

In Ucraina al momento i treni subiscono ritardi a causa degli attacchi russi e della minaccia di nuovi attentati, scrive Ukrinform citando un post delle ferrovie ucraine Jsc Ukrzaliznytsia (Uz) su Telegram.
«L'attacco sistematico alla ferrovia continua in tutto il Paese, il nostro centro di monitoraggio e tutto il personale sono in stato di massima allerta», scrive Uz, precisando per gli utenti che i ritardi dei treni dovuti a evacuazioni e deviazioni possono essere monitorati tramite il portale uz-vezemo.
Dopo l'episodio che ha coinvolto il convoglio a Yahodyn, i treni per Varsavia e ritorno sono nuovamente attivi ma viaggiano con notevoli ritardi. In direzione Dnipro, i convogli continuano a circolare su un percorso alternativo ma permangono ritardi per tutti quelli diretti a Zaporizhzhia, Kryvyi Rih e Dnipro.
La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare i caccia in risposta al possibile avvistamento di droni nello spazio aereo lituano a Vilnius e nell'area circostante, nonché nelle regioni di Trakai ed Elektrenai.
Lo ha reso noto il Centro nazionale per la gestione delle crisi, scrivono i media lituani. I caccia sono partiti dalla base di Siauliai, nel nord della Lituania. L'emittente pubblica nazionale lituana afferma che è stato diramato un allarme giallo.
«Tutte le squadre di emergenza sono al lavoro vicino al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia, dove i russi hanno deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni».
Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«La scorsa notte e questa mattina sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni. In molte regioni occidentali sono in corso interventi di ripristino a seguito dei raid notturni».
La Russia non esclude di tenere colloqui trilaterali sull'Ucraina in ottobre. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, scrive l'agenzia Tass.
«Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso», ha detto quando gli è stato chiesto se i colloqui potrebbero svolgersi quel mese.
Del nuovo ciclo di negoziati trilaterali che coinvolga Ucraina, Usa e Russia ha parlato oggi anche Kyrylo Budanov, capo di gabinetto del presidente Vladimir Zelensky, a margine del forum annuale Yalta European Strategy a Kiev, riferiscono i media ucraini.
A seguito delle consultazioni con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, Budanov ha sottolineato che la partecipazione diretta di Stati Uniti ed Europa resta indispensabile per stabilire un quadro di sicurezza europeo duraturo. La dichiarazione giunge sulla scia di una rinnovata iniziativa diplomatica Usa volta a riavviare i negoziati.
Secondo Budanov, scrive il Kiev Post, un accordo iniziale si incentrerebbe su misure pratiche e graduali di de-escalation, anziché su un immediato accordo politico complessivo.
«La questione principale sarà il transito marittimo del Mar Nero, riducendo il volume degli attacchi contro obiettivi civili, infrastrutture critiche e priorità simili», ha affermato Budanov. «Tutti si sono scambiati opinioni su questo argomento. I russi ne sono ben consapevoli e stanno anche valutando come gestire la situazione. Stiamo aspettando.»
Dal canto suo, prima di lasciare New Delhi, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato: «Vorrei sottolineare che i Brics rappresentano attualmente una potente forza motrice per il rafforzamento delle relazioni internazionali e di un autentico multilateralismo, e partecipano attivamente alla definizione di un nuovo ordine mondiale, più equo e multipolare». Lo riferisce la Tass.
Una stazione di servizio a Yahodyn, vicino al confine tra Ucraina e Polonia, è stata colpita durante un massiccio attacco di droni contro l'Ucraina provocando un vasto incendio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Ucraina, Andriy Sybiha, su X mentre NextaTv pubblica le immagini precisando che nei pressi del valico di frontiera sono in fiamme una stazione di servizio e alcuni camion.
«Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell'Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner», scrive Sibiha.
In questo contesto, il diplomatico ha nuovamente esortato il mondo a non indugiare e a fermare la Russia prima che sia troppo tardi.
«Agite subito: scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin. Fate in modo che Mosca ne paghi le conseguenze. Non mezze misure, ma passi decisi e intransigenti. Embargo commerciale totale. Divieti d'ingresso assoluti. Sanzioni complete contro il complesso militare-industriale», scrive il ministro su X. «Putin deve capire che la sua barbarie incontrerà una risposta ferma, capace di rendere il costo della guerra inaccettabile per lui. È l'unico modo per fermarlo», conclude.
Stando ai media ucraina, droni russi hanno attaccato anche un valico di frontiera tra Ucraina e Polonia colpendo un treno passeggeri a soli due chilometri dal confine, nella regione di Volinia.
L'ente ferroviario statale ucraino ha confermato che un attacco ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia. Il personale di bordo era stato preventivamente avvisato della minaccia dalle autorità ucraine e non si registrano feriti, ha aggiunto l'azienda. Kiev gestisce diversi valichi di frontiera con Varsavia, attraverso i quali transita una parte significativa degli aiuti militari e umanitari provenienti dagli alleati.
La Turchia e altri Paesi, tra cui gli Emirati Arabi, si sono offerti di ospitare un nuovo incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina e non è ancora noto chi ospiterà la delegazione russa: lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, riferisce Interfax.
