
L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, al centro di cinque inchieste della magistratura per vari reati tra cui corruzione, riciclaggio e traffico di influenze, contrattacca e chiede danni morali per un milione di reais (circa 300 mila euro). La richiesta è fatta nei confronti del procuratore della Repubblica Deltan Dallagnol, coordinatore della task force di Curitiba dell'inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite brasiliane. I legali dell'ex presidente di sinistra accusano Dallagnol di aver promosso ''attacchi all'onorabilità, immagine e reputazione'' di Lula durante un'intervista concessa lo scorso settembre in cui il procuratore esponeva le argomentazioni dell'accusa contro l'ex capo dello stato. In quella occasione, Dallagnol incontrò la stampa e fece anche uso di un power point, in cui varie frecce indicavano il nome di Lula al centro di un diagramma, accusando l'ex presidente di essere ''il comandante supremo dello schema di corruzione'' al centro dell'inchiesta Lava Jato. ''Nessun cittadino può ricevere il trattamento che è stato riservato a Lula dal procuratore della Repubblica Dallagnol, a maggior ragione prima che vi sia stato un giudizio giusto e imparziale. Il procedimento penale non autorizza che le autorità espongano l'immagine, la reputazione e l'onorabilità di persone accusate, ancor meno sulla stampa nazionale e con termini manifestamente offensivi'', si legge in una nota degli avvocati Cristiano Zanin Martins e Valeska Texeira Martins, difensori di Lula.
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