
La Svizzera si allinea alle Nazioni Unite nell'applicazione della risoluzione 1803 del Consiglio di sicurezza: da domani entrano in vigore nuove misure coercitive che si aggiungono alle precedenti. Esse comprendono il divieto di fornitura di beni a duplice impiego (importanti sul piano nucleare), quali determinate macchine utensili, un divieto di esportazione per determinati veicoli telecomandati (droni) e missili da crociera, nonché il blocco di averi e di valori patrimoniali di altre dodici imprese e di tredici persone. Inoltre, cinque iraniani non possono più entrare in Svizzera o transitare sul suo territorio. In conformità con la risoluzione del Consiglio di sicurezza, è inoltre vietato adempiere alle esigenze iraniane stabilite in contratti il cui contenuto è contemplato dalle sanzioni, ad esempio le garanzie bancarie. Le nuove sanzioni ONU sono state varate poiché l'Iran non ha ottemperato alle richieste di sospendere il programma nucleare. Le attuali sanzioni comprendono divieti di consegna di determinati beni e di fornitura di prestazioni di servizi nel settore della tecnologia nucleare e missilistica nonché il blocco di averi e di risorse economiche di 23 aziende iraniane e di 27 persone fisiche. Le persone e le istituzioni che detengono o amministrano averi, oppure sono a conoscenza di risorse economiche, presumibilmente rientranti nel campo d'applicazione delle sanzioni, devono dichiarare tali averi o risorse senza indugio alla SECO, fa sapere Il dipartimento federale dell'economia. ATS
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