
In Bulgaria si sono aperti stamane alle 7 (le 6 in Italia) i seggi per le elezioni presidenziali, che per la prima volta sono abbinate ad un referendum sull'ordinamento politico del paese. Il voto si tiene sullo sfondo di una profonda crisi sociale e di una crescente insoddisfazione per l'incessante flusso migratorio dal confine turco. I candidati favoriti, tra i 21 in lizza, sono tre ma tutti i sondaggi prevedono un nulla di fatto nel primo turno e la decisione rimandata al ballottaggio del 13 novembre. Le maggiori chances di successo vengono assegnate a Tsetska Tsaceva, l'attuale presidente del parlamento, candidata del partito conservatore Gerb al governo, che tuttavia raccoglierebbe non piu del 24% delle preferenze. Il generale in congedo Rumen Radev, ex capo dell'aeronautica militare bulgara, appoggiato dal Partito socialista bulgaro (Bsp, all'opposizione) e' indicato come il principale rivale della Tsaceva e accreditato di un 22% dei voti al primo turno. Sarebbero loro ad andare alla sfida finale tra una settimana. Al terzo posto i sondaggi collocano Krassimir Karakachanov, leader del Vmro, sostenuto dalla coalizione 'Patrioti uniti', formata da tre partiti nazionalisti - Fronte nazionale per la salvezza della Bulgaria (Nfsb), Vmro e Ataka. I sondaggi lo danno al 12%. Poco piu' di 6,8 milioni di elettori, su circa 7,1 milioni di abitanti, sono chiamati al voto diretto del presidente. I 12.418 seggi elettorali allestiti in tutto il Paese resteranno aperti fino alle 20:00 locali (le 19:00 in Svizzera), e subito dopo saranno diffusi i primi exit poll. Altri 325 seggi sono aperti all'estero in 71 paesi nel mondo. Per la prima volta è stato introdotto il voto obbligatorio e si prevede un’alta affluenza alle urne di quasi il 70%. La Bulgaria e' una repubblica parlamentare e il mandato del presidente, che ha poteri prevalentemente rappresentativi, e' di cinque anni e può essere rinnovato una sola volta.
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