
Le previste operazioni per liberare gli ostaggi svizzeri in Libia - oggetto di numerose indiscrezioni e commenti di stampa negli ultimi giorni - restano un tema caldo. E non è tuttora noto se i piani siano stati allestiti nel rispetto della legge e fino a che stadio siano stati elaborati. Il modo d'agire in caso di un'eventuale azione per la liberazione di cittadini svizzeri rapiti o ostaggi è regolamentato in un'ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero (OPBE). Se e in quale lasso di tempo sono state rispettate queste disposizioni nella vicenda libica non è tuttora noto. I dipartimenti coinvolti continuano a non voler fornire informazioni. Oggi la Commissione della politica estera (CPE) del Consiglio nazionale si è occupata degli ultimi sviluppi. Sono state ascoltate la presidente della Confederazione Doris Leuthard e la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Ma "rimangono in sospeso delle domande", ha dichiarato la presidente della CPE Christa Markwalder (PLR/BE) all'ATS. In particolare non è chiaro a che stadio fossero i piani. Anche la Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DelCG) si mostra poco comunicativa e sibillina, facendo riferimento alla segretezza della questione. Essa è stata informata "relativamente presto" su "possibili misure di sostegno del Dipartimento della difesa a eventuali azioni di liberazione", ha comunicato la Delegazione. "Quando vedeva la necessità di agire la DelCG ha adottato le misure necessarie e ha anche accompagnato la loro applicazione, scrive ancora la Delegazione. A questo proposito ha dato "un peso particolare" alla legalità e al coinvolgimento dell'intero Consiglio federale. La DelCG non spiega se queste richieste siano state rispettate, e non vuole fornire ulteriori informazioni. Intanto oggi il presidente del PS Christian Levrat ha affermato in un'intervista alla radio svizzerotedesca DRS, senza indicare fonti, che il consigliere federale Hans-Rudolf Merz era stato informato dal Dipartimento federale degli affari esteri sui piani d'azione già nel gennaio 2009 e che questi piani erano stati abbandonati nel maggio 2009, ossia tre mesi prima del suo viaggio in Libia. Questo non sarebbe dunque fallito per colpa della Calmy-Rey. ATS
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