivi, perché gli attacchi si susseguono.

Secondo i report ufficiali dei procuratori minorili, 510 bambini sono stati uccisi e altri 1139 hanno riportato ferite di varia gravità a seguito dell'invasione russa, riporta Ukrinform. I dati non sono definitivi, perché gli attacchi si susseguono. Ieri un ragazzo di 16 anni è morto in seguito a un bombardamento nel villaggio di Pozhnya nella regione di Sumy. La maggior parte dei bambini sono rimasti feriti nella regione di Donetsk (492); Kharkiv (304); Kherson (132); Kiev (129), Zaporizhzhia (99).

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Drone ucraino esploso vicino alla centrale nucleare di Kursk
La facciata del magazzino è stata danneggiata, ma non sono stati segnalati feriti o vittime.

Tre droni ucraini hanno tentato di attaccare ieri sera la centrale nucleare russa di Kursk, nella città di Kurchatov, e uno di questi è esploso vicino a un sito di stoccaggio di scorie nucleari. Lo riporta il canale Telegram russo di notizie Shot. Secondo il media, il primo drone è stato trovato inesploso intorno alle 20:20 (le 19:20 in Svizzera) vicino al checkpoint del complesso amministrativo della centrale. Il secondo è stato rilevato verso le 21:30 locali ed è stato neutralizzato con i sistemi di guerra elettronica. Il terzo è stato intercettato intorno alle 23:40, è caduto vicino a un deposito di scorie nucleari ed è esploso. La facciata del magazzino è stata danneggiata, ma non sono stati segnalati feriti o vittime. La centrale nucleare di Kursk si trova a circa 110 km dal confine con l'Ucraina e il tentato attacco di ieri non ha pregiudicato il funzionamento dell'impianto, conclude Shot.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Gli Usa: "La Russia uccide i soldati che non obbediscono agli ordini"
È quanto ha affermato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano.

La Russia ha "ordinato più volte l'esecuzione dei soldati" che non obbedivano agli ordini in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano John Kirby in un briefing sottolineando che Mosca "non tiene in nessun modo alla vita dei propri militari". La Russia sta giustiziando i soldati che tentano di ritirarsi da una nuova sanguinosa offensiva nell'Ucraina orientale e ha subito perdite "significative" in mezzi corazzati e personale, ha detto il funzionario della Casa Bianca. "Abbiamo informazioni che l'esercito russo ha effettivamente giustiziato soldati che si rifiutavano di eseguire gli ordini", ha dichiarato Kirby nel briefing.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky all'Ue: "Continuate a mettere pressione alla Russia"
È quanto affermato dal presidente ucraino in un collegamento video con i leader dell'Ue.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in collegamento video, ha chiesto ai leader dell'Ue riuniti al Consiglio europeo a Bruxelles di "continuare a fare pressioni sulla Russia", in particolare procedendo "rapidamente con il prossimo pacchetto di sanzioni" e che sia "più grande e più forte dei precedenti". Lo fa sapere una fonte diplomatica. "Questa guerra - ha affermato - serve a decidere come deve essere l'Europa. E spetta a noi decidere, non al Cremlino. L'Ucraina sta facendo tutto il possibile per porre fine a questa guerra il prima possibile con la nostra vittoria: nella difesa e nella costruzione delle istituzioni, negli affari internazionali e nell'esercitare pressione sull'aggressore. E ringrazio ognuno di voi che ci aiuta a combattere. In scontri come questo, il vincitore è colui che fornisce una strategia a lungo termine. Ogni programma di sostegno per l'Ucraina è un chiaro segnale alla Russia che la sua aggressione è vana". Zelensky ha poi sottolineato che il tetto ai prezzi del petrolio "deve essere rivisto". Ha poi notato l'importanza di lavorare insieme per "rafforzare l'industria militare" perché questo "rende tutti più forti".

Sulle tensioni in Medio-Oriente: "Dobbiamo evitare una guerra"

Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, "sottolineo la necessità di unità (...) Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che nella regione scoppi un incendio internazionale ancora più grande. I nemici della libertà sono molto interessati a portare il mondo libero al secondo fronte. Dobbiamo vedere chiaramente questo scenario di un incendio più grande in Medio Oriente e contrastarlo insieme".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Blinken: "Nuovo pacchetto di aiuti a Kiev da 150 milioni"
Gli aiuti, ha spiegato il segretario di Stato, includeranno armi e apparecchiature.

Gli Stati Uniti prevedono un nuovo pacchetto da 150 milioni di dollari per l'Ucraina. Lo afferma il segretario di Stato Antony Blinken, sottolineando che gli aiuti includeranno armi ed apparecchiature. "La Russia ha iniziato questa guerra e potrebbe terminarla in qualsiasi momento ritirando le le sue forze dall'Ucraina e mettendo fine al brutale attacco", ha aggiunto Blinken.

4 mesi fa
Estero
007 russi: "Ucciso agente reclutato da Kiev, voleva piazzare bomba"
Per i servizi segreti di Mosca l'attentato "doveva avvenire nell'edificio del commissariato militare di Tver".

I servizi di sicurezza russi (Fsb) hanno affermato di aver ucciso, durante un tentativo di arresto in Russia, un uomo che, reclutato dall'Ucraina, si preparava a piazzare una bomba in un centro di arruolamento militare. Secondo l'Fsb, questo cittadino russo doveva commettere un "atto terroristico pianificato dai servizi speciali ucraini nella regione di Tver", situata a 180 chilometri a nord-ovest di Mosca.

L'obiettivo

L'uomo era accusato di aver trasmesso informazioni all'Ucraina su "installazioni militari e infrastrutture energetiche nella regione" e di aver pianificato di far esplodere una bomba artigianale nell'edificio del commissariato militare nella città di Tver, secondo la stessa fonte. "L'autore ha opposto resistenza armata durante il suo arresto ed è stato neutralizzato", ha aggiunto l'Fsb, che ha affermato di aver sequestrato "un ordigno esplosivo improvvisato pronto all'uso e una granata" da casa sua.

Arrestato anche un secondo uomo

Inoltre, il comitato investigativo russo, responsabile delle principali indagini penali, ha annunciato l'arresto di un uomo originario della città ucraina di Melitopol, occupata dalle forze russe. Il 33enne, che vive in Russia dal 2015, è accusato di aver voluto uccidere gli studenti diplomati di una scuola di aviazione militare nella regione di Krasnodar avvelenandoli. Secondo gli investigatori, "ha fornito loro bevande alcoliche e dolciumi contenenti un farmaco tossico in dosi elevate".

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Ucraina e Russia continuano a parlare e negoziare in segreto"
Lo rivela il Washington Post da Kiev precisando che "la maggior parte degli incontri avvengono al confine ucraino-russo e a Istanbul".

Lontano dagli occhi dell'opinione pubblica e dalla sanguinosa linea del fronte, l'Ucraina e la Russia continuano a parlarsi e stanno negoziando su alcune questioni umanitarie fondamentali: lo scambio di prigionieri di guerra e il ritorno delle salme dei soldati morti; il passaggio di navi dai porti ucraini del Mar Nero e, più recentemente, il ritorno dei bambini ucraini dalla Russia. Lo rivela il Washington Post da Kiev precisando che in alcuni casi gli scambi tra i due Paesi in guerra avviene tramite intermediari tra i quali Turchia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Vaticano e Comitato Internazionale della Croce Rossa. La maggior parte dei colloqui, tuttavia, avvengono direttamente anche in "spiacevoli e duri e spiacevoli incontri faccia a faccia al confine ucraino-russo e a Istanbul", come hanno raccontato al quotidiano americano alcuni funzionari ucraini coinvolti nei negoziati che nessuna delle due parti vuole rendere pubblici.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Medvedev: "385 mila soldati reclutati finora nel 2023"
A dirlo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa.

In meno di 10 mesi di quest'anno, 385 mila persone, di cui circa 80 mila volontari, sono entrate nel servizio militare nella Federazione Russa. Lo ha annunciato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev in una riunione sul reclutamento delle Forze armate della Federazione Russa. Lo riporta la Tass. "Dal 1 gennaio al 25 ottobre di quest'anno, quasi 385 mila persone sono entrate nel servizio militare nell'interesse del gruppo unito di truppe. Di queste, 305 mila sono militari arruolati con un contratto di servizio militare e circa 80 mila sono volontari", ha detto Medvedev.

Putin: "Nel 2024 bisogna arruolare più soldati"

Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha dato istruzioni per arruolare più soldati a contratto nel 2024, ha precisato ancora Medvedev, citato dalla Tass. "Il comandante in capo ha deciso di continuare il lavoro per dotare le forze armate di militari volontari nel 2024", ha detto Medvedev durante un incontro, sottolineando che per il prossimo anno è prevista la formazione di un altro corpo d'armata, sette divisioni, 19 brigate, 49 reggimenti e una flottiglia nelle forze armate russe.

La situazione "rimane tesa"

"La situazione nel mondo e intorno alla Russia rimane tesa" e "questo vale anche per la zona delle operazioni militari speciali e per i paesi vicini dove il blocco Nato aumenta costantemente il suo potenziale militare. Per proteggere efficacemente l'indipendenza e la sicurezza del nostro Stato, verranno adottate una serie di misure per l'espansione, l'aumento del numero delle forze armate della Federazione Russa, il loro rafforzamento", ha detto Medvedev.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Immagine satellitare mostra le gravi perdite russe a Avdiivka
Lo riporta Newsweek con riferimento alle istantanee pubblicate da Maxar Technologies e Planet Lab.

Le immagini satellitari di Avdiivka, città del Donetsk verso la quale i russi stanno conducendo una feroce offensiva, mostrano le gravi perdite militari di Mosca. Lo riporta Newsweek con riferimento alle istantanee pubblicate da Maxar Technologies e Planet Lab. Domenica scorsa Kiev ha dichiarato che la Russia ha perso più di 6'000 soldati in una settimana di combattimenti intorno alla città, oltre a più di 400 veicoli blindati e carri armati.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Mosca ha schierato oltre 400mila soldati in Ucraina"
Lo ha dichiarato il portavoce dell'intelligence della difesa ucraina Andriy Yusov.

