
Sono dieci e non 11, come comunicato questa mattina dalla protezione civile regionale, i morti accertati nelle Gole del Raganello. A causare l'errore, secondo il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi, "è stata una sovrapposizione di informazioni nel corso della notte". La decima vittima è una dei feriti, deceduta all'ospedale.
Sono invece tre, ufficialmente, le persone disperse tra coloro che ieri si trovavano nelle Gole del Raganello e sono state investite dalla piena. Il dato, fornito dai carabinieri, è ricavato dalle segnalazioni giunte nelle ultime ore al "numero verde" della protezione civile regionale.
Le ricerche sono andate avanti tutta la notte e proseguono alla luce del giorno. Le operazioni di setaccio che vedono impegnati uomini e mezzi dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e del soccorso alpino saranno spostate anche più a valle fino alla foce del torrente con il coinvolgimento della capitaneria di porto perché c'è il timore che alcune persone siano finite a mare.
Appena scattato l'allarme sul luogo del disastro, nei pressi della città di Civita, sono arrivati uomini e mezzi della protezione civile, dei vigili del fuoco, del soccorso alpino del Pollino, dei carabinieri forestali e della guardia di finanza.
Una parte degli escursionisti sorpresi dalla piena del torrente è riuscita a mettersi in salvo su alcuni scogli e a poco a poco sono stati recuperati. Tra di loro anche una bimba in ipotermia che è stato portata nell'ospedale di Cosenza con l'eliambulanza.
"Le ondate di piena nel torrente Raganello ci sono spesso d'inverno, ma non era mai capitato d'estate, quando il torrente è molto frequentato dai turisti", spiega Luca Franzese, responsabile del soccorso alpino della Calabria. Ieri, invece, afferma il soccorritore, l'ondata di piena è arrivata all'improvviso e il livello del torrente ha raggiunto "i due metri, due metri e mezzo. E - ricorda Franzese - era impossibile accorgersene perché in quel tratto non stava nemmeno piovendo".
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