
È pioggia di critiche, e allarme, in Catalogna dopo l'ultima accusa, quella di "terrorismo", mossa dalla giustizia spagnola all'indipendentismo. Ieri una giovane accusata di avere coordinato le proteste dei Comitati di Difesa della Repubblica (Cdr) delle ultime settimane contro l'arresto di Carles Puigdemont in Germania - con tagli del traffico su strade e autostrade e il boicottaggio dei pedaggi - è stata arrestata e formalmente indagata dalla procura di Madrid per "ribellione" e "terrorismo". Gli editoriali della stampa catalana oggi insorgono contro questa nuova "stretta giudiziaria" nella strategia della terra bruciata da parte di Madrid contro l'indipendentismo. "E ora, terrorismo!" titola a tutta prima pagina El Punt Avui. "In che Paese viviamo?" si interroga nell'editoriale, "ora, se protesti e alzi le barriere dei pedaggi dell'autostrada ti arrestano e ti accusano di terrorismo, ribellione e sedizione!". "Lo stato banalizza il terrorismo per criminalizzare il Proces" di indipendenza, scrive Ara: per il quotidiano "accusare i Cdr di terrorismo è una provocazione che ricerca uno scontro violento". "Le azioni dei Cdr non sono terrorismo" è il titolo dell'editoriale di El Periodico, che ricorda come la giustizia tedesca, rispondendo alla richiesta di estradizione spagnola contro Carles Puigdemont, abbia bocciato e dichiarato 'non ammissibile' l'accusa di "ribellione" (che comporta pene fino a 30 anni di carcere) contro il presidente deposto, in base alla quale 9 leader catalani sono in carcere a Madrid. I partiti indipendentisti presenteranno una risoluzione davanti al Parlament di Barcellona venerdì per denunciare le accuse di 'terrorismo' mosse ai Cdr, condannate anche da Podemos. Uno dei leader dell'opposizione 'unionista' il socialista Miquel Iceta a sua volta ha chiarito che nelle azioni dei Cdr "non c'è terrorismo". Cosi ha avvertito "si corre il rischio di banalizzare il terrorismo e la violenza".
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