
"La vicenda dell'indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un'intervista rilasciata a Rai News 24.
"Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio", ha tuonato. Il figlio del presidente Erdogan, Bilal, risulta infatti sottoposto ad indagine dalla Procura di Bologna per il reato di riciclaggio, a seguito di un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, imprenditore turco e oppositore politico del padre, rifugiato in Francia..
"Se tornasse in Italia potrebbe essere arrestato, perché c’è un’inchiesta aperta nei suoi confronti - ha spiegato Erdogan - Perché? Non c’è una risposta. E quando tu chiedi perché non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perché non intervengono? È questo lo Stato di diritto? La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l’Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro".
Il figlio Bilal era stato il bersaglio di un tweet al veleno di un albergatore svizzero (con passaporto turco) di Basilea, che aveva in seguito ricevuto una denuncia da parte del Ministero pubblico di Ankara (vedi articolo suggerito).
Erdogan ha infine ribadito che se l'Ue non dovesse concedere la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, Ankara non rispetterà più l'accordo di marzo sui migranti.
Nel mirino dell'uomo forte di Ankara è finito anche il ministro degli Esteri dell'Ue Federica Mogherini: "Non avrebbe dovuto parlare da fuori. Mogherini prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia!".
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