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Estero
Cardinale svizzero Koch: non si può essere cristiani e antisemiti
Redazione
11 anni fa

"Ai giorni nostri, in un momento in cui risorgono purtroppo nuove ondate di antisemitismo, è impossibile essere al contempo un cristiano e un antisemita". È quanto ha affermato il cardinale svizzero Kurt Koch, per i 50 anni della dichiarazione "Nostra Aetate". Koch, in qualità di presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, cui fa capo la Commissione per i Rapporti religiosi con l'Ebraismo, è intervenuto oggi nel saluto al Papa nell'udienza interreligiosa. "'Nostra aetatè - ha sottolineato il porporato svizzero - è considerata a ragione il documento di base e la Magna Charta di una fruttuosa relazione tra la Chiesa cattolica ed il popolo ebraico. Nel 50/mo anniversario di questa Dichiarazione, possiamo ricordare con gratitudine che anche dopo il Concilio tutti i Pontefici che si sono susseguiti hanno confermato ed approfondito le prospettive incoraggianti che si fondano in 'Nostra aetatè". "Santo Padre - ha ricordato ancora Koch -, lei ha di volta in volta ribadito il Suo grande apprezzamento per il popolo ebraico; in particolare, lo ha espresso durante la Sua visita in Terra Santa con la Sua preghiera al Muro del Pianto e la Sua toccante riflessione presso il Memoriale di Yad Vashem". "Per questo Suo inequivocabile messaggio e per la benevolenza che Ella ha sempre mostrato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle ebraici - ha aggiunto -, La ringrazio di cuore, anche a nome dei rappresentanti ebraici qui presenti e di tutta la comunità ebraica"

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