"Ci sono forze sufficienti per operazioni separate in alcune aree del fronte. E il gruppo di russi nei territori temporaneamente occupati, come abbiamo già detto, è di oltre 400'000 militari russi. E, naturalmente, si tratta di un numero considerevole di personale". Lo ha dichiarato il portavoce dell'intelligence della difesa ucraina Andriy Yusov, come riportato da Rbc Ucraina. Secondo lui, sul territorio ucraino c'è un gran numero di armi nemiche. Allo stesso tempo, nuove armi vengono smantellate e fornite al fronte. Yusov ha osservato che la mobilitazione in Russia continua, è durata tutta l'estate. "Non stiamo parlando di una ripetizione dello scenario che si è verificato il 22 febbraio. Ma in alcune aree, il nemico continuerà a cercare di condurre operazioni offensive separate", ha riassunto Yusov.

4 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Evacuati 802 bambini dagli insediamenti nel Kherson"
Lo riferisce il ministero della Reintegrazione su Telegram.

Nella regione di Kherson, a causa della difficile situazione della sicurezza, è stata decisa l'evacuazione forzata di 802 bambini da 23 insediamenti. Lo riferisce il ministero della Reintegrazione su Telegram. "La decisione dell'Amministrazione statale regionale di Kherson sulla questione dell'evacuazione obbligatoria della popolazione sotto legge marziale è stata sostenuta all'unanimità" riferisce il ministero spiegando che "a causa della difficile situazione della sicurezza nella regione di Kherson, è stata approvata l'evacuazione forzata di 802 bambini da 23 insediamenti". Nello specifico, l'evacuazione "sarà effettuata dai distretti di Beryslav, Kakhovka e Kherson".

4 mesi fa
Estero
Erdogan approva l'entrata della Svezia nella Nato
Il presidente turco ha firmato i protocolli per il via libera.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato i protocolli per l'entrata della Svezia alla Nato e ha mandato i documenti al parlamento turco per l'approvazione finale. Lo rende noto la presidenza della Repubblica di Ankara.

4 mesi fa
Estero
Mosca "ha speso 167 miliardi di dollari per la guerra"
Ad affermarlo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba

La Russia ha speso circa 167 miliardi di dollari per la guerra contro l'Ucraina tra febbraio 2022 e agosto 2023: lo scrive su X il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, che cita Forbes Ucraina. Questo ammontare "include le spese di guerra dirette e le attrezzature perse. Migliaia di russi vengono massacrati ogni settimana, ma le loro vite non hanno alcun valore per il Cremlino", ha aggiunto.

"Con questi soldi, Mosca potrebbe costruire quasi 24.000 asili nido in tutta la Russia, o oltre 4.500 reparti di maternità, o circa 17.000 scuole, o circa 1.300 ospedali, o ricostruire il 20% di tutte le strade asfaltate in Russia", prosegue il ministro. "Invece, i criminali di guerra russi hanno bombardato asili nido, reparti maternità, scuole e ospedali ucraini, distruggendo quasi 120.000 strutture civili in tutto, compreso l'ultimo attacco al terminal Nova Poshta a Kharkiv - sottolinea Kuleba -. La Russia di Putin è il male più atroce a cui il mondo ha assistito dalla Seconda Guerra Mondiale".

"La guerra preferita del Cremlino"

Secondo il ministro, "l'aggressione russa contro l'Ucraina è sempre stata la guerra preferita del Cremlino. Putin e gli altri colpevoli russi devono affrontare la giustizia per i loro crimini. Devono lasciare l'Ucraina e concentrarsi sulla risoluzione dei problemi del proprio popolo invece di portare morte e distruzione ad altre nazioni". "La Russia di Putin è il male più atroce a cui il mondo ha assistito dalla seconda guerra mondiale", scritto Kuleba.

4 mesi fa
Estero
Kiev: "Spesi 27,4 miliardi di dollari per la difesa quest'anno'"
Lo ha dichiarato il primo ministro Denys Shmyhal.

L'Ucraina ha speso oltre 1000 miliardi di grivnie ucraine (27,4 miliardi di dollari) per la difesa quest'anno. Lo ha dichiarato il primo ministro Denys Shmyhal, come riporta il Kyiv Independent. Parlando a una riunione di governo, Shmyhal ha detto che la cifra rappresenta la spesa per la difesa dal bilancio statale nei primi nove mesi del 2023. Nel totale rientrano gli stipendi militari, per un valore di 18,7 miliardi di dollari, e i soldi spesi per l'acquisto di attrezzature, armi, munizioni e altre forniture per le forze armate, 9,5 miliardi di dollari.

4 mesi fa
Estero
Kiev, colpiti due aeroporti occupati di Lugansk e Berdyansk
Decine di soldati russi sono stati uccisi e sono rimasti feriti nell'operazione.

Le forze ucraine hanno distrutto la notte scorsa nove elicotteri russi, un sistema di difesa aerea, un deposito di munizioni e varie attrezzature negli aeroporti occupati di Lugansk, nell'omonima regione, e Berdyansk, nella regione di Zaporizhzhia. Lo hanno reso noto le forze di Kiev per le operazioni speciali, come riportano i media ucraini. Secondo le forze speciali, scrive Ukrainska Pravda, decine di soldati russi sono stati uccisi o sono rimasti feriti nell'operazione, denominata "Dragonfly". Anche le piste degli aeroporti, sottolinea Rbc-Ucraina, sono state danneggiate.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
"Mosca può permettersi la guerra fino al massimo al 2026"
Lo ha detto il capo dell'intelligence militare ucraina, Kirilo Budanov, in un'intervista a Ukrainska Pravda.

La Russia può permettersi di rimanere in guerra con l'Ucraina al massimo fino al 2026: Mosca dispone di risorse umane sufficienti per molto tempo, ma problemi di tipo economico e tecnologico limiteranno le sue capacità belliche. Lo ha detto il capo dell'intelligence militare ucraina, Kirilo Budanov, in un'intervista a Ukrainska Pravda. "Dal punto di vista economico, la Russia può permettersi (la guerra) senza problemi fino al 2025 - ha affermato Budanov -. In termini di quantità di equipaggiamento, durerà al massimo fino al 2026. Forse un po' prima, perché il ritmo di rinnovo degli equipaggiamenti che si registra attualmente non è così elevato".

Verso una Terza Guerra Mondiale?

Rispondendo poi a una domanda su una possibile terza guerra mondiale alla luce dei conflitti in corso, il capo dell'intelligence militare ucraina ha risposto: "questa è la mia valutazione soggettiva: sulla base della totalità della geografia, vediamo diversi conflitti che a prima vista sembrano regionali, ad eccezione dell'Ucraina, ma sono tutti collegati dagli stessi Paesi coinvolti in questi processi. Quindi sì, dopo tutto credo che ci stiamo avvicinando alla guerra globale abbastanza rapidamente". Intanto, nella notte una formazione di soldati russi appartenenti ai gruppi di sabotaggio e ricognizione ha tentato di attraversare le linee ucraine nell'area di Sumy ed è stato respinto dalle difese di Kiev. Lo riferisce su Telegram il tenente generale ucraino Sergei Naev. Volevano arrivare alle infrastrutture critiche. "Oggi, a mezzanotte, mentre svolgevano compiti presso un posto di osservazione, i soldati di una brigata di difesa territoriale che svolgevano compiti nell'area della comunità territoriale di Sumy hanno individuato un gruppo di ricognizione del nemico composto da 8 membri" ha raccontato Naev spiegando che questi "hanno cercato di attraversare il confine di Stato dell'Ucraina e intendevano dirigersi verso una delle infrastrutture civili critiche" ma sono stati respinti dall'artiglieria e dai mortai di Kiev, subendo anche alcune perdite.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Droni sulla regione di Odessa, ferita una donna
Lo hanno reso noto il capo dell'Amministrazione militare regionale, Oleg Kiper, e il Comando Operativo Sud.

Una donna è rimasta ferita la notte scorsa in seguito ad un attacco con droni delle forze russe nella regione di Odessa, che ha danneggiato alcuni magazzini e abitazioni nelle aree adiacenti al porto di Izmail: lo hanno reso noto il capo dell'Amministrazione militare regionale, Oleg Kiper, e il Comando Operativo Sud. In particolare, ha spiegato Kiper, è stato preso di mira il distretto di Izmail, a sud-est della città di Odessa, "dove sono stati registrati danni alle infrastrutture portuali e agli edifici residenziali. Sul posto sono scoppiati degli incendi... Una persona è rimasta ferita, si tratta di una donna nata nel 1935 che ha riportato ustioni". Da parte sua, il Comando Operativo Sud ha precisato che su 28 droni russi distrutti dalle forze ucraine nella notte, quattro sono stati intercettati nella regione di Mykolaiv e 10 nella regione di Odessa.

5 mesi fa
Estero
Putin in Kirghizistan
È la sua prima uscita estera da quando la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti.

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato stamattina in Kirghizistan, per la sua prima visita ufficiale all'estero da quando la Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso un mandato di arresto contro lo "zar". Lo hanno annunciato le agenzie di stampa russe e kirghise.

Non rischia un arresto

Putin incontrerà oggi il suo omologo kirghiso Sadyr Japarov e domani parteciperà al vertice dei leader della Comunità degli stati indipendenti (Csi), che riunisce diverse ex repubbliche sovietiche. Il presidente russo, che ha rinunciato a partecipare a diversi vertici internazionali a causa del mandato d'arresto della Cpi per "deportazione" di bambini ucraini, non corre il rischio di essere arrestato durante questo viaggio: il Kirghizistan, paese dell'Asia centrale vicino a Mosca, non ha ratificato lo Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale.

La prima visita dopo la vittoria di Baku

L'incontro di Putin con Aliev è anche il primo dopo la vittoria di Baku nel Nagorno-Karabakh. Il premier armeno Nikol Pashinian, i cui rapporti con la Russia sono diventati tesi, sarà invece assente al vertice della Csi. Nel corso di questa visita, che coincide con il 20esimo anniversario dell'apertura della base militare russa Kant in Kirghizistan, Putin parlerà anche con il presidente kirghiso Sadyr Japarov. Al vertice di domani dei Paesi dell'ex Unione Sovietica ci sarà il principale alleato dello zar, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ma anche dei leader più dubbiosi sull'invasione dell'Ucraina come il kazako Kassym-Jomart Tokayev e l'uzbeko Shavkat Mirziyoyev.

