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Brasile-Italia: Battisti, presidente STF a favore estradizione
Redazione
17 anni fa

Il presidente del Supremo Tribunal Federal (STF) brasiliano, Gilmar Mendes, ha espresso parere favorevole all'estradizione in Italia di Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) condannato in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi alla fine degli anni '70. Prima di formalizzare il suo voto ha però deciso una pausa del giudizio. Cesare Battisti, 54 anni, è detenuto in Brasile in attesa della imminente sentenza del STF (l'equivalente della Corte costituzionale italiana), chiamato a decidere sul suo status di rifugiato politico e sull'eventuale estradizione in Italia. Per giustificare la sua presa di posizione, Mendes ha esaminato la giurisprudenza riguardo all'estradizione di terroristi dei Paesi di grande tradizione giuridica e di quelli che soffrono di un problema endemico di terrorismo, come la Spagna con i terroristi dell'Eta, ed ha concluso che la grande maggioranza identifica il terrorismo alla delinquenza comune, e non al delitto politico e di opinione, in particolare quando si tratta di democrazie, mentre il caso è molto differente quando si tratta di dittature. Mendes ha anche citato le reazioni in Italia alla concessione dell'asilo a Battisti da parte del ministro della Giustizia Tarso Genro, da quelle del presidente Giorgio Napolitano e del guardasigilli Alfano fino agli incitamento al boicottaggio dei prodotti brasiliani come forma di pressione sul governo brasiliano, per smentire l'ipotesi di persecuzione politica ai danni dell'ex terrorista e considerarlo invece un'indignazione 'trasversale' di tutta la società italiana. Il presidente della Corte suprema ha anche ripercorso passo a passo tutti gli omicidi attribuiti a Battisti, per illustrarne il carattere di delitto "comune" e non politico. ATS

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