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Medio Oriente
Carburante: «In arrivo uno tsunami per i voli»
© EPA/JOHN G. MABANGLO
© EPA/JOHN G. MABANGLO
Romano Bianchi
15 ore fa
Il rischio di una carenza sistemica a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz sembra sempre più concreto. Venerdì l’allerta lanciata da ACI Europe: «Senza una riapertura entro tre settimane è a rischio il traffico europeo». Abbiamo interpellato Stefano Dias di Skyguide che parla di uno tsunami in avvicinamento.

Riapertura immediata o meno, quello in arrivo dallo Stretto di Hormuz rischia di essere un lento tsunami per i voli europei e questo sarà inevitabile, che l'Occidente ne sia consapevole o meno. È il parere di Skyguide, società che controlla il traffico aereo civile e militare svizzero, che torna così sull'allarme lanciato venerdì da ACI Europe, l'associazione degli hub europei, secondo cui senza una riapertura entro tre settimane di Hormuz, l'Europa vivrà una carenza sistemica di carburante per gli aerei.

Impatto «enorme»

«Questo rischio sistemico crediamo che purtroppo possa arrivare», spiega il controllore del traffico di Skyguide, Stefano Dias. «Forse non lo abbiamo concepito ancora al 100% in Europa, ma penso che questi 45 giorni di guerra hanno avuto un impatto enorme sulle logistiche del settore petrolifero e dunque ne risentiremo sicuramente».  Anche se a scoppio ritardato: «È come uno tsunami che arriva con qualche tempo di ritardo. Penso sia giusto prepararsi e penso anche che le compagnie aeree abbiano imparato tantissimo dal Covid a   organizzarsi e ad essere molto precise nel saper quante persone far volare, quali sono le rotte più impegnative e quali si possono cancellare». Potrebbe però esserci qualche problema in estate, aggiunge, soprattutto nelle rotte meno popolari.

Scenari e strategie

Cosa dovremmo quindi aspettarci da questo lento tsunami in arrivo e quale sarebbe il ruolo di Skyguide davanti a possibili razionamenti di carburante? «Dobbiamo aspettarci probabilmente, se questo avverrà, una diminuzione del traffico aereo. E poi posso immaginarmi che magari le compagnie aeree, proprio alla ricerca di tutta l'efficienza possibile, cioè di diminuire il consumo di carburante, possano chiedere ai colleghi di fare delle rotte più dirette possibili, di evitare rotte lunghe che vanno ad aumentare i consumi di carburante. Un altro scenario immaginato da Dias è quello in cui gli aerei, quando si trovano a terra e si muovono dal gate alla pista, potrebbero utilizzare un solo motore per il loro spostamento. «Delle strategie che sono sicure e tranquille, ma che aiutano le compagnie a diminuire l'impatto del consumo di carburante. Penso che questo sarà un po' il ruolo di Skyguide nei prossimi mesi».

Una lista di priorità

Ma se lo scenario dovesse peggiorare ulteriormente ci sarebbero problemi di sicurezza per Skyguide? «Immagino che in quel caso bisognerà fare una lista di priorità. Magari gli aerei di linea sono più prioritari rispetto a quelli privati. Penso anche agli aerei di soccorso, come la Rega, o i velivoli militari che sorvegliano lo spazio aereo», evidenzia il nostro interlocutore.   «Immagino che bisognerà lavorare a livello di strategia e di priorità se lo scenario peggiora. Anche se, chiamante, speriamo che lo scenario migliori e che tutto si risolva nel miglior modo possibile».

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