5 mesi fa
Estero
A Belgorod cade drone ucraino, tre morti
A causa della caduta di un drone ucraino, due edifici residenziali sono stati distrutti.

I soccorritori hanno recuperato il corpo di un bambino da sotto le macerie della casa della città russa di Belgorod colpita dai detriti di un drone ucraino abbattuto, portando a tre il bilancio delle vittime dell'accaduto. Lo riferiscono le autorità locali. "Questa notte a seguito della caduta di un veicolo aereo senza equipaggio alla periferia di Belgorod due edifici residenziali sono stati distrutti, mentre altre costruzioni e alcune automobili sono rimaste danneggiate: sono morte tre persone, una delle quali era un bambino", ha scritto il governatore Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram.

Aumentati gli attacchi ucraini negli ultimi mesi

Nelle prime ore di oggi il ministero della Difesa russo aveva segnalato su Telegram che la difesa aerea ha "sventato" un attacco di droni effettuato da Kiev nella regione di Belgorod intorno alle 23:50 di ieri ora locale. Negli ultimi mesi gli attacchi ucraini contro il territorio russo sono aumentati, sullo sfondo della controffensiva lanciata da Kiev all'inizio di giugno. Martedì un bombardamento ucraino ha ucciso altri due civili sempre nella regione di Belgorod, secondo le autorità locali.

I territori riconquistati

Intanto, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che "ad oggi l'Ucraina ha riconquistato più della metà del territorio preso dalla Russia dal 2022". "Le armi e le attrezzature annunciate oggi contribuiranno a sostenere i progressi dell'Ucraina e a creare ulteriore slancio", ha aggiunto ieri sera Blinken in un post sul suo account X.

Nuovi invio di armi da parte degli USA

Il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato un nuovo invio di armi a Kiev da 200 milioni di dollari. Nel pacchetto ci sono missili Aim-9M per la difesa aerea, munizioni per Himars, colpi d'artiglieria e armi leggere con oltre 16 milioni di munizioni. "Gli Stati Uniti sono impegnati a collaborare con gli alleati per fornire all'Ucraina ciò di cui ha bisogno per difendersi sul campo di battaglia. L'amministrazione Biden invita il Congresso a rispettare il suo impegno nei confronti del popolo ucraino approvando ulteriori finanziamenti", si legge in un comunicato del Pentagono.

5 mesi fa
Estero
Kiev, nella notte abbattuti 28 droni russi su 33
Lo ha reso noto l'Aeronautica militare.

Le forze di difesa aerea ucraine hanno abbattuto nella notte 28 droni kamikaze Shahed-131/136 lanciati dalla Russia su un totale di 33: lo ha reso noto l'Aeronautica militare, come riporta Rbc-Ucraina. I droni sono stati lanciati da nord e sud e sono stati intercettati in sei regioni del Paese, ha precisato l'Aeronautica. Una donna di 68 anni è rimasta ferita nei bombardamenti russi effettuati ieri contro nove comunità di frontiera della regione ucraina di Sumy, rende noto l'amministrazione militare locale su Telegram.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky chiede all'Fmi un piano di supporto finanziario in cinque punti
Questo, ha detto il presidente ucraino, "deve comprendere sanzioni a livello globale, la confisca degli asset russi e dei Paesi che la appoggiano".

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha chiesto, intervenendo in videocollegamento all'assemblea del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, un piano di supporto finanziario in cinque punti. Esso deve comprendere sanzioni a livello globale, la confisca degli asset russi e dei Paesi che la appoggiano per "compensare i danni subiti", garanzie a lungo termine sul supporto al Paese, un "pieno controllo" e rendicontazione dei fondi ricevuti e un meccanismo di garanzie per gli investimenti privati nel Paese in modo da moltiplicare le donazioni. "Siamo grati a tutti i leader e le nazioni che hanno supportato l'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa. È importante ora garantire la continuità del supporto perché la resilienza dipende da questo. L'aggressore non deve pensare di poter durare più a lungo di noi", ha aggiunto Zelensky.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Gli Usa annunciano un nuovo pacchetto di armi all'Ucraina
Nel pacchetto ci sono missili Aim-9M per la difesa aerea; munizioni per Himars; colpi di artiglieria da 155 mm e 105 mm; armi leggere e oltre 16 milioni di munizioni per queste.

Il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato un nuovo invio di armi all'Ucraina da 200 milioni di dollari. Lo riferisce il Pentagono in una nota. Nel pacchetto ci sono missili Aim-9M per la difesa aerea; munizioni per Himars; colpi di artiglieria da 155 mm e 105 mm; armi leggere e oltre 16 milioni di munizioni per queste. "Gli Stati Uniti sono impegnati a collaborare con gli alleati per fornire a Kiev ciò di cui ha bisogno per difendersi sul campo di battaglia. L'amministrazione Biden invita il Congresso a rispettare il suo impegno nei confronti del popolo ucraino approvando ulteriori finanziamenti", si legge nella nota.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Dagli USA nuovi aiuti militari a Kiev da 200 milioni di dollari
Nel pacchetto è compresa, tra l'altro, la fornitura di missili Aim-9 Sidewinder a corto raggio, munizioni per i razzi Himars e missili anticarro Tow.

Il segretario alla Difesa americano Lloyd J. Austin III nel corso del suo intervento al Gruppo di Contatto alla Nato - che ha visto la presenza anche di Volodymyr Zelensky - ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari per Kiev da 200 milioni. Nel pacchetto è compresa, tra l'altro, la fornitura di missili Aim-9 Sidewinder a corto raggio, munizioni per i razzi Himars e missili anticarro Tow. "In totale l'impegno dell'America ammonta a circa circa 43,9 miliardi di dollari dall'inizio della guerra", ha spiegato Austin.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Visita a sorpresa di Zelensky a Bruxelles
Al centro dei colloqui, a quanto si è appreso, il sostegno militare all'Ucraina. Oggi a Bruxelles è prevista anche la riunione dei ministri della Difesa della Nato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è oggi a Bruxelles per incontrare tra gli altri il premier belga Alexander De Croo. Al centro dei colloqui, a quanto si è appreso, il sostegno militare all'Ucraina. Oggi a Bruxelles è prevista anche la riunione dei ministri della Difesa della Nato. Zelensky è stato accolto al quartier generale della Nato dal Segretario generale Jens Stoltenberg, che oggi presiederà la riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza. Il programma del presidente ucraino a Bruxelles non è stato al momento divulgato. In un punto stampa assieme a Zelensky, Stoltenberg ha detto "noi siamo al fianco dell'Ucraina, è importante per tutta la Nato. Oggi ci sarà il Gruppo di contatto, e mobiliteremo più supporto" per Kiev. "La battaglia dell'Ucraina è la nostra, vi aiuteremo finché sarà necessario", ha aggiunto.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin conferma: "Testato con successo il supermissile"
"In questo momento abbiamo effettivamente completato il lavoro sulle armi strategiche avanzate di cui avevo parlato e annunciato diversi anni fa. Abbiamo condotto con successo l'ultimo test del missile da crociera a raggio globale Burevestnik a propulsione nucleare", ha detto il leader russo.

La Russia ha quasi completato il suo lavoro sulle armi strategiche avanzate e ha condotto con successo l'ultimo test del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una sessione plenaria del Valdai International Discussion Club, secondo quanto riferisce la Tass. "In questo momento abbiamo effettivamente completato il lavoro sulle armi strategiche avanzate di cui avevo parlato e annunciato diversi anni fa. Abbiamo condotto con successo l'ultimo test del missile da crociera a raggio globale Burevestnik a propulsione nucleare", ha detto il leader russo. "Abbiamo praticamente completato il nostro lavoro sul Sarmat, un missile super pesante. La questione ora è finalizzare alcune procedure burocratiche e iniziare la sua produzione e dispiegamento di massa. E lo faremo molto presto", ha aggiunto Putin, secondo Interfax.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Proposi l'adesione di Mosca alla Nato, ma fui respinto"
"La questione è molto più ampia e fondamentale", ha aggiunto Putin. "Stiamo parlando dei principi su cui si baserà un nuovo ordine mondiale", ha detto. "Una pace duratura sarà stabilita solo quando tutti si sentiranno al sicuro", ha affermato.

Vladimir Putin ha affermato di aver proposto che la Russia entrasse nella Nato, ma che la proposta fu respinta. Lo scrive la Tass, secondo cui il presidente russo, intervenendo al club Valdai, ha anche sottolineato che "la Russia non ha iniziato la cosiddetta 'guerra' in Ucraina ma sta cercando di porvi fine". "La crisi ucraina non è un conflitto territoriale, vorrei sottolinearlo. La Russia è il paese più grande del mondo in termini di territorio", ha detto Putin. "Non abbiamo alcun interesse a conquistare ulteriori territori. Abbiamo abbastanza aree da sviluppare, che si tratti della Siberia, della Siberia orientale o dell'Estremo Oriente. Questo non è un conflitto territoriale e nemmeno una questione di stabilire un equilibrio geopolitico regionale", ha evidenziato. "La questione è molto più ampia e fondamentale", ha aggiunto Putin. "Stiamo parlando dei principi su cui si baserà un nuovo ordine mondiale", ha detto. "Una pace duratura sarà stabilita solo quando tutti si sentiranno al sicuro", ha affermato. Alcuni Paesi occidentali hanno mostrato un'arroganza eccessiva, ha detto ancora: L'arroganza dei nostri cosiddetti partner in Occidente era semplicemente esagerata. Non c'è altro modo per dirlo".

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Sale a 50 il numero di vittime del raid russo su Kupiansk
"Secondo i primi accertamenti, la struttura è stata colpita da un Iskander", ha spiegato il ministro.

È salito a 50 il bilancio delle vittime per il bombardamento russo sul villaggio di Groza, vicino a Kupiansk, nella region di Kharkiv. Lo riporta su Telegram il ministro degli Interni Igor Klimenko. "Secondo i primi accertamenti, la struttura è stata colpita da un Iskander", ha spiegato il ministro.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
"I morti nell'attacco a villaggio vicino Kupiansk sono 49"
Lo riporta Rbc Ucraina.

