
Migliaia di armeni ricordano oggi, nel centro di Erevan, quello che considerano il genocidio del loro popolo commesso dall'impero ottomano, con una manifestazione davanti a un monumento costruito proprio in memoria dell'eccidio. La celebrazione cade quest'anno in un momento particolare, caratterizzato dal miglioramento delle relazioni tra Ankara e Erevan. I due paesi hanno infatti raggiunto un accordo su una "road map" che conduca alla normalizzazione e alla cancellazione di una ostilità dalle radici lontane. I turchi ammettono che siano stati uccisi molti armeni-cristiani dagli ottomani, ma negano che via sia stato un genocidio, con 1,5 milioni di vittime. "Non esiste la prescrizione per i crimini contro l'umanità, né nel ricordo della sua gente, né della storia, si tratta di ristabilire la giustizia storica - ha detto oggi il presidente armeno Serzh Sarksyan durante la commemorazione -. Ogni vittima del nostro popolo ha un nome, una famiglia, una storia". "Ilprocesso di riconoscimento del genocidio non è diretto contro il popolo turco - ha concluso - e l'ammissione del genocidio non é la precondizione per l'instaurazione di rapporti bilaterali". Secondo la tradizione, anche il presidente degli Usa, Barack Obama, dovrebbe ricordare la strage del 1915 con una dichiarazione. ATS
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