
Una ragazza di 17 anni, fermata per caso per una rissa in una cittadina dell'interno dello stato di San Paolo, in Brasile, ha confessato alla polizia di aver ucciso trenta uomini, tutti a coltellate. Secondo il commissario Mauro Truzzi Otero della polizia di Sao José do Rio Preto, la ragazza - della quale non sono state rese note le generalità - ha detto di aver agito per motivi diversi a seconda dei casi, "per soldi, vendetta o per fare giustizia". Per fare giustizia, per esempio, avrebbe ucciso un pedofilo, che "stuprava bambine di 9 e 10 anni". "Con me però non ci aveva mai provato, perché aveva paura, e aveva ragione", ha detto la ragazza, che adesso è indagata come possibile serial killer. "Ha deciso di confessare perché dice di sentire il peso di quelle morti sulla coscienza, e perché si vuole liberare di tutto ciò prima di compiere 18 anni", ha detto il commissario Otero. Di fronte ai dubbi della polizia sulla veridicità delle sue affermazioni, la giovane avrebbe dato dettagli convincenti di almeno undici degli assassinii. "Prima di prendere tutto per buono, stiamo verificando ogni delitto. Può anche essere che voglia coprire qualcuno grazie al fatto di essere minorenne - ha dichiarato il commissario - Ma di sicuro ha partecipato ad alcuni degli assassinii", avvenuti in varie cittadine dell'interno dello stato di San Paolo e del Mato Grosso dal 2006 ad oggi, da quando quindi la ragazza aveva 14 anni. ATS
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