
Nel quadro dell'art. 155 il governo spagnolo ha deciso di proporre al senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Govern. Lo ha detto il premier Mariano Rajoy.
Con queste iniziative "non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge", ha affermato.
Le competenze del presidente e dei membri del governo catalano, ha aggiunto Rajoy, saranno assunte da autorità designate da Madrid sotto il controllo dei ministri del governo spagnolo.
L'amministrazione catalana, ha precisato, "lavorerà secondo le linee direttrici fissate dagli organi nominati dal governo della nazione".
Le misure decise dal governo spagnolo prevedono anche il divieto per il Parlament catalano di eleggere un sostituto del presidente Carles Puigdemont.
L'assemblea catalana eserciterà solo una "funzione rappresentativa", non potrà adottare "iniziative contrarie alla costituzione" e Madrid avrà un potere di veto entro 30 giorni sulle sue decisioni.
Il governo spagnolo prevede inoltre di prendere il controllo fra l'altro dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana e della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya).
"Abbiamo attivato l'articolo 155 per ottnere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità", ha detto Rajoy.
Le misure annunciate oggi dal governo di Madrid sono "un colpo di stato contro il popolo della Catalogna e sanno di franchismo, è un ritorno al 1975" (anno della morte del dittatore Francisco Franco) ha accusato il parlamentare del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep LluisCleries.
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