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Charlie Hebdo, "viviamo da tre anni in una gabbia"
Charlie Hebdo, "viviamo da tre anni in una gabbia"
Charlie Hebdo, "viviamo da tre anni in una gabbia"
Redazione
9 anni fa
Più di una copia su due serve a finanziare la sicurezza della redazione. "Il calendario dell'Isis? Abbiamo già dato"

"Tre anni in una gabbia", titola in prima pagina oggi Charlie Hebdo, la cui redazione si trova ormai costretta a lavorare in un bunker top secret nella regione di Parigi dall'attentato del gennaio 2015 che ne decimò gli effettivi. La libertà d'espressione è diventata "un prodotto di lusso", deplora inoltre nel primo numero del 2018 il direttore Riss. "Ogni settimana - spiega Riss - almeno 15'000 copie, ovvero 800'000 all'anno, devono essere vendute solo per finanziare la sicurezza della redazione". Insomma, più di una copia su due serve a mettere in sicurezza la sede del settimanale. Di qui, l'amara constatazione che la libertà di espressione sia diventata un "prodotto di lusso", incluso in un Paese democratico come la Francia. In prima pagina del numero speciale, è disegnata la porta di un bunker dove un uomo spunta dalla finestrina blindata del giornale per rispondere a un altro fuori dalla porta. "Il calendario dell'Isis? Abbiamo già dato", poi la scritta: "Tre anni in una scatola di conserve". A tre anni dall'attacco del 7 gennaio 2015 che causò 12 morti il settimanale continua ad essere oggetto di regolari minacce e intimidazioni.

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