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Bufera su Trump: la tregua con l’Iran divide e infiamma il fronte Maga
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Levin e Loomer attaccano l’accordo con Teheran, sui social esplode la protesta. I repubblicani temono: «Così perdiamo le elezioni di metà mandato»

Il cessate il fuoco con l’Iran non ricompatta il fronte trumpiano, anzi ne accentua le divisioni. Nel mondo Maga cresce il malcontento per l’intesa raggiunta da Donald Trump, considerata da una parte della base e da influenti voci conservatrici un passo falso strategico.

«Un disastro assoluto»

Tra i critici più duri c’è Mark Levin, popolare commentatore radiofonico, che ha definito «un disastro assoluto» l’accettazione del piano in dieci punti proposto da Teheran come base negoziale. Sulla stessa linea Laura Loomer, alleata del presidente, secondo cui i negoziati rappresentano un «fallimento» e hanno finito per rafforzare il regime iraniano.

Critiche espresse anche su Truth

La protesta si riversa anche online: sulla piattaforma Truth Social, punto di riferimento dell’elettorato trumpiano, si contano circa 40.000 messaggi critici. Alcuni utenti parlano apertamente di tradimento politico: «Distruggi la presidenza con questo gesto senza senso», scrive un sostenitore, mentre un altro afferma: «Mi vergogno di aver votato per te nel 2017, nel 2020 e nel 2024».

Preoccupazione per l'Iran

Le tensioni non si limitano alla base. Anche tra i repubblicani cresce la preoccupazione per le conseguenze politiche della gestione del dossier iraniano. Dietro le dichiarazioni ufficiali di sostegno alla tregua, molti esponenti del partito temono un impatto negativo alle urne. Secondo fonti citate da Politico, la guerra con Teheran rischia di «cementare» una sconfitta alle elezioni di metà mandato, mettendo in pericolo sia il Senato sia la Camera. La tregua di due settimane viene giudicata da alcuni strateghi «troppo poco e troppo tardi» per invertire la tendenza. Il calo nei sondaggi di Trump e l’aumento del costo della vita — aggravato dal conflitto — alimentano i timori. La Casa Bianca viene accusata di essersi concentrata sulla crisi internazionale trascurando le difficoltà economiche interne, mentre resta incerto se i negoziati con l’Iran porteranno risultati concreti.

Repubblicani divisi

Il risultato è un Partito repubblicano sempre più nervoso e un movimento Maga diviso, proprio mentre si avvicina un appuntamento elettorale cruciale.