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C'è sempre meno tempo
Redazione
12 anni fa
Le batterie delle scatole nere stanno morendo, resta quindi poco tempo per il ritrovamento del Boeing 777

Le batterie delle scatole nere stanno morendo e le ricerche nell'Oceano indiano del relitto del Boeing 777 della Malaysian Airlines scomparso in mare oltre un mese fa con 239 persone a bordo, si sono fatte frenetiche ma, secondo il governo australiano, sono destinate a durare a lungo. Una vicenda che si arricchisce oggi di un nuovo enigma: una chiamata d'emergenza fatta dal co-pilota del volo MH370 quel fatidico 8 marzo, interrotta all'improvviso quando sono saltate le comunicazioni.Da giorni una decina di aerei e 14 navi perlustrano un'area di mare vasta 41.000 chilometri quadrati, alla ricerca di tracce o frammenti dell'aereo. Un aereo AP-3 Orion australiano intanto continua a gettare in mare boe sonore, per formare una sorta di "rete" di captazione.Ma nessuno di questi mezzi è autorizzato, per non creare contaminazione sonora, ad avvicinarsi alla nave australiana Ocean Shield, che sta cercando di localizzare con precisione, utilizzando una sonda sonora americana, la provenienza esatta del "ping" rilevato dal fondo oceanico in un'area di pochi chilometri quadrati a 2.312 km a nord-ovest dalla città occidentale australiana di Perth, da dove le ricerche vengono coordinate.Si tratta di un flebile segnale sulla frequenza di 30 kHz a intervalli regolari, già registrato da varie navi, che secondo tutti gli esperti, non può avere origini naturali, per esempio una balena. Ma potrebbe spegnersi da un momento all'altro, quando si esauriranno le batterie del segnalatore, tarate per funzionare un mese circa, rendendo il ritrovamento virtualmente quasi impossibile.Oggi a smorzare gli "entusiasmi" suscitati nei giorni scorsi dal segnale ci ha pensato il premier australiano Tony Abbott: "Abbiamo ridotto enormemente il perimetro delle ricerche e siamo abbastanza sicuri che il segnale che captiamo venga dalle scatole nere", ha detto. Tuttavia, "tentare di localizzare qualcosa a 4 chilometri e mezzo sotto la superficie dell'oceano a migliaia di chilometri dalle coste costituisce un compito colossale. Un compito colossale che probabilmente richiederà ancora molto tempo", ha detto Abbott in una conferenza stampa da Shanghai, dove ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping.Se il segnale verrà isolato e localizzato con precisione dagli strumenti impiegati dalla Ocean Shield, la fase successiva sarà l'immersione del batiscafo-robot Bluefin 21, che comincerà lo "scan", la "mappatura" ad alta risoluzione del fondo marino tramite segnali sonar, nella speranza di individuare relitto e scatole nere. Una fase, scrivono gli esperti sui media, che potrebbe impiegare da solo dalle sei settimane ai due mesi.Tempi lunghi, nella migliore delle ipotesi; un mistero che resterà per sempre custodito in fondo all'oceano nella peggiore. Mistero che si è ulteriormente infittito oggi con la notizia - data dal giornale malaysiano "New Straits Time" - del tentativo di chiamata d'urgenza fatta dal co-pilota Fariq Abdul Hamed mentre il Boeing 777 volava a bassa quota a circa 320 km dall'isola di Penang, a largo della costa occidentale della Malaysia, cioè quando aveva già invertito la direzione rispetto alla rotta prestabilita Kuala Lumpur-Pechino. Il collegamento telefonico, però, si è interrotto, forse "perché l'aereo si è allontanato velocemente dalla rete" di telecomunicazioni.

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