
Le autorità del piccolo comune vodese di Champagne hanno fatto abbattere stamane un cartello indicatore con il nome del villaggio. L'azione simbolica è volta a denunciare l'ultimo attacco dei produttori di Champagne francese. Dopo aver impedito ai viticoltori locali di chiamare "Champagne" il loro vino, costoro vogliono infatti negare a un panettiere locale persino la possibilità di dare tale nome ai suoi grissini. Un escavatore da cantiere con bandiera francese ha sollevato il cartello con il nome "Champagne" posto a una delle vie di accesso e lo ha deposto ai lati della strada. All'azione hanno assistito circa 150 dei 731 abitanti e diversi mass media, tra cui due televisioni francesi e la BBC britannica. Dal 2004, conseguenza dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea, la denominazione "Champagne" è scomparsa dalle etichette dei vini dell'omonimo villaggio vodese ed è stata sostituita col termine "Libre-Champ". La scorsa estate, La Corte europea di giustizia ha dichiarato irricevibile il ricorso inoltrato già nel 2002 da 43 viticoltori locali. Ora, il "Comité interprofessionnel des vins de Champagne (CVCI) se l'è presa per via giudiziaria persino con la panetteria Cornu, che vende con la menzione "Recette de Champagne" le sue "flûtes", una sorta di grissini. Il fallimento dei tentativi di conciliazione per risolvere la vertenza ha scatenato l'indignazione degli abitanti, che hanno aperto un sito internet - www.champagne-village.com - e incaricato una società francese di relazioni pubbliche di far conoscere le loro ragioni. Altre azioni simboliche sono previste, forse in Francia. La produzione di vino nel villaggio - fanno notare - è attestata sin dal Medio Evo e il nome Champagne compare nei documenti sin dall'anno 885. ATS
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