
Dopo tre giorni di intensi negoziati, il Parlamento della California non è stato ancora in grado di trovare un accordo sulla maxi-manovra da 42 miliardi di dollari volta al salvataggio del Golden State: per evitare la bancarotta, il governatore Arnold Schwarzenegger ha preparato una lettera in cui avverte ventimila dipendenti statali che il loro posto non è più garantito a partire dalla prossima estate. Schwarzy aveva chiesto ai legislatori di arrivare ieri sera a un'intesa, ma l'accordo - che richiedeva una maggioranza dei due terzi - è sfumato per un solo voto. In attesa dell'esito di una nuova maratona negoziale, il governatore, vista la mala parata, si è detto anche pronto a mettere i sigilli a 275 programmi di opere pubbliche tuttora in piedi. I progetti, per un costo di 3,8 miliardi di dollari, includono migliorie a 18 tra ponti e strade per proteggerli dal rischio terremoti: erano gli ultimi appalti rimasti attivi da novembre dopo che Schwarzenegger aveva decretato lo stato di emergenza finanziario per le casse pubbliche che continuano ad ammassare debito al ritmo spettacolare di 1,7 milioni di dollari all'ora. Con alcuni degli assett più redditizi di tutti gli Stati Uniti - i porti di Long Beach, Hollywood, la regione agricola della Central Valey, le aziende della Difesa nel deserto Mojave - l'economia della California (1.800 miliardi per lo Stato più popoloso degli Stati Uniti) è teoricamente l'ottava del mondo ma da mesi è vicina ad un collasso che fa impallidire quello dell'Islanda, scatenato dalla crisi dei mutui, dall'aumento della disoccupazione e da una drastica contrazione dei consumi. Il nuovo budget chiesto da Schwarzenegger includeva tagli a progetti e aumenti fiscali per 14,4 miliardi di dollari: questi ultimi non erano andati a genio ai repubblicani dell'Assemblea Statale. "In assenza di un budget, il governatore ha la responsabilità di risparmiare ovunque si può", ha detto il portavoce Aaron McLear: "La decisione è purtroppo necessaria". I possibili licenziamenti, che colpiscono il 20 per cento della forza lavoro, fanno seguito a misure anti-crisi come quelle di tenere a casa per due giorni alla settimana i dipendenti statali. I posti di lavoro potrebbero venire eliminati in giugno, parendo dai dipendenti con meno anzianità di servizio, in vista dell'inizio del nuovo anno fiscale che comincia a luglio. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