L'Ufficio del procuratore generale ha chiarito che i morti nell'attacco russo al villaggio di Groza, vicino Kupiansk, sono 49. Lo riporta Rbc Ucraina. Il capo dell'amministrazione statale regionale di Kharkiv, Oleg Sinegubov, ha specificato su Telegram che il bombardamento è avvenuto alle 13.15 e che oltre a un negozio è stato colpito anche un bar con molti civili: "I soccorritori continuano a lavorare sul posto. Allo stesso tempo, i medici stanno fornendo l'assistenza necessaria alle vittime". Tra i feriti, invece, al momento risulta solo un bambino e non due come precedentemente riportato.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Trump: "Biden faccia pagare all'Europa gli aiuti a Kiev". Intanto anche la Slovacchia chiude il borsellino
Per il Tycoon "neanche un dollaro in più dovrebbe essere speso fino a quando l'Europa non avrà eguagliato l'America nelle spese per difendere l'Ucraina". Intanto la presidente slovacca si sarebbe opposta ad un ulteriore assistenza militare all'Ucraina, in seguito all'elezione del primo ministro filorusso Robert Fico.

"Perché Joe Biden non fa contribuire l'Europa" alle spese per l'Ucraina? È la domanda che pone Donald Trump su Truth, notando come il Vecchio Continente è indietro di 175 miliardi di dollari rispetto agli Stati Uniti negli aiuti a Kiev. "Neanche un dollaro in più dovrebbe essere speso fino a quando l'Europa non avrà eguagliato l'America nelle spese per difendere l'Ucraina", afferma Trump.

La Slovacchia blocca i versamenti

La presidente slovacca Zuzana Čaputová si sarebbe opposta all'invio di ulteriore assistenza militare all'Ucraina, in seguito all'elezione del primo ministro filorusso Robert Fico. Lo riportano i media locali. Secondo il quotidiano Dennik N il Ministero della Difesa slovacco aveva preparato un nuovo pacchetto di aiuti per l'Ucraina che la Čaputová avrebbe potuto firmare mentre era ancora in carica il predecessore di Fico, ma la presidente si è rifiutata affermando che le elezioni parlamentari debbano essere rispettate. Il politologo Grigorij Meseznikov prevede che Fico manterrà le promesse fatte in campagna elettorale circa lo stop all'invio di armi a Kiev e che ci sarà attrito tra Bratislava e Bruxelles sia sull'adesione dell'Ucraina all'Ue sia sulle sanzioni europee contro la Russia.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Forze speciali sbarcate in Crimea"
Lo scrive su Telegram l'Intelligence della Difesa ucraina.

Gli uomini delle Forze speciali Stuhna e Bratstvo delle unità dell'Intelligence della Difesa ucraina (Gur) sono sbarcati sul territorio della penisola di Crimea e hanno colpito gli occupanti russi. Lo scrive su Telegram lo stesso Gur. "Le forze speciali del commando Gur sono sbarcate nella Crimea occupata e hanno inflitto una sconfitta agli invasori di Putin", assicura il Gur, che ha postato su Telegram un video che mostra barchini veloci e moto d'acqua che si dirigono verso la costa della Crimea, annessa unilateralmente dalla Russia nel 2014. Dopo lo sbarco sulla costa della penisola, i militari delle unità speciali srotolano la bandiera ucraina.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Protestò in diretta TV contro la guerra, condannata a 8 anni di carcere
L'ex redattrice di Channel One è stata condannata per "aver diffuso false notizie". L'anno scorso protestò contro l'intervento militare su vasta scala della Russia in Ucraina in diretta sulla televisione di Stato.

È stata condannata a oltre otto anni di carcere in contumacia la giornalista russa Marina Ovsyannikova che l'anno scorso in diretta sulla televisione di stato protestò contro l'intervento militare su vasta scala della Russia in Ucraina. Lo rendono noto fonti del tribunale. Ovsyannikova, 45 anni, è fuggita dalla Russia con la figlia e si trova in Francia, a un anno dalla fuga dagli arresti domiciliari. L'ex redattrice di Channel One è stata condannata a otto anni e sei mesi. La procura russa aveva chiesto una pena a nove anni e mezzo di reclusione per Ovsyannikova, diventata famosa per aver fatto irruzione durante un telegiornale con un cartello con le scritte "Fermate la guerra" e "Ti stanno mentendo". La richiesta durante il processo in contumacia era una condanna per aver diffuso "notizie false", accusa che include qualsiasi informazione sulla guerra della Russia in Ucraina che sia in contrasto con la narrativa ufficiale .

5 mesi fa
Ucraina
Decine di omaggi a Prigozhin a 40 giorni dalla sua morte
Foto Shutterstock
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Nell'Ortodossia orientale, si ritiene che l'anima compia il suo viaggio verso paradiso o inferno entro 40 giorni dalla morte.

Decine di persone in lutto hanno reso omaggio al fondatore della Wagner Yevgeny Prigozhin, 40 giorni dopo che il jet su cui stava viaggiando si è schiantato a nord di Mosca, uccidendo lui e tutti passeggeri, tra cui altre due figure di spicco del gruppo di mercenari.

Nell'Ortodossia orientale, si ritiene che l'anima compia il suo viaggio finale verso il paradiso o l'inferno il 40esimo giorno dopo la morte. Sulla sua tomba a San Pietroburgo, sua madre, Violetta, e suo figlio, Pavel, hanno deposto fiori, riporta Sky News condividendo alcune immagini. Alcuni sostenitori hanno sventolato le bandiere nere di Wagner che sfoggiano un teschio e il motto "Sangue, Onore, Patria, Coraggio".
Ai memoriali a Mosca e in altre città russe, decine di combattenti di Wagner e semplici russi hanno reso omaggio a Prigozhin, anche se non ci sono state manifestazioni di massa. La televisione statale russa non ha invece dato alcuna notizia in merito.

5 mesi fa
Ucraina
Shmyhal: "Ucraina sarà il centro di produzione militare d'Europa"
Il primo ministro dichiara l'intenzione di diventare un nuovo centro di produzione militare in Europa. La produzione propria di difesa è inoltre organizzata d'accordo con gli Usa, riferisce il consigliere Yermak.

Il primo ministro ucraino Denys Shmyhal si è detto convinto che in futuro l'Ucraina diventerà un nuovo centro per la produzione di prodotti militari di alta qualità in Europa. Lo riporta Ukrinform.
"Tutti sono consapevoli dei rischi, ma chi pensa in modo strategico capisce anche che l'Ucraina diventerà un nuovo centro di produzione militare in Europa. Oggi stiamo già collaborando con i Paesi partner per il ripristino dell'equipaggiamento militare occidentale. Inoltre, si sta elaborando la creazione di un ciclo chiuso per la produzione di armi, equipaggiamento militare e munizioni in Ucraina, stiamo creando joint venture e centri di servizio", ha detto Shmyhal durante il primo Forum internazionale delle industrie della difesa a Kiev.

L'accordo con Biden

La localizzazione della produzione di arsenale difesa in Ucraina è stato concordato con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante l'ultima visita di Volodymyr Zelensky negli Usa. Lo ha annunciato su Telegram il consigliere presidenziale ucraino Andry Yermak. "La produzione propria di difesa è un passo importante verso la vittoria. Nel prossimo futuro, gli esperti di entrambe le parti inizieranno a incontrarsi per definire una tabella di marcia per la cooperazione. Parallelamente, si sta lavorando a una nuova struttura di sicurezza globale", ha aggiunto.

5 mesi fa
Ucraina
Zelensky annuncia una 'Alleanza delle industrie della difesa'
Il presidente Zelensky ha annunciato un'intesa tra produttori di armi.

"Oggi, in questo forum, annunciamo la creazione dell'Alleanza delle industrie della difesa. Un'alleanza che valorizza il diritto internazionale ed è capace di lavorare per la reale tutela del diritto internazionale. Tutela della sicurezza - e non sto parlando solo dell'Ucraina, ma anche della sicurezza di qualsiasi nazione del mondo dalle aggressioni". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervenendo al primo Forum Internazionale delle Industrie della Difesa di Kiev.

"Costruire un nuovo arsenale del mondo libero insieme all'Ucraina"

"Abbiamo redatto una dichiarazione di base corrispondente come fondamento di questa alleanza, alla quale possono aderire i produttori di armi e attrezzature militari di tutto il mondo che condividono la nostra intenzione di fornire una reale protezione dalle aggressioni", ha aggiunto.
"Oggi, al suo inizio, 13 importanti aziende hanno già firmato questa dichiarazione, dimostrando la loro disponibilità a costruire un nuovo arsenale del mondo libero insieme all'Ucraina". Il leader ucraino ha poi evidenziato che Kiev "sta sviluppando un regime economico speciale per il complesso industriale-difensivo. Per dare a tutte le aziende" che vogliono venire in Ucraina "l'opportunità di realizzare il proprio potenziale".

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin celebra la 'riunificazione di 4 regioni alla Russia'
Il presidente Russo ha parlato di "riunificazione" avvenuta per Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson

L'agenzia Tass riferisce che il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con i cittadini per il Giorno della riunificazione delle regioni del Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson con la Russia: "Cari cittadini russi, mi congratulo con voi per il Giorno della riunificazione delle repubbliche di Donetsk e Lugansk, delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson con la Russia.

Un anno fa, il 30 settembre, ha avuto luogo un evento decisivo, veramente storico e fatidico: l'ammissione di quattro nuovi soggetti della Federazione alla Russia. Milioni di residenti delle regioni hanno fatto la loro scelta: stare con la loro patria", ha detto.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin affida al vice di Prigozhin i volontari in Ucraina
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L'ufficiale scelto è Andrey Troshev: un colonnello in pensione meglio noto col suo nome di battaglia di Sedoy, "capelli grigi", e sotto sanzioni europee per il suo ruolo nella guerra in Siria.

A poco più di un mese dal disastro aereo in cui è morto il capo dei mercenari della Wagner, Evgheni Prigozhin, Putin ha incaricato uno dei più noti comandanti del famigerato gruppo paramilitare di formare nuove unità di volontari per combattere in Ucraina. L'ufficiale scelto è Andrey Troshev: un colonnello in pensione meglio noto col suo nome di battaglia di Sedoy, "capelli grigi", e sotto sanzioni europee per il suo ruolo nella guerra in Siria. Putin e Troshev si sarebbero incontrati giovedì sera, almeno stando al Cremlino, che ha pubblicizzato ampiamente il faccia a faccia, con tanto di video trasmessi in tv: segno che Mosca vuole mostrare apertamente di puntare alla formazione di nuovi gruppi di volontari che rimpiazzino o semplicemente rimodellino il Gruppo Wagner. Tuttavia, si vuole che esse siano fermamente sotto il controllo del governo russo. Non per niente durante l'incontro Putin ha sottolineato che i benefici finanziari dello Stato per chi combatte in Ucraina valgono anche per i gruppi di volontari.

