Cerca e trova immobili
Estero
Brasile-Italia: Battisti, presidente STF a favore estradizione
Redazione
17 anni fa

Toccherà al presidente Lula la decisione finale sull'estradizione di Cesare Battisti in Italia. Ieri sera il Supremo Tribunal Federal ha in una prima parte dell'udienza approvato, per 5 voti a 4, l'estradizione dell'ex terrorista a Roma. E poco dopo, in un secondo dibattimento, gli stessi giudici hanno stabilito, anche questa volta per 5 a 4, che sia il capo dello Stato ad avere l'ultima parola. Nella prima parte dell'udienza, il presidente del Supremo, Gilmar Mendes, si è detto a favore della riconsegna a Roma di Battisti, rilevando tra l'altro che i quattro omicidi per i quali è stato condannato l'imputato in Italia sono in sostanza "crimini comuni, non politici". Subito dopo aver manifestato la propria posizione, durante una pausa dei lavori, il legale di Battisti, Luis Roberto Barroso, ha detto di essere "dispiaciuto che Mendes si sia pronunciato in questo modo. Ma lui, ha aggiunto, è il presidente del Tribunale". "Il mio pensiero va ai familiari delle vittime di Battisti, che hanno finalmente visto riconosciuto il loro fondato diritto ad avere giustizia", ha commentato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. Le notizie provenienti da Brasilia hanno subito innescato una lunga serie di reazioni positive in Italia, non solo dal fronte politico. "Per esultare aspetto di vedere la decisione per iscritto. Ancora un paio d'ore", ha commentato Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dai Pac. Il ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano, ha inoltre sottolineato che i giudici brasiliani "hanno emesso il decreto di estradizione", aggiungendo subito dopo che all'esame dell'Alta Corte doveva decidere se la firma dell'estradizione da parte del presidente Lula sia un atto "dovuto o discrezionale. In quest'ultimo caso, ha precisato, ciò significherebbe che Lula può rifiutare l'estradizione". Per Alfano, il risultato oggi in Brasile rappresenta comunque "l'affermazione di un principio importante, e cioé che Battisti è un assassino e non un detenuto politico". Nella seconda parte dell'udienza, i giudici hanno in effetti affrontato la questione della competenza di Lula sull'ultima parola per dare il via libera all'estradizione. Questa volta il voto è stato ribaltato: cinque giudici hanno ritenuto che il capo dello Stato ha la facoltà costituzionale per intervenire sul caso, in quanto legato a un tema che riguarda i rapporti diplomatici del paese. Per contro, gli altri quattro hanno invece sostenuto che lasciare nelle mani di Lula l'analisi finale del caso sarebbe ridare all'esecutivo la possibilità di concedere l'asilo politico, ritenuto invece illegittimo nella prima parte del dibattito, quella che ha dato via libera all'estradizione. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata