
A due mesi dall'arresto di Massimo Giuseppe Bossetti nell'ambito dell'omicidio di Yara Gambirasio, cominciano ad emergere i primi dettagli riguardo i computer sequestrati all'uomo.
È La Repubblica ad anticipare i risultati delle analisi dei supporti informatici, dai quali risulta che il presunto omicida aveva scaricato immagini di tipo pedopornografico. Sul web il 43enne carpentiere di Mapello avrebbe cercato più volte, si parla di almeno cinque, la parola «tredicenni», seguita da chiari riferimenti pornografici. L'ultima ricerca risalirebbe all’inizio di maggio di quest’anno, quindi poco più di un mese prima del fermo del carpentiere, raggiunto dai carabinieri e dalla polizia in un cantiere.
Il presunto omicida, che si professa innocente, si trova da due mesi in carcere, dopo la prova che il suo Dna coincideva con quello del presunto assassino di Yara.
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