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Estero
Centrale nucleare: 'È come Hiroshima'
Redazione
15 anni fa
La situazione della centrale di Fukushima vista dagli "hibakusha" i sopravvissuti alla prima bomba atomica sganciata nel 1945

Li chiamano “hibakusha” (in giapponese "persona affetta dall'esplosione") e sono i sopravvissuti di Hiroshima. Il sito della CNN propone la testimonianza di alcuni di loro di fronte alla catastrofe nucleare che potrebbe scatenarsi in Giappone. I parallelismi con Hiroshima si sprecano, anche se però, non tutti sono contro l’energia nucleare.Shigeko Sasamori, 78 anni, guarda la tv dalla sua casa vicino a Los Angeles. Si sveglia di notte per avere le notizie dal Giappone. La sua famiglia vive sulla costa, nella provincia di Iwate, nel nord est, la zona della catastrofe.

“Le radiazioni sono la cosa più orribile che esista – dice – e per me sono ancora peggiori per il fatto che sia l’uomo ad averle create”.I suoi ricordi, guardando le immagini, vanno a Hiroshima, al dopo-bomba, agli edifici distrutti, ai fiumi pieni di cadaveri. Il suo corpo trema di fronte alle immagini della tv che mostrano gli sforzi per contenere le radiazioni dalla centrale di Fukushima e portano Sasamori a chiedersi se questo disastro comprometterà una nuova generazione in Giappone.I parallelismi tra le devastazioni dovute alle bombe del 1945 e quelle del terremoto riaprono antiche cicatrici.

“Questo è un dejà-vu” dice la dottoressa Ritsuko Komaki, un’altra nippo-americana, cresciuta a Hiroshima dopo che venne sganciata la bomba atomica quando lei aveva due anni.Gli hibakusha come Sasamori hanno vissuto una vita piena di incertezze, preoccupandosi del fatto che il loro corpo fosse una bomba ad orologeria per le malattie dovute alle radiazioni.Ma i problemi non finiscono qui. Essere stati esposti a radiazioni comporta un ulteriore problema: si diventa dei reietti della società.“Il posto di lavoro è sempre a rischio. Cosa succede se ci si ammala? Si è dei lavoratori deboli, nessuno vuole assumerti. Molta gente nasconde il fatto di essere stata esposta a radiazioni” dice Hideko Tamura Snider che aveva undici anni quando la bomba colpì Hiroshima.Nonostante questo però non tutti gli hibakusha sono contro il nucleare. Il Giappone è il terzo paese al mondo per numero di centrali nucleari, dopo USA e Francia. Nel paese del Sol Levante ne sono in funzione 54.Masahiro Sasaki, anche lui sopravvissuto a Hiroshima, parla da Kyushu e dice che la gente che usa l’elettricità generata dalle centrali nucleari difficilmente ne chiederà la chiusura. “Quello che dobbiamo fare è trovare il modo di renderle sicure e pensare alla prossima generazione. L’energia è necessaria, ma bisogna che sia sicura così da non più vedere il ripetersi di situazioni come Fukushima”.Nonostante le discriminazioni delle quali furono vittime i sopravvissuti di Hiroshima, il professor Orr dell’Università della Pensylvenia, che ha studiato a fondo il caso degli hibakusha, ritiene che questo rischio non ci sia più.“Al giorno d’oggi la società giapponese è molto più cosmopolita e non credo che qualcuno esposto alle radiazioni possa ancora essere vittima di queste discriminazioni”. Per quanto concerne coloro che sono rimasti esposti, Orr ritiene che “anche nel peggiore dei casi, i lavoratori saranno curati nel migliore dei modi”.Per il momento molti hibakusha guardano la televisione. La loro sofferenza è ancora ben presente, anche dopo sessant’anni.MM

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