
Un centinaio di indigeni brasiliani, armati di archi e frecce, ha occupato ieri un edificio nel centro della città di San Paolo, tenendo in ostaggio 30 impiegati pubblici. Gli indigeni chiedono un miglioramento dei servizi sanitari e di emergenza nei loro villaggi. I capi tribù dei villaggi, nello Stato di San Paolo, hanno occupato l'edificio della Fondazione Nazionale di Salute (Funasa), esigendo le dimissioni del suo direttore, Raze Rezek. Il Funasa è l'organismo pubblico che si occupa di garantire la salute pubblica e le infrastrutture per le comunità indigene. "I nostri bambini muoiono per l'acqua inquinata" ha detto Awa, capo della tribù Tupi, aggiungendo che "da tre anni le autorità del Funasa non vengono a vedere in che condizioni viviamo". la tribù Tupi è stanziata a Ubatuba, una delle località balneari più esclusive dello stato di San Paolo. Un altro dei capo tribù, Guaracy, ha dichiarato alla stampa locale che l'occupazione aveva lo scopo di attirare l'attenzione sul problema della mancanza di infrastrutture per le comunità indigene. Gli indigeni hanno impedito agli impiegati di uscire dall'edificio fino al tramonto. "Non abbiamo preso nessun ostaggio" ha detto Guaracy, aggiungendo che "è l'uomo bianco a tenere in ostaggio noi". Nelle 37 comunità dello stato di San Paolo vivono oltre 5000 indigeni. ATS
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