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Capotreno aggredito, arrestati i colpevoli
Redazione
11 anni fa
Hanno 19 e 20 anni i responsabili dell'aggressione e il loro permesso di soggiorno era scaduto. Il braccio del capotreno per il momento è salvo

Appartengono alla temuta gang di latinos "MS13", una delle bande giovanili di importazione sudamericana più pericolose e che da anni ormai hanno preso piede a Milano, tra omicidi, rapine e violenti pestaggi, i due ragazzi, uno di 19 anni e l'altro di 20 e col permesso di soggiorno scaduto, che ieri sera alla fermata di Villapizzone hanno tentato di uccidere, assieme ad altri due giovani, a colpi di machete il capotreno Carlo Di Napoli, 32 anni, e un suo collega ferroviere accorso per aiutarlo.

Una scena di violenza terribile avvenuta in mezzo alla gente spaventata e che tornava dall'Expo, verso le 21.50, su un treno regionale che transitava nel passante ferroviario cittadino. Di Napoli, sposato e con un figlio di 4 mesi, ha riportato la "sub-amputazione" del braccio sinistro ed è stato sottoposto ad un intervento di otto ore con numerosi chirurghi specialisti.

"Si è trattata di una lesione molto grave, ma il braccio per il momento è salvo", hanno detto all'agenzia italiana ANSA fonti dell'ospedale dove il capotreno è stato ricoverato, aggiungendo che "si è cercato di preservare la funzionalità dell'arto, ma solo nei prossimi giorni si potrà sciogliere la prognosi se tutto sarà andato a buon fine".

Il collega, invece, aggredito a mani nude dal gruppetto di ragazzi, è stato colpito alla testa e ha riportato un trauma cranico. Anche per il pestaggio nei suoi confronti, però, così come per il colpo di machete al capotreno, il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e il pm Lucia Minutella, che coordinano le indagini condotte dalla Squadra Mobile, hanno contestato l'accusa di concorso in tentato omicidio nel provvedimento d'arresto per i due ragazzi: Jackson Jahir Lopez Trivino, ecuadoriano di 20 anni con permesso di soggiorno scaduto, e Josè Emilio Rosa Martinez, 19enne di El Salvador. Mentre le indagini puntano ad individuare altri due giovani che avrebbero fatto parte del gruppo.

Martinez, che ha un figlio di 6 mesi, è colui che, stando ad alcuni elementi investigativi, come l'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza, ma anche a dichiarazioni da lui stesso messe a verbale, avrebbe tirato fuori il machete che teneva nascosto nei pantaloni e colpito per uccidere. Tanto che Di Napoli è stato preso sul braccio sinistro, quasi amputato, perché stava cercando di proteggersi.

Si è chiuso, invece, in un mutismo assoluto, davanti agli investigatori, Trivino, già noto agli agenti della Mobile in quanto coinvolto con l'appellativo di 'Peligro' (pericolo) nell'operazione 'Maredos' del 2013 che portò all'arresto di 25 persone, tra cui 7 minorenni, per la maggior parte salvadoregni, affiliati all'associazione criminale 'MS13'. Come aveva scritto il gip Andrea Salemme in un provvedimento d'arresto la "Mara Salvatrucha 13" è caratterizzata "da una struttura gerarchico-verticistica" e "negli Stati Uniti è considerata seconda solo a Cosa Nostra".

L'aggressione, stando a quanto ricostruito, sarebbe avvenuta al termine di una serata trascorsa dai ragazzi della gang a bere alcolici in un parco. I due arrestati avrebbero bevuto molta vodka in un parco in zona Certosa assieme ad altri 7-8 giovani, tra cui una ragazza.

Sarebbero saliti alla fermata precedente a quella di Villapizzone, dove poi una parte è scesa lasciando sul treno, che copre la tratta dal sito dell'Expo fino a Rogoredo, solo quattro ragazzi. In quel momento si è avvicinato il capotreno per chiedere i biglietti e, secondo quanto riferiscono fonti investigative, il salvadoregno ha sferrato il colpo di machete per "difendere" l'amico dalla richiesta. Sembra, infatti, che solo uno dei quattro avesse il biglietto.

Il gruppetto, poi, ha aggredito anche un altro ferroviere intervenuto per aiutare il collega, prima di scappare. Circa cinquanta minuti dopo due dei quattro giovani sono stati bloccati con i vestiti ancora sporchi di sangue. Portati in Questura la scorsa notte per l'identificazione sono stati arrestati oggi. Domani i pm inoltreranno al gip la richiesta di convalida dell'arresto e di misura cautelare in carcere e poi il giudice fisserà gli interrogatori.

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