
Decine di migliaia di persone sono scese in piazza oggi in tutta la Bulgaria per protestare contro il carovita, la corruzione della classe politica e per chiedere il controllo della società civile sul funzionamento delle istituzioni. Il malcontento è anche contro i partiti politici, sia di destra sia di sinistra, accusati dai manifestanti di aver depredato il paese in tutti questi anni dopo la caduta del regime comunista nel 1989, e di aver ridotto in povertà la maggior parte dei cittadini del paese balcanico. Nessun rappresentante dei partiti è stato ammesso in piazza dai dimostranti. A Sofia, dove a protestare sono stati almeno in 20 mila, la folla ha fischiato il presidente, Rossen Plevneliev, che ha provato a parlare davanti ai manifestanti radunatisi davanti alla presidenza. Le proteste spontanee in Bulgaria sono iniziate due settimane fa, quando sono arrivate le bollette della luce di febbraio, lievitate a dismisura a causa di costi di gestione, tasse varie e imposizioni per il mantenimento gestionale delle tre compagnie straniere che hanno il monopolio del mercato dell'energia in Bulgaria. Ben presto le richieste contro i monopoli in Bulgaria si sono trasformate in manifestazioni di massa per chiedere le dimissioni del governo conservatore di Boyko Borissov. Il premier bulgaro si è effettivamente dimesso mercoledì scorso, aprendo una crisi governativa che dovrebbe sfociare in elezioni parlamentari anticipate verso la fine del prossimo aprile, rispetto alla data inizialmente prevista di luglio. ATS
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