
In una notte migliaia di fiocchi gialli - colore simbolo della libertà per i detenuti politici - in tessuto, plastica, vernice sono fioriti su recinzioni, case, balconi e strade attorno alle carceri catalane di Lledoners, a 70 km da Barcellona, e di Figueras, al confine con la Francia, per il ritorno dei leader indipendentisti da mesi in prigione a Madrid.
Il governo del nuovo premier socialista Pedro Sanchez ha deciso il loro trasferimento alla vigilia del primo vertice, lunedì, - dopo un anno di trincee e barricate fra Madrid e Barcellona - con il nuovo presidente catalano Quim Torra. I primi a tornare a casa, seppure in manette, a Lledoners sono stati l'ex-vicepresidente della Catalogna Oriol Junqueras, Raul Romeva, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Ad essi ha fatto subito visita il presidente indipendentista Quim Torra.
Poi l'ex-presidente del Parlament Carme Forcadell e l'ex-ministro Dolors Bassa sono arrivate nella prigione di Puig de les Basses a Figueres, dove è giunto immediatamente il presidente del Parlament Roger Torrent. "Sono contenta di essere in Catalogna. Con le persone che amo e mi vogliono bene. Con la mia gente nel mio Paese. Però resto ingiustamente in prigione. Vicino a casa non è a casa" ha scritto Forcadelle su twitter.
Giovedi sono attesi gli ultimi 3 ancora in carcere a Madrid, gli ex-ministri Jordi Turull, Josep Rull e Quim Forn. Tutti sono accusati dalla giustizia spagnola di ribellione, con l'ex-presidente Carles Puigdemont e altri 5 leader in esilio in Europa inseguiti da mandati d'arresto spagnoli. Rischiano fino a 30 anni di carcere per avere portato avanti pacificamente il progetto politico dell'indipendenza.
In serata migliaia di persone hanno partecipato a marce per la libertà attorno alle due carceri con Torra e Torrent, che hanno chiesto la liberazione immediata dei detenuti politici. Sarà il primo punto che Torra solleverà lunedì a Madrid con Sanchez.
Con il ritorno in Catalogna, anche se in carcere, i 9 leader sono vicini alle famiglie, non più a 800 km. Ma per il Govern catalano è una situazione difficilissima. La legge spagnola lo costringe a tenere in carcere in Catalogna compagni e amici senza poterli liberare. E' "una situazione assolutamente terribile" rileva l'eurodeputato Josep Maria Terricabras, "saremo i carcerieri della nostra gente innocente".
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