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Estero
Brexit: consulenze "cinesi" per soldi, accuse a veterani Tory
Redazione
9 anni fa

Consulenze offerte a pagamento a finti intermediari, spacciatisi per rappresentanti di aziende cinesi, con la promessa di tenerli informati in anticipo sulle future mosse del governo di Theresa May sulla Brexit. È l'accusa rivolta a tre veterani Tory sulla base di un video-trappola trasmesso stasera da Channel 4 e anticipato dal Sunday Times. I tre sono il deputato Andrew Mitchell e lord Andrew Lansley, rispettivamente ex ministro dello Sviluppo Internazionale ed ex ministro della Sanità nei governi di David Cameron (oggi a sua volta impegnato nella promozione degli investimenti di Pechino in Gran Bretagna); nonché Peter Lilley, già ministro dell'Industria e poi del Welfare sotto Margaret Thatcher e John Major. Tutti sono caduti nel tranello teso dalla tv, intavolando apparentemente contrattazioni con gli pseudo "cinesi". Lansley (che nel video chiede 5000 sterline al giorno per svolgere attività di "intelligence" politica) non nega i fatti, ma li presenta come una forma di consulenza lecita. Mentre Mitchell - noto per l'impegno per la Siria e paladino dell'interventismo militare "umanitario" - prova a smentire tutto sostenendo di aver sospettato il trucco e finto di trattare, salvo denunciare poi tutto ai servizi segreti interni britannici dell'MI5. Altri esponenti conservatori evocano da parte loro un "complotto" dei media. Ma Alistair Graham, ex presidente del comitato di vigilanza sugli standard di comportamento nella vita pubblica, critica l'atteggiamento dei tre - così come mostrato nei filmati - alla stregua di un tentativo "inaccettabile" di "far soldi extra approfittando di un periodo di confusione". "Dare aiuto specifico a singole aziende, con informazioni non generalmente reperibili, non dimostra un grande rispetto per il pubblico interesse", conclude severo Graham.

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