
È morta oggi la fotografa professionista Lidia Petrova che il 3 novembre si era data fuoco con la benzina nella piazza davanti al palazzo della presidenza nella capitale bulgara. Il 90% del suo corpo era rimasto ustionato. Petrova, 38 anni, è deceduta all'ospedale Pirogov di Sofia. La donna era divorziata e secondo i suoi famigliari aveva ultimamente cominciato a preoccuparsi per il futuro del suo figlio undicenne. I soldi che guadagnava come fotografa non bastavano ed era costretta a fare anche la donna delle pulizie in un condominio a Sofia. Il 4 novembre era stata registrata un secondo tentativo di suicidio di questo tipo: quello di un uomo di 48 anni, celibe, che si è dato fuoco nel giardino della chiesa dei Santi Cosma e Damiano nella città di Sandanski, nel sud del paese. È ancora in vita in ospedale ma le sue condizioni sono gravissime. Lo scorso anno in Bulgaria vi era stata una serie di immolazioni col fuoco, durante l'inverno di proteste di massa contro il carovita, l'arbitrio dei monopoli e la corruzione dei politici. Sei persone povere e disperate si diedero fuoco, cinque delle quali morirono. La Bulgaria continua ad essere il paese più povero dell'Ue, con uno stipendio medio mensile intorno ai 400 euro, mentre la pensione media è di 100 euro.
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