
La procura di Sofia ha avviato oggi un'inchiesta giudiziaria per sospetta frode nello spoglio delle schede elettorali alle elezioni del 5 luglio scorso. Stando al procuratore di Sofia, Nikolay Kokinov, le indagini riguarderanno soprattutto il processo elettorale in Turchia dove hanno votato quasi 100.000 bulgari di origine turca residenti in quel Paese. "Ci sono dei sospetti che alcuni degli elettori avrebbero votato due o più volte a favore di un determinato partito e che i verbali di diversi seggi elettorali siano stati contraffatti", ha precisato Kokinov. Il procuratore ha aggiunto che la segnalazione di possibili truffe nel voto è stata avanzata dal ministro degli Esteri bulgaro Rumiana Zheleva del Gerb, il partito del premier Boyko Borissov, che ha vinto le elezioni ma non ha ottenuto la maggioranza assoluta. Il partito nazionalista Rzs (Ordine, legalità e giustizia) ha lanciato l'accusa che la frode in questione è stata organizzata a favore del partito della minoranza turca Dps (Movimento per diritti e libertà) che era partner di coalizione nel governo precedente del socialista Serghei Stanishev. Nelle ultime elezioni il Dps ha raccolto in Turchia 94.000 voti pari a quasi 5 seggi dei 38 ottenuti nel parlamento unicamerale (240 seggi in tutto). ATS
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