Il futuro della Wagner

Il futuro della Wagner e dei suoi mercenari resta comunque avvolto nelle nebbie dell'incertezza. Secondo alcuni funzionari americani sentiti dal New York Times, Putin non vuole rinunciare all'esperienza sul campo di battaglia di queste milizie, da anni braccio armato del Cremlino in tanti scenari di guerra nel mondo e più volte accusate di atrocità. E i gruppi di volontari possono servire a Mosca per evitare nuove impopolari mobilitazioni forzate come quella del settembre dello scorso anno, sebbene oggi lo zar abbia firmato il decreto sulla coscrizione autunnale per il servizio militare che riguarderà 130'000 russi. Dopo l'ammutinamento dei mercenari di Prigozhin - morto due mesi dopo assieme ai suoi luogotenenti in un disastro aereo per il quale tanti sospettano proprio il Cremlino - Putin vuole comunque assicurarsi che i gruppi armati siano in effetti fedeli al ministero della Difesa russo (col quale Prigozhin era invece in perpetuo e aperto contrasto).

Ruolo di Troshev

E qui Troshev potrebbe giocare un ruolo fondamentale. In un'intervista rilasciata a Kommersant poco dopo la rivolta della Wagner, Putin aveva detto di aver proposto il colonnello Troshev, pure lui originario di San Pietroburgo, per sostituire Prigozhin come capo dei mercenari, ma che lo stesso Prigozhin si era opposto alla scelta. Impossibile dire se le cose stiano come le racconta il leader del Cremlino, ma certo Troshev pare godere della fiducia di Putin, e Mosca ha sottolineato che il colonnello adesso "lavora" per il ministero della Difesa. L'ordine di Putin di formare nuovi gruppi di volontari arriva appena due giorni dopo che l'esercito ucraino aveva annunciato di aver avvistato tra le file delle forze russe "circa 500" ex combattenti della Wagner: combattenti che però - secondo la narrazione non verificabile di Kiev - non formerebbero un'unità a parte ma sarebbero divisi tra i vari battaglioni che hanno invaso l'Ucraina. Anche due fonti del Guardian sostengono che alcuni ex mercenari abbiano firmato contratti col ministero della Difesa russo o con altri gruppi armati filo-Cremlino, ma altri si sarebbero rifiutati perché ancora legati al defunto Prigozhin.

"Missile ad alta precisione ammodernato"

Mentre la guerra continua, Dmitry Medvedev è tornato alle sue dichiarazioni da falco affermando di aver assistito al lancio di prova di un non meglio precisato "missile ad alta precisione ammodernato" al poligono di Kapustin Yar, in Russia meridionale. Stando alla Tass, il numero due del Consiglio di sicurezza russo avrebbe avvisato che il nuovo missile sarebbe stato sviluppato apposta per "l'operazione militare speciale" in Ucraina. Anche Kiev punta ad armi nuove e più potenti e oggi ha inaugurato un forum sulle armi incoraggiando i partecipanti a vedere un'opportunità commerciale nel rilancio dell'industria bellica nazionale.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
La Svizzera inasprisce le sanzioni legate alla fornitura di droni iraniani in Russia
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In considerazione del sostegno militare fornito dall'Iran all'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina, contraria al diritto internazionale, e del fatto che la Russia si avvale di veicoli aerei senza pilota (droni) di fabbricazione iraniana, il 29 settembre 2023 il Consiglio federale ha adottato ulteriori sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, riprendendo così le misure emanate dall'UE il 20 luglio 2023 nell'ambito di un nuovo regime sanzionatorio.

Oggi il Consiglio federale ha adottato ulteriori sanzioni in relazione con la fornitura di droni iraniani alla Russia, associandosi così alle nuove misure decise dall’Unione europea (UE) come conseguenza dell’impiego di droni iraniani nell’ aggressione militare della Russia contro l’Ucraina. Lo comunica il Consiglio federale stesso, spiegando che le modifiche entrano in vigore questa sera alle ore 18.

Le sanzioni

In considerazione del sostegno militare fornito dall'Iran all'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina, contraria al diritto internazionale, e del fatto che la Russia si avvale di veicoli aerei senza pilota (droni) di fabbricazione iraniana, oggi il Consiglio federale ha adottato ulteriori sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, riprendendo così le misure emanate dall'UE il 20 luglio 2023 nell'ambito di un nuovo regime sanzionatorio. La vendita, la fornitura, l'esportazione e il transito di componenti utilizzati per la costruzione e la produzione di veicoli aerei senza pilota (droni) sono ora vietati. Inoltre, sono previste sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio mirate per persone e organizzazioni che sostengono il programma di droni iraniano. La Svizzera ha ripreso queste nuove sanzioni nell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran. La Svizzera adotta gli elenchi delle sanzioni dell'UE relative alla fornitura di droni iraniani in Russia già dall'autunno 2022; l'ultimo elenco è stato ripreso il 16 agosto 2023 nell'ambito dell'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina. Con la decisione odierna, il Consiglio federale prosegue lo stretto partenariato tra la Svizzera e l'UE in materia di sanzioni.

5 mesi fa
Svizzera
Dal Consiglio federale 100 milioni a Kiev per lo sminamento umanitario
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Il pacchetto verrà finanziato dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

La Svizzera dichiara lo sminamento umanitario in Ucraina una priorità e mette a disposizione per i prossimi quattro anni 100 milioni di franchi supplementari a questo scopo, consentendo così la ripresa della attività nel paese. Il pacchetto sarà finanziato in parti uguali dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'Ucraina è diventata uno dei Paesi con la maggiore presenza di mine al mondo: si stima che un terzo del suo territorio sia disseminato di mine e altri ordigni esplosivi, ha spiegato la consigliera federale Viola Amherd, responsabile del DDPS.

La popolazione torna nei territori riconquistati

La popolazione civile, fuggita nel 2022 in seguito all'invasione russa, sta ora tornando nei territori riconquistati dall'esercito ucraino, in particolare nel Nord e nel Sud del Paese. In queste zone, che hanno subito pesanti combattimenti, gli incidenti si susseguono: i contadini innescano mine anticarro mentre lavorano nei campi e i civili, compresi i bambini, vengono dilaniati da ordigni esplosivi o mine antiuomo nei loro giardini o mentre sgombrano le macerie delle loro case. Lo sminamento quindi è assolutamente urgente e costituisce un prerequisito per la ricostruzione del Paese, storicamente considerato "il granaio d’Europa". Per queste ragioni, la Confederazione ha deciso di potenziare l'attuale programma di cooperazione internazionale con una priorità per lo sminamento umanitario. Rispetto agli 1,8 miliardi già destinati all'Ucraina dal Consiglio federale, con questo pacchetto ci sarebbero 50 milioni in più, quelli che verserà il DDPS, ha precisato Ignazio Cassis, capo del DFAE. In occasione della presentazione del primo pacchetto umanitario, il Consiglio federale ha dato mandato ai nostri due dipartimenti di valutare l'impegno nel settore dello sminamento abbiamo presentato questa proposta che è stata accettata, ha aggiunto il ministro degli esteri. Cassis ha anche annunciato che parteciperà alla prossima conferenza internazionale a Zagabria sullo sminamento e che nel 2024 una conferenza sul medesimo tema sarà organizzata a Ginevra.

Competenze e impegno in loco

La Svizzera inoltre dispone di competenze all'avanguardia in questo campo visto che a Ginevra ha sede il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD), che nell'ultimo decennio ha fornito all'Ucraina formazione, supporto strategico e consulenza tecnica per rafforzare la capacità delle istituzioni governative. Inoltre un'organizzazione svizzera, la Fondation suisse de déminage (FSD), è già presente in Ucraina e nella Confederazione hanno sede diversi produttori di macchinari per lo sminamento. La Confederazione ha sostenuto lo sminamento umanitario in Ucraina stanziando 15,2 milioni di franchi negli ultimi due anni, in particolare a sostegno delle attività del GICHD e della FSD. Il DDPS ha donato alle organizzazioni umanitarie ucraine un dispositivo di sminamento della Fondazione Digger, con sede nel Giura, e finanzia la formazione di esperti ucraini in sminamento umanitario da parte del GICHD. Con il pacchetto aggiuntivo di 100 milioni, la Svizzera potrà ulteriormente ampliare il lavoro di sminamento svolto da queste e altre organizzazioni, fornire attrezzature e formazione agli sminatori ucraini, sostenere il governo nel coordinamento di questa impresa ed esplorare approcci innovativi, ha concluso Amherd.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Nuove armi nucleari avanzate"
I lavoratori del settore nucleare russo stanno infatti "introducendo tecnologie all'avanguardia nei settori dell'energia e dello spazio" e "nella creazione di armi avanzate capaci di mantenere l'equilibrio strategico nel mondo", ha voluto sottolineare Vladimir Putin.

La Russia conferma di portare al 6% del Pil le spese per la difesa del prossimo anno - annunciando un aumento del 70% - per chiarire che l'offensiva in Ucraina resta la priorità numero uno per lo zar, che torna a evocare la minaccia atomica sul mondo: I lavoratori del settore nucleare russo stanno infatti "introducendo tecnologie all'avanguardia nei settori dell'energia e dello spazio" e "nella creazione di armi avanzate capaci di mantenere l'equilibrio strategico nel mondo", ha voluto sottolineare Vladimir Putin, mettendo in evidenza una corsa alle armi che continua ad alimentare le tensioni internazionali, tra le prospettive di una guerra ancora lunga.

