
I cambiamenti climatici potrebbero portare un effetto finora non considerato: facendo ampliare le aree del pianeta esposte a fenomeni di siccità e inaridimento del suolo potrebbero far aumentare la diffusione di batteri in grado di sfuggire agli effetti degli antibiotici. È l'allarme che arriva da uno studio condotto dal California Institute of Technology di Pasadena e pubblicato sulla rivista Nature Microbiology.
«Una delle minacce più gravi»
L'antibiotico-resistenza è considerata una delle più gravi minacce per il futuro. «I crescenti fallimenti clinici degli ultimi decenni sono stati in gran parte attribuiti all'uso diffuso e talvolta eccessivo di antibiotici», spiegano i ricercatori. Poco si è indagato, invece, sui «cambiamenti nella fonte ecologica naturale degli antibiotici»: cioè il suolo. Molti antibiotici, infatti, sono stati scoperti «in esperimenti che coinvolgevano i microrganismi del terreno» dove «si scoprì che i prodotti naturali realizzati da un organismo del suolo inibivano la crescita di un altro».
Meccanismo confermato
Per questo i ricercatori si sono ora concentrati sulle trasformazioni indotte sul suolo dai cambiamenti climatici. La loro idea era che la siccità possa far aumentare la resistenza in base a un meccanismo intuitivo: quando si riduce il contenuto di acqua, sale la concentrazione di antibiotici prodotti naturalmente dai batteri. In tal modo i batteri vulnerabili a queste sostanze muoiono, mentre quelli 'resistenti' hanno maggior spazio per crescere. I ricercatori hanno confermato sperimentalmente questo meccanismo e hanno anche osservato che il fenomeno ha ricadute immediate sulla salute.
Fenomeno da monitorare
Studiando le caratteristiche del suolo e la presenza di batteri resistenti negli ospedali di 116 Paesi, hanno scoperto che quanto più arida era l'area su cui si trovava la struttura sanitaria tanto più frequenti erano le infezioni da batteri resistenti. «Le proiezioni indicano che ogni continente abitato contiene regioni che potrebbero trovarsi ad affrontare un aumento di insorgenza di resistenza agli antibiotici a causa dei cambiamenti climatici», scrivono i ricercatori, che invitano a mettere a punto strumenti per monitorare il fenomeno da un punto di vista sia clinico che ambientale «all'interno di un quadro di One Health».

