
La premier britannica Theresa May è riuscita a convincere il suo consiglio dei ministri ad aumentare l'offerta britannica, portandola fino a 40 miliardi di euro (oltre 46 miliardi di franchi al cambio attuale), per saldare il conto del divorzio nella Brexit. La condizione è che l'Ue apra a sua volta uno spiraglio sulla fase due dei negoziati, quella degli accordi commerciali. È quanto si legge oggi sui quotidiani del Regno Unito secondo cui il primo ministro ha ottenuto il sostegno su questo punto anche da Boris Johnson e Michael Gove, capifila dei ministri euroscettici duri e puri. Non è stata presentata alcuna cifra ufficiale sebbene l'offerta sia del doppio rispetto alla precedente stimata in 20 miliardi di euro. Intanto la commissione elettorale ha aperto una nuova indagine sul presunto sfondamento dei tetti di spesa da parte della campagna referendaria pro-Leave del 2016 (violazione che peraltro - se pure accertata - potrebbe dar luogo al massimo a una multa).
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