Spese militari

L'aumento delle spese militari della Russia previsto per il 2024 è "assolutamente necessario" a causa della "guerra ibrida" scatenata contro Mosca, ha chiarito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ribadendo come Mosca "continua l'operazione militare speciale (in Ucraina) e questo comporta alti costi". Dall'inizio del conflitto, lo scorso anno, la Russia ha incrementato la produzione di armi e immesso ingenti fondi nel suo comparto militare nonostante l'inflazione elevata e un rublo più debole. Un documento del ministero delle Finanze russo afferma che la spesa per la difesa è destinata ad aumentare di oltre il 68% su base annua fino a quasi 10,8 trilioni di rubli (111,15 miliardi di dollari), pari al 6% del Pil e superiore alla spesa per la politica sociale, e secondo i dati calcolati dall'Afp sarà tre volte più alto della spesa per istruzione, protezione ambientale e sanità messe insieme. L'aumento della spesa per la difesa arriva mentre la banca centrale russa avverte che la crescita economica è destinata a rallentare nella seconda metà di quest'anno. Ma il presidente Putin ha ampiamente ignorato gli effetti economici dell'invasione, celebrando invece la resistenza della Russia alle sanzioni occidentali. E mentre porta l'economia russa a investire sempre più sulla guerra, lo zar rinsalda le alleanze e incontra al Cremlino Ramzan Kadyrov, dopo le voci circolate sui social che il leader ceceno fosse gravemente malato, o addirittura morto.

Kiev

Dall'altra parte del fronte, anche Kiev pensa alle alleanze e riceve la visita dei ministri della Difesa francese, Sébastien Lecornu, e britannico, Grant Shapps - al centro ulteriori aiuti militari - e del segretario della Nato Jens Stoltenberg. "Più forte diventa l'Ucraina, più ci avviciniamo alla fine della guerra", ha affermato il capo dell'Alleanza atlantica dopo aver incontrato Volodymyr Zelensky, assicurando che le forze ucraine "stanno guadagnando gradualmente terreno" nella controffensiva e che in futuro, l'ingresso di Kiev la Nato più forte. Più concretamente, Zelensky ha sottolineato come Stoltenberg si sia "impegnato ad intervenire per difendere le infrastrutture energetiche ucraine", con l'inverno alle porte e i raid russi che tornano ad abbattersi sugli impianti critici: nell'ultima giornata, un raid di Mosca ha colpito un impianto di gas ad Avdiivka. Sul terreno, mentre le forze ucraine sostengono di contenere l'avanzata delle truppe russe nel sud e nell'est, i miliziani russi filo-ucraini della 'Legione Libertà della Russia' hanno annunciato un nuovo sconfinamento nella regione di Belgorod, dopo le incursioni del giugno scorso. Parlando di una "battaglia" in territorio russo, i 'legionari' hanno rivendicato di aver procurato "perdite di manodopera e attrezzature" tra gli invasori, mentre nessun commento è stato rilasciato dalle autorità russe. In serata si è poi riacceso lo scontro di confine tra Minsk e Varsavia, con il ministero della Difesa bielorusso che ha denunciato una "violazione dello spazio aereo" da parte di un elicottero polacco che - a detta del governo Lukashenko - sarebbe entrato per due volte nei cieli bielorussi. Un'accusa puntualmente negata dalle forze armate polacche.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Varsavia: "Il razzo caduto al confine a novembre era ucraino"
Lo ha affermato il ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro riportando i risultati dell'inchiesta sull'esplosione del razzo a Przewodów, nella quale sono morte due persone.

Il missile caduto a novembre 2022 in Polonia, nella zona di confine con l'Ucraina, apparteneva agli ucraini.

Lo ha affermato il ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro riportando i risultati dell'inchiesta sull'esplosione del razzo a Przewodów, nella quale sono morte due persone. "L'indagine condotta dalla procura polacca ha portato all'emissione di un parere che indica categoricamente che questo missile era ucraino, sempre di produzione sovietica o russa. Per quanto riguarda il luogo di lancio e l'appartenenza a un gruppo militare specifico, si trattava di un razzo ucraino",

ha detto Ziobro citando il parere degli esperti, secondo quanto riportato dall'agenzia Pap. Per quanto riguarda i rapporti con gli ucraini per le indagini, "mi dispiace moltissimo ma per molti mesi non c'è stata tale cooperazione in questa materia", ha affermato il ministro, sottolineando che la procura polacca collabora con l'Ucraina per "documentare i crimini russi commessi". Nell'inchiesta su Przewodów, la parte ucraina non avrebbe invece avuto lo stesso atteggiamento:

"Non penso che questa sia una decisione a livello di procura. Penso che queste siano decisioni ad alto livello politico dello Stato ucraino", ha detto il ministro della Giustizia.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Evacuati i bambini da prima linea del fronte"
A comunicarlo il vice governatore ucraino Yevgen Myronenko.

Le autorità ucraine hanno evacuato oggi tutti i bambini da diverse città e villaggi vicini alla linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia (sud), punto focale della controffensiva contro l'esercito russo. "Abbiamo portato a termine il compito assegnato dal governo ucraino" e "abbiamo evacuato tutti i bambini con le loro famiglie" dalle località di Gulyaipole, Preobrazhenka, Yegorivka, Stepnogirsk e Novopavlivka, ha detto in televisione il vice governatore Yevgen Myronenko.

Evacuati 59 bambini

Secondo i media ucraini sono stati evacuati complessivamente 59 bambini. L'evacuazione di queste località era stata annunciata ad agosto, a causa della situazione di sicurezza "difficile". Le forze ucraine hanno riportato avanzamenti limitati nelle ultime settimane nella regione di Zaporizhzhia, dove si trovano ad affrontare posizioni fortificate dell'esercito russo. Tuttavia, all'inizio di settembre, le truppe ucraine sono riuscite a riconquistare la città di Robotyné, situata molto vicino alle città e ai villaggi interessati dalle evacuazioni. I combattimenti si svolgono attualmente a est di questo villaggio, vicino a Verbové.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "La Wagner di nuovo nell'Est del Paese"
A dirlo Ilya Yevlash, a capo del servizio stampa del Gruppo orientale delle Forze armate di Kiev.

Il capo del servizio stampa del Gruppo orientale delle Forze armate ucraine Ilya Yevlash ha confermato in un commento a Rbc-Ucraina che i combattenti della milizia Wagner sono tornati nell'Est del Paese occupato dai russi. "Sul territorio del Gruppo delle Forze orientali sono presenti combattenti della milizia Wagner. Stiamo parlando di circa 500 persone, parte della formazione di circa 8mila mercenari che si trovavano nei campi in Bielorussia, e che ora negoziano contratti con il ministero della Difesa russo", dopo la fallita insurrezione di Yevgeny Prigozhin il 24 giugno scorso. Yevlash, nella sua dichiarazione, ha sottolineato che i mercenari del gruppo Wagner adesso non rappresentano una svolta per i russi nei combattimenti: "Non rappresenteranno una minaccia significativa, come prima, dal momento che il loro leader, Prigozhin, non c'è più. Queste persone sono effettivamente tra i militari più addestrati dell'esercito russo, ma non diventeranno una minaccia significativa, un punto di svolta", ha concluso.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Mosca lavora a collegamenti ferroviari con città occupate"
Lo ha affermato il consigliere del sindaco in esilio di Melitopol, Petro Andriushchenko.

La Russia ha iniziato a costruire collegamenti ferroviari diretti con le città ucraine occupate di Mariupol, Volnovakha e Donetsk - nella regione di Donetsk - che potrebbero ridurre la dipendenza logistica di Mosca dal ponte di Crimea: lo ha detto il consigliere del sindaco in esilio di Melitopol, Petro Andriushchenko. Il funzionario, riporta il Kyiv Independent, ha osservato che se questi sforzi avranno successo, la Russia collegherà la linea ferroviaria Mariupol-Aslanove-Kalchyk-Volnovakha nell'Ucraina occupata con le città russe di Taganrog e Rostov-sul-Don. Volnovakha ha un collegamento ferroviario anche con Rozivka e Melitopol nella regione di Zaporizhzhia, oltre che con la Crimea occupata, ha aggiunto.

La costruzione di questi nuovi collegamenti sarebbe un vantaggio per la logistica militare e civile russa nei territori occupati e ridurrebbe la dipendenza di Mosca dal ponte di Kerch in Crimea, ha commentato Andriushchenko. Secondo il funzionario, i lavori per le nuove tratte ferroviarie sono già iniziati, in particolare per un ponte sul fiume Kalmius vicino al villaggio di Hranitne, nel Donetsk.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Mosca vuole arrestare il presidente della Cpi
Oltre che nei confronti di Hofmanski, le autorità russe hanno emesso ordini di cattura per due suoi vice: i giudici Luz del Carmen Ibanez Carranza e Bertram Schmitt. Ma uguali misure erano state prese in primavera contro altri magistrati della Cpi, compreso il procuratore, Karim Ahmad Khan.

La Russia continua il suo braccio di ferro con la Corte penale internazionale (Cpi). Il ministero dell'Interno ha fatto sapere di aver inserito nella lista dei ricercati il presidente dell'organo giudiziario internazionale, il polacco Piotr Hofmanski. "Ricercato in base a un articolo del Codice penale russo", si legge nell'informativa inserita nel sito del dicastero, anche se questo articolo non viene specificato. Non ci sono dubbi, comunque, che si tratti di una risposta all'ordine di arresto spiccato dalla Cpi nel marzo scorso nei confronti di Vladimir Putin con l'accusa di crimini di guerra. Oltre che nei confronti di Hofmanski, le autorità russe hanno emesso ordini di cattura per due suoi vice: i giudici Luz del Carmen Ibanez Carranza e Bertram Schmitt. Ma uguali misure erano state prese in primavera contro altri magistrati della Cpi, compreso il procuratore, Karim Ahmad Khan.

L'ordine di arresto contro Putin

Il conflitto tra Mosca e la Cpi è cominciato il 17 marzo scorso, quando la Corte internazionale, di cui la Russia non riconosce la giurisdizione (come del resto gli Stati Uniti), ha emesso un ordine di arresto nei confronti del presidente russo e della commissaria per i diritti dei bambini, Maria Lvova-Belova, accusandoli del "crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle zone occupate dell'Ucraina alla Russia". Imputazioni respinte dalle autorità di Mosca, secondo le quali i bambini trasferiti dall'Ucraina non sono stati spostati contro il volere dei parenti ma sono stati portati in salvo venendo fatti evacuare da aree soggette a bombardamenti o altre violenze conseguenza del conflitto. L'ordine di arresto nei suoi confronti ha limitato le possibilità di Putin di viaggiare all'estero per partecipare ad eventi internazionali. Il presidente tra l'altro non ha potuto recarsi in Sudafrica per partecipare il mese scorso al vertice dei Paesi Brics. Ma nel mese di ottobre è in programma la prima missione fuori dai confini nazionali dopo la misura restrittiva, con una visita in Cina, altro Paese che non aderisce al tribunale internazionale.

