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Cervello: una promozione gratifica più dei soldi
Redazione
18 anni fa

Che la reputazione e lo status sociale siano importanti è cosa nota, ma quello che forse non si sa è che averli alti fa bene alla salute. Questa teoria finora notata 'empiricamente' è stata confermata da due studi pubblicati dalla rivista Neuron, che sono riusciti a catturare il meccanismo di risposta del cervello alle gratificazioni sociali, scoprendo che queste sono elaborate dalle stesse aree di quelle materiali, ma sono ancora più gradite. Dimostrazioni del fatto che uno status sociale inferiore rende più probabili problemi alla salute erano state trovate negli animali con una forte struttura gerarchica, ma anche negli uomini: uno studio su alcuni impiegati pubblici britannici aveva dimostrato che più basso era il livello maggiore il tasso di problemi cardiovascolari e minore la durata della vita media. I due studi pubblicati da Neuron, uno del Nimh e uno dell'Istituto Giapponese per le scienze Fisiologiche, per la prima volta hanno visto quali meccanismi del cervello sono coinvolti in questo effetto. "Questo studio dimostra che per il cervello le perdite e i guadagni sociali e quelli materiali sono sullo stesso piano - spiega Giorgio Coricelli, neuroeconomista del Centro Interdipartimentale Mente e Cervello (Cimec) dell'università di Trento - e spiega ad esempio perché invece di avere comportamenti egoisti, che ci farebbero guadagnare nell'immediato di più, ne adottiamo altri collaborativi, preferendo rinforzare la reputazione". I ricercatori americani hanno effettuato uno scan del cervello con la risonanza magnetica funzionale (fMri) di 72 soggetti che partecipavano a un gioco in cui dovevano guadagnare denaro. I volontari erano divisi in una gerarchia, con l'avvertenza che uno status più alto non influiva sulla possibilità di guadagnare. Durante il gioco, ai soggetti veniva mostrata l'immagine di altri partecipanti di status più alti o più bassi. Nell'esperimento giapponese invece, sempre con la stessa tecnica sono stati studiati 19 soggetti dapprima coinvolti in un gioco dove dovevano guadagnare denaro, poi in un altro in cui veniva loro assegnato un diverso status a seconda delle risposte a un questionario. Le conclusioni di entrambi gli studi sono state che lo status sociale e quello economico attivano gli stessi circuiti cerebrali, nell'area 'striata ventrale', inoltre anche lo status sociale è legato a circuiti emotivi. "Molti studi su felicità e benessere hanno dimostrato che la posizione sociale, soprattutto rispetto a quelli che riteniamo debbano avere uno status simile al nostro, ha un effetto sul benessere. E in una ricerca che stiamo per pubblicare, con Aldo Rustichini dell'università del Minnesota - conclude il ricercatore - abbiamo trovato un modello che dimostra come in caso di interazione sociale si dia un peso maggiore al guadagno possibile rispetto alla perdita, per cui si ha la tendenza a voler stare in posizioni più avanzate". ATS

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