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Brasile: guerra narcos a Rio, timori per mondiali e olimpiadi
Redazione
17 anni fa

Lo shock causato dalla guerra fra bande di "narcos" e polizia militare scoppiata venerdì scorso nelle favelas della zona Nord di Rio de Janeiro ha costretto il governatore della città, Sergio Cabral, ad assicurare che la città "sarà pacificata" per i Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016. Ma perfino il governatore ha dovuto ammettere che "abbiamo già spiegato al Comitato Olimpico che non sarà facile, e loro ci capiscono". Ieri il bilancio degli scontri è stato di 14 morti, tra cui due poliziotti, un elicottero delle forze di sicurezza abbattuto, nove autobus dati alle fiamme. E il numero delle vittime potrebbe salire ancora: secondo fonti della polizia citate dei media locali, due dei sei poliziotti feriti ieri nell'esplosione del velivolo abbattuto sono in condizioni definite molto gravi. Stamani, le autorità hanno lanciato una nuova operazione di polizia contro le principali favelas della zona, a cui hanno preso parte circa 3.000 agenti. Negli scontri nella favela di Jacarezinho sono rimasti uccisi due "narcos", mentre altri quattro, che sarebbero legati all'abbattimento dell'elicottero, sono stati arrestati. La guerra nelle favelas di Rio è apparentemente iniziata quando un centinaio di "narcos" del gruppo Comando Vermelho (Commando rosso) hanno invaso il Morro dos Macacos (collina delle scimmie) per conquistare il territorio ed il giro di denaro legato ai traffici dei rivali, gli Amigos Dos Amigos (Amici degli amici). Il governatore Cabral ha sottolineato che "con 40 mila uomini dispiegati sulle strade" si potrà garantire la sicurezza a Rio, ma Paulo Lins, ex residente della favela di Cidade de Deus, noto a livello internazionale per aver sceneggiato l'omonimo film di Fernando Meirelles, ha sottolineato che la violenza nei quartieri marginali non potrà superarsi finché non si risolveranno le sue due cause principali: l'esclusione sociale e la corruzione. "La polizia è sempre stata corrotta, e solo c'é violenza perché c'é razzismo, corruzione e povertà. Senza corruzione non c'é criminalità organizzata, perché non si possono trafficare armi senza corruzione: nella favela puoi piantare marijuana, ma non puoi fabbricare armi automatiche", ha detto Lins al quotidiano Estado de S.Paulo. ATS

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