
L'ex-impiegato della HSBC accusato del furto di dati bancari presso la succursale ginevrina, che ha provocato una crisi tra Berna e Parigi, ha avvertito del fatto "le autorità governative svizzere" molto prima di quelle francesi, "alla fine dell'estate del 2006", ma invano. Lo afferma lo stesso Hervé Falciani, informatico franco-italiano di 38 anni, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano francese "Le Figaro". "Visto che non ho ricevuto alcuna risposta dalla Confederazione, mi sono rivolto ad altre autorità", ha spiegato. Falciani respinge le accuse di aver venduto dati bancari per denaro, in particolare in Libano, dove si è recato nel 2008. Nel Paese dei cedri - precisa - "pensavo di essere in contatto con un'autorità governativa. Mi sono poi reso conto sul posto che non era il caso. Sono stato manipolato". "Al ritorno mi sono rivolto direttamente alla polizia giudiziaria francese", aggiunge l'informatico franco-italiano, che venne arrestato e poi liberato nel dicembre del 2008 dalla polizia svizzera. Riguardo alla sua attività presso la HSBC di Ginevra, dove era giunto dopo aver lavorato nel principato di Monaco, Falciani afferma che "dovevo far evolvere il sistema nel buon senso". "Mi sono reso conto che ci si allontanava dagli standard di sicurezza. Le mie proposte non erano ascoltate. Subivo costrizioni e pressioni". Già in precedenza aveva sostenuto di aver prelevato i dati poiché era "disgustato dalle pratiche dei banchieri", che si comportavano "come magnaccia". "È l'ampiezza del fenomeno" - aggiunge - che lo ha spinto ha contattare autorità governative. Lista consegnata alle autorità francesi dovrebbe contenere i dati di 130'000 clienti di HSBC, fra i quali, oltre a francesi, anche molti colombiani e italiani nonché funzionari cinesi. Il fatto aveva suscitato delle tensioni tra Svizzera e Francia. Parigi aveva avanzato la proposta di inserire la Confederazione nella "lista nera" francese degli Stati dei paradisi fiscali non cooperativi. Il Senato, su esplicita richiesta del ministro del bilancio Eric Woerth, venerdì ha poi deciso di ritirare la proposta, gettando acqua sul fuoco delle polemiche. Dal canto suo, il Consiglio Federale aveva deciso di sospendere il processo di ratifica dell'accordo di doppia imposizione. Secondo quanto ha affermato ieri alla stampa domenicale, il direttore generale della HSBC Private Bank (Svizzera) Alexandre Zeller, la lista trasmessa dal suo ex-impiegato alle autorità francesi contiene delle "inesattezze" e delle "incoerenze". "La persona che abbiamo impiegato lealmente durante otto anni ha rubato i pezzi di parecchi puzzle e ha cercato di metterli assieme. Questi dati sono tuttavia difficilmente utilizzabili, sia sul piano tecnico che dal lato giuridico", ha spiegato Zeller in un'intervista a "Le Matin Dimanche" e alla "SonntagsZeitung". Secondo Zeller "una cosa è sicura: Falciani non ha nulla a che vedere con un Robin Hood". ATS
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