
La protesta contro l'austerità passa anche per il Belgio, finora risparmiato dagli effetti più devastanti della crisi economica che non sembra avere mai fine. Oggi circa 130 mila persone, tante quanto non se ne vedevano da oltre 30 anni, hanno manifestato per le strade di Bruxelles contro il programma del nuovo governo di destra incentrato su ricette a base di rigore e interventi come l'aumento dell'età pensionabile. Il corteo che ha attraversato pacificamente il cuore di Bruxelles, è stato organizzato in occasione di uno sciopero proclamato dalle principali sigle sindacali. La giornata di protesta è stata però turbata da episodi di guerriglia urbana. Circa duecento manifestanti, secondo i media locali, verso le 16 si sono staccati dal corteo principale e in un'area vicina alla gare du Midi, armati di bastoni, pietre e bottiglie, hanno cominciato a rovesciare auto in sosta dandole alle fiamme. La polizia è intervenuta caricando il gruppo di facinorosi che è poi riuscita a disperdere ricorrendo al lancio di gas lacrimogeni e all'uso di idranti. Al termine di un'ora circa di scontri e tafferugli, il bilancio è risultato essere di 36 feriti, tra cui una dozzina di poliziotti, e una trentina di fermi tra i manifestanti. Oltre a numerose vetrine infrante e auto distrutte. A dare fuoco alle polveri della protesta, il programma economico-sociale che il nuovo esecutivo di destra ha messo a punto per realizzare risparmi per complessivi 11 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Tra i vari interventi contestati, l'innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 67 anni a partire dal 2030. Il governo ha giudicato "totalmente inaccettabili" le violenze avvenute oggi ed ha ribadito che le misure in corso di adozione sono necessarie per garantire il futuro. Altre manifestazioni sono previste nei prossimi giorni prima di uno sciopero generale in tutto il Paese fissato al momento per il 15 dicembre.
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