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Estero
Breivik: "Ho agito da solo", ma la polizia cerca dei complici
Redazione
15 anni fa
Progetti di strage dal 2009. Video: il massacro di Utoya. Il racconto dei sopravvissuti. ll delirante memoriale. Le foto di Anders da piccolo

Anders Behring Breivik, il sospetto killer di Oslo, stava preparando gli attentati almeno dall'autunno del 2009, secondo quanto scritto su un documento di 1500 pagine che lui stesso ha pubblicato su internet. Nel memoriale, il norvegese spiega nei dettagli i preparativi della spedizione, invocando "l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse", e dice di aspettarsi di essere ricordato "come il più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale".Bianco, biondo, cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra, iscritto a una loggia massonica e con avversione per l'islam e la società multiculturale, Breivik ha detto alla polizia che gli attacchi sono stati un atto "atroce ma necessario" e di aver "agito da solo", ha riferito Geir Lippestad, il legale che lo rappresenta, aggiungendo che il suo assistito lunedì comparirà davanti a un magistrato che dovrà decidere se rilasciarlo o se trattenerlo in carcere. Davanti al giudice, ha detto l'avvocato, "spiegherà tutto".Il racconto dei sopravissuti Drammatico il racconto dei sopravissuti alla strade sull'isola, radunati in un albergo nel villaggio di Sundvollen. L'assassino, rivelano, si muoveva con calma e lentezza, sparando sulla folla di giovani, colpendo alla testa i feriti o coloro che si fingevano morti, mitragliando chi si lanciava in acqua per fuggire a nuoto. "Ho sentito urla. Ho visto gente che chiedeva pietà, ho sentito tanti spari. Lui li ha spazzati via. Anch'io ero sicuro che sarei morto", racconta Kursetgjerde, 18 anni, che si è nascosto fra le piante, è fuggito a nuoto ed è stato soccorso da una barca. "La gente fuggiva ovunque. Qualcuno cercava di salire sugli alberi. Altri venivamo travolti dalla folla", ha detto, aggiungendo che l'assassino diceva alla gente di avvicinarsi. La condanna della comunità internazionaleDura la condanna da parte della comunità internazionale, da Barack Obama a Angela Merkel, dalla Russia ai palestinesi di Fatah, al Papa. Il Re di Norvegia, Harald, la regina Sonia e gran parte della famiglia reale, insieme al capo al premier laburista Jens Stoltenberg e diversi ministri, hanno fatto visita al luogo della strage e ai sopravvissuti. E il premier, che ha definito gli attacchi una "tragedia nazionale" che non farà tuttavia piombare nel terrore la "società aperta" che è il "marchio di fabbrica" della Norvegia, ha fatto sapere che il livello di allerta terrorismo non è stato elevato. La polizia arresta i primi sei sospetti Operazione della polizia a meno di 48 dalla strage. Ad Oslo e dintorni passati al setaccio le case di tutti i neonazisti schedati negli archivi della polizia. La polizia ha prima arrestato sei persone, in seguito rilasciate, perchè non connesse alle stragi del 22 luglio. Inoltre nessun esplosivo è stato trovato nel blitz delle forze dell'ordine in una zona nel nord-est della capitale. Fino a questo momento,quindi, l'unico sospettato per il duplice attacco resta Anders Behring Breivik, 32 anni, che ha confessato, dichiarando di aver agito da solo. "Stiamo conducendo un'operazione di polizia che riguarda un indirizzo nell'est di Oslo. È legata all'inchiesta" sugli attacchi, ha dichiarato il portavoce, Anders Fridenberg, senza voler aggiungere altri dettagli. La polizia giustifica i tempi reazione a Utoya Il capo della polizia norvegese Sveinung Sponheim ed il capo delle operazioni Johan Fredriksen hanno giustificato i tempi di reazioni all'attacco di Anders Behring Breivik sull'isola di Utoya con la necessita di "trovare le forze più adatte all'intervento" e con la "difficoltà di operare su un'isola". Il capo della polizia ha precisato che il primo allarme alle forze antiterrorismo è arrivato alle 17:38 e che alle 18:20 i reparti Delta erano sulla terraferma davanti all'isola. Alle 18:35, hanno precisato, Breivik è stato arrestato. 

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