
La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey si èrecata a sorpresa in Libia per incontrare i cittadini svizzeri trattenuti dal regime di Gheddafi in seguito all'arresto a Ginevra di uno dei figli dell'"uomo forte" libico. Doveva rientrate ieri per partecipare alla settimanale seduta del Consiglio federale, ma un non meglio precisato "incidente tecnico" l'ha costretta a ritardare la partenza fino ad oggi, ha precisato il portavoce governativo André Simonazzi. Il viaggio di Calmy-Rey non era stato preannunciato. Secondo il vicecancelliere, la ministra degli esteri voleva sincerarsi delle condizioni di salute dei due cittadini elvetici bloccati a Tripoli da oltre 300 giorni. Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz era comunque stato messo al corrente, ha precisato Simonazzi. La consigliera federale è rimasta nel paese nordafricano da mercoledì a oggi in compagnia delle mogli dei due uomini e di un medico, ha precisato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato. Gli incontri con le autorità libiche "hanno permesso di realizzare progressi significativi", aggiunge il DFAE senza precisare chi fossero gli interlocutori della ministra. La situazione dei due è "difficile". "Queste due persone sono sottoposte ad una forte pressione", aggiunge il comunicato. Il dipartimento sta cercando di risolvere la situazione. Oltre al fatto che i due non possono lasciare la Libia, diverse imprese elvetiche non sono libere di esercitare le loro attività nel paese nordafricano. I due svizzeri erano stati arrestati il 19 luglio 2008, quattro giorni dopo il fermo di uno dei figli di Gheddafi a Ginevra. Ufficialmente sono accusati di infrazione alla legge sul soggiorno. Lo scorso 8 aprile Tripoli ha inoltrato una denuncia civile contro lo Stato di Ginevra. La Libia parla di "mezzi eccessivi" utilizzati dalla polizia ginevrina per arrestare il figlio di Gheddafi e la moglie, accusati di maltrattamenti sui domestici. ATS
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