I ricercati dalla magistratura russa

Sebbene le accuse di Mosca nei confronti del presidente Hofmanski e dei suoi due vice non siano state rese note, è lecito aspettarsi che non si scosteranno di molto da quelle già mosse al procuratore Karim Khan e a due giudici inseriti come lui nella lista dei ricercati dalla magistratura russa. Tra queste, "attacco a un rappresentante di uno Stato estero sotto tutela internazionale con lo scopo di complicare le relazioni internazionali" e l'incriminazione di "una persona che si sa innocente".

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev: "Ucciso il capo della flotta russa del Mar Nero"
Oltre all'ammiraglio Sokolov avrebbero perso la vita altri 34 ufficiali. La Russia parla di un uomo disperso al comando della flotta.

Era nell'aria. Su Wikipedia qualcuno aveva segnato come morto il comandante della flotta russa del Mar Nero, l'ammiraglio Viktor Sokolov, già all'indomani dell'attacco ucraino a Sebastopoli. Ora la conferma da parte del comando delle Operazioni Speciali. Non solo. Nell'edificio neoclassico del centro della città fondata da Caterina la Grande avrebbero trovato la morte 34 ufficiali mentre ben 105 "invasori" sarebbero rimasti feriti. E l'edificio in sé viene giudicato "irreparabile". Mano a mano che emergono nuovi dettagli è sempre più chiaro il livello del danno patito dai russi a Sebastopoli e, per contro, il successo messo a segno dagli ucraini, che evidentemente sapevano dove e quando e colpire; sempre secondo gli ucraini, l'attacco alla nave da sbarco Minsk, avvenuto a metà settembre, avrebbe spezzato via 62 marinai, già a bordo del vascello perché sarebbero dovuti partire il giorno successivo. Naturalmente è impossibile verificare in modo indipendente queste informazioni - i russi parlano di un solo uomo disperso al comando della flotta e di danni "minimi" - ma se così fosse si tratterebbe di uno smacco atroce per il Cremlino.

Risposta russa su Odessa

Mosca nella notte si è vendicata colpendo Odessa. A casaccio però. L'ondata di missili ha provocato due morti e un ferito, ha danneggiato "significativamente" le strutture del porto, un hotel abbandonato sul lungomare e un silos con 1'000 tonnellate di grano. In rete i canali filorussi pretendevano che l'albergo fosse in realtà un centro di comando dell'esercito ucraino ma persino alcuni profili legati alla propaganda hanno smentito la teoria. "Questo era il mio hotel", ha scritto su X l'imprenditore Andrey Stavnitser. "Sognavo di costruire un bellissimo e moderno lungomare a Odessa. Come a tutti gli abitanti di qui, l'edificio non mi piaceva - un monumento alla sciatteria e al cattivo gusto - e sognavo di ristrutturarlo. Ma ricostruiremo tutto. E Odessa sarà bella come i russi non hanno mai potuto immaginare nei loro più terribili incubi". Il ministero della Difesa ucraino sui social media ha definito l'attacco alla città un "patetico tentativo di ritorsione" per il colpo messo a segno a Sebastopoli e l'ha classificato come "una violazione del diritto internazionale umanitario, poiché ha preso di mira sia le truppe che le infrastrutture civili, anche per la fornitura di energia elettrica". Stando all'Aeronautica militare, la Russia ha lanciato contro l'Ucraina 12 missili da crociera Kalibr, due missili antinave Onyx e 19 droni kamikaze. I bombardamenti sono poi proseguiti costanti nel resto delle zone del fronte mentre un drone ucraino ha attaccato l'aeroporto di Khalino, nella regione russa di Kursk.

Consegnati gli Abrams

Ma dal punto di vista militare la notizia di giornata è senz'altro l'arrivo dei carri armati americani Abrams, benché non si sappia il loro numero preciso (gli Usa ne avevano promessi un trentina). "Buone notizie. Gli Abrams sono già in Ucraina e si preparano a rafforzare le nostre brigate: sono grato ai nostri alleati per aver rispettato gli accordi, stiamo cercando nuovi contratti e ampliando la geografia delle forniture", ha commentato il presidente Volodymyr Zelensky. A Ginevra, invece, le notizie sono pessime. Erik Mose, presidente della Commissione d'inchiesta sull'Ucraina, ha dichiarato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che il suo team ha raccolto ulteriori prove nel Kherson che indicano "un uso della tortura sistematico da parte delle forze armate russe nelle aree in precedenza sotto il loro controllo". In alcuni casi le vittime "sono morte", in altri i familiari sono stati costretti "a udire" le violenze sessuali ai danni dei loro cari.

Mose ha affermato che i tentativi della Commissione di comunicare con Mosca sono rimasti senza risposta nonostante gli sia stata data l'opportunità di rispondere alle accuse durante l'udienza del Consiglio: "Nessun rappresentante russo ha partecipato".

5 mesi fa
Estero
Nuovo attacco russo su Odessa
Secondo l'esercito ucraino, la Russia ha condotto l'assalto con 19 droni e 14 missili. Colpita un'infrastruttura portuale

La Russia ha lanciato un nuovo attacco nella regione di Odessa con 19 droni e 14 missili. Lo ha reso noto il governatore Oleg Kiper che, su Telegram, ha parlato di numerosi "colpi" tra cui l'attacco a un'"infrastruttura portuale". "Un civile è rimasto ferito dall'onda d'urto", ha aggiunto Kiper, precisando che l'uomo è stato trasferito in ospedale. Secondo l'esercito ucraino, la Russia ha condotto l'assalto con 19 droni Shahed di fabbricazione iraniana, due missili supersonici Onyx e altri 12 missili Kalibr. Secondo la stessa fonte, è stato mobilitato anche un sottomarino. Tutti i droni e gli 11 missili Kalibr sono stati abbattuti dalle difese aeree, ha proseguito l'esercito, aggiungendo che la località balneare di Odessa ha subito danni "significativi" e che un incendio, rapidamente spento, è scoppiato in un edificio alberghiero. I proiettili Onyx hanno distrutto depositi di grano senza causare vittime, sempre secondo l'esercito, che ha riferito di magazzini e aziende danneggiati dalla caduta di detriti nei sobborghi di Odessa.

Da dove sono stati lanciati missili e droni

L'Aeronautica militare ucraina ha precisato successivamente che Mosca ha lanciato i droni kamikaze Shahed dal sud-est della Russia (Primorsko-Akhtarsk), mentre i missili Kalibr sono stati lanciati da una nave e un sottomarino nel Mar Nero (regioni di Feodosia e Novorossiysk) ed i missili supersonici Onyx dalla regione di Sebastopoli nella Crimea occupata. Lo riporta Rbc-Ucraina.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Kiev sfonda la linea di difesa russa di Surovikin
lo riporta il Telegraph, citando riprese video dalle prime linee.

L'Ucraina ha sfondato per la prima volta una sezione della principale linea difensiva russa sul fronte meridionale del Paese: lo riporta il Telegraph, che cita riprese video dalle prime linee. I veicoli corazzati di Kiev sono stati filmati oltre la prima rete di trincee, fossati anticarro e campi minati russi: "Sembra che l'Ucraina sia avanzata nella breccia della cosiddetta linea Surovikin", scrive il quotidiano britannico. Le forze ucraine erano già penetrate nelle posizioni difensive con assalti di fanteria su piccola scala per eliminare le trincee russe in direzione del villaggio di Verbove, nella regione di Zaporizhzhia. Le riprese fatte ieri dai droni in prima linea, e verificate col metodo della geolocalizzazione, sembrano mostrare veicoli Stryker, Marder e Mrap delle Forze armate ucraine che avanzavano su una strada di campagna verso la periferia occidentale del villaggio di Verbove. La colonna era seguita da veicoli per lo sminamento e da veicoli corazzati M113 per il trasporto delle truppe, di fabbricazione americana.

"Un importante segno di progresso nella controffensiva ucraina"

L'avanzata significa che le forze ucraine stanno operando con attrezzature pesanti attraverso le difese messe in atto dall'ex comandante dell'invasione russa - il generale Sergey Surovikin, soprannominato generale Armageddon - per ostacolare la controffensiva ucraina, scrive il Telegraph. "La capacità di portare i veicoli corazzati verso e attraverso le più formidabili difese russe erette per fermarli e di farli operare vicino alle posizioni difensive russe è un importante segno di progresso nella controffensiva ucraina", ha commentato da parte sua l'Istituto per lo studio della guerra. Ulteriori filmati geolocalizzati pubblicati il 20 e 21 settembre, prosegue il centro studi statunitense, indicano che le forze ucraine sono avanzate anche a ovest e a sud-ovest di Verbove.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky e la moglie Olena sono arrivati alla Casa Bianca
Il leader ucraino e il presidente americano avranno un colloquio nello Studio Ovale, mentre le consorti terranno un incontro privato.

Volodymyr Zelensky e la moglie Olena sono arrivati alla Casa Bianca dove sono stati ricevuti da Joe Biden e la first lady Jill. Il leader ucraino e il presidente americano avranno un colloquio nello Studio Ovale, mentre le consorti terranno un incontro privato. Biden e Zelensky si sposteranno poi per un meeting allargato anche alla vice presidente americana Kamala Harris. Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, prima dell'incontro tra i due leader, ha annunciato che ol presidente USA offrirà al suo omologo un nuovo pacchetto di aiuti militari statunitensi che includerà sistemi "significativi" che aumenteranno "le capacità di difesa aerea" dell'Ucraina.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Zelensky: "Senza aiuti perdiamo". Gelo dei repubblicani
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo Paese "conta sul costante sostegno" da parte degli Stati Uniti per vincere la guerra. Il timore di Washington è che i missili a lungo raggio richiesti da Kiev possano essere usati per attaccare in territorio russo con conseguenze inimmaginabili per l'Ucraina e il mondo.

