
Il Parlamento britannico ha sospeso i suoi lavori da stasera al 14 ottobre in vista del Queen's Speech, il tradizionale discorso di fine anno parlamentare in cui la regina legge solennemente, a Camere riunite, il programma del governo per i mesi successivi.
L'iniziativa è frutto di una decisione annunciata nei giorni scorsi dal governo del premier britannico Boris Johnson, che nel Regno Unito ha il potere di decretarla.
L'atto di sospensione (prorogation) - pur avvenendo nel pieno della crisi sulla Brexit, con i negoziati supplementari fra Londra e Bruxelles sull'orlo di un fallimento in attesa solo di essere formalizzato - questa volta non pare suscettibile di polemiche particolari o di ricorsi giudiziari, dopo quello precedente di ben 5 settimane dichiarato alla fine "illegale e nullo" dalla Corte Suprema nei giorni scorsi. Una durata di sei giorni rientra infatti nei tempi e nelle prerogative governative ordinarie previste dalla prassi istituzionale britannica per la circostanza.
L'Ue pronta ad offrire un rinvio a giugno 2020
La prossima settimana, i leader europei considereranno una serie di date, fino a giugno 2020, per un'estensione dei colloqui sulla Brexit, visto che al momento il negoziato appare su un binario morto. Lo scrive il Guardian.
Fonti del giornale dicono che "una serie di date" saranno sul tavolo del vertice europeo della prossima settimana, ma sembra che la scadenza più probabile sia giugno.
Un'estensione della permanenza del Regno Unito nell'Ue sembra inevitabile, scrive il quotidiano, e fonti diplomatiche ipotizzano anche una data che preceda le possibili elezioni anticipate, così da costringere i Comuni ad accettare un accordo. "Ma i politici preferiscono tenere le carte coperte più a lungo possibile, e così allungare il periodo sembra più realistico", dice un alto ed anonimo diplomatico europeo citato dal giornale.
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