
Charlie Hebdo è pronto a tornare.
Il nuovo direttore, Gerard Biand, ha annunciato che la prossima edizione del giornale satirico, la cui sede era stata presa di mira dai terroristi e le cui pubblicazioni erano state temporaneamente sospese, uscirà il 25 febbraio.
"Stiamo lavorando, stiamo preparando il nuovo numero quello che ci mancava. In questi giorni eravamo un po' fuori del mondo. Ora stiamo facendo il nostro lavoro, quello di scrivere sul mondo, sull'attualità. E stiamo meglio", ha dichiarato alla trasmissione di Rai3 "Che tempo che fa", preannunciando la presenza di Sarkozy, perchè "lui c'è sempre."
"Non siamo più soli a difendere il valore della laicità" ha proseguito "che è stato un po' troppo abbandonato dai politici, valore essenziale per la libertà di stampa e di coscienza". Lo stato ha promesso un maggiore insegnamento di questo valore nelle scuole.
In Francia, però, a un mese dall'attentato che aveva scosso il mondo, c'è ancora molta paura. Luoghi di culto, scuole confessionali, siti turistici, ambiasciate, stazioni e aeroporti sono ancora presidisati militarmente, mentre gli atti islamofobi sono aumentati, superando nel solo mese di gennaio quelli registrati in tutti il 2014. Si parla di una forma di apartheid all'interno della nazione, sottobosco ideale per il reclutamento di jihadisti.
Intanto, François Hollande, grazie alla gestione della crisi, ha visto salire il suo indice di gradimento, che era sin lì in netta discesa, e col lui anche il premier Manuel Valls.
(nella foto, la copertina dell'ultimo numero di Charlie Hebdo dato alle stampe)
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