
La visita di lavoro in Cina del consigliere federale Didier Burkhalter, che si conclude mercoledì, ha avuto oggi il suo apice politico: il capo del DFI ha infatti incontrato ben tre ministri cinesi, responsabili della sanità, dell'educazione e di scienza e tecnologia. Burkhalter informerà dell'esito dei colloqui solo domani. Allora si saprà anche se la spinosa questione dei diritti dell'uomo, in particolare in relazione con l'arresto dell'artista dissidente Ai Weiwei, ha avuto spazio nelle discussioni. In occasione degli incontri con i suoi tre omologhi, Burkhalter ha firmato varie dichiarazioni volte a rafforzare la collaborazione bilaterale. Il direttore del Dipartimento federale dell'interno (DFI), in veste di ministro della sanità, ha incontrato il suo omologo cinese Chen Zhu, che aveva già visto lo scorso anno in Svizzera. Le discussioni hanno riguardato in particolare la collaborazione in materia di riforma ospedaliera tra i cantoni di Zurigo, Basilea Città, Vaud e Ginevra e quattro città cinesi, tra cui Shanghai e Kunming. "Parleremo pure di medicina complementare e medicina tradizionale cinese", ha detto Burkhalter prima dell'incontro. Le discussioni col ministro della scienza e della tecnologia Yuan Guiren sono state dominate dal rafforzamento delle relazioni scientifiche tra i due Paesi, che hanno del resto rappresentato il filo conduttore della visita di Burkhalter in Cina. "Il nostro scopo è di ottenere un appoggio per lo sviluppo di programmi comuni nella ricerca, soprattutto fondamentale, e nello sviluppo", ha precisato il consigliere federale. Il capo del DFI è accompagnato dai due presidenti dei Politecnici federali di Zurigo (ETH) e Losanna (EPFL), Ralf Eichler e Patrick Aebischer. "Credo che la Svizzera sia ben posizionata" in ambito scientifico in Cina, ha detto quest'ultimo. ATS
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