
La città di Portici - 60 mila abitanti - era completamente sotto il gioco del potentissimo ed egemone clan camorristico dei Vollaro che da anni imponeva il pagamento del pizzo a commercianti ed imprenditori, senza risparmiare nessuno, per finanziare con il ricavato il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. È lo spaccato drammatico che emerge dalle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Napoli che hanno portato a scorsa notte all'arresto di 32 esponenti del gruppo camorristico, sulla base di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Tra gli arrestati, anche Antonio Vollaro, attuale capo del clan ed altri quattro figli di Luigi Vollaro, soprannominato "o califfo" per la sua eccezionale prolificità (è padre di 27 figli avuti da una decina di donne), fondatore e capo storico del clan. Attualmente detenuto dopo essere stato condannato a due ergastoli per altrettanti omicidi. Il clan Vollaro imponeva il pagamento del pizzo a tutti, perfino ai fiorai nel cimitero. Ciascun venditore di fiori doveva pagare agli esattori del clan la somma di 250 euro al mese. La 'rata' era invece molto più alta per i commercianti di tutte le più importanti strade della città, i quali erano costretti versare cifre oscillanti tra i 500 ed i duemila euro mensili. Alla morsa dei Vollaro - hanno evidenziato le indagini dei carabinieri - non sfuggiva alcuno: dagli ambulanti, vessati con un pizzo di 30-40 euro alla settimana, ai proprietari di tutte le imbarcazioni ormeggiate al porto del Granatello, costretti a sborsare un sostanzioso 'extra' per la camorra. Oltre ai pagamenti mensili, il clan imponeva a tutti anche il classico 'extra' da versare in tre momenti fissi dell'anno: a Natale, a Pasqua ed a Ferragosto. Fra gli esempi più clamorosi di estorsione a commercianti attuata dal clan Vollaro, vi è quella ai fratelli Rossi, titolari dello storico ristorante 'Ciro a mare' - un locale con oltre 50 anni di vita - che nello scorso mese di gennaio furono costretti a chiudere l'esercizio commerciale e ad emigrare nel Nord Italia, dopo aver subito una serie ripetuta di attentati per essersi rifiutati di pagare il pizzo. ATS
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