Volodymyr Zelensky incassa una batosta a Washington dove, nonostante il sostegno incondizionato di Joe Biden e l'annuncio di un nuovo pacchetto di armi a Kiev, i repubblicani della Camera fanno muro contro il supporto a tempo indeterminato all'Ucraina gelando le aspettative del leader ucraino e le richieste del commander-in-chief. "Se non riceviamo gli aiuti perderemo la guerra", è stato l'appello accorato di Zelensky ai circa 70 senatori incontrati assieme al leader della maggioranza democratica, Chuck Schumer, e quello della minoranza repubblicana, Mitch McConnell. Il presidente ucraino, in tenuta militare ma con la camicia, ha ringraziato "i senatori e i deputati per il loro sostegno", ma ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti. "I dettagli delle nostre conversazioni li teniamo per noi", ha dichiarato secco non nascondendo una certa delusione.

Gli USA: "Abbiamo i nostri problemi fiscali di cui occuparci"

Gli equilibri al Congresso americano sono cambiati rispetto a nove mesi fa e, soprattutto alla Camera, il fronte degli scettici sugli aiuti è sempre più ampio. A gelare le aspettative di Zelensky e le richieste di Biden ci ha pensato lo speaker repubblicano Kevin McCarthy escludendo, o comunque non impegnandosi formalmente a mettere in agenda l'approvazione del pacchetto da 24 miliardi di dollari di aiuti entro la fine dell'anno, come chiesto dal presidente. "Abbiamo i nostri problemi fiscali di cui occuparci. Ci sono 10.000 persone che hanno appena attraversato il confine e il presidente pensa solo all'Ucraina", ha attaccato McCarthy. Sui fondi a Kiev lo speaker è sempre più ostaggio del manipolo di deputati trumpiani, e non solo, e proprio nella giornata della visita di Zelensky ha subito un'altra sconfitta quando un pugno di repubblicani ha affondato per la seconda volta questa settimana un voto procedurale per far avanzare la legge di spesa per la difesa. Un altro passo verso lo shutdown che Donald Trump ha chiesto ai suoi uomini di attuare per affondare "il corrotto Biden" e togliergli i fondi "per i processi contro di me". McCarthy ha anche evitato di farsi fotografare con il leader di Kiev e gli ha negato una sessione congiunta del Congresso con la scusa che non c'era tempo. Insomma un'accoglienza completamente diversa rispetto al dicembre di un anno fa, quando il leader ucraino fu accolto come un eroe. Come se non bastasse, 23 deputati e sei senatori repubblicani hanno scritto una lettera a Biden criticando la strategia della Casa Bianca sulla guerra perché "poco chiara" e lamentando l'impegno a tempo indeterminato verso Kiev.

Il timore statunitense

Dopo Capitol Hill, Zelensky si è spostato al Pentagono dove ha avuto un colloquio con il segretario alla Difesa Lloyd Austin con il quale ha deposto una corona di fiori al memoriale dell'11 settembre e ha fatto un punto sullo stato della controffensiva. L'intensa giornata del presidente ucraino nella capitale americana si è chiusa alla Casa Bianca con l'incontro con Biden, il sesto in persona tra i due. Nello Studio Ovale il commander in chief ha annunciato l'intenzione di inviare il nuovo pacchetto di armi, naturalmente previo via libera del Congresso, che oggi è sembrato molto lontano. Pur ribadendo il sostegno a Kiev "per tutto il tempo necessario", Biden ha dato un'altra delusione a Zelensky non inserendo nella lista delle nuove armi gli agognati Atacms, quei missili a lungo raggio che servirebbero all'esercito ucraino per difendersi contro gli attacchi russi. Nel pacchetto annunciato ci sono infatti "significativi sistemi di difesa aerea" ma, per l'ennesima volta, non gli Army Tactical Missile Systems. "Nessuna decisione è ancora stata presa, ma non sono fuori discussione", ha assicurato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby. Ufficialmente il Pentagono afferma che gli Stati Uniti non ne possiedono abbastanza da condividerli con i loro alleati e, inoltre, che non farebbero la differenza per gli ucraini in questo momento nella guerra. Di fatto il vero timore di Washington è che quei missili possano essere usati per attaccare in territorio russo con conseguenze inimmaginabili per l'Ucraina e il mondo.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Polonia: "Non daremo più armi a Kiev, dobbiamo armarci"
Da mesi le relazioni polacco-ucraine si erano notevolmente complicate a causa dell'embargo imposto da Varsavia sull'import di grano di Kiev. Il governo polacco vuole tenere fuori dai propri confini le sementi ucraine per proteggere i propri agricoltori.

La Polonia smetterà di fornire aiuti militari all'Ucraina perché dovrà armare il suo esercito. Lo ha affermato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki in tv, come riportano i media ucraini. "L'Ucraina si sta difendendo da un brutale attacco da parte della Russia, e capisco questa situazione, ma, come ho detto, difenderemo il nostro Paese. Non trasferiamo più armi all'Ucraina, perché ora stiamo armando la Polonia", ha detto il premier polacco. Una dichiarazione inattesa poche ore dopo che Varsavia aveva convocato "d'urgenza" l'ambasciatore ucraino per protestare contro l'attacco di Zelensky, che, nell'intervento alle Nazioni Unite, aveva puntato l'indice contro alcuni paesi per i quali la solidarietà all'Ucraina è solo "teatro politico", mentre con le loro azioni "preparano il terreno alla Russia".

Le tensioni

Da mesi le relazioni polacco-ucraine si erano notevolmente complicate a causa dell'embargo imposto da Varsavia sull'import di grano di Kiev. Il governo polacco vuole tenere fuori dai propri confini le sementi ucraine per proteggere i propri agricoltori, che costituiscono un'importate base elettorale per l'attuale partito di governo. Tensioni che si sono accentuate dopo la decisione della Commissione europea di non estendere le restrizioni all'importazione del grano di Kiev e il rifiuto di Polonia, Slovacchia e Ungheria di far cadere il divieto.

5 mesi fa
Guerra
Berset chiede il ritiro della Russia dai territori ucraini
©Gabriele Putzu
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Lo ha fatto nel corso del suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell'Onu tenutosi a New York.

La Russia deve ritirare le sue truppe dal territorio ucraino, porre fine alla guerra e rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. È quanto ha chiesto oggi il presidente della Confederazione Alain Berset nel suo discorso al Consiglio di Sicurezza dell'Onu a New York. "Con l'aggressione militare russa contro l'Ucraina, la Carta viene violata su larga scala", ha detto Berset davanti all'organo più importante delle Nazioni Unite. Nella stessa sede oggi si è presentato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha promosso il suo piano di pace.

Solidarietà della Svizzera con l'Ucraina

Berset ha dato il benvenuto a Zelensky e ha espresso la solidarietà della Svizzera al popolo ucraino. Il diritto internazionale umanitario impone obblighi a tutte le parti in conflitto. Tuttavia, la Federazione Russa nega la propria responsabilità nei confronti dei migliaia di morti e feriti in Ucraina e dei milioni di sfollati. "Le conseguenze di questa guerra sono globali: la sicurezza alimentare mondiale è a rischio, il settore energetico è ostacolato, i rischi nucleari aumentano, le disuguaglianze crescono", ha detto Berset.

Aiuto alla ricostruzione

La Svizzera si impegna in Ucraina per alleviare la sofferenza della popolazione civile, rendere giustizia alle vittime e promuovere una soluzione politica al conflitto. "Abbiamo aperto le nostre porte alle persone in fuga dalla guerra, forniamo assistenza umanitaria e collaboriamo con il governo ucraino nel processo di ricostruzione", ha dichiarato Berset. I compiti che attendono l'Ucraina sono immensi. Berset ha fatto un esempio: in Ucraina una superficie grande quattro volte la Svizzera è minata. La Svizzera contribuisce allo sminamento umanitario con il suo know-how e le sue forniture di materiale.

5 mesi fa
Guerra in Ucraina
Lavrov: "L'Occidente aumenta il rischio di un conflitto globale"
È l'accusa mossa dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Gli Usa e i suoi alleati hanno interferito nelle vicende ucraine sin dalla caduta dell'Urss per indurre politiche filo occidentali a Kiev: è l'accusa lanciata dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Lavrov ha detto che è colpa dell'Occidente l'aumentato rischio di conflitto globale. Parlando al summit sull'Ucraina, Lavrov ha ribadito il cavallo di battaglia del Cremlino secondo cui qualsiasi governo anti-russo a Kiev non è altro che un burattino degli Usa, suggerendo che gli Stati Uniti potrebbero "ordinare" a Volodymyr Zelensky di negoziare con Mosca. "Mosca non rifiuta il negoziato, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha firmato un decreto per vietare un dialogo col presidente Putin", ha aggiunto ribadendo.

5 mesi fa
Conflitti
Cassis: "Il piano di pace ucraino non è abbastanza buono"
© CdT/Gabriele Putzu
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Il consigliere federale a capo del Dipartimento federale degli affari esteri lo ha affermato a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York.

Il consigliere federale Ignazio Cassis ritiene che il piano di pace ucraino sia "interessante, ma non abbastanza buono": le iniziative unilaterali che non ottengono il consenso di entrambe le parti "non vanno molto lontano", ha dichiarato oggi alla stampa svizzera a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. "Non vogliamo che la guerra s'intensifichi ulteriormente", ha dichiarato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Egli ha comunque accolto con favore la proposta di pace in dieci punti che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ribadisce oggi davanti al Consiglio di sicurezza e che ha già ottenuto il sostegno di almeno 140 dei 193 paesi membri delle Nazioni Unite. Essa prevede il ritiro totale della Russia da tutte le regioni occupate e il pagamento di riparazioni di guerra - condizioni che Mosca non accetterà.

L'appoggio elvetico al tribunale speciale per i crimini di guerra

Ieri Cassis aveva indicato che la Svizzera sostiene l'idea di un tribunale per il crimine di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. La Corte penale internazionale (CPI) ha emesso in marzo un mandato d'arresto internazionale contro il presidente russo Vladimir Putin, ma non ha la competenza di indagare l'aggressione di Mosca contro Kiev in generale. Pertanto tra i diplomatici circola già da mesi l'idea di creare un tribunale speciale come avvenne ad esempio d