
Vittoria a sorpresa nel primo turno delle presidenziali in Bulgaria del generale in congedo Rumen Radev, ex capo dell'aviazione militare, il candidato sostenuto dal Partito socialista (Bsp) all'opposizione. Radev, stando agli exit poll, avrebbe sopravanzato Tsetska Tsaceva, la presidente del parlamento candidata del partito conservatore al governo Gerb, data favorita. Nessuno dei due candidati più votati tuttavia avrebbe ottenuto il 50% più uno dei voti per l'elezione diretta al primo turno, e pertanto Radev e Tsaceva andranno con tutta probabilità al ballottaggio del 13 novembre. Il 15% circa sarebbe andato al nazionalista Krassimir Karakachanov, il terzo candidato di maggiore spicco sui 21 che erano in lizza. Stando alle proiezioni della Gallup International citate dalla televisione pubblica Bnt, Radev ha ottenuto il 26,7% delle preferenze, mentre alla Tsaceva è andato il 22,5%. Un risultato inatteso, dal momento che tutti i sondaggi della vigilia indicavano un successo al primo turno di Tsetska Tsaceva. Se i primi risultati preliminari verranno confermati, domenica prossima i due candidati che oggi hanno ottenuto il maggior numero di consensi si affronteranno in un duello finale dall'esito imprevedibile. L'affluenza alle urne è risultata oggi superiore al 53%, un dato non eccezionale se si considera che per la prima volta vigeva l'obbligo del voto. Le elezioni presidenziali si sono svolte in una situazione sociale difficile, segnata da una latente crisi economica e dalla persistente emergenza legata ai profughi. La Bulgaria è il Paese più povero dell'Ue e larghe fasce sociali continuano a vivere in condizione di povertà. Lo stipendio medio è fermo intorno all'equivalente di 400 euro (circa 440 franchi) e i prezzi nei negozi sono tra i più alti d'Europa per alcuni generi alimentari di prima necessità. La disoccupazione oscilla intorno al 9% e le previsioni ufficiali per una crescita del 2,5-3,0% del Pil nel 2017 sembrano troppo rosee agli occhi degli esperti.
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