«Abu Dhabi è stata presa in considerazione come opzione. Ne abbiamo altre: la parte turca offre la propria disponibilità, così come altri Paesi», ha detto Ushakov a Channel One ripreso da Interfax. Rispondendo a una domanda su quale sede la Russia preferirebbe, ha affermato: «Abu Dhabi è un luogo piuttosto adatto per i colloqui».
Allo stesso tempo, non è ancora noto chi guiderà la delegazione russa. «Non lo so ancora. Sarà il presidente a deciderlo», ha precisato Ushakov.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sostiene che il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping «hanno offerto attivamente i propri buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione» alla guerra in Ucraina.
E «Putin ha accolto con favore la loro disponibilità a collaborare». Lo riporta la Tass.
Anche gli inviati statunitensi hanno compreso meglio la posizione della Russia in seguito al colloquio con il presidente Vladimir Putin: lo ha dichiarato al quotidiano Izvestia Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, ripreso dalla Tass.
«Naturalmente ora la comprendono meglio, dato che hanno trascorso diverse ore a parlare con il nostro presidente», ha affermato Ushakov. «Speriamo che colgano il nostro punto di vista. Il genero del presidente USA Donald Trump, l'imprenditore Jared Kushner, è sembrato confermare che sia così», ha aggiunto il consigliere.
Intanto, la Russia sta adottando misure per garantire la sicurezza della regione di Kaliningrad, ha dichiarato Peskov, al quotidiano Izvestia, commentando le richieste della Polonia di intensificare le esercitazioni della Nato vicino al confine con la regione.
«È evidente che la NATO sta pianificando e conducendo attività militari in quell'area; pertanto, stiamo adottando le misure opportune per garantire la sicurezza di questa regione russa di vitale importanza», ha affermato Peskov.
Il consigliere per la sicurezza Gabriel Lüchinger si è recato in agosto a Kiev e Mosca per colloqui. «Vogliamo dare un contributo per rimettere in moto i colloqui di pace», ha dichiarato il ministro degli Esteri Ignazio Cassis in un'intervista al «SonntagsBlick».
Lui stesso si era recato a Kiev e Mosca in febbraio, nella sua funzione di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Successivamente, la Svizzera aveva sostenuto gli americani in una mediazione tra Russia e Ucraina a Ginevra. Entrambi i Paesi sono stanchi dopo quattro anni e mezzo di guerra e cercano delle vie d'uscita, seppur a condizioni diverse.
Cassis non si è espresso sui risultati concreti dell'ultimo viaggio di Lüchinger. «La diplomazia è come perforare tavole spesse. I risultati concreti sono i prossimi passi, che sono segreti», ha dichiarato il consigliere federale. La Svizzera continua a lavorare per una svolta diplomatica.
Dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva indicato la Confederazione come possibile luogo per negoziati con gli Stati Uniti e la Russia, Berna spera in colloqui a Ginevra. Tuttavia, non esiste ancora una decisione del Consiglio federale su una possibile conferenza di pace in Svizzera. «Non è ancora stato deciso nulla, continuiamo a lavorare con perseveranza dietro le quinte - e tutto può cambiare», ha dichiarato Cassis.
Il ministro degli Esteri elvetico ha inoltre richiesto un incontro con il suo omologo russo Serghiei Lavrov a margine del suo prossimo viaggio a New York. Alla fine dell'anno si terrà inoltre la conferenza ministeriale dell'OSCE a Lugano. «Il ministro degli Esteri russo e quello americano dovrebbero venire. Questo offre opportunità di scambio e forse anche di più», ha dichiarato Cassis.
Nella notte droni hanno colpito la zona industriale della città di Nizhnekamsk, nella repubblica russa del Tatarstan, dove si concentrano grandi raffinerie petrolifere russe. Lo riferisce il media indipendente russo «Astra» citato da Ukrainian Pravda.
Secondo i residenti locali, di notte sono stati uditi dei droni sorvolare la città e subito dopo una serie di esplosioni.
Testimoni oculari hanno inoltre riferito dell'impiego di sistemi di difesa aerea russi nell'area del distretto industriale.
La città di Nizhnyokamsk si trova a più di 1'200 chilometri dal confine con l'Ucraina.
Dal canto suo, nella notte, la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, citando il capo dell'amministrazione regionale di Khmelnytskyi, Sergei Tyurin.
Un incendio è scoppiato nei locali di un'attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto. Le forze di difesa aerea sono in stato di allerta. Tyurin ha esortato i residenti a rimanere in zone sicure.
Intanto, l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, intervenuto in videoconferenza all'incontro «Yalta European Strategy» tenutosi a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l'ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. Lo riferisce Ukrainian Pravda.
«Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo» ha detto Kushner. Allo stesso tempo, lo stesso Kushner ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto. A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la «formula giusta» che soddisfi tutte le parti coinvolte.
L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, intervenuto in videoconferenza all'incontro Yalta European Strategy tenutosi a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l'ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. Lo riferisce Ukrainian Pravda.
«Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo» ha detto Kushner. Allo stesso tempo, lo stesso Kushner ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto. A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la «formula giusta» che soddisfi tutte le parti coinvolte.
Nella notte la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Lo riferisce l'agenzia ucraina RBC, citando il capo dell'amministrazione regionale di Khmelnytskyi, Sergei Tyurin. Un incendio è scoppiato nei locali di un'attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto.
Le forze di difesa aerea sono in stato di allerta. Tyurin ha esortato i residenti a rimanere in zone sicure.

