
Un autobus con a bordo una quarantina di turisti israeliani è stato devastato da un'esplosione oggi all'aeroporto di Burgas, località della costa bulgara sul Mar Nero. Stando alla radio nazionale bulgara il bilancio è di almeno otto morti e 30 feriti. Secondo l'agenzia Fokus, il bus ha preso fuoco al parcheggio degli arrivi dell'aeroporto, e le fiamme si sono poi estese ad altri automezzi. La zona è stata isolata, e l'aeroporto è stato immediatamente chiuso. Tutti i voli sono stati dirottati a Varna, sempre sul Mar Nero. Il ministero dell'Interno di Sofia ha confermato in serata l'ipotesi dell'attentato. Il ministero sta ora verificando se si sia trattato di un terrorista kamikaze, di una bomba collocata in una delle valigie dei turisti caricate sul bus oppure se l'ordigno sia stato posto sull'autobus in precedenza. "Tutti i segni conducono all'Iran", ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu, citato dai mezzi di comunicazione del suo paese. "Negli ultimi mesi abbiamo visto tentativi iraniani di colpire israeliani in Thailandia, India, Georgia, Kenya, Cipro, e altrove", ha aggiunto il primo ministro. Netanyahu ha rilevato che l'attentato odierno è avvenuto nel 18esimo anniversario dell'attentato che devastò un edificio della comunità ebraica a Buenos Aires (Argentina). Una strage che secondo Israele fu organizzata dai servizi segreti iraniani, con gli Hezbollah libanesi. "Il terrorismo iraniano omicida continua a colpire innocenti", ha detto ancora Netanyahu. "Si tratta di una offensiva terroristica su scala mondiale. Israele - ha concluso - risponderà con forza al terrorismo iraniano". ATS
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