
È entrato nel vivo oggi a Phnom Penh il primo processo del tribunale speciale formato da Onu e Cambogia per giudicare i crimini del regime comunista di Pol Pot degli anni Settanta. Il processo a Kaing Guek Eav, 66 anni, noto come il "compagno Duch", ex comandante della prigione "S21" di Tuol Seng, accusato della morte di oltre 15'000 persone, era iniziato il 17 febbraio scorso, ma solo oggi (dopo alcune udienze su questioni procedurali) è cominciato il dibattimento sul merito delle accuse. Duch, ex professore di matematica, è imputato per crimini contro l'umanità, crimini di guerra, tortura e omicidio premeditato. Stamani in aula si è presentato con una camicia bianca a righe: ha salutato i giudici all'orientale, con le mani giunte, quindi ha risposto cortesemente alle domande sulla sua identità e ha ascoltato la lettura del capo di imputazione. Secondo l'accusa, nella prigione da lui diretta migliaia di prigionieri, fra i quali donne e bambini, furono torturati per estorcere confessioni (in genere di essere spie della Cia). Almeno 15'000 detenuti furono poi uccisi a bastonate in un campo vicino, uno dei "killing fields" del regime comunista, durato dal '76 al '79. Solo una decina di reclusi di S21 sono sopravvissuti. ATS
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