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New York
CEO ucciso a Manhattan, 26enne fermato in Pennsylvania e incriminato per omicidio
© PA Dept. of Corrections
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Keystone-ats
2 anni fa
Si tratta di Luigi Mangione ed è parente di un deputato repubblicano al parlamento statale del Maryland. Oltre al reato di omicidio, Mangione è stato incriminato per quattro reati: tre per possesso di un'arma da fuoco e uno per possesso di un documento falso, aggiunge l'emittente, che cita documenti giudiziari online.

Si chiama Luigi Mangione e ha 26 anni l'uomo arrestato ieri (9 dicembre) in un McDonald's di Altoona in Pennsylvania e sospettato dell'assassinio del Ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson di mercoledì. Lo riporta il New York Times. Sono emersi nuovi elementi sul giovane arrestato. Nel 2016, Mangione si era diplomato da primo della classe alla Gilman School una scuola privata solo maschile di Baltimora. Nel discorso di fine anno ai compagni (l'onore riservato al primo del corso) aveva descritto la sua classe come di ragazzi "pieni di nuove idee e che sfidano il mondo attorno a loro". Luigi aveva anche ringraziato i genitori per aver speso per mandarlo a scuola. La retta della Gilman è di 37mila dollari all'anno, "non un piccolo investimento", aveva detto il liceale. 

Incriminato per omicidio di secondo grado

Stando a quanto riporta la CNN, Mangione è stato incriminato ieri a New York per omicidio di secondo grado. Oltre al reato di omicidio, il 26enne è stato incriminato per quattro reati: tre per possesso di un'arma da fuoco e uno per possesso di un documento falso, aggiunge l'emittente, che cita documenti giudiziari online. È stato inoltre incriminato anche in Pennsylvania di cinque reati tra cui il possesso di arma senza licenza, falso, e per il possesso di "strumenti di un delitto". Queste incriminazioni sono di livello locale. Mangione è arrivato in aula ammanettato. Il possesso dell'arma si riferisce a una pistola fatta in casa con una stampante 3D e un silenziatore che Mangione aveva in uno zaino. Durante la sua presenza in tribunale il suo profilo X è stato sospeso. Il sospettato, che resta in carcere senza cauzione, ha contestato le affermazioni del giudice secondo cui era in possesso di una significativa quantità di denaro (ottomila dollari e altri fondi in valuta estera) e aveva usato un dispositivo che avrebbe mascherato le sue comunicazioni elettroniche per evitare di essere rintracciato. Questo dispositivo, secondo il giudice, potrebbe essere stato usato per eludere le indagini. Alla domanda se fosse rimasto in contatto con la famiglia, Mangione ha risposto "fino a poco tempo fa". 

Cugino di un deputato repubblicano

Nato a Towson in Maryland, dopo il liceo Mangione si era laureato e poi preso un master in informatica alla University of Pennsylvania, un'ateneo della rete Ivy League. L'anno prima della laurea aveva lavorato come assistente didattico sull'intelligenza artificiale a Stanford. Online su Goodreads metteva "mi piace" alle parole di Ted Kaczynski, il famigerato Unabomber che negli anni Novanta aveva terrorizzato l'America con i pacchi bomba e autore di un celebre manifesto anti-capitalista. Primo della classe al liceo, era considerato un mago della tecnologia dai compagni. Il sospetto killer del Ceo di United Helthcare, è parente di un deputato repubblicano al parlamento statale del Maryland: Luigi e Nino Mangione sono cugini. Lo hanno confermato la Nbc e la Fox dopo una prima segnalazione sul Baltimore Sun. L'uomo fermato è "una persona di forte interesse", ha detto dal canto suo il sindaco di New York Eric Adams. 

Il fermo

Il fermo è avvenuto perché l'uomo è stato trovato in possesso di una pistola simile a quella usata nell'omicidio. L'uomo è stato arrestato per reati locali, probabilmente per via della carta di identità falsa mostrata alla polizia, scrive il New York Times citando fonti di polizia. Per essere incriminato a New York è stato estradato. Sabato le autorità di New York avevano diffuso altre due foto, una delle quali scattata in un taxi. In entrambi i casi il volto del ricercato era coperto da una mascherina chirurgica azzurra. La polizia aveva anche annunciato il contenuto dello zaino che il killer avrebbe abbandonato a Central Park prima di lasciare Manhattan: all'interno c'erano un giaccone Tommy Hilfiger e dollari falsi del Monopoli. L'uomo avrebbe tentato di usare un documento falso in un McDonald's, hanno detto fonti della polizia citate dal New York Post, lì "un anziano cliente" del fast food lo aveva giudicato sospetto e aveva allertato la polizia locale. Con sé aveva anche "un manifesto", una pistola con silenziatore, quattro documenti di identità falsi e altri oggetti in linea con quel che le autorità sanno del presunto killer. Nel "manifesto" ci sono accuse ai colossi delle mutue private che antepongono i profitti al bene degli assicurati, hanno detto al New York Times fonti di polizia. L'esistenza del "manifesto" è in linea con gli altri criptici messaggi lasciati dal killer: le parole "Deny, Depose, Defend" (negare, deporre, difendere) incise sui bossoli trovati sul luogo del delitto e i soldi finti del Monopoli nello zaino abbandonato a Central Park. Il sospetto era arrivato ad Altoona su un bus Greyhound, hanno indicato fonti di polizia.