
Tensione altissima, nel sud dello Stato di Amazonas, tra residenti bianchi e una tribù di indigeni brasiliani: circa 300 persone ieri hanno distrutto alcune costruzioni situate all'interno della riserva destinata all'etnia 'tenharim', nel comune di Apuì, dove passa la Rodovia Transamazzonica (una strada costruita dai militari negli anni Settanta, che attraversa da est a ovest la foresta Amazzonica). L'ondata di violenza nei confronti degli indios è scoppiata mercoledì scorso nel vicino municipio di Humaità, quando circa tremila residenti hanno promosso una manifestazione di protesta contro la sparizione di tre uomini, dallo scorso 16 dicembre, attribuendone la responsabilità ai tenharim. Nell'occasione, le sedi locali della Fondazione brasiliana di tutela delle popolazioni indigene (Funai) e della Fondazione nazionale della salute (Funasa) sono state date alle fiamme, insieme con capanne, imbarcazioni e veicoli usati dagli indios. Sentendosi minacciati, questi ultimi hanno dovuto ricorrere alla protezione dell'esercito: circa 150 si trovano ancora oggi alloggiati all'interno di una caserma della città. I residenti sospettano che i tre scomparsi (un dipendente della società elettrica statale, Eletrobras, un rappresentante di commercio e un professore) siano stati sequestrati dagli indios come ritorsione per la recente morte di un loro capo tribù (cacique). Le forze dell'ordine tuttavia sostengono che quest'ultimo sia morto investito da un'auto. A partire da oggi, militari inviati dal governo inizieranno a ad approfondire le ricerche dei tre dispersi. La sicurezza nella zona è stata nel frattempo rafforzata con la presenza di uomini della Forza nazionale di sicurezza pubblica e della Polizia federale.
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