
Sono sempre più numerosi i migranti accampati presso la stazione San Giovanni di Como o il parco sottostante (vedi articoli suggeriti). Ieri erano quasi 500 quelli accampati nella speranza attraversare la Svizzera, chi per chiedere asilo, chi per raggiungere la Germania e il Nord Europa.
Quella di ieri è stata la giornata più dura da quando è iniziata l’emergenza migranti. Raffiche di vento oltre i cento chilometri orari e pioggia battente hanno spazzato l'accampamento situato nel parco sottostante la stazione ferroviaria.
Come riferisce La Regione, i parlamentari comaschi del PD Chiara Braga e Mauro Guerra hanno chiesto al ministro degli interni Angelino Alfano di decretare lo stato di emergenza e al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni di rapportarsi con le autorità elvetiche "per creare un corridoio umanitario".
"Tutto è possibile, se c’è la volontà politica", ha commentato Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como, che ieri si è recato negli uffici della Polizia di frontiera di Ponte Chiasso per prendere in consegna una ventina di minori respinti dalla Svizzera.
Nel frattempo la Prefettura di Como ha annunciato l'apertura di un presidio sanitario mobile per monitorare eventuali casi di scabbia, TBC e altre malattie acute/infettive e per assicurare le cure mediche giornaliere. "Per ora – assicurano i medici – non ci sono segnali di un’emergenza sanitaria".
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